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BC Historical Books

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Viaggi dalla China alla costa nord-ovest d'America fatti negli anni 1788 e 1789 dal capitano G. Meares.… Meares, John, 1756?-1809 1796

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     V I AG G I
DALLA   CHINA
ALLA cStK NORD | OVEST
D'   AMERICA
FATTI  NEGLI  ANNI   1788  e   1789
.      DAL   CAPITANO
G.   MEARES
PRIMA TRADUZIONE ITAI4ANA
ARR1CCHITA DJ tfQTB > VEDUTE, MARINE , RITRATTI ec.
5 Aggiuntovi V Estratto della ReUzione deW Amba-
sciata di Lord Macartney alia China .
T0M0    SECONDO
FIRB.NZE   MDCCXCVI.
A  SPESE  DI  GIOVACGHINO  PAGAN!
j Con Approvazione ♦
 3SS3JB3 3 3JIT8UJJI OTJOM JA
mOWAhM  OSM3SGJ ,018
■i^-wu&J  moi
i'nV.'b  ^ioml o^Wd^V
i
HR
 AL MOLTO ILLUSTRE E CELEBRE
SIG. LORENZO  NANNONI
Pubblico Lettore d9 Istituzioni Chirurgi-
che, Dimostratpre d9 Operazioni, e pri-
mo Operatore nel Regio Arcispedale di
Santa Maria Nuova> Chirurgo del Regio Spedale degl Innocenti, e di quello
di $. Gio. di Dio, Membro del Collc-
gio Medico Chirurgicp di Firenze ,
Professore d9 Anatomia, di Fisiologia ,
e d9 Ostetricia, Socio dell9 Accademia di
Chirurgia di Parigi, della Fiorintina,
dell* Etrusca di Cortona ec. ec.
MODESTO  KASTRELLI
SALUTE.
.Icercando unSoggetto celebre per
la vasta e profi&itida erudizione, e per
la Scienza la piii proficya e vantage
giosa al Genere Umanq, non altri che
Voi, iilpscre Professore, poteva io see-
 w
3*1S#&, tpwbkidi^^efqii^o^«SSfldft
Tomo di una ,mia20®rt^s#3^Ui £&*
segtfa^ tjtt^lla^tfcma ^^v^^feoi&bo,
#ndU$ft*€l4« ^idteffc lodin^t® &"$?fbuto.
:itf£$^isYr6*&^ ^fastf*
#lfel4§W$^comig .-t£lR£uUh^¥iflfifet£o^
§6po opere ^8fast§§j^3|gri^SbteBilfd'nM 1
r^ot&Ptaperbo. lo^fioii gl^g^i^heioAi*
virti^^^atnici^^fc^ patriaeti^lilosofit,
de* genj che colle loro scienze ^ada-
no chiari e C¥te%i per tutta TEuropa.
Voi certamence possedete questi tre
sublimi caratteri. Come Virtuoso Ami-
co trasfondete que' lumi che avete ap-
presi nella ||$Rcil carriera, ma franca-
mente percersa; e gli scolari, or maestri, che da voi hanno apparate leteo-
tie profonde, ed apprdla T esperta ppt*-
tica , vi formano ifcifSMJS&silt elogl\
Cittadino Filosofo J' Umanitk vi appel-
la veggendovi tutto per tutti , ed in c
ogni ora e in ogni tempo apporre la
roano operatrice a' funesti colpi di
morte. Frema pure Pinvidia, e di sde-
gno il malevolo si roda, Le Opere vo-
stre, le vostre cure, i vostri insegna-
menti hanno oramai inciso il yostro
home nel Tempio dell'Immortalitk, e»
5fiS££SK<K<
 w
j§fc> itif^t^adfiii^eiiii^^nn lb omoT
La0$ur$s? f&h$ mckiprshfaiM if£fcD®g$a
Per &i grandi ^ nobili §%y^iit£n#
partf ^^:0^emMnMim^s6^^'<^^^
re ar^ifpj fed^dllusfcrt, vi ^degnaiiiijgQi#
diretca^jdEglti^eppe , ££gualmen$e dE|b#
?5fjOi3^bravare Iiogemcolio(0i^0pec^*>ft"
ternQl^Vlii^^ure qualch^j^iislcig^jp^^-
-jteido 4p*<ljtiversi specifici e^fejatfiyjji alk
salute de* marin&ri; p^te roeftica, cfef
$t$solutamente meriterebbe u*^qualol|&
Trattato.
Or mentre io sollecka rindulg^i^
-•C&njdel pubblico ofFrendogli la tradu*
zione di un opera che esigevaunin#@-
gior ;ta]entogj$ri<^gQ da Voi che mi
^Qliti^iiAi&e netJbc^pi4yi>lvnza ed afe-
zione dii^ostrataniidmooal presentg^ji
pilSOf-   ll  'Olid
9 \imMnoma
 lost hrc  snotii  £  „ jmaqoo'S pp$|
iii^^iS^^#= ,imm ib onMbocrraq ius;
Amp .i>. =. Bi3\acymil\. \tab jmamb^oxnta
-tab LMjb^ = . vuu&nnfc nx>Wsb i^u&a
tS&:.
 INDIGE
CAP. VIII. Si arriva a vista della terra senza potersi avvicinare. = Scoperta d9 isole
che si nominano isole Grampus .^Freddo
eccessivo; ragione presuniibile di questo cangiamento di tempo. = Si veggo-
no de9 branchi d9 uccelli* | Si passa vi-
cino ad una gran quantita di quell erba
che I9 acqua staoca dagli scogli , = Scoperta di uno scoglio enorme, a cui si
da il nome di Moglie di Lot. = Si
veggono galleggiare sail acqua una tra-
ve e un pezzo di canot. = Tempi bur-
rascosi. '= Si vede und tartaruga ad-
dormentata sul mare. = II tempo si
fnette alia tempesta a misura che ci
avviciniamo alia costa d9 America. =
Si segue la rotta della Ri sol u zione e
delld Scoperta * = Errore nel nostro
compute* - Vedesi per la prima volta
un perrocchetto di mare. 1 Chiarezza
straordinaria dell Atmosfera ; a qual
causa debbasi attribuire. = Veduta della costa d9 America. =
 ^^wr^imsxm^tiihl^ (teHq^xfaqeih^ s&a
-^fei^b/iss}^ \MJWAdtgli.Amibi meWnm-
~ift^$ia^<i&<fel^ GiaiigfozAPsj Pag>rttf.
G-&81 iK*i&MtnddAje ^atii^gihjsd'Jieh'S^o
m&$eglt Amici all imboccajmM.dkli$&\Gmr~
stvastynlLui^^
%rgfg&x>a di Comek&fa al loro *arzimh==
-Ffamnapa , capt^Ifidiano, vienmd borio ;
\yihimfc$&tagliMdla sua visita . ^,Isel-
~W&ggi ci recano delle provvisioni di pe-
~$|pj - Comekala si dispone-a andare a
terra. == Sua vestittrrd: ricevimento che
gli fannoj i suoi conipatriotti.  = Occu-
pazioni della gente dell equipaggio. =
Arrivo di Maquilla,'Capo^dW?\irhbocca-
~%ira del Re Giorgio| coti Cami&tim^tl9
uomo defbrango ikpiu di&d&w rdopo di
, lui * = DescTitim^ddieiovbvesd e delle l&ro cerimfflii&haita vi^t^del iktsCil-
\1@0 = Vengoxh fltl.&nppcft> .\W-^^^|>cG^j4Ci^r^/
®$cmno a9 medesimiw^i^t^tifto di-^testi
i\&ccordatmdri\ ^'t^i^M)n^\idi
Reg&li&$hh sli[^tfm(h^ohin ®iwiMm%k~
0&$<ii§tmibffi&%i&\
j^oC^&P^n^^dfee
^Se?.:
 ^&e&^^a^%>^^Vni^Vcm^^ Maq0-
£Qk ^disprbx^g^® U\distd^an^m^(si2id
-wiva^^'£\ml^cd^\uiG(it^ ^mxd^yii^ir
■^te^iXawicsuf^V^^ ll|lfe^»
«,^&mt&}&e>ihpm%zo ddU^pe^i\yii\&ttfa
r~dibniam* mgDo/^i supwWPitii nkll&mi&i%;e
de9 contrmti che concludevano conm®&i~
AQondotta di Comekala. - Abbiamow^il
credito di fame un capo. = 6W^sa~
//zzo. = Cerimonia magnifica iti tale oc-
casione. = Alaquilla ed i suoi caphU*
dottano le nostre vesdmenta e le nostre
rmaniere. a Regalimi gran valore fatti
da Maquilla* | Rubamento di una mala
da art not are. |g Alcun0selvaggi ci p@r-
Wtano a vendere  una mano d* uomoxii^
Pericoimche corrono in tai cireostanza.
Persdita despiorabile d9 una parte del&e->
\7qrii)paggio^ddl Aquila Imperiale   nel
%n^^&oliugioni per cui>wupponeva$kp
iWrn^Mxtytiilla fikse un cannibale. =#r&-
isn® g®hm§iabe adolpnaw da CallicitMy^
 ib d^^KS^^te^ ¥ ^kM^^iUis^^^M e
$±\dm di§$V£ik^fWs}<&$ &
&rJ.er$l4sfe= Mm^Mi^^l^pt^^t^^Ut Ml i*
®vi^ipdggi%d&k n^J^%^k4^M\l°^ =Misw*
hi^^ese per lo^sieyrezza debyLys$$cca-
Imnente*:- Progressi de9 lavori per la co-
struzione del nuovo vassellb.. p Buona
salute dell equipa^o. -J^istta diceri-
nionia resa a Macpiiila, erinniioydZio-
ne   del Trattdto *f$h*GH diamo avviso
dell epoca, in-mi probabilmmte ctr^ive-
ra   I l^gcnri^^^Maqiki^^, 'iomanda
rMinaJettera ,peZ$gjgi^riprg^§$4l itfrf&el-
: lo^^vNostf^tsorpiiickl^dend^la <dfet#to
^£z ^h4' mfinitkcm} c^gnizipte^tffe^^i&o9
n^l^fcse /^^<ii^^ca^M'«j^ lst(ml#zdi
^z^^^a^^yfm^ GdM^^^rt^tm^i^la ■
Iwiaaccia   deM^mti'^ 4&Q#^sex>\is^ Wi"0~
^miawo ®&l£&idi W ^ank^^J^mctliifO'-
<rtT^p^&£taw&& • * w.iftu ^$fl^0ltessu ®$o~
..*%.e  alia  vela .  p Piano   della ...noStra
rotta. i 70.
■a^fflH^^BK ^SBk. ^Hr «i^^ ^Hf rfH
 ^%id^^ttk^ rW-\d$fl&iti* W\t¥teatlMii$L&*&
^Jfiwaferi^^ftWazTa lfoa1fflfict$&l Wtiscdlo*
» y^iS^zPe^^iS^pt^e ^ d$l*WM$®ggib di
I ^&^a#^^^X^F^i)^^PlBF8H€ deMdtft&ua
%iuono d9 ingenuita 1% NumeroMfatniglia
diWicananish. U Sua opulenza Z^suoi
tesbri, sua md$Hera di trattarei eonvi-
tati. | Presen0pffkUi a Wicananish. -
«$z valutano da lui moldssimo i nostri
fr^ljfH Pve si fa bbllire il the. = Sua ma"
gtiifidenzaMi^f^gali che ci da in cam-
&bkjfctj&ijfm^i^s'Donne i$Wicananish\
■tefew bdlezkd^p^egali^fye ricevono nda
^W>h ^$$$kfydli relazioni diUbrnmercio
^^^^t7<2ggi^^n@^p^^^^o delk fre-
^^^zwM^hch^^i^i Omi^Mi&^commes*
~®ti& fiellaspsmotik <fe^tt#fe#8^ da&'mtivL
~®$$&vhl^ggim&?t$: i|£ vascellm ®mvrova
^ffirziiio $dd$i^tWQ^temjmdi dkr fon~
fmm Weft^pww*interim , wmiMt&^jiprto
^6ft*. p$$   onis*^p| | *h» &\k 3«/5*
1
 <bAl&&XHI«==£ i^v$ggi tUWdc^^tiiAkW^
-&)&& x&vi&gfeaitj>. ibemiqu^iyl^\^e9f^^ |
. v'^^iwie'^mdQh^il cap&S ^rQmSQno
■■ failfaftiMdgpfea. fk&dnis£ ffSis^\m^^^UOm
$\>nd>&tifUi§4®^
* s&#t>amT?/^r&fcm^ Re'gali
~\vfkm &tmhuna?part&& dalllx ^t$& in tele
~Y¥$ca\%smrtm\m Huso delle armi a fuoco
fcs&^Bo a quegli isolani.- llmjlaggio e
'{jrusportato a una piccola  distanza. §
^^Trattato fra   Wicananish ,   Hanna,   e
■^0fa*o6tche. = Regali in tale occasione.
"J^Felici conseguenze^he risultano per noi
dal Trattato. = Regali fatd a Wicananish e ricevuti da luU. = Dono inviato
Retail Imboccatura del Re Giorgio. Pre-
^parativi per mettersi alia vela.  ~ La
Felke condnua il&&io$j$^gi&* ~ F>e-
s^^iziohe del PormCox.fp|        fc#P5-
CAP^Xiv. o& cominm&dvwsmdpim <*>
mezzooiornad&ng&Ja cos$&^\(t&a$:-nu->
-oiffre ro diVw/ta^^^
abitUftti sfiktli^^
-Mtitepmeere vedendQi^^Oth^L^pi^V^
'\^ljy&>$coperta]ddgti j$mw Ai Gfav de
 ^^iBppW^^^c^ iftPWnmffiggivwS^ri-
lo. § MxWsW^hn^gfak nutnero dmml*
laggi .xf$$~Costa pericolpsdb =  Viplet%za
de* venti .di sud est, = Capo Flkmty.
Villaggio dtjgClasset. = lt\ vasc^iy^n-
tra nella baia di Queenhythe, =4 Aspet-
to %(vaggio del paese.  =   Vedhta }i&l
villaggio di Queenuitet. = Isola della
W&istruzione P = Pericolo   phtticorre, il
vascello, 119.
CAP. XV. Nostri progress!lungo la costa .
^coperM^^della   baia $$t£ Shoal M€$£r *
?fc^haccessibile  a vascelM^h, I selvaggi
\ T4&ftg6fi&zw ffovarci. | £pro deli0§^^
^fy&>lm~tr&ffk&re c®ft noi i\^ Alcu^det-
w ^tagit ^u^questiiis^u^^M£ontmit^io-
ftei&lfeWMg^ioo&z- BaimdeWMgGfffii-h; =
"^^^l^rwA^^^&e^VM frada vera si^iia-
^zfcmk m^i^^ic^la^e le cart^^llo
f -Spdt§kk^t6x'7Ah.melle ^^Magkifio^^pet^
 >$&MWtdfrSrA$&)^^m& rj^^{i^h^^\y,-
&$cifodit^Mlz'iilt' &\^%z^iQ$&&$= *l^fe*
*lia della-rottaitfj^igi pT1^ng$ddij^$i
*cl¥l/i|f%$$$ s^0k<h\mQiSi^W(^,^^^i
<vmiuisianoy4$Ua M&^^m$&r& A&$&}1
I1©ip/S$*k-&Qok. non.) o$^fc$ris$$Q&iM$ >
'Wki^dt^tda noi. = Modvi perv^^na-
»*%&al nord^^r §| prosegue la rotta si
nord^%^\£i veggpno di nuovo li %r^fi
>$j£ Gio.   de Fucav^   Ancoraggio   nel
porto Effingham. = Descsizione di questo Porto. = Si vedono alcuni anifnali
marini. 139.
AP.XVL Si prende poises so delli Stretti di
Gio. de&ica a.npme.iiel Re della Gran
Brettagna. = Si riceve la visita da9 selvaggi. - Posizione vantqggiosa del vascello. I La scialuppa e equipaggiata
ed inviata in spedizione. - Oggetto di
questa spedizione . = Degli stranieri
vengono a bordo del vascello. - Nostre vive inquietudini riguardp alia scialuppa ; ella finalmente arriva. = Moti-
vo del suo precipitato ritorno. i Com*
batdmento co9 selvaggi delli Stretti di
Giovanni de Fuca, e sue conseguen*
ze. I Bravura di questi popoli. == Si-
 *^a%io;%®%^& d0>ci ^}$kpp&^\ityel
~wil^(&arthm&>^ "^^PrU^iWs^XdhsMeka-
*^r%* ^Iffi'&^&SPr^tii ^ffi&sf&fito&fii-^ide
I ^l&^ttan^oj^Ptlfi fi&^ ltb®pth-0H&tfbeiF
^%^0pdggiti^^ Prepar&fflvi^ef^piimt-
*%ersi in 'marelkffiyS abbanMfti% \hp0r-
lW di Effingham. = ^^i&i^dettah^^^
questo porto e  suU9ik^resso.^^>-
gressi del nuovo vascelES^^. Nostri
successi nel trattaio delle pelli.1J%rAt-
tenzioni di Maquilla. EP^
Estratto ^iiim^^tzibne dell9 Ambasciata
ii Lord A^cartn^plla China.    183*
jo ~
    ^^
V I|A  G G I
DEL   CAPITANO
gJIm e a r e s
CAPITOL O   VIIL
Si arriva a vista della terra senza poter-
si av$kinareJp£ Scoperta d9 isole che
si nominano isole Grampus. -= Freddo
eccessivo; ragione presumibile di questo cangidmeMp di tempo. -^§i:peggo-
no de9 hfianchi 4' uccelli. « Si passa vi-
cino ad una gran quandta di quell efbcp
che I acqua st&oca dagli scogli. B Scoperta di lono scoglio enorme, a cui si
dh ii-nome di Moglie di Lota m Si
veggono galleggiare sull9 acqua una (rave e un pezzo di canot. = Tempi but**
rascosi. = Si vede una tartaruga ad-
dormektata sul mare. U II tempo si
metnk alia tempesta a misura che^&r
T. II. A
 avviciniamo alia costa d9 America. =
Si segue la rotta della Risoluzione e
della Scoperta ,' = Errore nel nostro
compute. = Vedesi per la prima volta
un perrocchetto di mare. = Chiarezta,
'straordinaria dell Atmosfera ; a qudl
causa debbasi attribuire j = Veduta della costa d9 America, = La Princ'pessa
Reale parte dall imboccatura del Re
Giorgio. - Pericolo della Felice. = Da
fondo nella cala degli Amici nell imboccatura del Re Giorgio,
JUL di 3. aprile si acq.uietb la tempe-
sta, ed il tempo si pose incalma; ma
verso mezzogiorno il vento salto al
nord ovest, e soffib con una estrema
Tiolenza: il mare divenne agitatissimo,
e si elevb ad una prodigiosa altezza :
si governava all' est~quart-nord, e le
vele di gabbia e quelle di trinchetto
erano tutte assicurate . La latitudine
nord era di 24. gradi e 56. minuti, e
la longitudine est da Greenwich di
143. gradi e 39, minuti.
Verso |a sera   il tempo  si  calmb
di nuovo nel momento che si andava a
smiM-mmx
 / -■
vela* II vento saltb allora air est sud-
est, e si fece vela al nord est fino al
4., in cui il vento si fissb nel rombo
di nord-est; in conseguenza governam-
mo nord-ovest con un tempo piacevole e dolce.
In questa situazione si vide la terra, che ci restava all9 est-nord est, a
otto leghe di distanza, immediatamen-
te nella direzione del vento, lo che c*
imped! di poterci avvicinare. A mezzo
giorno si era a 24. gradi e 44. minuti
di latitudine nord, e 145. gradi e 41.
minuti di longitudine est da Greenwich, secondo le ultime osservazioni
della luna. Ci dispiacque moltissimo
di non potere andare verso la terra
che si vedeva , per prender cognizio-
ne , non avendone veruna notizia in
quella parte del mar Pacifico del Nord.
Siccome si veleggiava nord-ovest spari
ben presto dalla nostra vista.
II di 5. il vento saltb al sud-est,
lo che ci pose in grado di far vela al
nord-est. A ore 2. dopo mezzogiorno
credevasi veder la terra all'est-sud-est;
ma il tempo era si coperto che non
potemmo determinare in una maniera
A a
!»
 ben sicura se fosse veramente la terra ?
o una folta nebbia. Frattanto a ore 3.
si scoperse al nord est dalla prua del
vascello; ma il tempo continuava ad
essere cosi oscnro e nebbioso, che non
ci fu possibile di distinguere in qua!
direzione si stendesse . A ore quattro
e mezzo passate ci troyammo in fac-
a terra a cinque o sei migl%
di distanza: ci parve che fosse un'i*
sola che non avesse molta estensione {
in quel panto la pioggia cadde a torrent!, e T atmo^fera mantenevasi cosi
nuvolosa, che non si pote osseryare la
terra se non imperfettamente. Si suppose che fosse una di quelle isole ste-
rili che si trovano bene spesso in que9
mari: ella poteva avere da .15. a 16.
miglia di lunghezza dal nord al sud \
la rivn'pareva inaccessible per !e scia-
Juppe : una furiosa corrente batteva
contro li scogli, che sembravano ina-
bissarsi nel mares le parti interne del
paese presentayano delle alte monta-
gne, suite cui falde si vedeyanp alcuni alberi sparsi a distanze ineguali,
ed in piccol numero. Si costeggipque-
gft isola fino alle ore 6. della sera, in cui
 5
un9 altr* isoht   si   presentb   al   nostro
4giidrdo I era separata dalla prima per
ffle//o di un canale di tr£ d quattro
leghe: il veoto soliib allora cori violenza: piovve a ciel rotto,e Id nebbia era si folta $ che non potevasi di-
stinguere alcuna cosat dalla prua del
Vascello.
Benche si avesse il vento favore-
vole, siccome il tempo pareva molto
incerto , si pensb che sarebbe stato
prudente di diminuir di vele, e lasdiar-
ne quantd ci era tieeessario per serrare
il ventoi Si raddoppib di vigilanza e
*T attenzione per tenerci in guardia il
piu che fosse possibile cohtro qualsiVo-
glid, pericolo, e navigammo, come al
solito tutta la notte i osservando d*
imbrogliar le basse vele. Queste isole,
delle quali non si pote determinaro
'precisamente il numero* furono nominate isole Grampus, da una Grdmpu*
sd (i) di una grossezza considerabile,
che si osservb saltante fuor dell*adqua
vicinissima alia riva; lo che non si
Vede comunemente in que'mari.
La notte del 5. al 6, fu tempesto-
sissitna, non cessando  di piovere; ma
 tin placido venticello regolare ci con-
solo di questi dispiaceri, e ci spinse
rapidamente verso il nord-est.
II di 6. il vento passb tutto a un
tratto al nord-ovest, e ci dette un
tempo bellissimo: soffib costantemente
con molta forza i A mezzogiorno la latitudine nord era di 27. gradi e 30.
minuti, e la longitudine est di 148.
gradi e 3^. minuti. In quel momento
ia variazione del compasso era di 3.
gradi e 20. minuti est.
Si comitlcib ad essere spinti rapidamente verso il nord, ed osservammo
bentosto, che eravamo passati tutto ad
un tratto dal caido al freddo. Sicco-
me si abbandonava un clima , ove si
erano provati de' caldi soffbcanti $j era
naturale che tutte le genti dell' equipaggio risentissero vivamente il rigore
del freddo. Questo cangiamento ci au-
torizzb a ridurre la razione dell'acqua
da un gallone a cinque pinte per uomo, senza che una tai diminuzione pro-
ducesse il minimo male*
Si continub ad avere il vento fa-
vorevole al nord ovest fino a ore otto
della sera. Ci trovavamo allora  a' 28.
 gr^di e 58. minuti di latitudine nord,
I 154. gradi e 19 minuti di longitudine est. II nostro principale oggetto
era di avanzare il piu che fosse possibile al nord, affine di profittare de*
venti che soffiano fortetnente dall' o-
vest> e di segiiire la stessa longitudine
in un' altra latitudine . II vento di
nord-ovest continub a condurci il freddo glaciale, di Cui ho gia parlato.
II giorno seguente ( mercoledi 9.)
si passb vicino ad una considerabil
quantita d' erba di scogli , e si credette
che fosse stata di recente staccata i e-
ransi pure vedute da qualche giorno
delle numerose turme d'uccelli. Si restava allora al nord di diverse isolette
sparse , o sotto lo stesso tropico , o
ae' contorni , nel mar Pacfico del
Nord. Non potemmo dunque niente
congetturare di verisimile su' luoghi di
dove veniva quell'erba, e molto meno
su quelli ove gli uccelli dovevano riti-
rarsi la notte; poiche ci abbandonava-
110 regolarmente al tramontar del sole , e prendevano il loro volo verso
l9 est.
Circa le ore  9. della mattina
 parve di scuoprir delle vele dall'albero di gabbia ; e di fatto dopo una
mezza ora si vide dal castelld un ii-
scello considerabile: pareva far forza
di vele, e presentava und, forma sin-
golarissima* l^eisuno It nou inclusive
col soccorso de' canocchiali , pote determinate sicuramente qual rotta tenes-
se. Era una cosa tanto straofdinaria
di vedere uri vascello in que' mari ,
che si fu per qlialche momento molto
imbarazzati | volendo formare delle con-
getture sopra del medesimb. Firialmen-
te risultb dalle nostre successive osser-
Vazioni che nori poteva essere altro
che un galeone carico dalla nuova
Spagna per la China, e che fosse stato spirito verso il nord da qualche ac-
cidetite, benche la rotta di questi vascelli a Manilla fosse ordinariamente
fra le parallele de' 13. e 14. gradi di
latitudine nord ( In questa credenza si
scfissero diverse lettere nella China per
informare i nostri amici che eravamo
perfettamente in sicurezza , 6 che avevamo fatti de' feiici progress? nel nostro viaggio i Si rimase in questo sin-
golare errore   fino al momento  in  cui
 iiori si fu che a due leghe di distanza
<fettl' oggetto in quistione. A quel pum-
to averidolo considerate col canocchia*-
le, si riconobbd, che eni uno scoglio
enorme tutto isolato nel mezzo delle
acque* Quelli fra noi che si avvidero
i primi dell'ingahno , stettero quieti,
e si divertirono moltissimd delle stra*
ne congetture e delle curiose osserva-
zioni de' marinari , fra' quali uno as-
seriva costanremente che quello era un
vascelloj e diceva di averne distinti i
colori. Bisogna convenire in veritk che
questo scoglio sooligliava singolarmen-
te a urt vascello da guerra di primo
rangd quando forza di vele; e tale e-
ra la sua forma che a una certa distanza 1'occflio vi scopriva ancora qualche cosa siMile a quella di un vascel^
lo i La nostra sorpresi aumentava a
misura che si costeggiava questo scoglio i ed i marinari erano tentati di
credere che avesse subito tutto ad un
tratto una tai metamorfosi per V ef-
fetto di uri potere sopraniiaturale. Not
lo nominammo la Moglie di Loth; e-
gli e per tutti i rappoiti uno degli og-
getti i piii sorprendenti, che abbiano
giammai colpiti i miei sguardi*
 r^
Verso mezzogiorno si era di fac-
cia a questo scoglio: ci restava allora
all'est-nord-est a quattro miglia dijdi-
stanza. Le osservazioni dettero 39. gr.
e 50. minuti di latitudine nord,e 142.
gradi e 23. minuti di longitudine est
da Greenwich . Le onde andavano a
spezzarsi contro la fronte orgogliosa
dello scoglio con una furia proporzio-
nata all' immensa distanza che avevano percorsa fino al punto, in cui si
trovavano trattenute da quella massa
enorme. Essa si alzava quasi perpen-
dicolarmente all' altezza di circa 350.
piedi, per quanto si pote giudicare
co'nostri calcoli * Si vedeva un piccolo scoglio nero a fior d'acqua a qua-
ranta o cinqnanta piedi dalla sua punta occidentale. Sulla costa sud-est vi
era una caverna, nella quale le acque
si preeipitavano con uno spaventevole
fracasso * Contemplando questo orribi-
le scoglio j non si poteva considerare
che come una massa, che avesse sapu-
to resistere a quelle grandi convulsion!
della natura, le quali cangiano fino alia forma delle parti del globo, ove e-
sercitano le loro stragi.
 II di 12. a mezzogiorno la nostra
latitudine nord era di 33. gradi e 18.
minuti, e keL longitudine est di 161.
gradi; insorse un gran vento del Sud*
Si passb vicino ad una quantita considerabile di quell' erba che 1' acqua
stacca dagli scogli, e si videro molte
volte de'numerosi branchi d'uccelli*
Nella sera si osservb galleggiare suir
acqua un legno che aveva quasi la forma di una trave da bastimento; si videro egualmente gli avanzi di un canot, e poco dopo una tavola di abe-
te, che sernbrava essere stata di fresco tagliata * A tanti segni che in-
dicavano la vicinanza della terra, ri*
solvemmo di raddoppiare, se fosse possibile, di sforzi e di vigilanza, essen-
doci assolutamente sconosciuta quella
parte del mar Pacifico.
Nella stessa sera il tempo comin-
gjo a copnrsi e a diventare oscuro,
con tutti i soliti segni che indlcano
Tavvicinarsi di una tempesta. Nella
notte il vento soffib con violenza; e
il giorno dopo a mezzogiorno era au-
mentato considerabilmente. Le antenna e gli alberi di perrocchetto furono
 in conseguenza abbassati sul pontes e?
si presero tutte le altre precauzioni
iiecessarie contrd 9| cattivd tempd da
cui si era minaccitti. I nostri tirrilfi
nori tardarono a realizzarsi. Verso le
quattro ore il vento scffib dal sud con
un tai furore chd si fu obbligati di as-
sicurar le vele di gabbia, e serrare la
Vela maestra I Questo vento era accora-
pagnato da una piccola pioggia e da
un tempo nuvoldsissimo. Si passb vi-
cino ad una quantita considerabile della suddetta erba , e si vide lat super-
ficie del mare coperttt di uova^ di pe-
sei di colore rossastro, in una estbW*\
slone di piu rriglia i Bentostd si di-
chiarb una vera tempesta ; Si spiega-
rono dunque sul mo ^ento le vele di
gabbia, e si prese vento in poppa col-
la vela di trinchetto davanti alia tern*
pesta:' il mare ingrossavi dietro a noi
in una manieraL orribile I essendo in
questa situazione si soffci uri terribii
colpo di vento , che ci fece temere'
qualche peticoloso accidente; ma per
buona sorte Ie vele di gabbia era-
no state spiegate a tempo; e siccome
la   vela  di  trinchettd  erasi   assicura-
 ta, si pote continuare ia nostra rotta . In questo grosso buffo il yento saltb all'ovest, p soljgyb con violenza Ie
onde |del mare, che si spezzavano^con-
tro l nostri ponti , e percip ponevano
le scialuppe nel piu gran pericolo #
Saltando all*.ovest, il vento non dimi*
nui per niente della sua forza, e solo
il di 14. comincio a calmarsi. A quest' epoca si era a' 36. gradi e 20. min.
di latitudine nord, p 167. gradi di longitudine est?
Risolvemmo di sesuitare la nostra
longitudine, per quanto fosse possibile , nella direzione parallela del 40,
grado di latitudine pord. Siccomeqi^pfc
sta rotta era ancora? assolutamente sco-
nosciuta, non disperavama 4'incontra-
re la terra prima & arrivare alia vista
del Continente d' America. II papita-
po Cook, ne aveva riconosciuti, come
noi, (degl* indizi evidenti in questa latitudine. Io penso in eifetto che e in-
finitamente probabile, secondo le diverse circostanze di sopra narrate, che
si debba trovare la terra in questa parte del Mar Pacifico del Nord,
II tempo continub ad essere bur-
 rascoso fino al i£<, che il vento saltb
all' est-sud-est, e soffib ancora con maggior violenza : si acquietb nonostante
a mezzogiorno. In quel momento la
latitudine nord era di 38. gradi e 51.
minuti, e la longitudine est di 175.
gradi e 10. minuti . Benche fossimo
tanto avanzati verso il nord, si passb
in quel giorno vicino ad una grossa
tartaruga addormentata suIP acqua: lo
strepito del vascello avendola*risveglia-
ta, s'immerse immediatamente nel mare; si vedevano pure non molto distan-
ti dal vascello de' numerosi branchi d'
uecelli, e non ci era raro di vedere
dell9 erba di scogli. Si provb allora un
freddo eccessivo; e soprattutto 1' aria
della mattina e della sera sentivasi straor-
dinariamente rigida. La variazione del
compasso era di 9. gradi e 2Q. minuti est.
Le tempeste si succedettero cosi
fino ai 23. In quel giorno si rischiarb
il tempo, ed acquietossi il vento. Ol-
tre il freddo glaciale, che que' venti
del nord e dell'ovest cagionavano, ci
portavano ancora della pioggia e della
jieVe insieme, lo che recava la morte
 a non pochi de'nostri bestiami. Si eb-
be nonostante la sodisfazione di esser
favoriti da afcuni venticelli del sud-ovest, di dove il vento soffiava con forza f ma quando fu ripassato al nord-
ovest si aumentb oltremodo, e sollevb
le onde del mare ad una prodigiosa aj-
tezza. Per buona sorte si era colta u-
na favorevole occasione per ispiegare
un assortimento di vele nuove; poiche
le vecchie sarebbero state infallibil-
mente squarciate dalla violenza di
questi uragani . L'aria era pungente
quanto lo e in Inghilterra in tempo
delle brine gelate; e si faceva sentire a
noi tanto piu vivamente* inquanto che
ci eravamo trovati lungo tempo sotto
il tropico. Passava per vero dire po-
chissimo tempo, senza che cadesse della neve e della grandine a ciel rotto.
De' branchi d' uccelli, che si vedevano
di tanto in tanto, come pure una quan-
tita considerabile di erba di scogli , ci
mantenevano continuamente nella spe-
ranza di vedere la terra; •
II 23. ( aprile ) a mezzogiorno,
si passb vieino ad un grosso tronco d*
albero.  La  latitudine nord  era di 4*
 gradi e g§u minuti, e la longitudine
est da Greenwich , di 189. gradi e
25. minuti . Si comincib allora ad av-
vicinarsi alia costa d' America; questo
era quanto potevamo desiderare di piu
vantaggioso, atteso che, fra gli altri
motivi pressantissimi, il vascello era
divenuto estreraamente leggiero pel
gran consumo d' acqua e di provvisio-
ni Fd^ ogni sorta. Se dovevamo riguar-
dairpi come felicissimi perche il vento
ci aveva cosi secondati, non avevamo
niente me 110 da consolarci della buona
sanita delle persone dell' equipaggio.
Esse non si erano risentite di alcuna in-
disposizione fuorphe di quella che produce naturalmente un passaggio si repen-
tino duU'estremo calore al gran freddo.
Durante la notte il vento jsoflib
con forza dall' ovest-nordovest: cadde
una pioggia freddissima : la mattina
del 24. il vento- si yoltb al sud ed all'
est, presagiii certo di un tempo bur-
rascoso. A mezzogiorno soffib si vio-
lentemente che si fu obbligati di serrate tutte le vele, e fino a tre ore dopo mezzogiorno si dove soffrire il piii
liero  uragano,  che si  fosse a. nostra
CJflH^^MK^SSk.^Bir *«Pfc.*Ur dfl^3ifltf
 1
tnemoria giammai sofferto; il mare era
pure grosso a segno di non averlo noi
mai veduto eguale; non cessb dipiovere,
ed il rigore del freddo non diminul
punto: i cordaggi furono assai danneg-
giati, ed il vascello fatigava crudelraen-
te : si era altresi in gran timore pel
trinchetto, di gia in cattivo stato. In
mezzfldi queste terribili tempeste, u-
na reflessione consolante rianimava pe-
vb il nostro coraggio; ed era il pensa-
re che ad ogni momento il vascello si
avvicinava  semprepiu al  porto.
II di 25. il tempo si addolci: ii
vento ripassb all' ovest~nord~ovest. Si
era a mezzogiorno, a 43. gradi di latitudine nord, e 196. gradi e 28. min.
di longitudine est, secondo il nostro
calcolo. II vento rinfrescb dall'ovest-
sud-ovest , ed il tempo si rischiarb .
Cosi avanzavasi considerabilmente all'
est-nord- est, facendo d'ordinario alme-
no cinquanta leghe per giorno. Dopo
il 23. si era stati favoriti di alcuni
venticelli che si succedevano del con-
jpjtfl'110; di tanto in tanto godevasi pure
di un' ora o due di bel tempo; ma la
tempesta tornava sempre a spaventar-
T. II. B
HI
i
 i8
ci, dimodoche non potemmo spiegaro
che una vela di gabbia, che erasi as-
sicnrata. In questo corto intervallo si
fecero 230. leghe. Non solo il freddo
continub, e si ebbe sen pre un tempo
dispiacevole e tristo; ma Y atmosfera
fu talora coperta di tenebre si folte,
che non .si trovb un momento favore-
vole per fare delle osservazioni della
luna, affine di determinare d' una maniera aiquanto certa la navigazione del
vascello.
II tempo continub ad essere lo stessa, & cosi proseguimmo la nostra rotta
senza alcun nuovo avvenimento, e senza la minima variazione nella nostra si~
tuazione fino al  30., nel cui giorno si
passb vicino ad una  seconda tavola di
abete.  Alia sua forma, e soprattutto
ad una intaccatura, che pareva  essere
di recente stata fatta dall' uno de'la-
ti,  si  giudicb che  non poteva   essero
nell' acqua  da   lungo tempo.  Gli   uc-
celii   ci avevano   abbandonati  fin   dal
principio dell' ultima burrasca ,  e non
vedevamo piu galleggiare quell' erba di
scoglio,  che poco prima $i osservava
quasi tutti i giorni.
 If
A quest* epoca avevamo traversare
due volte le rotte seguite dalla Risolu-
zione e dalla Scoperta in que' mari,
cioe una nel loro ritorno dalla costa
del Giappone nella China, e 1'altra
nel loro tragitto da Ounulaska alie i-
sole Sandwich. II capitano Cook aveva
vsospettato che si potesse crovar la terra fra queste rotte e la costa d' America; e siccome si traversava allora di-
rettamente questa parte di mare, e
probabilissitno che si sarebbe scoperta
la terra > se realmente ve ne fosse sta-
ta una cosi vicina alia costa d' America .
Allorquando si entrb nel mese di
maggio il tempo si addolcl, e divenne inclusive piacevole. II vento soffiava dal sud: noi continuammo a gover-
nare all'est: la latitudine nord a mezzogiorno era di 46. gradi e 5. minuti, e diverse osservaiioni sulle distan-
ze del sole e della luna non dettero
che 212. gradi e 5. minuti di longit.
est da Greenwich; mentreche secondo
il nostro computo eravamo a 221. gr.
e 41. minuti di longitudine est. Io
credo potere attribuire con ragione que-
B i
 sta differenza considerabile alia varie-?
ta delle correnti contrarie che aveva-?
mo provate nelle basse latitudini, come pure di quelle che ci avevano spin-
ti all'ovest, quando si prese vento a
prua per governare al nord, Potevamo
dunque congetturare con fondamento,
che si era arrivati nelle vicinanze del
Giappone, e che avevamo eseguito il
nostro Passaggio al Nord fra le isole
Ladrone e le Nuove Caroline. La varia-
zione del compasso era allora di 21.
gr. e 18. min. est.
II vento continub ad esserci favo-
revole, benche soffiasse di tanto in tan-?
to con forti rufoli. La latitud. nord,
a mezzogiorno era di 48. gradi e 10,
minuti, e la longitudine est di 223,
gradi e 22. minuti, secondo le ultime
osservazioni. Si fece a un tratto una
foltissima nebbia, ed il vento soffib da
sud sud-ovest a grossi buffi, lo che ci
obbligo per la prima volta a correre
in avanti sulla nostra ancora, colla vela serrata di trinchetto; finalmente il
tempo si fece la mattina piu tranquil*
lo, e si prosegul col vento in poppst
la nostra rotta all'est.
**&vm
 Fino al %. si ebbe un gran vento
freSCo. In quel giorno, sulla metk, la
latitudine nord era di 49. gradi e 28*
minuti ; e diverse osservazioni sulle
distanze del sole e della luna dettero
228. gradi e 2.6* minuti di longitudi-
rie est. glf
II di 8. a mezzogidrtlo si era a
49. gradi e 28. minuti di latit. nord.
Sulla sera si vide un perrocchetco di
mare, e si passb vicino ad un pezzo
di legno galleggiante : cadeva spesso
della neve e della grandine; ma 1' a-
ria era molto piu dolce di quel che
si fosse provata da qualche tenipo.
II di 10. eravamo a 49. gradi e
32. minuti di latitudine: delle successive osservazioni dettero 2.30. gradi e
52. minuti di latitudine est; secondo
queste stesse osservazioni la longitudine dell" Imboccatura del Re Giorgio non
era che di 3. gradi. Si for?b di vela
per tutta la notte * e si corse diretta-
mente sulla costa d' America . Una
chiarezza straordinaria era sparsa in
tutta 1'atmcsfera; loche fu da noi ac-
cribuito alia ri^erberazione delle vaste
montagne di neve sul continente. Noi
 non c'ingannavamo punto; poichl la
mattina del di ii. maggio si scoperse
finalmente questa terra d' America tanto desiderata. Ella giaceva all'est-quart-
sud, a tredici leghe di distanza, e con-
sisteva in una catena di montagne, la
cui cima andava a nascondersi nelle
nsvole. Con un tempo sereno si po-
trebbe osservare questa terra a 30. leghe. A mrsura che ci avvicinavamo
alia sera , le sommita delle montagne
si liberavano da' vapori che le toglie-
vano a' nostri sguardi. A mezzogiorno
la latitudine nord era di 49. gradi e
35. minuti, secondo una doppia osservazione dell'altezza del sole; e ¥ imboccatura del Re Giorgio ci rimaneva
quasi all* est. Si continub a far vela
verso la terra; e quando non si fu piu
che a quattro leghe il vento saltb al
sud-est-quart-est, lo che ci obbligb di
prender vento a prua, e tenere il mare; il vento soffiava quasi immediata-
mente, fuori dell' Imboccatura, che si
distingueva allora benissimo.
Si scoperse in quel momento un
vascello sotto la costa chee al vento dell'
Imboccatura:  egli restava in una posi-
 23
stone pita bassa che noi; ma siccome
forzavamo di vele, e si avvicinava la
notte, non potevamo senza molto pe-
ricolo esporci a parlare da un bordo all'aluo. Si seppe nonostante, che
era la Principessa Reale di Londra ,
<^e aveva intrapreso un viaggio di commerclo per procurarsi delle pelli d'A-
merica.
La notte del dl u. al 12. si pas-
so con gran pericolo e timore: i col-
pi di vento si succedettero con tanta
violenza, che ci fu impossibile di an-
dare a vela : questi grossi rufoli porta-
vano seco loro della grandine e della
neve, e verso mezzanotte la tempesta
si dichiarb completamente. Sul far del
giorno si era perduta di vista la terra, ed il vascello aveva talmente fati-
gato che 1'acqua era entrata nella ca-
la, e vi occupava piu di sei piedi:
due delle nostre trombe si trovavano
del tutto fuor di servizio. Questo gran
vento non si acquietb che il di 12. a
mezzogiorno. In quel momento si prese
vento in poppa, e si corse sulla terra,
occupati di continuo ad impedir che 1'
acqua non entrasse nella  cala, atteso
 che il mare ingrossava sopra noi in ||
na maniera spaventevole. La latitudine nord era a mezzogiorno di 49! gr»
e -25. minuti. Si continub dunque a
correr verso la terra find a ore sette
della sera, quando si vide una seconda
volta distintamente t Questa vista ria*
nimb il nostro coraggio. Ma provam-
mo bentosto un nuovo dispiacere, ri-
marcando che 1'ultimo uragano ci aveva spinti sotto vento dell' imboccatiH
ra. Si fu dunque obbligati di premier
vento a prua un' altra volta , e di go-
vcrnare in mare col vento al nord-
nordovest. L' imboccatura stendeva-
si allora nord-est a sette leghe di di-
stanza i
La eempesta diventb cosi spaventevole la notte del 12. al 13. che si fn
obbligati di mettere alia cappa, serra-
ta la vela di trinchetto. Tutte le gen*
ti dell' equipaggio travagliavano senza
riposo a impedir 1'acqua di entrar nel^
la cala; poiche non era possibile di
raccomodare le trombe in maniera che
fossero in stato di fare sul momento
il loro ordinario servizio.
La mattina del di 13. il vento pas*
 so al sud-quart-est, e soffib con maggior violenza di prima : la pioggia cad^
de a tbrrenti:'si prese vento in poppa,
e la punta del vasdeilo fu volta versd
la terSra. Circa le ore otto il tempo
si addolcl ; nello stesso momento si
andb a vela, e verso le ore dieci si
dette felieemente fondo nel Seno degli
Amici, all* Imboccatura del Re Giorgio
di faccia al l|i|laggio di Nootka, su
quattro braccia d' acqua, e cento ver-
ghe dalla riva, dopo un tragitto di tre
mesi e venture giorni dalla nostra partenza dalla China. 11 lettore,che ci ha
accompagnati in questo viaggio , i di
cui travagli e fatiche eguagliarono la
lunghezza, non avra molta pena a farsi
un'idea della viva sodisfazione che pro*
vammo arrivando finalmente in un posto, che si era cercato con tanta per-
severanza, ea traverso di tanti diversi
pericoli.
Le osservazioni the ho fatte nel
passaggio dalla China alia Costa Nord-
Ovest d' America non sembreranno si-
curamente qui fuor di lucgo; io spero
inclusive che possano essere di qualche
utilita I
i
 Non sarebbe in voruna guisa pro-
<i$nte che de' vascelli carichi per l'A-
merica intra prendessero ii viaggio jj se
non fossero pronti a mettersi alia vela
verso la metk di novembre, o il dl io*
dicembre al piu tardi. II lungo e pe-
noso ritardo che sofFrimmo dopo aver
lasciato Samboingan e la piti forte pro-
va degli ostacoli,che si dovettero pro-
vare volendo~ far vela ail* est in quell*
epoca del nostro viaggio, ed in cui le
correnti sono piu rapide e le tempeste
piu frequenti, come sicuramente locre-
dia^o, che ne' mesi di novembre e di
dicembre.
Avevamo sul primo progettato di
eseguire questo viaggio girando la Nuova Olanda, e governando molto all'est
per guadagnare Ie isole Sandwich, avan-
ti d' arrivare alia costa d' America. Si
era egualmente liberi di prendere un'
altra rotta* cioe d'avanzare a traverso
li Stretti d9 Endeavour, e di giugnere
alio stesso punto. Ma rigettammo quest' ultimo partito, spaventati da' pericoli, che presentava 1' Arcipelago, d' i-
sole che giacciono sparse qua e la all*
e*t di quelli Stretti. Rinunziammo pa-
zmz^dmzsifjK*
 rfmente di seguire la prima rotta a
causa del grarl giro che esigeva questa
navigazione, e che avrebbe voluto molto piu di tempo, di quel che poteVa-
mo impiegare in un simil tragitto. Si
congetturb dunque che $e tentavamo
un passaggio a traverso dell* Arcipela-
go di Sooloo, navigando allora all'esc
per passare la Nuova Guinea, la Nuova Irlanda, e la Nuova Annover, e
prendendo vento a prua una secondal
volta al nord per avere i Venti d' ovest , ci saremmo potuti procurare senza
pena e prontissimamente un passaggio
in America.
L' avvenimento provb che avevamo calcolato giusto adottando 1 ultimo partito. Ma vi e al presente, secondo me, un passaggio piii sicuro e
p;u facile aperto a' vascelli per render-
si in America; ed io lascio loro a de-
cidere se non fosse preferibile per essi
in avvenire di dirigere la loro rotta pel
passaggio fra Luconia e Formosa. Questa opinione non b, il resultato imma-
ginario di yaghe e chimeriche conget-
ture; ella mi sembra fondata fino ad
un certo punto sulle seguenti ragioni.
 Quando si giunSe nella China dofi
la Felice nell'autunno del 17&8. l'a->
gente de' mercanti in Inghijtefra , e
quello de'mercanti nelP Indie s'unird-
110 d' iriteressi jj e fonnardno un' asso«
ciazione montandosi, a spese comuni,
di prpvvisiorii per aridare a fare il com-
itiercio delle pelli in America. Essi e-
quipaggiarono ih conseguenza tin vascello, che si nominb Y Argonaut a, e
*il cui comando fu affidato a M. Col*
nett, tenente della marina reale, e che
aveva di gia comandato rieglianili 1787.
e 1788. il vascello il Principe di Gal-
les di Londra , appartenente a de' mer-
carlti che trafficavano in America. Questo vascello era giunto alia costa. Ri-
tornato in seguito alia China cod un
ricco carico di pelli nel 1788., si tra-*
sfeti di la in Inghilterfa, carico di thh
per conto della Compagnia delle Indie
Oriental]. M.Golnett abbandonb il Principe di Galles nella China per co'man-
dare Y Argondiita, ed iricaricarsi della
proprieta che i mercanti assdciati de*
stinavano a' cambi sulla costa di America. Io non parlo de'suoi talenti pef
la marina: mi servirk di osservare che
gs^y^s^i^
 il mio voto non pub aggiugnere alcu«*
na cosa alia reputazione che si e ac^
quistata. Egli fece dunque tutti i pre-
parativi necessari per mettere 1' Argo*
nauta in mare, come pure la Principes-
sa Beale-di Londra, vascello apparte-
nente alia stessa compagaia di com-
mercio.
Questi vascelli non furono pronti
a porsi alia vela che ii 17. aprile 1789.
Da quest* epoca, comparando le rotte
della Felice e dell'Ifigenia, e i] tempo
in cui questi vascelli avevano incon-
trato il mussone o i venti dell' ovest
nel mar Pacifico del Nord, si conclude che sarebbe piu facile di prpcurar-
si un passaggio in America tra Luconia e Formosa, che seguendo la rotta
di Magindanao.
La Printipessa Reale messe dunque
alia vela nel mese di febbraio, e non
ci vollero meno di quattro mesi per
guadagnare la costa d'America. Ma la
vera causa del ritardo, che prov© questo vascello nel suo viaggio, fu che e-
ra cattivo veliero, e non era stato fo-
derato di rame. L' Argonauta al con*-
trario, che era tutto foderato di^aRi?
 ed eccellente veliero , abbandonb la
China il 25. aprile 1789., ed arrivb
all' Imboccatura del Re Giorgio il 3. lu-
glio seguente. Si pub dire che si fosse cosi procurato un passaggio con un
successo che sorpassava tutte le spe-
ranze.
I navigator!, che si porteranno da
ora innanzi dalla China in America,
potrannd qui scegliere fra quattro rotte diverse per fare questo viaggio. Ma
se io fossi destinato a intraprenderlo
di nuovo , abbandonerei la China al
principio del mese di marzo, e cer-
cherei di trovare un passaggio tra luconia e Formosa per guadagnare il mar
Pacifico, ove si possono sperare in quella
stagione de* vensi variabili al $0. gra-
do di latitudine nord. D* altronde la
violenza del mussone del nord-est ne*
mari della China e ancora molto di-
minuita a quell' epoca. E*certochesi
sarebbe quasi sicuri d'incontrare nel
mese d* aprile il mussone di sud-ovest,
o i venti dell* ovest a* 25. o 30. gr.
di latitudine nord, che regnano in que*
paraggi, e che spinger^bbero verso la
casta d' America.
>K\^*>\*0^
 Abbandonando Canton bisognereb-
be aver gran premura di andare lungo
la costa della China a qualche distanza fra le isole Lema e fino a Pedro
Blanco o sia Scoglio Bianco, avanti di
traversare il mare della China per gua~
dagnare Formosa. Ma sarebbe perico-
loso, per mio parere, di tentare un
passaggio fra li scogli di Ville Rete, e
1' estremitk meridionale dell' isola Formosa, se non fosse di giorno, con un
tempo chiarissimo, e quando tutto di-
mostra un Canale di una vasta extensions ,
 AF1TOLO   IX.
Situazione vantaggiosa nel Seno degli A*
miei all imboccatura del Re Giorgio. -
Numero considerabile di selvaggi radu-
nati per esaminare it vascello. = Alle-
grezza di Comekala al loro arrivo.M
Hannapa, capo Indiano, viene a-Jtordo ;
alcuni dettagli sulla sua visita. = I selvaggi ci recano delle provvisioni di pesce. - Comekala si dispofte a andare a
terra. = Sua vesdtura: ricevimento che
gli fanno i suoi compatriotd. = Qccu-
pazioni della genre dell9 equipaggio. ^
Arrivo di Maquilla, capo dell imboccatura del Re Giorgio, con Callicum, I9
uomo del range il piu disdnto dopo di
lui. i Descrizione delle loro vesd e deU
\e loro cerimonie alia vista del vascello. = Vengono a bordo. = Regali che si
fanno a9 medesimi'. = Ritratto di questi
capi.- Ci accordano la permissione di
costruire una casa ed un vascello, e ci
concedono del suolo per tale ejfetto. m
Regali che si affrono lore in riconoscen-
za di tali grazie. i Callicum si pone
nel vascello, ed e incaricato da Maquifa
la di proteggere il distaccamento. sullok
 £_<4LI,ICI7Jkr* _A4L4.QtriZ,Z,^t,
Lfapri <£r/l <J/m0&&:4t2ur& del JNootkA*".
  riva. gjCasa costruita al Seno degli A-
mici. == Sua descrizione. U Si fa la Chi-
glia del vascello. ■= Si accenna la morte di Callicum,
On era scorso molto tempo che
il vascello er^si ammarrato, quando ii
vento comincib a soffiare con una violenza tale che sembrava presagir la
tempesta: la pioggia cadde a torrenti I
Si conobbe allora quanto fosse stata
vantaggiosa per noi la felice situazio-
ne del Seno degli Amici. Vi si era cosi
ben collocati come iju un sicuro por-
to ove ne i venti, ne le tempeste po-
tevano risvegliare i nostri tinqiori , ne
turbare il nostro  riposo.
La nostra particoiare attenzione si
fissb sopra una folia di selvaggi radu-
nati sulle rive del mare in faccia del
villaggio per considerare il vascello.
Comekala che proyava da molti giorni
la piu viva impazienza, gusto final-
mente allora i' jnespriniibiSe felicita di
veder di nuovo la sua terra natia. E-
gli vi recava, non senza un sentimen-
to d'orgoglio, le cognizioni che ave-
T. IL C
 va acquistate durante il suo viaggiOj
e i diversi oggetti d'utilita o di lusso,
che dovevanoeccitare la sorpresadi cia-
scheduno della sua nazione , ed aumeu-
tare la stima che avevano per lui. Non
e perb, che la sua allegrezza non fosse grandemente diminuita dall'assenza
di Maquilla suo fratello, capo dell Imboccatura del Re Giorgio, e di Callicum
suo parente, che occupava il primo
posto dopo quel principe soyrano, Questi capi erano allora andati a rendere
una visita di cerioionia a Wicananish,
principe potentissimo d' una tribu ver*
so il mezzogiorno, X)i tamo fummo \n<*
formari da Hqnnapa, che nell'assenza
de'due primi capi, aveva il supremo
comando a Nootka, e che era yenuto
a bordo per renderci visita.
Comekala portava allora un abito
di scarlatto, nniforme, con de'botto-
ni di metallo: il ?uo cappello, pure d*
uni forme, era ornato di un elegante
coccarda; aveva bellissima biancheria,
e cosi tutte le altre parti dell' abbi-
gliamento europeo. Cib era molto piu
di quel che bisognava per e^citarc u-
fia estrema  sorpresa  fra' suoi compa-
 triotti. Hannapa non rivide Comekala
senza emozione. Non solo lo conside-
rava con una estrema attenzione, ma
si rimarcavano ancora sulla sua fisono-
roia tutti i tratti caratteristici di quella segreta invidia, che e la passion
dominante de' nativi di questa parte d'
America.
In poco tempo il vascello fu cir-
condato da un gran numero di canot,
ripieni d' uomini, di donne, e di fan-
ciulli: essi erano carichi di provvisio-
ni di pesce : non esitammo un momento a comprare un articolo si ne-
cessario a degli uomini ch^avevano
fatto un viaggio lungo  e penoso.
Nella sera, il tempo si rischiarb,
e Comekala si dispose a sbarcare. Su-
bito che la di lui in ten zione fu nota
nel villaggio, tutti gli abitanti si pre-
pararonp per fargli una buona accoglien-
za nel momento, in cui rimetteva ii
piede sulla terra che 1'aveva yeduto
nascere.
Comekala brillava allora in ogni
sua parte. II di lui abito di scarlatto
era arricchito di una guarnitura com-
pleta di bottoni  di  metallo  e di di-
C   2
 S ffl
versi ornamenti di rame, che non po-~
tevano mancare di attirare a quest*|Iri-:
diano i piu rispettosi riguardi per parte de* suoi compatriotti, c di renderlo
il primo oggetto de' voti di tutte le
giovinette di Nootka. II suo pettorale
consisteva per lo meno in una mezza
Jastra di rame; diversi ornamenti dello stesso metallo formavano i suoi pendent? agli orecchi. Aveva immaginato
di sospendere a'suoi capelli legati a
coda, un si gran numero di manichi
di cazzaruole di rame, che il peso ti-
ravagli la testa in^etro, e lo forza va
a portarla cosi stirata e cosi ritta, che
tin tale andamento aggiugneva moltis-
simo alia singolarita delle sue fattez-
ze . Per procurarsi i diversi artieoli
dell' abbigliamento, digcui allora s' in-
superbiva* Comekala era stato sempre
in guerra col nostro cuoco, a cui aveva avuto il talento di trafugargli. Ma
1* ultimo e piu grave soggetto delle loro quistioni fu il rubameqto che 1' A-
mericano gli aveva faf|o di uno spie-
de grandissimo, di cui si serviva co»
me d' un giavellotto, sperando di dare, con quest* arme,  un nuovo  lustro
 37
alia   magnificenza  colla  quale  andava
ad abbagliare gli occhi de' suoi com-
patriotti. Nella situazione in cui ci
trovavamo , non era possibile di ne-
gargli quell' utensile da cucina, per
quanto ci fosse necessario. Cosi addob-
bato, e mille volte piu glorioso del
suo adornaroento, che non lo furono
giammai del loro splendore i potenta-
ti dell' Europa e dell'Oriente, 1* accom-
pagnammo per discendere sulla riva,
ed in quel momento , Ie grida e gli
appjausi che escivano da tutti gli an-
goli del villaggio furono per lui i
garanti della sodisfazione che il suo
ritdrno produceva ne' suoi compa-
triotti.
Essi arrivarono in folia sulla riva, e quando sbarcb lo accolsero get-
tando gli urli i piu spaventevoli. Alia
loro testa eravi la di lui zia, donna
vfecchissima , pdiche aveva circa 80,
anni . Al vederla potevasi credere che
dal punto della sua nascita fino a quel
momento fosse vissuta nella sordidez-
za, stanteche si presentava ai nostri
sguardi sotto ¥ aspetto il piu disguste-
voie. Essa abbraccib suo nipote, con
 i 11
38,     S   .
tutti i segni   di una  tenera  affezione |
e sparse sulle gote di Comekala l'umo-
re che scolava dai suoi dcchi.
Dopo le prime cerimdnie del rice-
vimento, e quando que'selvaggi ebbero
a sazieta contentafd la loro cufiosita,
e si furono rimessi dalla prima sorpresa,
tutta la folia si pose in marcia verso
il palazzo del Re^ln esso non vennero
ammesse che le persone di distiilto ran-
go, e bentosto fu preparato #& magni-
fico rinfresco di olio di balena. Tutta
la compagnia prese posto, e ciasche-
duno degl'isolani diangib con una sen-
sualita proporzionata alia delicatezza^
del festind. Gli stessi piccoli fancitillt
inghiottivano folio con tutti i segni
di un estremo piacere \ Quanto a Co*
mekala pareva che il di lui gusto fosse stato guastato fino ad un certo segno dalla cucina dell'India e dell'Eu-
ropa, e non divorava piu i cibi del
suo paese colla stessa ghiottornia, come
se il suo sromaco non avesse couosciuto
altro nutrimento che quello che pren-
deva a Nootka. La sera fu passata in
grandi allegrezze: essi dontinuarono a
cantare e danzare quasi tutta la notte.
 39
Quanto a tioi eravamo tornati a bordo
sul far della sera, ma per lungo tempo si sentirono li strepiti della loro immense aUcgrezzeU
Nootka e situata sopra un' altura
che resta di faccia al mare* ed e cir-
condata di boscaglie da tutte le parti'i
Nel SeriP degli Amici le case son Vaste
e costruite nella consueta maniera del
paese. Ogniina di queste abitazioni e
destinata a riceVere diverse famiglie *
Divisa in ispartiinenti, del genere di
una sta lift inglese* vi si trdvafto riuni-
te tutte le specie di lordiire* la cui
mescolanza con la carne e 1'olio di
balena si scuopre in. titolte guise* e
forma uri deposito del piu orribil fe-
tore. (2)
II di 14. ci parve che il tempo
fosse a Sufficietiza bnono per potere
spedire a terra un distacCamertto > ac-
ciocche drizzasse una tenda per i ta-*
glialegna e per quelli che dovevano an-
dare a fare acqua, ed un' altra per i
Velieri* Si scelse a tale effetto un posto poco distante dal villaggio e viciuo
ad uri piccolo rusce!l#,» II restodell'e-
quipaggio fu impiegato a levare i cor-
 4o
daggi, a staccar le vele, e ad altri
lavori non meno necessari nel vascello-
II di 15. Maquilla e Callicum en-
trarono nella cala accompagn^ti da diversi canot da guerra* che si poseroin
liiovimento intorno al vascello con un
grande apparato* I selvaggi cantarono
nel tempo stesso una canzone molto ar-
monica, sebbene assai strepitosa * Questi canot erano in numero di dodici;
ciascheduno portava diciotto persone,
la maggior parte vestite con bellissime
pelli di lontra di mare, che le cuo-
privano dal eollo fino alle noci de'piedi: la testa era sparsa di peluria bian-
ca d' uccelii, in maniera che pareva
impolverata: avevano il'yisd imbratta-
to di ocra rossa e nera a guisa di una
gaiiascia di goulu di mare (3), e vi si
rimarcava come una linea spirale, che
vi avevano segnata; talche il tutto da-
va loro un' aria estremamente selvag-
gia. Nella maggior parte di questi canot erano otto rematori per parte ed un
solo uomo assiso sulla prua . Ii capo
occupava un posto xiel mezgo, e si di- ,
stingueva ad un berretto di forma al-
tissima, che terminaya a^punj:^* ed alia
 41
cui estremita era attaccato a guisa
d'ornamento un piccolo mazzetto di
penne.
Si ascoltb la loro canzone con al-
trettanto di piacere, che di sorpresa*
Non si poteva in fatti, senza essere in-
differente al rapitore accordo della musical e per poco che si fosse ricevuto
dalla natura un cuor sensibile al pote-
re di auest'arte incantatrice, sentire,
senza le piu vive emozioni, un concerto si imponente e si inaspettato * II co-
ro era perfettamente all'unisono, e di
una estrema giustezza* quanto al tuo-
no ed alia misura: non sarebbe loro
sfuggica una sola nota falsa o discor-
dante : talora passavano tutto ad un
tratto da un tuono elevato ad un tuo-
no piu basso, ma variavano il loro canto con una espressione si toccante e ri-
piena di una si dolce melancolia, che
non potevamo comprendere come aves-
sero acquistata o immaginata quella ar-
monia che aveva qualche cosa di piu
che una rausica grossolana e senza prin-
cipj. L'occhio poteva sodisfarsi come
1* crecchio; poichej'azione colla quale
accompagnavano i loro canti agglugne-
 Va molto all'impressione che facevano
Sopra tutti noi. Ognuno di essi■ bacte-
va il tempo con una pfecisione ammi-
rabild sul bordo del vascello col pagaye
che terieVano in mano: e terminando
i vers* el le strofe* sretidevand le loro
braccia al riord ed al mezzogiorno* la-
sciaridd estiriguere insensibilmerite la lord voce* ma d' ilna maniera si maesto-?
sa e si imponeiite che ne resultava uii
effetto tale, che non producono talvol-
ta le  migliori orchestre irt Eurdpa.
Essi fecero cosi due volte il gird
^el nostro vascello* alzaoddsi tutti insieme e nello stesso punto* quando ar-
rivavatio vicino alta poppa, e gridan-
do altamente ivacush ivacushj o sia, a-
mici, amici: in seguito condusserd i
loro canot lungo la costa ; Maquilld e
Callicum vennerd allora a bordo S il pri-
mo pareva avere circa treiita anni; era
di un taglio mediocre* ma benissimo
fatto; la natura gli aveva data la fiso-
nomia la piu interessatite. L'altro poteva esser maggiore di dieci anni -, a-
veva tutta 1* apparenza dell* uomo il
piu robusto: dei bei tratti, ed una sin-
cera idea, imponevano f attenzione ed
 ispiravano la confidenza. Gli altri selvaggi di un rango meno distinto era-
no tutte persone di bellissima figura,
e di buonissimo aspettd. Una pelle di
vitello maririo ripiena d'olio, fu nell*
istante portata di mand in mano* fino a bordd; i capi ne presero una pic-
cola  quantita,
mandarono
resto
alle loro genti nei canot; questi iii un
momento vuotarono tutto quel vaso,
che conteneva un cosi pericolosd li-
quore;
Noi offrimmo in dono a Maquilla
ed a Callicum del rame, del ferro, ed
altri articoli che ben sapevamo dovere
essere ai medesimi graditissimi: eSsi ri-
cevendoli si tolsero le loto vesti di pelle di ldfctra di mare, le gettarono ai
nostri piedi colla miglior gentilezza del
mondd, e rimasero in quel punto tali
quali erano sortiti dalle mani della natura. In cambio delle pelli si dette a
ciascheduno di essi unacoperta. Allora discesero nei loro canot, con tutti i segni della piu viva sodisfazione,
e vogarono lestamente verso la riva.
Questi popoli hanno, per quanto
io credo, una maniera di dare e di ri^
 44 ^ .   -
cevere i regali che e proprid loro pal*-
ticolare. Di qualuoque valore siasi un
dono a' loro oechi, haixno soprattutto
a cuore di non  lasciare   a   quello che
lo riceve  Y idea che ne debba  coriser-
vare deH'obbligo. Si fu testimoni dell*
abboccamento a cui due capi si porta-
rono con grande   sfarzo  e   eerimonia .
Essi erano carichi tutti due di ricchis-
sime pelli, che destinavano in regali:
s' inpegnavano  di   fame   pornpa   | uno
a^li'occhi dell* altro, ma con l'aria la
piii liberale e la piu aifettuosa; ed   in
questa amabile reciprocita  di   maniere
grand!   e   generose *  rivalizzavano   per
cosi dire di politezza colle nazioni del
mondo che piu si   distinguono  per   si
felice carattere.
Dal  momento del nostro arrivo a
Nootka fino al 25. si ebbe un cattivis-
simo   tempo ;   ma   questa  circostanza
benche assai funesta, non c'impedl di
intraprendere diverse operazioni che a-
vevarao in vista.   Maquilla  si era non
solo prestato colla maggior gentilezza
a cedorci.un pezzo di terra nel suo do-
Hihiio,   perche potessimo costruirvi  u-
na casa destinata a«d alloggiare le per-
 sone che proponevamo di lasciare a
Ncotka; ma aveva ancora promesso di
aiutarci ad avanzare i lavori, e di pro-*
teggere il distaccamento che doveva ri-
man'ere su quella terra durante la nostra assenza. Per compensare i segni di
benevolenza che ci dava questo capo,
e mantenerlo in disposizioni cosi favo-
revoli a'nostri progetti, gli regaiai un
paio di pistole, che aveva sempre ri-
guardate con somma brama dal punto
del nostro arrivo. Quanto a Callicum,
che pareva aver concepito i! piu tene-
Cif|* attaccamento per noi, riceve anch'
esso altri regali di suo piacere: se ne
fecero pure alle donne di sua fami-
glia. Diveniva in fatti molto essenzia-
le per noi dijniente trascurare di quanto poteva eonfermarlfr ne' suoi - senti-
menti: egli era incaricato da Maquilla
di invigilare sopra di noi, e di difen^*
derci : gli aveva inoltre fortemente rae-
comandato d' impedire che i selvaggi
non passassero ad alcuno eceesso con-
tro di noi.
Si era dispostissimi, senza dubbio,
a confidarci alia benevolente amieizia
.di questi capi. Pensammo nonostante,
 che sarebbe stato prudente di far loro
conoscere la nostra forza, nel corsodelle
nostre relazioni con essi, spiegando ter-
ribilmente i mezzi  di   fame  uso,   nel
caso in cui venissero a cangiare a nostro oggetto, Non desideravamo* nien-
te meno  di renderci  spaventeyoli che
di eccitare  la loro  riconoscenza: questo era in fatti il miglior mezzo di as-
sicurase i successi  del nostro viaggio.
Fu posta frattanto una si gran di-
ligenza nella costruzione della casache,
il dl 28., i lavori erano completamente
terminati. I selvaggi ci dettero tutti i
soccorsi  che  dipenderono  da  essi per
aiutarci   in  questo  importante  afFare;
e si fu in gran parte obbligati a loro
pel vantaggio di vederla si prontamen-
te terminata.  Non solo essi andavano
nelle boscaglie a cercare per noi il le-
name da costruzione,   ma si aiFretta-
vano di renderci tutti i servigj che po-
tevamo esigere da essi. La sera, quando la campana avvertiva la nostra genre  che  era  tempo  di Jasciare il lavo-
ro, facevamo sempre adunare que' selvaggi che  avevano  lavorato  per noi ;
essi ricevevano la loro paga giornalie-
 ra, che consisteva °in grani di ferro,
che si distribuiva a proporzione dell'
opera che avevano fatta, Un procede-
re cosi generoso per la nostra parte ci
meritb a t#l segno la confidenza e 1*
amicizia di que' selvaggi^che non si
poteva trovare sufficiente occupazione
pel gran numero di essi che sollecita-
vano continuamente il fa yore di essere
impiegati 3. nostro servizio,
La casa era assai vasta per allog-
giare tutto il distaccamentco che si de-
stinava di lasciare all'imboccatura. A
terreno vi era una grande stanza, ove
i bottai, i velicri, ed altri lavoranti
dovevano travagliare a'cattivi tempi:
un' altra stanza di non minore esten-
sione, destioata pel magazzino delle
provvisioni di pgni genere, rimaneva ac-
canto; Ja fabbrica delle armi si trovava
a una delle estremita dell' abitazione,
colla quale aveva una comunieazione.
II pian di sopra era diviso in sala da
mangiare, e in diverse camere per le
persone che formavano il distaccamen-
to. Per dir tutto in una parola, la nostra casa, senza esser degna per la sua
costruzione   di   attirare li sguardi   di
 un  amatore  della  bella   architettuiS*,:
si   trovava   nonostante   d^ribu^t'nt^^
guisa da adempireMerfettamente Xog-
getto del suo destino : la struttufOem-
brava perb  magnifica  a* selvaggi deli*
Imboccatura del Re Giorgio, jCn^noirW
vevafjg^mai veduto niente d^l ma?S%
viglioso ,
Si alzb intorno al|a casa un forte
parapetto c|fe;T^pchiudeva una grande
estensione di terreno; vi si piantb pfr
total batteria, un cannone situato^S-
maniera, che doniinava J* ingresso ed
il villaggio di Nootka; lo che formava
una fortificazione assai imponente per
garantire il nostro distaccamento da
qualsivoglia attacjg&. xAl di fuori di
questo parapetto si costrul la chiglia
di un vasce^ di 40., o 5o.;lonnelIa-
te , secondo le nostre fatte disposi-
zioni.
Verso M15. giugno V^%8"^^^-
considerabilmente avanzati: j|" iMcem
erano stati spalmati, xt^
rati, e le ve}^ esaminate^^^ma^|m,as^?»
ma cura.  Si  era presaU a  bordqJKIifcj;
zavorra di pljptre;   si   pensb  che fosse
pericoioso di servirsi della sabbia ,   a
 49
cagione,che impediva  1' azione dalle
trombe. Finalnsente il vascello prowi-
sto d'acqua, e di legname si trovava
in grai^o di porsi alia yet® Qudsti diversi ed importanti layoriflpi erano ter-
minafi, nonos$jrotech& jl tempo non
avesse Jl^iato di esser cattivo dal momento del nostro arrivo: la pioggia e-
ra quasi sempre caduta a torrenti, ed
Hhwenti soffiavano costantemente dal
sud: queste pioggie avevano fetta scio*-
glieretdel tutto la neve, e non se ne
vedeva che pochissima in alcuni posti
sulla cima dteile montagne, e delle piu
elevate colline. Ma la yegetazipne erbt
ancora molto ritardata; e non cangia-
va che a gradi 1' asperto selvaggio che
aveva il paese quando vi si arrivo.
II distaccamento scelto per resta-
re a terra fjj-subito iSpiegato aHe diverse pccupazitiltf, alle quali era desti-
nato: gli uni andava.no a cercare il legname da costruzt©fee fino nel fondo
di una foresta, ove non potevanq ar-
rivare che a travtrso di mille ostacoli:
altri lo Segavano, e davangii la forma
neceSiaria all'uso che volWfcno fame:
gli armaljioli erano pure ocCupati in-
'fbfcrio a' ferramenti &ibd a fabbrica-
T. II. D
 *5°
re de'.$h}odi ^r  servi^i. nqlle^ ofic$«
sioni;   come   pure   avl^KfHTA^&ilVr&ffFO
.jielJa i/emu de[j;di^ersio$rfiJ§oU ^^raf-
ficq^ cfte, pote va no #sse$c£. pe?gs^i)fifto-
sl conrqrdift?   e   regQla^r^ijjgi 0^r^i^6
quantoprw^ava. cdfppprrejil nostro nup-
vo Arsenaludi  marina ^ I falegnami,rvi
avevano di gl%j£0StrJWf^r}Iftii^gfe^d*
un vascellg^ Ija^pf^ga, fhlM?Ps£PI bordo
. er^ano alzati , jpp^pdatjifj, T,$0l$glida-
mente unitij/pdiraodoche non <$ biso-
gnb aspettar lungaatempo pey godere
della sodisfazione di veder quel vascello in grado di fare il servizio, a cuL4$
destinavamo.
Se ¥ istoria de' navigatori non fosse seritta che per divertire un momento gli ozi del ricco, o per illi^^inare
le ricerche lahoriose del Filoso^„; sarebbe necessario senza^dubbio d' aste-
nersi in una simile opera da una^folla
di piccoli dettagli poco pia^yoli ^gr
l'uno, e troppo infe^gj^tj^lkb c^gni-
zioni dell* altro. Ma e^i debboeo pro-
porsi un altro Qggettg^fP^bWiQ^^ido il
giornale de' loro viaggi; in ,fatti sp tali
racconti non son propri ad instruire
i navigatori che ad essi succederan-
no; se non hanno per oggetto di aiu-
 ; cti
M^#e3di>^ieMMfe' i ^rbgi^SSPSeffe irf-
-tVa^r^&e tyhfh i**Jrcfa 1 ?i u^n iftffKP a vM' hrib
"ifra*vati <i "peMtdl?*1^*^ii^rAfi11(nitfclyKj
^^ad^J'^^ ^[lie^P^^^r^H^i^ ^m^gP? 11
®iteiBfk> ^e^JV^SS'1 a^ralftAy^Rn^iegato
"9P8<^t|^@ blPW^ettrftetottcSA,ffl%3al^dr-
^NfldfiS^^w^aliti ^I^mmf<9m^
-*%iriite$M onBy.v<
d'Bfci%fejtr§ ;-(SSfi48tw co' ^Sl^^^^-
*wJfliretta -dtf/prinlSptdella^JfcliSJfctfla
^jfl fi^fe ed3%man&1.{®Nqfe$&1 ftj^l^o-
5wStemegIiai^*B^:j5j8S^^': 'WSBp la b&Bria
'fctelligenza  e   la siriJ^K'amieizia   che
°fegna#&fto fra loro e noi. W^t&pi tali ta
che   questi   fedeli   alleati   esereitarorio
verso di noi con delle mariiere   si   ge-
nerose ,   dark pure una^antaggidsaP i-
^Bea della ttdkezza che-ife 'caratterizza,
allofl|fi#Mo si^trattano c^ri quella   be-
^ffif oleri»yuehe ■ si dee a defR uomini
'^^z#1^.^rizidiSP, ?|e*#h$ e si necessaria
JfBt,M€ffegi9b Qfl$£  p#itica per  ¥ irite-
~lf%Ml& c^l^TOrfi%fe¥6io.
0l°affl^efc^ sfervigi, fchd-3?*aj:taCGa-
f *nferito personals di. non pochi  di que'
^^l^kg^'pQi;-^Iflfi^^liP^Lveva  portati   a
^WHiRfffei;ihser^W2fl pfer  c§fftyiu6teifci   che
la rVcondscenza  riqn   efa^h1 sentiments iiicdgnito *si!i queMa ' lontana   riva,
D 2
 e che si potevano trovare, fino nells
boscaglie di Nootka de' cuori sensibili
all' amicizia. Callicum era dot^to di u-
na delicatezza di ani ma, e si portava,
riguardo a noi con tali maniere, che
ayrebbero fattp onore all' nomo^| piii
perfetto nelfeft ciyilta . Si potn|febero
citare mjlle prove della parzialita e
dell' aflfezionp che aveva per noi questo uomo amabile. Egli non esisc§
piu . I! solo mezzcn^che ci e permes-
so di riconoscere le marche di amii^:.
zia che ricevemmo da lui, e di qui
rammentffld, Ci mancano i terr^ipl
per esprimere il prpfondp orrore che
ci inspira la memoria di un atrpce p-
micidio , commesso sensa motiyo ,
che privb qtiella contrada del suo !0$t
bello ornamento, ed i navigatori che
avrebbero in seguitq visitati que' pa-
raggi, d' un protettore e d' un ami-
co; e che cpstrinse un popplo utiles,
§ pacifico ad abbandonare il *suq paese natio per portarsi a cercare una
nuova abitazipqe in figpRtani deserti.
N, B. // breve racconto della morte
di GvHicum , che Iautore aveva qui col-
locato per addizione, si pub leggere aU^
Nota Numero (4)«
  '^^i^^MJK^i^Kr MLm^i^ ,_i^n^
 CAPI
Mezzi impiegati da9 selvaggi per aumeft*
tare il prezzo delle pelli di lontra di
mare .£ Loro superiorita nelle misure de9
contr at ti che conclildevdno con noi. =s
Condottd di Comekala * .= Abbiamo il
credito di fWrne itn capo. == Suo sposa-
lizio. = Cerirhonid magnified in tale oc-
casione. = MaquiWjt ed i suoi capi a-
dottano le nostre veslimenta e le nostre
maniere . 1 Regali w gran valore fatti
da Maquilla. = Rubamento di una mola
da arriiotare * = Alcuni selvaggi ci portano a vendtre una mano d9 uomo. =
Pericolo che corrono in talmrcostanza.
Perdita deplorabile d9 una parte dell e-
quipaggio dell Aquila Imperiale nel
1787. = Ragiohi per cui supponevamo
che Maquilla fosse art canhibale i - Strand guanci ale adoprato da Callicum.-
Gli abitanti del Seno degli Amici si al-
lontanaho &d Una piccola distanza. =
Mdgipft$ di questo allontdndmenio * e fa*
cilita colla quale lo effettuano; ' = $&" vien
tecatd iti vendita una giovine lontra *
Ell' intervallo  di tempo che era
 passato dal nSstfd^wivOtfind alf^giu-
gno, av^amb^dbiilirieiaW il scprn'mer*-
cio delleT pelli co'selvaggi, e teneva-l<
trio di gu^ii^^i c^tk^ci^UcMlai Tpelli
cTfr ldht$8. *©al tti^^e^Y^niifchios^o^-,
rivo stf^E^oSMdiut^iscfti1 ^isigi&iBola-
ni di:<tfft^re%^Tfe^d per^feseutm: sfre*
c5e t{df7fWliB.diWlX^-^k §flM>£utte !e
v^fF?£li^idMr di^afficogoessi cerca-
^I'hV'fei* tMt^sd^fre vantaggio : iii
q^dfetd' a mfa siccome avevamo la spe-
riB$£ di fa?§cde' gran profim db' me*
dkimi , passa^lmd con disinvoltura
srilfci loro condotta, ogni volta che
teiitavano di defogare alle nostre prb
jffttive condizioni *.
Scorso qualche fempo c#giarono
^ieramente 1'ordine delllSHfe1 trafficd
$t% noi; in vecf del c<§t&ueto^cat#*
ffly che si face^, seguendo p$t: *&$*&\js
&-'valor8^artico1are degH^grticdll«lflfirf
SSfl] ,?ifinimmo Con-Tar^(»cto*b«^en-
fete9^Ve|ili di ttj^^^fi^gii^i fcfceee*
fa rib' *etikYMt%Wk) allo&i^iifclfe ''ttoecwJ.re-
laz^hi^^^
rTnfonM^I|^ega¥lbrid piMfeht! «A«UU4> ift4
ro iiHit&fb1 ^raudW&SNfed' 0SpftaK$ro£
Gli usi osserV&ti^dfc* e^^^sto^e *dt-
 costanza* si descrivono nella parte di
quest'opera in cui si tratta del com-
^prcio.
.Tutte le volte che Callicum e
AlaqiMla destinavano di farci un rcga*
lo, jnandavano una d$lie persone del
loro sega|ito per ,pre,gare il Tighee , o
sia catpitano di portarsi a trovarli a
terras Ip-,ncn manp£va mai di render-
mi alHiif^ito, reca^do meco i diversi
at^icofiowe si dovevano offrire in cam-
bio. Arrivati all' abitazione de' capi,
ove? si radfUriava un gran numero di
spettatori per vedere la cerimonia, si
portasrano le pelli di lontra di mare
con de' grandi gridi di gioia e de' ge-
fSfiifche indicavaao la sodisfazione che
fac$$to \®m provare la nostra presen-
za ;binof*guito si mettevano a'nostri
pfe4bsi ^» $ft?ft&io profondo succedeva
bei^tostp^^u^i&jfVprimi trasporti; ed
asf^^^gt#|©^^plja|jgi't| viva impazienza
b9^A^^&^8^ifer^g*Ji f^e IJtk offrisse-
J^ltPE&oiP $%ftb|%*U§il oWfPPfflFf fuci I-
E^X&tfakp <>Co$#scencip> 7^panto pote-
V&tiQt; gr#^ii^i4aijfQerQftP|ti In^gJesi 9tr$pt-
Si ,S;ia{,Tfi9fth tfiancato di -pcpte^tare la
loro  espeiuuvai*:-< D9 altranxje  i  nostri
 amici di Nootka avevano immaginatd *
e erb^era d£ m#lt& <i*e<£eiitfez£& dalla loro £ $6fttP/ $& i&fltfa piT"*s$efe>bus&£omiova
*pd8fcM*IMP"'^ ^^d 1^0^1^153^© pel Id ,
subifl^che ^Mtfortis^ow^roiafc df»^pel-
lildie fcM® ftfitodtm ,<5^0fesidpi^ZHf,
fra molti £$$€ tbsifcNvan«g^fe^i,i aveva rf^^^i#^M#uyi#i^e^ettoi >dp sve-
glia^#^d^Jl#^liF0 tjteFflE£& dalla nostra*,
lo spirito ►di CdBiriiercitf^
Dopo la scoperta di questa cala
iatta da! capita Codify vi erano stmt
vati diversi vascellfo nell' intenzionerfii^
trafficare co'selvaggi. Qi^ftiiirf^ano
a tali frequenti visite il vantaggifi^lit
aver fatti de'gran progress! nella civi-
lizzazione, e maggtdri dii^|u^p|Jche
potessimo sperare.^Ma queJlabclimtiifei
to ci sorprese, fu di vederlir im$mm
mente sprovvisti dlfaliyirsSiarticcSttBqhe
si portano loro dall* Eutepaq^cippmb^
dov^^ino aver | rieev&lli* 44arKjia©mbio
delle pelt13i:iuip^^afc quantit k ifi sfert
ro* di tiwi4z&s$G9 grani; dibiwet*§§£$
non se H$ivkle^du^f---«m& Mb ip&B2&$r$
essi: e difficile'^n^^
avessero pdt$er® JttffatttosiL mezatoe di
dissipare in si-poco tempo le loix^irit^
chezze.
 2g§ Nelte^aearstre- relazioni di traffico
dOTLitpfiestt isolaj^si era diverse volte
ficnarcata delfincostanzanei loro piace-
ri, lo cheiidlsreniva moko imbarazzan-
te jpefc miiai^Ctebf)referivano il rame a
qualunque altro articolo; ora sceglie-
vano yad^|*i«i0f>me la sola mercaiizia
fella quale id&ser&^uateihe prezzd; altre ^fcite i&praiai di vetro rpacevatfe^
loro piu d' ognfefcjfga cosa. Si riesci
perb'mel rimediare agl' inconvenient!
del.te^d carattere indeciso; e cib con
dare a' medesit&i una porzione di tutti i detti diversi articoli mescolati insieme . §|p
Comgkala ci era stato sul primd molto utile per accelerare i nostri piccoli
tratt^ di commeffcio; ma egli comin-
ciava adiicibliare la lingua del suo paese,
eiparlava un dialetto si bizzarramente
composto delle lingue chin^se, inglese,
e no^tkam, che n©ft> poteva quasi piu
fare to fciiizioni d'^igterpetre fra i sel-
laaggire noib A^^pafete c^i ritornando
a'costu^Bp del suo paese* pri*$$ipiava a
preferi^^l^iiB^iai^ssi dg'suoi compatriot-
ti a*nostri* e fcb^ttel mezzo delle alle-
grezze che si ritinuoyavano per lui ne*
 pranzi ,ove mangiava con sensualitk del*
It carne e dell'&Vm At.balena* obliava
insensgifeHmidlwrttitte#4e ,;^fceficenze di
cui 1'ave^ra^boitattjo e-
gli siu*rin$alv*>S[ig^
elevate ^ timip^oRriiT^^ df
otiore ,^s>terffi?iotvii£ratrf{a''4|ofiiilfl.jorai^li,
tra vedere*^heBospetffiaeskiiaarriirixilui della
fcilsita dlingiimtadtaeaa^
MaqftkMa glfcaivevaTcfads^diati itssmoa/ipiu
preziosi tesori v^fr^^fiiikri un mortajo
di ra^ne  lasciatixi nfefcjpaass^ dal capitan
Ccfok-, e efaefii capo dbfishotkd riguarda-
va come an  oggetto d^lrriiaggior vaf|&C
ie.  Questo utensile da cucina, destina-
to driginariamente ad un uso servile, e-
ra   stato annobilito  da   lui   a segno  di
diventare il sirrboloi'della magnifigenza
reaie.   Si  te^eva  sempre   lucesiitissimo,
e nelie  visite, o abboccamenttodi ceri-.
monia,   si portava davanti   a   MaqmUg.
per a^%iugnerenaHa splendore delist sua
re a 1 dfgpst l&ft rfLa viatpb^on tfan ua: <3$m siesta d^g^foi^r©q^ntp8^r* pi^pi^iwr3a
re nd$i# fe. C^^kalaQikim^im.naw^o^Se-J.
zioSe*p&^oi*,Tit3Bn^n^
stra8&1^i<£^^8omisifoes^^^ snfe&tiT,
tita, °che «1 asmpsgnaFlookcfeaUont^frsi.
 Bfl
da*jr!5>gU8rdieteamwamo diritto> di attendee ddol ui p S5! kofi pfegtb 'Au iiq tiedl ^nostra
crbd iasnftxfe9$Q)ddb IsiK>:sfta oeH©friAfagitt//a
par OT&oreaae £fclieoki/iihaJjz»6ae itnttp *i ad
ujpaitectJD rateirarfgoefct^pavfecendogli
sposare -unaBfemmina distinta per la na-
sdi^5i©feiduoopropriEQiimrettm34/aqwz7/a
a©tb^fcriuhinK>ment<m^pesto ffeyore alle
nostfe^iytaaii^; e sfefiibM^mi|>niille noz-
ze cheoLisenni^o celebrate coh tutta la
possibile^ magnifksenzaitLa meta di una
fc&kna , una qnaj^ifea considerabile d'
altrcrpesce, con dell*olibiiproporzione
f@emarono il sontuoso banchetto, che fu
datoitt tai circostanza. Vi intervennero
piii di 800. convitati; essi furono ser-
viti col miglior ordine, si portarono sa-
vfemente, etimaniiestarono al loro capo
tuttaite^odisrfaziione che provavano per
una >%L<! brillantSD*   ed $ oitorevple  acco-
glienza^ ^f$ |KI$hVI*£
xueJjVidb &2t|pugno venne a bordo un
mesisjag|eno;fdi Maquilla incaricato di
pi^vsentpciq chei qpa^ir capo si disponeva
a-^ftcfeoutrrimagiiifico rB^*tlo, e che ci
pr^g^ic^iiiiil^ndaren a terra per rice-
yetteis i€Jhc««asfecimmo subito presto
qmlif^ip^y jseb4o 'trorammo vest ito  di
Ij
 6o
un abito completo europeo,lpori una
camicia con minichini , capelli legati
a coda ed impolverati. Si riconobbe
subito irt tutto queH'attbigliafrmerito u-
na parte de' legalfr che avevamo fatti
a Comekala; e Manilla li rigiiardava,
insieme co'divfifsi ornamenti di rame,
il cui peso era eriormt^f come i segni
distintivi tNi^ia potenza del Soyr||io di
Nootka . Ques&r principe era c|lcon-
dato da diversi capi^ tutti adt&rni e
fregiati con qualche particdtare arti-
6©fo dell* abbigliadientoS|iaglese , di
cut la loro varilil parev^ptngdl^nen^
te sodisfatta . Si osservb t|he in questa occasions avevano fattc^ sparire
dalle loro gore le insegne d' olio e
d' ocra di cui consuetamente s' im-
brattavaiio. In una parola la mei^mor-
fosi era tale'j*cme entrando nellaficasa*
si durb quasi fatica sul primo a rico-
noscere i fiosfri amiciv_$ttfest44irco-
stanza fece che ci accpl|ero^©TO}^k?j.
aria molto solenne: si alzarono, ^d^jfej
mitaron© il nostro modo disiiajutare.
La maniera colla quale si levavano i
cappelli , i gesti ptaoevolfesimi che fa-
cevano salutatidosl Pun Y altro, e pro-
 61
nunziando qualche parola inglese che
avevano ritenuta e che lipetevano allora ad alta voce senza alcuna connes-
sione, ed inclusive senza intenderla;
tuttocib, io dico, formava pna scena
di cui essi »ij)^|fesimo si divertivano,
#iffhe a noi non poteva dispiacere .
Quandq queste bizzarre cerimonie furono te^ifinate, il capD prdinb, che si
portassero davanti'{jte um diverse pelli
di lontre. ricchissime , e &®n tardb altresi $d inviarle al nostro vascello .
Vi aggiunse un daino di una bellissi-
ma specie che era stato ucci$p ne' bo-
schi da^jiio de'suoi. Per parte nostra
non si ifcjc attetftjefe a A[aqtf$(lq il re-
galo,col quale vpleya|fcpoi-iiconoscere la
sua generosita in ^ia maniera degna
di lui. AL nostro ritorno al vascello
trovammo perb che |e pelli di lontra
ci ivevano preceduti.
L' arrivo di Come^dla decise que'
popplf a prefef&je a tjualunque altro
^ttifcoi^iSi trafficp?i0f^^#tse pa4ti deli*
libfemiamei^l * ^urlteeo, Un cappello,
u ri^^^^w>aIj una • fcafea lace va ord i na-
riani^^fc^j^^re "in nos|jS3> favore la
bilancia delle negoziazioni commercia
 *4i¥ ^ttd5>.ei*h0iJh$k c^l^tefe^lsiffefe^)
^erUgos^uJ^coifeiggtj^bwrtl t&§jt o&\p>
*3ft$tl^i I 'd^ei3fJftiad#nan-Mu*i ui&% dAte
laol il§^up   noD moHnnmnoo sou ni
t !Jil*ra%ftrw §ftl^ifis#mfg^ igfV38.vSi^nt>
^i'u&I^A<lSMSu30fmti&®fia4'*S£§tofaf$?^iJe-
AV-6ssero ^fa^M^fti-^y^idflfK^^pei^-1^^!
diversi vascelli che si erano cdftM$$&-
gportati pritta di^oi, aVe^ino sem-
pre^avnto ^ dolersi deM^stesso rufe&-
**fc|n&nto • Abbiamo inf^tfejmarcato^le
tutta 1'attenzi^tte de' selvaggi sif^pt^-
tava su quella pietra : essi-;4|^novp^
suasi cffe^ijpchiudesse qualche pdfei^*
colare incanto che le dava la virtu di
rendere senza la minima fatica  il   no-
^prp ferro femperatis^teo e^ii^lftiftff,
mentreche ||^si non potevin#%r<i^%-
rarsi Io stessof^fentaggio che con ctelle
frtfaordinat^gE^^
L^v^4fllii^'di-Q|ttrttb oggett#YH@a
'lasciava ^ili^ssere iH^xSrt'dn^^sl^^eefe-
ro, ma iinlitlo, tutti 4^%feftBMWfliagi-
nabili per ritfV!^|iR^^wrJ^iatAb' a
Maquilla ; ma iNiOstri reclaibiP ntin furono accompagnati da'cornstseti swcces-
 /3
si^ninclusive presso di lui ; si crede dunque ip^ii prwctaite diercfeiudsre; gli oc-
jpfel   sult;ru.bftnicftto, ch^iadai^pegnarci
in una contestazione con  quegli Isola-
.nbfi^i Qp^teatammo di dare gli ordini
i piu severi perche alcuno de' selvaggi,
eccetto.Ji^api, rfton? .fosse. ,ammesso   in
avvenire   nela recinto,-chf3al parapetto
forma va^n tor no alia nostra nuova abi-
tazione v^'dQ^^fe: odytj^i^^^i
^it^i II di 8. si ivide   entrare nella  cola
-Bfl.canotjedi unfc forma  assajmbizzarra,
che portava di$§$t$ft persone:   venne fino al bordo del vascello,   ed i   selvaggi ci)jyenderono   un   piccol   numfcro di
pelli di  lontra: essi ci proposero altresi di comprare una mano di uomo sec-
ca, e tt#£a raggrinzata; le dita vi era-
no attaccate  con   de' chiodi   lunghissi-
i%i^c^l%^|i provb xvm sentimento d'or-
rore jm4 facile a concepire,  che ad e-
sprimere, osservami&jun sigillp che-for^
frW^v%;^|jcpend§nte  d' or^ochio di uno
^§^et)?agg^|;^qqffa nel canoe.* Si   sep-
-f$sife9flJ38^#hP <%P$i siglll^Q aveva ap-
>parteffi»^]kllo. sfortunato M. Millar, u-
fiziale del vascello ¥Aquila Imperiale,e
di cui niuno fra le nostre  genti  ig-no-
 rava la troppo deplorabile istoria. (5)
I marinari pensarono subito che la
mano pres?ntata fosse una di quell<N$i
M. Millar, e che quei selvaggi fossero
gli assassin! del nominatp ufiziale. Ii
sospetto solo tie! delttto avrebbe cer-
tamente cfeciso della sorte di queg0ti*
sdlani, se non si ibsse fatto compren-
dere ai marinari che il sigillo in qui-
stione poteva esser passato per via di
cambib al possessor#iattuale. Ma la vista sola di quella mano sembrava a'
nostri una presunzione|§ forte, che si
provb molta pena a contenerli, e non
15! pote, malgrado i nostffjlfcforzi, im-
pe4ir loro di cacciare i selvaggi dal vascello, colp*andoli d'ingiurie e dimo-
strandp loro tut^ 1' indignazione . Si
riconobbe del riman&ijte, che erano in-
nocenti del d^litto diicui venivano ag-
gravati; poiche il giornp dopo si sep-
pe da M&qkilla stesssR, il ^ale ci as-
sicuro come d'un fatto di sua partico-
lar cognizione, c$*e quegli artisoli, la
cui sola vista ayeya eccitata in noi
una si viva indi^piwe, erano passa-
ti pel mezzo del traflifb a quei sel-
yaggi, che gli avevano avuti da que-!*
B    I
KAd
 ii di^ueet§i^S^4'k luogo apf^i^lfdbve
s^a^jyiti^ssaej^Hfef-M. MiM&f.?1rl de*.
suoi compagui^Questa capo non ardl
pero^pf^M^ che^i ^I^ibd non fd&m
quelWf^p^mo j^inostrl^foi^l^ti com^i
patriotti^re la confusione che gli si
vtdlSpt vo^^nel nostro abbo<3§teaen-
to stf^ale c^jetto^^lftiamente ad altre simi^:ircostanze,v(|ancorsero a dar-
ci 1'idea, che^$aquilla stesso era un
cannibale . Vi son^per cattivai^sorte
troppe ragioni^ii   credere   ctbe  questo
r^iblt traffico,^i^^|rne i||tena si sten-
da quasi§|per tutto, lungo quella parte del c#ttinente fp America. II nostro stesso amicp Callicum riposaya nella notte la sn|| testa sopra un gran
saccbj^i^fe^di cranl^nmani, che pure mqstravifNI^ ^goglid, come tanti
onprevdlftlbdfei pel suo coraggio e per
la sua superiorly nelle ^ttaglie ; ed
e piii che ^rdbabile chip cor|4;^S^
le sfetuna^^ritti^, a cui que'crani
erano apparBii^^^^ssero stati divo-
rati in qualch^anchetto dato dal me-
desimo^ guerrkri che avevano   avu-
^fc 4a gllHa di partecipare a' suoi spa-
ventevoli successi.
T. JI. E
 55
Lo stesso giorno Wicananish capo potentissimo, che abitaya al sud,
ed a cui Maquilla aveva fatta una vi-'
sita di cerimonia, nel momento in cui
si giunse nella cala, si portb v a resti-
tuirgli la visita , con due canot da
guerra, e colla maggior parte de' selvaggi del suo seguito, che era nume-
rosissimo , magnificamente yestiti di
pelli del piu gran valore, Questi iso-
lani avevano molto migliore aspetto,
che i nostri amici di Nootka-, lo che
da noi fu attribuito con qualche fon-
damento al vantaggio della loro situa-
zione, poiche abitano una parte della
costa, ove le balene abbondano in
maggior quantita. Questo pesce, che
faceva nel tempo stesso quasi tutta
la loro sussistenza e tutta la loro ric-
chezza, cominciava a divenir raro nell*
imboccatura di Nootka. Wicananish ci
fece una visita di complimento ;a bordo della Felice, e c' impegnb di andare
a trovarlo nel luogo della sua residen-
za, promettendoci un numero considerable di belle pelliccie. Nonostan-
te, per quanto si offrissero a lui, ed
alia gente del suo seguito i diversi ar*
 6i
I *
ticoli che avevamo,  non si  potettero
determinare  a divider  con  noi  i ric-
chi abiti di cui erano coperti.
II dl io. si osseryb un movimen-
to generale in tutto il villaggio, e po-
co dopo la maggior parte delle case
disparve a' nostri occhi . Quando si
passb a terra* Maquilla c' informb che
i suoi isolani si disponevano a trasfe-
rirsi in una baia alia distanza di circa due miglia dall' imboccatura, ove
rendevasi una quantita con^Werabile
di pesce ; che il loro progetto era ,
non solo di procurarsi pel momento
una buona provvisione di balena e d'
altro pesce , ma di profit tare altresi
della favorevole occasione per ammas-
sare di che sussistere 1' inverno,
La maniera, colla quale le case di
Nootka sono costruite, procura agli a-
bitanti il yantaggio d' imbarcarsi , come di sbtfrcare, e cip in poche ore,
■e senza il minimo imbarazzo. Una po-
polazione immensa si trasporta in una
nuova abitazione colla stessa facilita*
colk quale condurrebbe un secchio df
acqua . Si troveranno nel seguito di
quest' Opera de' particolari dettagli
E 2
 sugli usi e costumi di questi selvage
gi della Costa Nord-Gvest d'America .
Delle giovani lontpe di mare ci
furono frattanto portate a bordo per
veridere; ma non si presentarono corn-
pratori: una di esse era ancor viva.
Le madri e tutti i loro parti erano
stati uccisi da Maquilla, eccetto quest5 ultima, che Secondo tutte le appa-
renze, aveva proyati de'cattivi trat-
tameiffi ; poiche pareva che le fosse
stato strappato un occhio per forza :
era molto piccola, ed urlava appun-
to come un ragazzo che piange. Fra
tutti gli animali che si erano vedu-
ti, questo sembraya il piu vivo ed il
piu syegliato. Dopo ayerla eonserva-
ta due giorni si gettb in mare per
lasciarle la liberta di fuggire; ma si
vide con sorpresa , che non poteva
andare a fondo, ne nuotare: cosi seguito per qualche momento la corrente dtfitf acqua, finche si riprese a
bordo; in questo stato non campb
molto, essendo morta per Ie contu-
sioni che aveva ricevute. E* facile di
spiegare questa  circostanza, sapendo-
'^A^lS~n_\m*HBk^Kr.\t___-W(Li^U^mm(^^
 Si che le madri portano i |pro parti
sul dorso per un dato tempo, finche
avendo acquistate le necessarie forze
e P uso di nuotare, possano libera-
mente e con franchezza andar vagan-
do per le onde*
 2°
CAPITOLO
Disposizioni per rimetterci alia veld. =
Rubamento del nostro scappavia fdttP
da9 selvaggi. i Inudlita de9 nostri sfor-
. zi per ritrovarlo. = Movimenti a bordo
del vascello. = Sharco degli ufiziali e
del distaccamento destinati a restare a
terra. = Ammasso di provvisioni per I9
equipaggio del nuovo vascello. = Misii™
re prese per la sicurezza del distaccamento *. I Progressi de9 lavori per la co-
striizione del nuovo vascello. = Buoha
salute dell equipaggio. = Visita di ceri-
monia resa a Maquilla, e rinnuovazio-
ne del Trattato . I Gli diamo avviso
dellepoca, in cui probabilmente arrive-
ra I Ifigenia. - Maquilla domanda
una letter a pel capitano di quel vascello . i Nostra sorpresa vedendolo dotato
di una infinita di cognizioni; mezzi co9
quali se le era procurate. - Istoria di
M* Mace ay. $ Callicum ritorna dalla
caccia delle lontre di mare. | Tro-
viamo nelle di lid mani molti artico-
li che erano appartenud a Sir Giuseppe  Barks .   =  //   vascello   si  po-
Ct&&y*£iii
 he  alia vela
rotta.
Piano   della  nostra
L di ii. giugtio il tettipo era bcl-
lissimo e tranquillo. Si levb ¥ ancora*
e col mezzo delle scialuppe si esci
dalla cola degli amici per rimettere il
vascello in mare . Nostra intenzione
era stata di partire il dl 9.; ma si
provb un accidente che molto ci af-
flisse : cib non fu nientemeno che la
perdita dello scappavia, scialuppa as-
sai vasta e bella, ed inoltre la sola
che si avesse di tale specie. Si cre-
dette sul primo che un colpo di vento 1' avesse staccata dal vascello nella
notte , e che fosse stata trasportata
dalla corrente senza che le sentinel le
1' avessero veduta. Ma nella mattina
non si scoperse in veruna guisa, ed i
canot, e le scialuppe che furono spe-
dite a ricercarla tornarono senza alcuna nuova di essa. Si promisero delle
grandi ricompense a' selvaggi se vole-
vano rcndercela; poiche riunite tutte
le circostanze non vi era dubbio che
non fosse nelle loro mani. Maquilla e
 Callicum prdtestarono della loro innd-
cenza ne* piii forti termini; ma si eb-
be in seguito tutta la certezza, come
si era sospettato, che dopo d* averla
rubata, 1'avevano prestamente fatta in
pczzi per avere il ferro ed^^chiodi,
che furono dopo distribuiti fra i selvaggi dell' Imboccatura.
Questo rubamento ci fece temere
sul prinfo una funesta rottura fra il
capo e noi; poiche , fintanto che ci
rimase qualche speranza di determinar-
li a renderci il nostro scappavia, si
stette in aria, e si marttenne un tuo-
no di malcontento: ma quando si fu
convinti che era inutile di ricercar|§||
si trascurb 1'affare, e non si fece piii
querela. In fatti se avessimo tentato
di usare delle rappresaglie contro de*
selvaggi, ne sarebbe resultato, secondo tutta I'apparenza, una rottura fra
il capo di Nootka e noi. Inoltre nel
tempo stesso che avrebbe nociuto all*
interesse delle nostre relazioni; commercial! con que* selvaggi * poteva at-
tirare de* pericoli al distaccamento, che
dovevamo Jasciare in quel paese . Ci
contentammo dunque di consigliar M&~
£l&£ft^^AW^
 quilla che si premunisse contro de' ru-
bamenti di simil genere, e di sospen-
dere i sorto padroni dalle loro funzio-
ni,come se per causa della loro negli-
genza , fosse accaduta la disgrazia che
avevamo provata.
A quest' epoca 1' insubordinazione
che eras! manifestata di tanto in tanto fra 1* equipaggio , fino dal primo
momento della nostra gita , continub
a darci dell' inquietudine ; ma una ri-
solutezza di spirito og^tata a tempo,
represse de' movimenti cosi allarman-
ti. II nocchiero che aveva mahcato
al rispetto dovuto verso gli ufiziali fu
degradato dal suo posto all' albero,
ove gli si dette un impiego molto in-
feriore. Fu nominate un altro nocchiero in sua vece, ed il dettaglio di tale
avvenimento venne inserito nel giorna-
le del vascello.
La vigilia della nostra partenza si
sbarcarono gli ufiziali e il distacca-
mento destinato a restare a terra co*
falegnami per terminare il vascello.
Io lasciai all* ufiziale, che doveva co-
mandare, le necessarie istruzioni, se
mai la Felice venose a fallire nel pro-
 ii ii
24
getto dal Suo ritorho, d se accadessd
qualche funesto accidente, tanto a det-
to vascello, chWall' Ifigenia, che era at-
tesa all* Imboccatura verso la fine d*
autunno. Nel caso in cui il concorso
di un si gran numero di funeste cir-
costanze avesse fatta mancare la spedizione, si lasciarono tutti i materiali
che poteva esigere 1' equipaggiamento
del vascello, e delle sufficient} provvi-
sioni fino alle isole Sandwich, ove a*
vrebbe trovati tutti i rinfreschi neces*>
sari per avanzare alia China. Era questa per noi una itidispensabile vigilan*
Za coritro qualsivoglia avvenimento *
Del rimanente 1'equipaggio non parve
aver coriCepito verun siriistro presagid,
e ci separammo da' nostri compagni
che restavano a terra colla consolante
speranza di ritrovarci al nostro ritor-
no nella piu felice e piacevole situa*
zione.
Indipendentemente dal nuovo vascello che si era intrapreso, ci pro*
mettevamo de' considerabili vantaggi
dal soggiorno del nostro distaccamen-
to a terra. Almeno erasi ben fondati
a  sperare  che .avT&bb&ira€Cqke .tutte
 le pelli che venissero prese nel cor-
So dell' estate da' selvaggi deir Imboccatura del Re Giorgio ; e ben sape-
Vamo che questi non potevano manca-
re di prenderne un gran numero. In
ogni caso poi eravi la certezza che i
nostri non avrebbero provato verun di-
spiacere, lie sarebbero stati turbati nelle loro operazioni, poiche oltre di un
cannone montato su'rampari, il piccolo forte era munito d' armi e muni-
zioni; e la guaniigione , compresivi i
lavoranti, era abbastanza forte per so-
stenere con vigore tutti gli attacchi,
che si fossero diretti contro la mede-
sima .
La costruzione del vascello si a-
vanzava frattanto moltissimo: diverse
dostole erano al suo posto , e gli ar-
maioli avevano preparata una gran
quantita di chiodi e di chiavarde: di
piu si era stabilita una completissima
corderia, ed avevamo di gia principia-
to a lavorarvi icof'daggi, articolo tanto esseriziale per noi. In una parola ,
se si considera tuttocib che facevaci
di bisogno in quel pcst0. se si pensa
che-vi costruimmo UIIa COmoda  e si-
 cura abitazione; che si stivb ed equipaggio la Felice per rimettere questo
vascello in mare,- che fummo del. con-
tin uo occupati a procurarci il legna-
me da costruzione , ed a preparare
tutti i materiali, che ci erano necessa-
rissimi pe' riiiovi Vasceili ; che final-
mente si usb tutta la cura ed at-
tenziorie, come converiiva, ne* nostri
trattati di commercio * certamente il
rimprovero di negligenza o di oziosi-
ta* sara ben j* ultimo che potra venir-
ci fatto -dall* uomo il piu irreflessivo
nelle sue ingiustizie.
Nel momento in cui si arrivo all*
Imboccatura, il paese ci parve  umido,
piovoso, e dispiacevole; ma   si rimar-
cb in seguito che non eravi mofta pSf
ve silila terra, e che quella  poca  che
restava andava sciogliendosi per \$ gros-
se pioggie che caddero dopo   il nostro^
arrivo. In coriseguenza si fece   1* aria
estremament& dolce;   ed   i   freschi   le-
gumi, e Ie cipolle che la terra vi produce in abbondanza   non  tatdarono  a1
rendere del tutto la sanita  a* convale-^
scenti che avevamo a bordo.
Erasi inoltre esattamente $rQvv&
t^bCM^^J^Mj^
 duti di pesce:   i  selvaggi  non manca-
vano   di   portarcene ogni giorno,  sot-
5$l#§ndoIp al loro particolare consumo.
La   vigilia   della   nostra   partenza
$\ fece una visita^ a   Maquilla   per   in-
formarlo  che avevamo  risoluto di ab-
bandonare   1' Imboccatura   il   giorno se-
guente:   gli si dette ad intendere   che
il vascello   non sarebbe  ritornato prima di tre o quattro   mesi:   quest' epo-
ca era,  appresso  a  poco,  quella   alia
quale presu i evamo che il vascello in
costruzione   potesse essere   lanciato  in
mare .  I  selvaggi   davano  a questo ii
nome di Mamatlee, o vascello; T altro
lo   nominavano   Thighee   mamatlee ,  o
gran vascello. Io pregai dunque il capo di avere tutta 1' attenzione e tutta
la benevolenza  possibile  pel   distacca-
mento che lasciavamo  a   terra; e per
assicurarmi   della   sua   amicizia ,   gli
promisi   che   quando  si   fosse  abban-
donata del tutto ¥ Imboccatura,  si  sarebbe posto in pieno possesso della casa,  e di tutte  le  mercanzie  ed  altre
propHeta dipendenti. Gli offersi in sen
^guito,  come   una  prova della   no§t|$t
partiqolare sti ma,»degl i abiti | guarniq
 WJ
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!'s^
M If ;;
Fl fill •:'''
Kill-:
kj
di bottom di metallo, oggetto del piii
gran valore a'suoi occhi i feci pure di-
^ersi* regali alle donne' di sua fami^
gliav I
Nel momento in cui prendevasi
cen^edo da Maquilla, si presentb a
noi la zia di Comekala, vecchia don-
tia, di cui ho gia fatto il ritratto, e
che pareva aver riunite in se stessa
tutte le laidezze colla piu sozza vec-
chiaia; ella mi pregb con le piii vive
istanze di regalarle un paio di fibbie;
e subitoibhe le ebbe ricevute se ne fece due pendenti agli orecchi, di cui
andava vaneggiandosi come una bella
d' Europa suoi fare delle piu ricche
gemme dell'India.
Maquilla incantato al di la di
qualunque espressipne , da' segni di
amicizia che gli avevamo dati , si af-
frettb di soscrivere a quanto giudicos-
si a propositd di domandargii, e con-*
fermb colle piu forti assicurazioni di
una sincera fedelta il trattato di al-
leanza, che era di gia stato concluso
fra lui e noi . Lo preveniml^o pure
che un altro vascello doveva arrivare
all' Imboccatura, probabilmente nel tern-
\tZ&^li^BMm-lLW_\-^m--rjJ^F
 pa della nostra assenza* e che il capitano di questo vascello era nostro in-
timo amico. A tab avyisQ ci pregb
senza esitare un momento, di lasciar-
gli una lettera pel capo nostro amico.
Questa domanda ci fece molto stupi-
re . Si era ben lontani dal; supporre
che quel popolp avesse la minima i-
dea della facq}ta>che abbiamOf4i co-
municarci reciprocamente i nostri pen^
sieri sulla carta; e si provb bentosto
la piu viva curiosita di sapere per quali mezzi avevano potuta procurarsi u-
na simile cognizione. Alcuno de' nostri immaginb che que' selvaggi 1' a-
vessero rilevata da M.' Maccay, che a-
veva soggiornato , per quanto credo,
piu di quattordici mesi fra loro, eche
durante questo spazio di tempo, scris-
se un giornale, che ho avuto sotto gli
©cchi. Io non posso trattenermi su
questa cijqaQStanza senza, far qualche
parola deli'^^venimento che lo forzb
a restart in que'luoghi, e ad abban-
donarsi d$lfctutto >alla vita  selvaggia,
\ Un^a&^tJlo il jjCapitan Cook, e 1'
Fsperimemo»m erano stati equipaggiati
sotto gli ordini e cura.di  M.  Scott*
 il cui genio e lumi in materia di com-
mercio sono egualmente cogniti nell*
Europa e nell* India. . Dovevano essi
portarsi da Bombay alia Costa d'America per raccogliere delle pelli. Vi ar-
rivarono di fatto nel 1785. e M. Mac-
cay, che era secondo chirurgo a bordo
di uno di detti vascelli, vi rimase di
suo proprio consenso, sotto la prote-
zione di Maquilla. M. Strange, che a-
veva la soprintendenza di que' vascelli
pensb che potevano resultarne de'gran-
di vantaggi pel commercio, lasciando
M. Maccay fra i selvaggi dell' Imboccatura del Re Giorgio, per apprendere
la loro lingua, ed istruirsi de' loro usi
e costumi. Vi fu dunque lasciato nel
1785. e soggiornb fra essi fino al 1787.
che s' imbarcb per la China a bordo
dell* Aquila Imperiale.
Quantunque quest' uomo interes-
sante avesse ricevuto 1*equipaggio e le
provvisioni di cui poteva abbisognare
nel tempo della sua residenza a Nootka, non tardb molto a vedersi tutto
affatta ridotto alio stato, di selvaggijiS
Non e facile di comprendere come un
Europeo, colla sua costituzione, abbia
 potuta sostenere la propria esistenza ,
nutrendosi d'alimenti si contrari alle
sue abitudini ed alia natura stessa del
suo temperamento; come abbia potuto
avvezzarsi a vivere nel mezzo di ogni
genere di laidezza, e di adattarsi in*>
elusive , per satollare il piu divoran-
te appetito, al cibo d'plio di balena.
Ma questo jion e tutto. Durante il
soggiorno di M. Maccay all' Imboccatura di Nootka, il rigore di un lungo
inverno vi produsse la fame. La prov-
visione di pesce secco fu bentpsto con-
sumata, e non si pote assolutamente
procurarne altro ; tale fu pertanto la
strettezza, che i selvaggi si trovarono
ridotti ad una determinata pietanza per
giorno; questa pure veniya ordinaria-
mente portata al nostro sfortunato com-
patriotta, e non consisteva che in sette capi di aringhe secche per total
suo nutrimento. E'impossibile a chiun-
que ha ricevuto dalla natura i primi
sentimenti d* umanitk, di leggere, senza fremere d? orrore, il giornaledi questo viaggiatore . Del rimanente i selvaggi gli dettero una femmina; e dobbia-
mo in verita conyenire, che qualunqi*e
T. II. F
 possa essere stata la loro condotta a,
di lui riguardo, i capi di Nootka e
Wicananish ci dornandarono le sue nuo-
ve con grande interesse , provando cosi
la tenera affezione che gli avevano
portata.
Si dette dunque a Maquilla una
lettera, come bramava; e non si tardb
ad esser convinti che il timore che a-
veva di vedere arrivare 1' Ifigenia , sarebbe stato per noi un garante della
protezione che aecorderebbe al nostro
distaccamento, piu sicuro di tutti i
segni di amicizia, di cui 1'avevamo ri-
colmato , ed inclusive di tutte le sue
proteste di benevolenza e d' attacca-
mento.
Callicum che ci aveva lasciati da
qualche giorno per andare alia caccia
delle lontre, era gia ritornato: cib fu
per noi una vera sodisfazione, essendo
quegli il capo, su cui contavamo piii
d' ogn* altro, e che si era dichiarato
in ogni tempo il protettore, e l*ap-
paggio del nostro distaccamento.
Gli demmo,secondo l*uso,de*mu-
tui pegni d'amicizia; ma non si fu
poco  sorpresi nel riqeyere, in cambio
<>iSj*^ifJ^
 de* regali che gli avevamo fatti, tre
pezzi di rame in forma, di piccole ma-
gliette ,||ove si scoprivano ancora gli
avanzi del nome, e delle armi di Sir
Giuseppe Banks, e la data dell' anno
3:775. Fra questi eravene uno, la cui
incisione non del tutto cancellata la-
sciava riconoscere qualche cosa: quanto agli altri , gran parte de' caratte-
ri era del tutto sparita. Si rimanda-
rono a Callicum ques,ti segnali del suo
affetto, perche conservasse la memoria
dell'uomo celebre, da cui originaria-
mente gli teneva; di quel filosofo sti-
mabile al c^ii intraprendente genio si
pud dire che dobbiamo la scoperta di
una costa che diverra, lo spero, mal-
grado tutti gli dstacoli, una sorgente
di vantaggi pel commercio del nostro
paese .
Ponendosi alia vela * fu risoluto
di tenere la parte meridionale della
costa, a partire dall' Imboccatura del Re
Giorgio, attesoche ¥ Ifigenia doveva se-
guire la parte meridionale dalla Riviera di Cook fino alio stesso luogo. Per
mezzo di tai disposizione si era sicuri
di riconoscere il continente d' America
F %
 84
tutto intero da 5o. fino a '^, gradi
nord, come pure diyerse parti inter-
medie, che non erano state punto esa-
minate dal capitan Cook. Si fece dunque vela dopo aver rinnovate le istruzioni e gli avyisi al distaccamento la-
sciato all'Imboccatura > ed avergli rae-
comandato di star sempre in guardia,
non trascurando alquna cosa per man-
tenere la piu perfetta intelligent co*
selvaggi del luogo.
:\L^N^>A*^0
 CAPITOLO   XII.
I Capi Hanna e Detbotche visitano il vascello nella loro rotta verso il luogo della residehzd di Wicananish. = Wicana-
nish viene a bordo, e conduce il vascello nella r&da. | Arrivo di un gran numero d9abitanti all9altura del vascello.
Descrizione del paese e del villaggio di
Wicananish, visto dal vascello. = Visita
resa al Capo. = Descrizione della sua
casa. - Sorpresd che ci arreca il loro
tuono d9 ingenuita. i Numerosafamiglia
di Wicdnanish. = Sua opulenza , suoi
tesori, sua manierd di tr attar e i convi-
tati. I Presenti offer ti a Wicananish. i
Si valutano. da lui moltissimo i nostri
vasi ove si fa bollire il the. - Sua ma-
gnificenza nei regali che ci da in cam-
bio del nostri. 1 Donne di Wicananish;
loro bellezza ; regali che ricevono da
noi. = Piacevoli relazioni di commerclo
co9 selvaggi. = Ci procurano delle fre-
sche provvisioni. = Traffco col capo per
mezzo del cambio. = Omicidio commes-
so nella persona di un estero dai nativi
del villaggio. = // vascello si trova
forzato  dal cattivo tempo di dar fon-
 do nel por to interne , nominate pond
Cox.
A sera del dl ri. giugno si cdn-
tihub la nostra rotta al sud est, a tre
miglia di distanza dalla riva* Sul tra-
montar del sole la Punta dello Scoglio *
che forma la costa orientale 'dell' Imboccatura del Canale del Re Giorgio, ci
rimaneva nella direzione di nord-ovest-
m-ovest. Si vedeva una punta che si
Steiideva al sud della puata dello scoglio, ed alia quale si dette il nome di
Punta a mezza strada, perche si trova
situata a circa un miglio dalla rotta
fra il Canale del Re Giorgio, ed il paese
ove risedeva Wicananish. Questa punta giaceva all'est, e potevamo essere
a quasi tre miglia di distanza dalla
costa. Col mezzo di diverse osservazioni sulle amplitudini e azimut, la
variazione del compasso era di 21. gr.
e 5. miti. all' est.
Si continub la nostra rotta fino
alle ore 11. colla scialuppa in rimur-
chio: si pensb allora che sarebbe stato prudente di sospendere la nostra |f||
 : 8-7
vigaziorie nella hdtte. II dl  12. sul far
del giorno ci ponemmo di nuovo  alia
Vela don venti molto tfariabili. A mezzogiorno una osservazione dette 49.gr.
e 22. min. di latitudine nord, sebbene
si  fosse di gia rimarcato che la Punta
dello Scoglio stendevasi nord-ovest-quart-
nord. Nello stesso momento si scoperse un'alta montagna sull'iiigresso del
paese di Wicananish: essa restava all*
sst-nord est, a sette leghe di distanza.
Si avanzava   cosi   sempre con   un
vento favorevole. Nostra intenzione e-
ra di esaminare   la costa   fra   la posi-
zione, in cui ci trovavamd ed il Canale
iel Re Giorgio.   Tutto ad un tratto il
vento saltb al sud est-quart est,  ed   il
cielo comincib  a  coprirsi  di   nuvole.
Siccome questo   vento  veniva  diretta-
mente contro noi, si   prese   vento da-
/anti  allargandoci   in   mare, temeftdo
inoltissimo   il   cattivo  tempo,   da  cui
:apevamo essere ordinariamente accom-
pagnati i venti di sud-est. I nostri ti-
mon  non tardarono ad avverarsi; delle   ammassate  nuvole ,   e  de' violenti
colpi di  vento ci annunziavano la tem-
pesta. Le vele di gabbia erano assicu-
 rate, e si continub ad avanzare in mare per essere al largo, cosa che e molto importante di non trascurare sti
quella costa. Durante la notte il vento soffib con una forza terribile dal
sud-est; avevamo il mar grosso , il
tempo oscurissimo, e la pioggia cade-
va a torrenti* A mezzanotte si prese
vento in poppa e si corse sulla terra.
Il di 13., sul far del giorno, il
tempo mihacciava la tempesta, benche
si fosse schiarito di tanto in tanto.
Potevamo essere a sei leghe di distanza dalla terra, e la montagna che si
era riixarcata al di la delT abitazione
di Wicananish, si presentava tutta in-
tera uriita a' nostri sguardi, e somi-
gliante alia forma di un pan di zuc-.
chero. Essa stendevasi nord est-quart-
est alia distan/J. di sette leghe * Sicco-
me continuavasi a correr sulla terra,
si videro venire all* altura del nostro
vascello diversi canot, che partivafl^
da un gruppo d'isole situate quasi di
faccia del Vascello. Ciascunp di questi
canot portava piij di venti uomini, d'
una piacevol fisonomia e d* un taglio
vigoroso, vestiti quasi tutti di pelli di
 lontre della maggior bellezza. Essi re-
mavamo lungo la costa con un estre-
ma agilita: dopo alcuni momenti due
de'lord battelli arrivarono alia sponda
del vascelld, ed i selvaggi che erano
dentro ndri esitarono puiito a venire a
bordo. Fra essi trovavaasi due capi no-
minati Hanna e Detooiche, che risede-
vano in un villaggio isituatd di faccia
al vascello. Questi erano i piii begli
uomini ', che si fossero find allora ve-
duti. Hanna aveva circa quaranta anni; ed i suoi sguardi pieni di leggia-
dria e di dolcezza annuhziavairo il piii
felice ed amabile carattere. Quanto a
Detootche, era questi un gidviiidtto,
che riuiiiva alia belta della sua figtira
delle grazidsissime maniere: egli pos-
sedeva, per quanto si pote giudicare,
le piu pi&cevoi| qualita dello spirito.
Ci fecero mille geritili espressioiii :
stririgevano affettuosamente la mano a
tutte le persone del vascello* e c' in»
vitarotio .iiella piu amichevol guisa ad
accettare 1'ospitalita che ci offrivano
sul suo territorio. Finalmente ci pres-
sarono con molte istanze a condurre
il vascello fino alle loro isole.
 Ma siccome il nostro prihio oggetto era stato di guadagnare il paese
di Wicananish, che sapevamo non es^
ser molto lontano dall'imboccatura del
Re Giorgio, continuammo nell'intea-
zione di avanzare verso le isole. A mi-
sura che ci avvicinavamo* sembravand
basse e boschive, e non si scoperse in
mezzo delle medesime verun canale che
fosse possibile di traversare. Hanna e
Detootche* a' quali avevamo regalate al-
cune bagattelle, presero allora conge*
do da noi, e guadagnarono la riva fa-
cendo  forza di veni.
Verso il mezzogiorno il tempo cai^
gib, il vento sa'tb al nord dell'est, e
ci accompagnb tutto il lungo della costa che seguivamo per passare fra quella fila di scogli e ,1'alto mare. Poco
dopo si vide un'altra piccola flotta di
canot che si avvicinava a noi, e nel
primo di tutti si riconobbe Wicananish,
che non tardb di venire a bordo, ed
intraprese egli stesso di condurci nel
suo porto, il di cui ingresso, che ci
additb , era a circa cinque miglia di
distanza.
Alcuni  battelli  furono spediti a-
 v^ahti per scSndagliare, e noi li seguim-*
mp con un veiito favcrevole. Dopo a-
Ver girata 1'estremita dell'isola, la piii
meridionale, si entrb ndla rada, pas-
sarido ih mezzo a diverse sdogliere. Lo
scandaglio era regolatissimd; e ad un'
ora in circa si gettb 1* ancora fra 1'alto mare e le isole , in un ahcoraggid
ove eravamo ben difesi contro il mare.
'Wicananish dette a conoscere di es'serd
tin eccellente piloto ; non solo si mo-
strb infaticabile in tuttocio che dipenA
deva da* suoi personali sforzi* ma in-
vigilb ancora su'canot, durante il tempo che ci accornpagnarono.*
La rada presentaya 1' aspetto ii
piii selvaggio che si potesse immagi-
Hare. Era protetta contro la crucciosa
irruzione delle onde del mare da diverse isolette e scbgliere che si univa-
no le une alle altre. II portd che si
osservb rimaneva situato a due migiia
circa dall' ancoraggio che occupavamo:
1' ingresso pareva che fosse largo quanto possono essere lunghi due cavi.
Di faccia al vascello, si scoperse
sopra una delle isole un villaggio tre
volte maggiore di quello di Nootka?®
m
•:
 di dove si videro da tutte le parti {
selvaggi lariciare i loro canot in mare,
e venire pe'bassi fondi fino al vascello cariehi di pesce* di cipolle salvati-
che,edi iegtimi che dettero a'nostri marinari in cam bio di piccoli pezzletti di
ferro, ed altri articoli, che giudicava-
no dello stesso valore. Wicananish stet-
te a bordo la maggior parte della gior-
iiata con diversi de'suoi amici: sul far
della notte ritornb a terra, segtlito da
un corteggio considerabile di "selvaggi
che lo avevano attesb per accompa-
gnarld.
II di 14. si fece un belHsslmo teifiM
po,   e  questo ci-procurb il vantaggio
di   osservare   il   paese.  Ci  parve esser
per   tutto   un'impenetrable   foresta, e
non   si   vide   un solo spazio  che fosse
scopcrto. II villaggio di Wicananish era.
situato sopra un   banco elevato  vicino
al mare e circondato da' boschi . I! capo c* invib un messaggio per invitarci
ad andare alia sua abitazione a godere
di un convito: in conseguenza sbarcam-
mo verso mezzogiorno. In quel punto
una folia numerosa di donne   e   di ra-
gazzi venue  ad incontrarci,  ed il fra-
 tello di Wicananish ci condusse al luogo della cerimonia.
Entrando nella casa si restb sorpre-
$i dal vedere la yasta estensione della
medesima. Cpqteneva in primo luogo un
grande spazip circondatoda tutte le parti , fino all' akezza di venti piedi, di ta-
vole di una larghezza e lunghezza stra-
ordinaria. Tre alberi enormi, scplpiti
e dipinti grossolanameute, formavano
le travi: erano sostenute a ciascuna
estremita e nel mezzo da delle figure
gigantesche, ma cofrie abbozzate e riu-
nite di diversi pezzi di legno: il tetto
era di larghe tavole della stessa specie
per difesa della pioggia; ma erano situate in guisa che si pptevano scosta-
re a voloqta, sia perche 1' aria o la
luce vi penetrasse a traverso le mede-
sime, o perche il fumo avesse una libera sortita. Nel mezzo di questo va-
sto ricetto vi erano accesi molti fuochi , e intorno a* medesimi de* grandi
vasi di legno pieni di pesce lesso *
Delle grosse fette di carne di balena,
erano belle e preparate inpoca distanza,
per doversi cuocere in altre caldaie
ripiene d' acqua: questa veniva fatta
 94 §11 'fl
bollire a forza di pietre ardenti, che
dopo averle fatte arrossire nel vivo
fuoco s' immergevano nella medesima,
un tale officio eseguivasi da delle
donne, che con una specie di mollettc
portavano e riportayano le pietre in
fuocatQ. Intorno alia stanza vi erano
degli altri monti di pesce; e nel mezzo delle pelli di vitello mari no , a
guisa d'otri , piene d'olio, che servi va
per salsa e cpndimento a' conviuati I
Questa stanza poteva a tutta ragione
nominarsi la cucina,
Gli alberi, che sostenevano il tet-
to erano di una si prodigiosa grossez-
za, che 1'albero maestro di un vascello da guerra cli prima linea, sarebbe parso in comparazione de* piii
comuni . La nostra curiosita e la nostra sorpresa erano pertanto al loro
colmo, considerando quanta fatica e
quanta forza dovevano aver prova-
ta per soll^ vare quelle enormi travi
all'altezza in cui si yedevano, ed in
couseguenza qual era 1' energia e 1'
iridustria, di quel popolo per suppli-
re alle risorse della meccanica. che
gli erano assolutamente incognita. La.
 ... 95
porta per la quale si entro in quel sog-
giorno cosi straordinario, non era ah
tra cosa, che la bocca di una di queh
le figure gigantesche di sopra accenna-
te. Per quanto perb possa uno idear-
sela di enorme grandezza, assicuro che
era esattamente proporzionata a tutti
gli altri tratti di qijesto mostruoso
vol to I
Salendo alcuni gradini si arrivo
nel suddetto ricetto; passato quindi
quel viso di un genere si strano e si
bizzarro, si scese sul mento di un altro volto, e si entrb in altra stanza, ove
trcvammo un nuovo soggetto di ma-
raviglia nel gran numero di uomini,
di donne, e di ragazzi che compone-r
vano la famiglia del capo, e la quale
ascendeva almeno a ottocento persone.
Esse erano divise in gruppi, secondo
i diversi impieghi che dovevano ese-r
guire, e pe' quali erano assegnati a
ciascheduno i distinti posti. All'interna eravi un banco quasi alto due piedi
da terra, e su cui i diversi abitanti si
riposavano, mangiavano , e dormiva-
no. Nel posto il piu elevato della
stanza vedevasi il capo in  mez^p di
 §5
diversi selvaggi, i piu distihti del pad* I
se, disposti in cireolo, sopra un piccolo assito di mediocre altezza . In-
torno a questo palcp eranp dis^oste
in gran numero delle casse ben gran-
di, sopra le quali avevano sospese delle yesciche piene d'olio, delle enormi |
fette di carne di balena, e de' pezzi
di pesce di una proporzionata grossez-
za. Si vedevano altresi in quasi tutti
i posti della camera, ove si erano po-
tute collocare, delle specie di ghjrlan-
de di crani umani, disposti con una
specie di pomps, con eleganza e rego-
larita. Questo addobbo veniva riguar-
dato da'selvaggi come la piu nobile
jdecorazione, di cui si potesse ornare
ed abbellire I appartamento del re di
quel paese.   *
Quando si entrb nella stanza, i
convitati avevano di gia terminata u-
na gran parte del loro pranzo: davan-
ti ciascuno di essi era una grossa
fetta di balena bollita, con de* piccoli
piatti di legno, ed un gran guscio di
dattero di mare, di cui si servivano
come cucchiaio: questo formava tutto
il servito della tavola. I selvaggi in?
tez&rj*svj&
 ^%**WB^
jBficati del servizio domestico, erano
affaricatissimi a riempire i piatti d'
ogni convitato, a misura che veniva-
no yotati ; Je donne intanto prepara**
vano ed aprivano in due una certa.
scorza d' albero che serviva a gui-
sa di salvietta. Se g permesso di giu-
dicare della bonta, e della delicatezza
delle vivande dipla voracita colla quale erano inghiottite, e dalla quantita
prodigiosa che i convitati ne mangia-
rono , possiamo assolutamente riguar-
dare questo pranzo come il piu splen-
dido ed il piu delizioso che siasi mai
veduto: i ragazzi stessi, ed alcuni fra
loro, che non avevano piii di tre anni , divoravano il pesce e bevevano 1*
olio con altrettanta di sensualita ch§
i loro padri. Quanto alle donne non
vien permesso alle medesime di assi-
stere a questi conviti di cerimonia.
Wicananish yenne incontro a noi
a meta del cammino, dall' ingresso
della stanza, e ci offerse ¥ pspitali-
ta con un' aria graziosissima , che
avrebbe distinte delle persone di una
societa piii civilizzata : egli ci ccn-
dusse m un posto vicmo al suo ; ivi
T. II. G
 If
ci ponemmo a sedere, e si sodisfece a
sazieta ii nostro curioso desiderio per
tutto il tempo del resto del convito,
percdrrendo collo sguardo gli angoli di
quella singolare abitazione .
Finito il pranzo si fu pregati di
mostrare i regali che destinavamo ai
capo: in conseguenza si espose un gran'
numero di diversi articoli che avevamo portati, con intenzione di donarli,
e fra quali vi erano diverse coperture.
e due vast di rame per fare il the.
Tutti li sguardi si fissarono subito su
questi oggetti del tutto nuovi per que-
j gl'isolani: uno di essi fu subito inca-
ricato di far la guardia a due vasi; e
atteso il loro valore e bellezza straor-
dinaria fu ordinato di collocarli colla
massima attenzione ne'forzieri reali,
che consistevano in certe casse, gros-
$olanamente scolpite, ed ornate conun
bizzarrisslmo gusto di denti umani.
Cinquanta uomini in circa si a-
vanzarono allora nel mezzo della camera, portando ognuno di essi fSivan-
ti a noi una pelle di lontra d^mare
iungu circa sei piedi e d'un nero lu-
eentisshno. Meptre che stavano ii^'quel-
 .x     99
la positura,  il  capo pronunzio un di-
scorso, ed offrendoci la manpjn segno
d*amicizia, ci dichiarb che quelle pelli
erano il regalo che destinava offirirci
in cambio del nostro; e sul momento
comandb, che fossero portate al vascello.
Egli parve sodisfattissimo del nostro omlggio; e noi, che non lo era-
vamo niente meno della sua rnagnifi-
cenza, facemmo de'segni di ringrazia-
mento in atto di prender congedo ;
quando le donne di sua famiglia si a*-
vanzarono verso di noi, dalla parte la
piii lontana della abitazione, ove era-
no state ritirate nel tempo del convi-
to. Due di esse parevano aver passato
il fior deli' eta; ma le altre due erano
giovinette, e la natura le aveva dotate
di una si rilucente bellezza che risplen-
deva inclusive a traverso dell' olio e
dell'ocra rossa, con cui si erano im-
brattato quasi tutto il volto. Una di
queste due ultime scprattutto, aveva
una fisonomia ed un'aria si dolce, si
modesta e si riservata, che ne il colore che la sfigurava, ne l'abbigliamen-
to bizzarro, che nascondeva la grazia
G 2
 IOO
delle sue forme, non impedivano che
la di lei sola vista non isvegliasse, inclusive ne* cuori i piii delicati ed i
piii coltivati il sentimento di un te-
nero interesse per lei. Per sorte non
avevamo disposto di tutti i tesori che
si erano portati dal vascello,- e sicco-
me ci erano restati alcuni grani di
vetro , e de* pendenti da orecchio,
questi ci procurarono il mezzo di ter-
rninare graziosamente 1'abboccamento,
offrendoli in regalo a quelle dame della corte .
Fino al 17. si continub ad avere
delle piaceyoli relazioni di traffico con
que'selvaggi. II capo ci fiiceva ogni
giorno Ja sua visita, e viveyamo nella
migliore intelligenza tanto con lui,
che con tutto il villaggio. I selvaggi
ci portayano in abbondanza del pesce
di diversa sorte: il sermone e la tro-
ta erano del gusto piui squisito: avevamo pure bene spesso dell' halibut,
del pesce di scoglio, ed aringhe fre-
sche : le donne ed i ragazzi pi vende-
vano de' granchi, deMegumi, delle ci-
polle salyatche, dell'insalata ed alt&£
produzioni della terra npn meno pia-
 c^r^sia
loi
Cevoli al gusto; di tanto in tanto poi
qualche ptzzo di salvaggiume  rendeva
piu deliziosa la sontuositk della nostra
tavola .
II 17. giugnd, Wicananish ci pre-
gb d'accompagnarlo in terra per fare
con lui il conimercio delle pelli. Appena sbarcati si fu condotti* come la
prima volta, alia sua abitazione, ove
trovammo la di lui numerosa famiglia
piuttosto aumentata che diminuita .
Questa volta perb tutto fu fatto senza
formalita e Senza cerimonia* si vide la
famiglia che viveva nel migliore ac-
cordo; era permesso alle donne di man-
giard coil gli uomini* e, cib che infi-
nitamente ci piacque, si pote contem-
plare i loro volti al iiatlirale* Tutti si
erano affatto ripuliti, dimanierache si
ebbe il vantaggld di considerare a nostro bell' agio la buona grazia degli
uomini* e la bellezza delle donne* Si
concluse da questa circostanza che
que* popoli noii si dipingono il corpo
che ne' giorni d' allegrezza e di ceri-
tnonia i
Ci furono allora recate delle pelli
di lontra di mare e d'altra qualita:
trenta fra  esse erano  della piii bella
 102
specie. Si finl col compraiie dopo avere a lungo negoziato con quegli isola-
ni; avendo in tai circostanza conosciu-
to che non possed^vano in minor
grado che gli altri di Nootka T intelligent e 1' accortezza necessaria a' suc-
cessi delle loro operazioni di eommer-
cio. Erano avidissimi all'eccesso di ri-
cevere de' regali; e le donne inclusive
intervenivano ne'nostri cambi, e ritar-
davano talvolta la conclusione delle
vendite fintantoche avessero ricevato un
regalo particolare per loro.
Nel momento in cui c'imbarcava-
mo s§|fece tutto a un tratto un movi-
mento generale nel villaggio: molti uomini armati riempirono all'istante un
gran numero di canot* e fecero forza
di remi dirigendosi verso il vascello;
si te e sul primo che non fosse nata
qualche querela tra i selvaggi e le
genti dell' equipaggio; ma si fu ben
tosto assicurati, sapQtido che la causa
di questa commozione improvvisa era*
no stati de' sentiment! di una partico-
lar gelosia concepiti contro alcuni de'
loro vicini; e cib perche questi esteri
avevano ardito di fare una visita al
vascello senza il  consenso di Wicana-
 ios
nish. II capo irritato dette ordine a'
selvaggi di piombare su quegl' intrusi,
uno de' quali fu fatto prigioniero e
condotto a terra. Questo infelice fu
trascinato sul momento ne'boschi, ove
si pub certamente credere che fosse fatto in pezzi. Si cercb d'interce-
dere in suo favore coife piii vive istan-*
ze; si passb inclusive alle minacce;
ma mentre ci sforzavamo in sollecita-
zioni per salvargli la vita, essi si ab-
bandonavano, secondo tutta 1'apparen-
za, a' piaceri della piu crudele vendetta. Quesco avvenimento mi eonfermo
nell'opinione in cui son sempre stato,
che malgrado che questo popolp usas-
se di molta dolcezza e fraternita nel
suo comraercio abituale con noi, il ti-
more lo rendeva barbaro e feroce nelle
reciproche circostanze. E' certo che ab-
biamo spessissimo rimarcato, che tal-
vplta la loro fisonomia annunziava un'
anima selvaggia.
• II tempo fu cattivissimo fino al
dl .20. II vento sofhb con violenza dal
sud est, e si-ebbe una continua piog-
gia. Aggiungasi che di tanto in tanto
il mare inalzava delle prodigiose on-
date sopra di noi;   talche  rendeva  la
 104
nostra ptiizione critica al m jggior segno. Fu dunque risoluto che si sarebbe colto il primo favorevole momeit#jj|
per guadagnare 1* interno del posto,
che era stato gia ricoiiosciuto* e tro-
vato, non solo comodissimo, ma del
tutto al copertd da* venti.
Nella sera il vento si calmb: il
vascello si era gia posto alia vela *
Wicananish noii se • ne fu appena avi^M
duto* che venne a bordo* e ci condusse senza il miiiimo accidente nel
porto, a cui si dette il nome di Porto
Cox in onpre del nostro amico QSM
Enrico Cox, Scudiere. Non si credette
pertanto doverci in questa circostanza
abbandonare interatriente all' abilita^fflj
Wicananish; ed in consegueriza si spe-
dirono le scialuppe avanti per iscan-
dagliare , partieolarmente su' bancnj|
del porto ; si trovarono da tre e mezzo a quatrro braccia d'acquaj bento-
sto lo scandaglio scese fino a tredici,
quattordici, e quindici braccia; in seguito non ne dette che orto; e su
questa pro fondi tk si gettb 1' ancora ,
essendo il porto siciifissimo e bene at
coperto contro la furia de' venti.
   CAPITOLO   XIII.
I-Ofi
/ selvaggi di Wicananisch meno civiliz-*
zati che quelli di Nootka . fp Alcune
precauzioni che si credettero nec^arie
offendono il cape* e producono della fred-
dezza fra tui e noi. = La buond intel-
ligenza si ristabitfkf^^ vien ^innovate
il Trattato d9alleanza. = Regali fat ti
da una parU e dall altra in tale occa-
sione. = L'lpo delle armi a fuoco co-
gnito a queglif^tctffi. = II villaggio e
trasportato d und piccold di$ta)fo£d. =
Trattato fra Wicananish * Hanna , e
I Detootche I = ^gali in tale occasione.
Felici conseguenze che risultano per noi
dal TrMtato* = Regali fatti a  Wica-
W^anish e ricevuti da lui. I Done in-
viato dall Imboccatura del Re Giorgio *
!^0reparativi per mettersi alia vela.= La
Eelice continu^il suo viaggio. S De*
Mrizione del Porto Cox \
F
Ind dal primd abboccamento i
sudditi di Wicananish ci parvero essere
molto meno civilizzati che i nostri a-
itiici   dell* imboccatura di  Nootka.  la
 E
io5
cdrtseguenza si credette dovere aumentrffj
re le nostre precauzioni; il  numero dU
questi selvaggi era considerabilissimo,
e la fierezza che  lasciavano   travedere
ne' loro trattati  con   noi,  ci   porto a
credere che per poco che avessimo ab-
bandonata Ja nostra  vigUanza, sarebbe
stato un incoraggirli   a   segno di  ren-
dere la loro condotta soggetta a  delle]
conseguenze   per   noi   molto   funeste.
Del   rimanente erano superiori   a' selvaggi   dell* imboccatura del Re Giorgio,
quanto all' intelligenza ed alTattivita.
Wicananish stesso benche naturalmente
fosse di una grossa corpulenza, era.flH
goroso e lesto: idi lui fratelli avevano
ricevuti dalla natura gli stessi vantag-l
gi. Tutti i giovani del paese ci parve-j
ro robustissimi; essi non lasciavano mai
l'esercizio, occupati del continuo a diversi trayagli: si rimarcb che i tempi
piii   burrascosi |jj|on impedivanp loro di
portarsi in mare per lanciare la fiocina
alia   balena*  o   uccidete delle lontre .
La pesca era un' occapazione che ab-
bandonavano alia classe del popolo la
meno distinta fra loro* Le possessioni j
di questo capo si esteiidevano molto a|
fjp&ii^imJN^LTmWri
 107
lungi: delle numerose tribu riconosce-
vano il suo dominio, e lo rendevano
unprincipe formidabile* Avevamo dunque delle buone ragioni per stare del
continuo in guardia; egli era il padrone di fiirci molto male, e non ci voleva
che una piccola occasione per determi-
Hiterlo ad attaccarci.
Questa vigilanza dalla nostra parte sembrb al capo una mancanza di
confidenza nella sua amicizia: egli se
ne trovb offesissimo* e questa circo-
stanza produsse una sorte di freddezza
fra noi . Wicananish aveva rimarcajgi^
che tutte le volte che ci faceva visita lat gran camera era guarnita d' ar-
mi d' ogni sorta, e si tenevano posta-
ti sul castello de' grossi moschettoni.
A questa vista si sent! accendere la
collera, e non solo abbandonb il vascello con isdegno, ma negb di traffi-
care con noi, e proibi a suoi isolani
di pcrtarci qualsivogl^ provvisione in
pes$e o vegetabile. II nostro interesse
non esigeva certamente che le cose
stessero in questo grado non meno di-
spiacevole, che allarmante per noi. Si
pensb dunque  che sarebbe  stata cosa
 prudente  il  rendergli  visita  il  giorno
dopo per fare la pace.  Di   fatto nella
mattina appresso,   lunedl   22. giugni^B
fu rinnuoVatd  il   trattato  d' alleanza,
grazie  a' mezzi   di conciliazione,  che
impiegammo*   e che  consistettero nel
regalo di una spada  con  ir: pugnatuflB
di rame,  e   in   un  gran   piatto  dello
stesso   it eta Ho.   Per  sua   parte  sigifjB
questo riunuovamento  di buona   intel-
ligenza col regalo che ci fece   di cinque belle pelli di  lontra* di un grasso
daino* e di una provvisione fresdMsiqj
ma di pesce per 1'equipaggio.  La ge-
nerosita che Wicananish spiegb irt questa circostanza, come pure la condot-
ta veramente fraterna che tenne a no-
strd riguardo,   ci parve meritare delli
sforzi   straordinari   per  esprimergli «
nostra riconoscenzri in guisa  degna  di
lui.   Si resd percib  contentd  al   di   la
di quaiunque espressione, aggiugnendo
alle insegne della sua regia potenza u-
na pistola   e  due cariljie  dr jSolvere,
di cui ci aveva pregato da moltd tempo di fargli regalo. E'certo che ififflH
delle armi da fiidco era noto a'selvaggi di quella tri$$i ayanti il nostro ar-5
 rivo fra loro. Quando la Risoluzione e
la Scoperta penetrarono per la prima
volta nelP imboccatura del Re Giorgio,
vi si trovb Wicananish; egli si era cola
portato per render yisita a Maquilla;
e fu a quell'epoea, che imparb, senza aspettarselo , a conoscere questa fa-
nesta invenzione.
II di 28. si osservb che }' intero
villaggio abbandonava la vicinanza del
mare, ove erasi collocato, per render-
si nell'interno del porto. Questa di-
slocazione si fece colla stessa facilita
che all' imboccatura di Nootka, ove si
era stati testimoni di un simile movi-
mento. I selvaggi stabilirono la loro
posizione a un miglio circa dal vascello , sopra una punta di terra, precisa-
mente all'ingresso del porto.
In quel giorno si fu instruiti official mente da Wicananish che si nego-
ziava fra i capi Hanna e Detootche e
lui un n'attato, nel quale dovevamo in-
tervenire. Vi era detto in sostanza,
che tutte le pellicce che avevano in
loro possesso sarebbero yendute 3. Wicananish \ che viverebbero in pace e
$a*0na ilt$$lligenza con noi; che tutto
 HO
le pelli che poteebbero procurarsi, do^
po il trattato concluso, l'uno o 1' altro de' capi contraenti, o qualcuno de'
selvaggi sottoposti al loro respettivo
dominio, sarebbero interamente alia
loro disposizione; che avrebbero tutti
un dritto eguale d' avvicinarsi al vascello , ove verrebbero indiscintamente
ammessi a far de' cambi ad un prez-
zo ragionevole ed ancora vantaggioso
per loro.
Siccome   non   s*  ignorava ,   che
sussisteva fra questi capi  una vera ge-
losia,  si fu  ^odisfattissimi   di   questo
trattato; poiche avevamo   delle  prove'
convincenti, che fino dal nostro arrivo
sulle terre di Wicananish, ne Hanna ne
Detootche potevano trafficare  con  noi,
e nemmeno farci una visita, senza cflB
fosse loro prima accordata una espres-
sa  permissione .   Ci   eravamo  dunque*
prescritto,   come  misura  prudenziale,
di non pressare ne incoraggire veru|H
relazione commerciale  con essi,  atte-<
soche per quanto vantaggiose  potesse-
ro essere  per noi, avrebbero probabil-
mente accesa  la guerra  fra  i  sovran^
di quelle isole.  Questo trattatdydette
W*J^^i&B_W&m4
 dunque al nosltro commerclo tutta i 1'
estensione che avevamo desiderata ,
autorizzando delle comunicazioni ami-
chevoli con gli uni e gli altri. Cos!
non tardammo ad avanzarne la con-
clusione.
Le condizioni proposte pel trattato in quistione, che era stato im-
maginato e condotto con tutta ¥ ac-
cortezza della piii raffinata politica,
non potevano eseguirsi senza che il
tesoro di Wicananish non ne soffrisse(
egli non sapeva come soscrivervi ; non
si trattava niente meno che di cedere
i due vasi di rame da the, pe'quali
aveva un affetto grandissimo , e che
stimava sommamente . Ma siccome
questa condizione formava il principa-
le articolo del trattato, bisognb final-
mente acconsentire, sebbene con molta
repugnanza, che fossero consegnati ad
Hanna e Detootche, che subitamente
dettero tutte le pelli che possedevano.
Per nostra parte non si tardb perb a
rindennizzare ampiamente questo capo
della perdita che faceva de* suoi due
vasi favoriti : gli regalammo diversi
articoli capaci  di  fargli scordare una
 •j I.
112
tai mancanza, e che senza dubbio^fljl
veva sperato di ottenere dalla nostra
generosita quando si determinb a fare
un si mil sagrifizio. Si scelsero dunque
fra le altre cose , sei spade con imp^3
gnatura di rame, un paio di pistole,
ed un fucile con diverse cariche di pol-
vere : ben volentieri gli si sarebbero
dati altr|\ due ^asi di rame per non
lascjar voti i S|tfoi tesori di una tai
ricchezza ; ma non ne avevamo piu
nel vascello. Gli si mandarono dunque i detti donatiyi: egli pure ci regalo con nuove pellicce; talche com-
prese le altre che avevamo avute,, si
era ai possesso di pentocinquanta bel-
^||l pelli di lontra.
In questo tempo arrivo , senza
che ce 1' aspettassimo , un canot spe-
dito dall' imboccatura del Re Giorgio da
Maquilla con un regalo di pesce per
noi. Questo capo era stato istruito di
tutti i nostri movimenti d^Jstante,
in cui sortimmo dalle terre del suo
dominio. Si ebbe la sodi^fazione di sa-
pere collo stesso mezzo, che le genti
del nostro cbstaccameiito godeyano di
buona §|pite, e cont$$uavano a trava-
 "3
gliare con un gran successo alia co-
struzione del vascello . Uno di que-
gli isolani , che era piii intelligen-
te che gli altri, pote informarci, mi-
surandp un certo numero di palmi,
fino a qual punto era avanzato in quel
momento il piccolo mamatlee, ( cosi
nominavano il vascello ) talche si com-
prese che le cost^fe erano di gia al
suo posto.
L' oggetto per cui avevamo dato
fondo in quel porto trovavasi dunque
compito ; erano in nostro ppssesso
tutte le pelli, di cui Wicananish aveva
potuto disporre, e di piii delle prov-
visioni considerabili di altre pelli,che
ci vennero somministrate da Hanna e
Detootche. Ci preparammo dunque a far
vela per riconoscere la costa al mezzo
giorno di quel porto..^1 28. il vascello
fu rimurchiato fuori dell' interno del
porto sul banco , e nella sera si era
esciti dalla rada . Si prosegul allora
la nostra rotta lungo la costa con un
venticello jregolare d'ovest, ed un b?l-
lissimo teimpp.
II porto di Wicananish presenta un
locale sicurissimo con un buono anco-
T. II. H
 11^-
raggio, tanto nella rada, ,che nell'in*
terno del porto. Un arcipelago d'isole pare che si stenda  dall' imboccatura
del Re Giorgio fino a questo porto, ed
inclusive piii lungi verso il mezzogidSj
no. II numero de' canali che traversa-
no pel mezzo di queste isole e incal-
colabile; non si ebbe il tempo di spe-
dire le scialuppe per esaminarli, stan-
teche ¥ equipaggio era occupato ne' bi-
sogni del vascello . Del rimanente per
quanto ci fu possibile di giudicare col-
le  piu  precise  osservazioni,   crediamo
che   non   ve  ne  sia di praticabile  pe'
vascelli altro che quello, in cui entram-
mo, e che e estremamente comodo.
Queste isole sono per tutto coper-
te di foltissime boscaglie: pochissimo
terreno e prativo, almeno per quanto
si pote scorgere colla vista : il suolo
e ricco e produce in abbondanza delle
semenze salvatiche ed altri frutti;, ii
legname da costruzione vi e di una
straordinaria grossezza e di buonissima
qualitk: pub esso servire a diversi usi;
si videro da tutte le parti de" piacevoli
b^schetti. Quasi tutte le specie d'al-
beri  erano capaci a formare delle an-.
 11-5
tenne di diverse altezze. Nel numero
considerabile de'vari altri alberi, che
si ofFersero al nostro sguardo si rimar-
cb la querce rossa, il larice, il cedro,
e 1'abete bianco e nero.
Nelle nostre relazioni commerciali
con que' popoli furamo sempre, piii o
meno, inganuati dalla loro sottigliez-
za. Si portavano■ talvolta con una de-
strezza cosi particolare, che per quan-
te precauzioni si prendessero non riu-
scivamo a garantirci dalle loro furbe-
rie; le donne soprattutto ci gabbavano
in miile guise; e quando si scuoprivano le loro astuzie. esse erano le prime a scherzarvi sopra , e con tanta
galanteria e maniera , che rimaneva
impossibile di rimproverarle . Quanto
a* piaceri personali, avevano il van-
taggio sulle femmine dell' imboccatura
di Nootka, e Je loro maniere erano ac-
compagnate da una modestia tale, che
non e molto comune fra le donne delle uazioni selvagge. S'impiegarono pe-
tbt^sempre invano Ie preghiere e qua-
lunque altro tentativo per determinable a venire a bordo:?esse non vi <ac-
g©nsentirono gbsmmai .nrNonostante, lo
H   2
 4
n5
splendore della loro bellezza rimaneva
molto oscurato dall'-uso disgustevole ,
che fanno dell' olio e dell'ocra, e dalla poca cura che prendono in generale
di maritenere. quella proprieta , che
forma la prima delizia del sesso agli
occhi degli Europei.
^p Si ebbe un* occasione di convin-
cerci da noi stessi dell' estrema delica-
tezza de' loro sentimenti. La circo-
stanza e assai rimarcabile perche non
venga passata sotto silenzip. Fra i selvaggi che del continuo si portayano a
farci visita al vascello, si fu un giorno sorpresi vedendo arriyare un canot
lungo la costa pieno di donne che lo
guidayano. Potevano essere in numero
di venti, e non yi era un uomo fr&
loro. Siccpme non avevamo yeduto fino allora un canot montatp in tai
guisa, questo richiamb tutta la nostra
attenzipne. Mentre che si era occupati
a considerare quella compagnia di donne, un giovinotto saltb tutto ad un
tratto da un altro canot in mezzo delle medesime . Esse rimasero talmen-
te„sorprese ed ailarmate da questa au-
dacia, che sebbene fossero  vestite  de*
if
Mg
 loro piii belli abbigliamenti, si getta-
rono in quel momento in mare, etut*
te insieme guadagnarono a nuoto la
riva.
I selvaggi del paese di Wicananish
sono pure molto superiori a. quelli
dell'imboccatura del Re Giorgio, quanto all' industria ed all'attivita. Appena
si faeeva giorno, fosse che tempo si
volesse, il villaggio rimaneva sempre
deserto. Gli uomini andavano ad ucci-
der la balena, alia caccia delle lontre
di mare* o a pescare altrd pesce: le
donne si occupavano ne' boschi a co-
gliere delle semenze, o cercavano de'
granchi , o altri crostacei a traverso
delle sabbie e delli scogli.
Durante il nostro soggiorno in quel
paese, arrivarono dalla parte meridio-
nale della costa diversi selvaggi esteri,
che non avevano altro oggetto che di
farci una visita. Ma fu loro proibito,
non solo di trafficare, ma inclusive d'
avere la minima comunicazione con
noi. Stabilita questa regola si crede
prudente di soggettarvisi . Tali visi-
te furono vantaggjosissime a Wicananish, ed aggiunsero molto all'idea che
 : ,.
u8
gia avevamo della sua potenza ; infatti
non tardammo a sapere che quegl' i-
solani che arrivavano da diversi di-
stretti molto lontani, erano tutti sog-
getti al suo dominio. Oltre i due vil-
laggi di cui ho parlato di sopra, ve
ne erano molti altri ne' quali soggior-
nava questo capo, e dove si porta va
di tanto in tanto, secondo che ¥ esi-
geva la stagione, la necessita, e 1'in-
teresse de'suoi piaceri. In una di queste piazze si contarono fino a ventisei
case* ciascuna delle quali poteva con-
tenere un centinaio d'abitanti. Finai-
menje tale era la potenza di Wicananish, e la vasta estensione de'suoi do-
mini, che era necessarissimo di conci-
liarci la sua benevolenza e coltivare la
sua amicizia.
m
 '<&ffir#M%&2A
CAPITOLO   XIV,
119
Si cpntinua la nostra rotta a mezzogiorno
lunge la costa. - Gran numero di vil-
laggi situati sulla riva. - Gli abitanti
si avvicinane al vascello; loro dispia-
cere vedendo ehe non ci fermavamo. fl
Scoperta degli Stretti di Gio. de Fuca.
Loro estensiont e situazione. - I selvaggi arrivano a vista del vascello. ~ Ta-
tootche viene a bordo. I Ritratto di
questo Indiano. - Si spedisce la scia-
luppa per cercare un ancoraggio; e ;z-
torna. i Cattiva condotta de9 selvaggi.
Si continud la rotta lungo la costa. S
Alcuni dettagli sugli Stretti di Gio. de
Fuca. = Si pass a I isola di Tat 001 che.
I selvaggi arrivano a vista del vascello . % Si passa un grdn numero di vil-
laggi. i Costa pericolosa. = Violenza
de9 venti di sud-est. § Capo Flattery .
Villaggio di Classet. - II vascello en-
tra nella baia di Queenhythe. | Aspet-
to selvaggio del paese. = Veduta del
villaggio di Queenuitet. = Isola della
corre  il
Distruzwne
vascello.
i  Pericolo
 120
0 I prese allora congedo da Wicand*
nish, e nella notte del 28. giugao si
governb all' est-sud est, a tre leghe di
distanza dalla terra. La mattina del
29. ci trovammo di faccia ad un seno
considerabile* di dove si vide sortire
un certo numero di canot per venire f
ad incontrarci.
Questi canot arrivarono  be^prd-
sto a noi,   ed alcuni   de selvaggi  che |
portavano* vennero a bordo. Ci dissero,
che   vi   erano   diversi   villaggi  intorno
al seno* ma che tutti erano della giu-
risdizione   di   Wicananish .   Siccome   si
■supporieva fondatamente che egli av@M
se  tirate   da   que' posti   tutte   le   pelli
che potevano esservi, si risolse di pro-
fittare   deJa   stagione favorevolissima,
per avanzare a mezzogiorno, e ripassa-
re per questa piazza a! nostro ritorno.
1 selvaggi impiegarono tutti i mezzi
di persuasiva, che erano in loro potere,
per ritenerci qualche tempo sulla costa; ma quando videro che il vascello
continuaya la  sua  rotta  al  di  )a del
1
 121
loro villaggi, ci abbandonarono con
tutti i segni di un vero dispiacere..
Si continub a camminarc all' est-
sud-est lungo la costa, a tre miglia di
distanza , dopo aver traversata 1' imboccatura del canale, che si rimarcb
non esser profoudissimo. La latitudine
nord a mezzogiorno era di 48. gradi
e 39. minuti. In quel momento si scoperse distintameiite un canale, il cui
ingrcsso pareva estesissimo: stendevasi
est-sud est a sei leghe circa di distanza. Si cercb di stringer la costa il pin
che ci fosse possibile, affine di vedere
perfettamente la terra. Qg#st'affare era
per noi 1'oggetto di una particolare
inquietudine, attesoche la parte della
costa lungo la quale facevamo vela in
quel momento, non era stata ricono-
sciuta dal capitano Cook: non cono-
scevamo verun celebre navigatore, che
avesse segiiita quella rotta, a riserVa di
Maurette: percorrendo la carta del me-
desimo, che avevasi a bordo, si fu
convinti o che non aveva mai veduta
quella costa, o che ne aveva data a
bella posta   una  infedel descrizione.
Siccome si navigava lungo later-
 :
! In
tin
ra, si videro sulla costa diversi v\U
laggi: di la partirono bentosto alcuni
selvaggi ne'loro canot, che vennero a
farci visita: somigliavano essi moltis-
simo, tanto per le loro maniere, che
per la loro fisonomia a quelli del Por*
to Cox. Gli abitanti di ciascuno di
que' diversi villaggi avevano singolar-
mente a cuore di assicurare il com-
niercio esclusivo col vascello, e di de-
terminarci a scegliere un ancoraggio
all' altura delle loro respettive abita-
zioni. Ma siccome la costa era aperta
per tutto alle irruzioni del mare, non
potevamo fiirlo volendo in veruna gui-
sa. Ci Jimitamrno dunque a comprare
qualcheduna delle loro pelli di lontra
di mare, e si continub la nostra rotta*
Verso Je ore tre dopo mezzogiorno si arrivo all'imboccatura del gran
canale,di cui si e fatta parola, e che
ci parve avare dodici o quattordici leghe di larghefcza. Si osservb dal bon-
presso che si stendeva all' est-quart-
nord; ed in questa direzione 1'occhio
scopriva un vasto e bello orizzon-
te, lontano quanto poteva portare lo
sguardo , Si gettb lo scandaglio diverse
 HI ™3
volte; ma cento braccia d,i corda non
ci dettero il fondo. Sulle ore cinque
girammo di bordo all' altura di una
piccola isola situata a due miglia circa dalla parte meridionale della terra,
e che formava 1'imboccatura di quelio
stretto. Si vide vicinissimo uno scoglio
rimarcabile situato a qualche distanza dall'isola, e che aveva la figura di
un obeiisco.
In pochissimo tempo si fu circon-
dati da molti canot, ripieni di nativi,
che avevano un' aria piu selvaggia di
qualunque altro veduto fino allora. E-
rano per la maggior parte vestiti di
pelli di lontra di mare, e col viso
stranamente imbrattato di olio e d*
ocra rossa; i loro canot erano gran-
dissimi e contenevano da venti a tren-
ta uomini, tutti armati di archi e di
freccie dentate con un osso, e delle
aste, la cui punta era armata col gu-
scio di un dattero di mare*
Ci avvicinammo allora. a quell' i-
sola, e si prese vento a prua, quasi a
due miglia dalla costa . L' isola stessa ci parve non esser altro, che u-
no sterile scoglio inaccessibile, e di
 una mediocre estensione; ma per quanto lo sguardo si stendeva , si vide tutta la superficie coperta d'abitanti, che
consideravano il vascello con la mas-
sima maraviglia . Non era facile di
cdnciliare ¥ aspetto incolto eselvaggio
di quest' isola con una popolazione si
florida *
II capo nominato Tatootche ci
onorb di una visita: non si era vedu-
to fino allora un uomo si fastoso e si
insolente : non si distingueva sul di
lui volto, come su quello degli altri
selvaggi una mescolanza di colori: e-
gli era tutto nero * e coperto di una
polvere brillante che aggiugneva non
pocd alia sua aria fiera e selvaggia .ilfH
disse che quel paese non faceva parte
del domiriio di Wicananish, ma che e-
ravamo allora sopra un territorio sog-
getto alia Sua potenza, e che aveva
una estensione considerabile verso il
mezzogiorno. Dopo chb ci ebbe data
una tai notizia gli ficemulo un piccolo regalo, che prese$|ma in cambio
del quale non si d^&nfJlNli darci la minima cosa. Noil si pote inoltre riesci-
re a persuaderlo che permettesse a'suoi
 isolani di trafficare con noi. Si era
per vero dire gia stati prevenuti del
carattere di questo capo da Wicananish,
che ci aveva consigliati di star bene
in guardia contro di lui* e contro i
sudditi che governava, ed i quali ci
aveva dipinti come un popolo astuto
e feroce .
Avendo il progetto di stazionare,
se fosse possibile, in quel posto, si ar-
mb sul momento la scialuppa, e si e-
quipaggio pure per l'esecuzione di un
tai disegno; io la confidai alia cura di
un abile ufiziale, che incaricai di fare
scandagliare fra 1* isola e l'alto mare per
trovare un buono ancoraggio. Gli rac-
comandai espressamente d'evitare, per
quanto fosse possibile, di aver la minima qu^tione co'selvaggi, e feci por-
re nella scialuppa alcuni articoli di
traffico, in caso che i nativi fossero
disposti a fare de'cambi.
Dopo la partenza della scialuppa,
che non tardb molto ad esser seguita
da tutti i canot , ci tenemmo assai
presso alia costa, prendendo vento da-
vanti di tanto in tanto. Si ebbe il pia-
Sere di esaminare 1'isola in dettaglio,
i
1
 125
In qualunque direzione si considerasse
ci parve essere uno sterile scoglio, cir-
eondato da altre scogliere, contro le
quali le onde si frajjgevano con indi-
cibil furore. Avevamo nonostaute la
speranza che fra ¥ isola e l'alto mare
potesse trovarsi un sicuro posto; e questa posizione ci sarebbe stata molto
comoda e vantaggiosa, non solo per
riconoscere lo stretto, ma per dare altresi al nostro particolar commercio u-
na piii grande estensione.
Verso le ore sette della sera la
scialuppa tomb senza aver trovato un
luogo favorevole per 1'aneoraggio, e
non avendo raccolte, che pochissimc
pelli. Quanto all'isola, secondo il rap-
porto dell' ufiziale , non ci eravamo
punto ingannati al primo aspetto: era
essa uno scoglio solido, coperto diver-
dura in qualche posto, e circondato da
tutte le parti di banchi e di massgl
Un gran numero di canot si avvicinb
intanto alia scialuppa : erano essi ri-
pieni^dkmomini armati, che si porta-
mn® nella piu ributtante guisa: alcuni
£tm gliai&ri saltarono nella scialuppa,
#opresero -per Ibfza alcuue  bagatteile;
 dipoi escirono, come in trionfo per a*
verci rubato . L' equipaggio sdegnato
di una simil condotta era violentemen-
te tentato di prenderne sul momento
vendetta; ma 1'ufiziale riescl a calmar-
lo colla sua prudenza, e temendo delle funeste conseguenze, appena ebbe
riconosciuti que' paraggi, come aveva
commissione di fare, tornp immedia-
tatnente a bordo.
Si osservb intanto che i selvaggi
di quest'isola portavano ncn pochi di
quegli articoli, che altrove si erano
dati in cambio delle pelli; e si rilevb
che non potevano esserseli procurati
che al Porto Cox, o all'Imboccatura del
Re Giorgio; dal che si concluse che
Wicananish aveva avute dal capo de'
medesimi molte delle pelli, che si erano
comprate. Uno dei selvaggi in parti-
cclare possedeva un assortimento com-
pleto di bottoni da giubba, ed i quali
ci rammentavamo benissimo d'ayer ve-
duto icedere nel corso dei nostri cambi.
Disperatedo dunque di poter tro-
varei*un anooraggio in quel posto, si
continub la nostra rotta verso il mez-
^ogiornoped esaminam^io >la costa cp$
 128
molta attenzione. Ci lusingavamo di
scoprire finalmente un luogo sicuro,
di dove i nostri vascelli potessero riconoscere, non solo quello stretto,ma
ancora altre parti considerabili della
costa. Con questo disegno si fece vela
verso Ie ore otto della sera, e si tnes-
se alia cappa lungo la costa, con un
tempo tranquillo  e piacevole.
Una curiosita insuperabile ci de-
terminb ad entrare in quello stretto,
che io indicherb col nome del navi-
gatore che Tha scoperto in origine,
cioe Giovanni de Fuca.
Ci sono stati trasmessi alcuni dettagli sugli Stretti di Gio. de Fuca, per
mezzo di autorita bent rispettabili e
degne di confidenza; sono esse d'Hakluit
e Purchas. II primp dei due rende con-
to dell' opinione che i ministri della
regina Elisabetta si erano format! della loro importanza. Si ebbe allora coi
nostri propri occhi la prova che esiste-
vano; e siamo persuasi, che se il capi-
tan Cook avesse veduto questo stretto* 1'avrebbe giudicato degno di rift
esame piii particolare . Nel seguito del
racconto del mio viaggio,  esporrb fe-
 129
delmente la circostanza , che ci pose
nella impossibilita di sodisfare il vivo
desiderio che avevamo di eseguire un
tai disegno. II lettore onorera senza
dubbio di qualche attenzione i dettagli che ho dati su questi famosi stretti
nella particolar memoria, la quaie trat-
ta della probabilita di un passaggio
nord-ovest.
La mattina del di 30. giugno non
erasi molto lontani da^ terra, essendo
stata calma grandissima per la maggior
parte della notte. L'isola di Tatootche
giaceva appresso a poco sud est a tre
sole leghe di distanza. Verso le ore
dieci si vide venire dall'isola un gran
numero di canot, che non portavano
nientemeno di quattrocento uomini ,
fra' quali si vide lo stesso capo. Essi
si divertirono a girare remando intor-
no al vascello, osservandolo in ogni
parte, ma in specie dalla prua, la quale ci parve fissare tutta la loro attenzione. E' facilissimo che la maggior
parte di essi non avesse veduto fino
allora una simil macchina: si era perb
l^Uito malcontenti della condotta del
capo, che non si credette bene d' invi*
r. //. 1
 I
13°
tarli a venire a bordo. I selvaggi che
¥ accompagnavano ci regalarono del
canto di una canzone , la quale non
differiva molto nella musica dall' altra
che avevamo udita da' selvaggi dell'
imboccatura del Re Giorgio . Ma per
quanto si fosse sdegnati contro questi
isolani, che ci avevano si indegnamente
offesi, non si pote ascoltare la Joro musica senza provare un gran piacere. Si-
tuati , come si era* sopra pna costa sel-
vaggia ed infrequentata, a pna delle e-
stremjta del globo; lontani da'nostri
amici, dalle nostre affezioni, e da tutti
qu6* vincoli che sono 1' allegrezza e la
consolazione della vita,- continuando la
nostra rotta a traverso di un marefpB
cui appena si trovavano delle isole a-
bitate; coliocati, io dico, in una simil
situazione, una melodia semplice, come e quella della natura, formata dal
perfetto aceordo di quattrocento voci
che cantavano tutte a tempo, trovb la
strada de' nostri puori, p nel momento
stesso risveglib e calmb ad un tratto
i nostri piii tristi pensieri?,
Verso il mezzogiorno il vento rin-
frescb: continuamnio la nostra rotta al
 *3l
mezzogiorno lungo la costa a quasi tre
miglia di distanza, ed i selvaggi deli'
m§la di Taiootche tornarpnd a' propri
abituri, A misura che ayafazayamo an-
dando a yela,s| yedevano sortire conti-
nuamente de' canot da' diversi yillag-
gi , che restayano su' banchi elevati
vicini al mare. 1 selvaggi che yenivano
in questi canot ci pregarono colle piu
vive istanze di andare ne' loro respetti-
yi yillaggi; ma all'opposto per quaiiti
mezzi si impiegassero , e per quante
premure si facessero, onde impegnarli
a venire a bordo del vascello, niente
pote farli risolvere.
La terra presentava | aspetto il
piu selvaggio : da qualunque parte si
volgessero li sguardi, ci parve coperta
d' immense foreste quasi fino alia riva
del mare, che era scoscesissima e di
una prodigiosa altezza, e contro cui le
onde andavano a rompersi col piii ter-
ribil furore. La riva era circondata di
scogli e di piccole isolette di masso;
non si pote scoprire yeruna baia, o
qualche pala, che pffrisse una sicurez-
za al piii piccolo vascello. Io non so
comprendere come i selvaggi riescisse-
I   2
 if
rb a trovarvi un asilo, inclusive per i
canot, se non fosse in qualche piccraj
lo seno che non si poteva scoprire. I
villaggi che si rimarcarono erano in
gran numero, e molto considerabili .
A misura che si andava lungo la costa , ciascheduno poteva convincersi
de' terribili effetti de' venti del sud: la
loro violenza aveva abbattuti degli interi boschi: i rami formavano una lunga linea al nord-ovest; erano mescola-
ti con le barbe di una gran quanticw
d' alberi, che gli liragani avevano svei-
ti interamente, e che attestavano molto bene la forza di que' terribili vqfl
tici . Per farsi un' idea come soffiano
questi venti, basti il pensare all'estenH
sione de'mari su'quali orribilmente in-
fieriscono , senzache niente possa op-
porsi a' loro progressi, o resis tere alia
lorp furia.
Verso le ore sette della sera si
scoperse da lungi il Capo Flattery, cosi nominato dal capitan Cook, allor-
che lo vide la prima volta. Egli ci
rimaneva al sud-est a sei leghe di distanza Questo capo giace a 48. gradi
e 5. minuti di latitudine  nord, ed a
 *33
£35. gradi e 3. minuti  di longitudine
est da Greenwich. Trovavasi ne' nostri calcoii una piccolissima difFerenza,
ma ci contentammo di porre 1' errore
dalla nostra parte. Si distinse da vici-
nissimo il villaggio di Classet situato
sopra uno scoglio altissimo e scosceso
in riva al mare. Sebbene questo villaggio paresse avere una grande estensione, non si vide venire a noi cheufc
sol canot, con trenta uomini vestiti
di peili-di lontra di mare.
La costa dopo il capo Flattery ci
parve stendersi a mezzogiorno; ma si
fecero de' vani sforzi per iscoprire qualche canale, o qualche seno dove si potesse sperare un sicuro asilo. Questa
parte della costa era circondata di scogli, e se ne vedevano altri a fior d*
acqua all*altura di Classet, a circa un
mezzo miglio di distanza.
Sul far del giorno st prosegul la
nostra rotta. Il capo Flattery stendeva-
si allora nord nord ovest, perche nella
notte si era stati spin ti verso il mezzo
giorno. H tempo pareva molto incer-
to, ed avemmo un vento violentissimo
d*ovest-sud ovest, che soffiava sulla co-
 sta. A ore sette si oflTersef alia nostri
vista la baia di Queenhythe; e noi vi
entrammo con quel sentimento d'orro-
re, che produce va naturalmente in noi,
come si comprendera senza faticaj quella trista reflessione, che ci avvicinava-'
mo al paese, ove era perito 1'equipaggio della scialuppa del vascello 1' A-
quiid Imperiale, ed a' barbari che 1* a-
vevan massacrato.
A misura che si andava a vela
lungo la costa , si vedeva la piccola riviera , e 1'isola di Queenhythe* Ma ii
tempo diventb tutto ad uri tratto si
tenebroso, che appena potevasi distin-
guere la terra, dalla quale non si era
lontani che quattro miglia. Ncri si vi-
dero ne canor, ne abitanti: uri cupo
e spaventoso silenzio regnaVa intorno
a noi: nonostante* sebbene le tenebre
da cui il cielo era coperto ci toglies-
sero dalla vista il villaggio di Queenhythe, si prte scoprire distintamente la
cittk di Queenuitett, che resn. distante
circa otto miglia. Ella e situata sopra
uno scoglio di altezza perpendicolare,
ed unito alia terra ferma, che non e
che  una vasta  fcresta,  da  una   sola
 '35
Strettissima strada ed  impraticabile di
venti piedi d' altezza . Si vide col
mezzo de* canocchiali urt gran numero
di case sparse quk e Ik sulla superficie
dello scoglio. Avanzandosi si osservb
1' isola della Distruzione a quasi un miglio di distanza i Essa e situata nel
mezzo della baia, e si trova lontana
dal continents circa due miglia i e bas-
sa e spianata : non vi si vide un albero; ma del resto presentb uno spetta-
colo piacevole e molto straordirtario
per rioi* quelld cioe di uno spazio considerabile tutto copertd di verzura.Ci
parve circondata da scogli, su' quali
le onde del ma ref rotolavano con fra-
casso* sollevate da'venti di sud-ovest.
In questa posizione avevamo dieci braccia d'acqua sopra uri fondo argilloso.
Verso le ore undici il vento saltb
al sud-ovest, il tempo si fece scuro,e
principib a piovere* Ci trovavamo del
tutto gettati sulla costa > vale a dire
In una situazione che "si sarebbe ben
volentieri evitata, se fosse dipenduto
da noi. Di gik un' ondata spaventevo-
le rotolava nella baia, e ci anriunzia-
ya gli ostacoli che si sarebbero prova-
 . *3^
ti, gettando 1* ancora, soprattutto se
il vento fosse soffiato dal sud-ovest; e
cib perche dalla terra, su cui faceva
un gran danno e che si trovava a
mezzogiorno venendo a prendere la
rotta sud-est, non si sarebbe potuto
avanzare nella minima parte; d'altron-
de non potevasi sperare di passar 9
terra all'ovest a causa dell'orribile sol-
levamento de' flutti cagionato dal vento d? ovest *
In questo stato preferimmo, come
fit miglior rotta che si potesse tenere,
di governare sudsud est fino a mezzo
giorno. Allora sebbene non si fosse,
che a un mezzo miglio dalla costa,
si fu obbligati di prender vento a prua,
c far vela ail'ovest-nord-ovest. Loscan-
daglio dava dalle quindiei alle diciot-
to braccia vicino alia terra , la quale
6ra coperta di boscaglie fino alia riva
del mare. Si rimarcb che la costa next
era molto scoscesa, e si distinsero qua
e la de'pezzi di terra incolta e sab-
bionosa.
Si fece allora forza di vele, atteso
che la violenza de'venti raddoppiava;
ma non si voile fare un terzarolo alk
 gabbia $ di piii il tempo era si oscu-
ro che non pptevamo distinguere gli
t)ggetti a un miglio di distanza dalla
prua del vascello. Pensammo, comun-
que fosse, che si era in grado di pas-
sare 1'isola della Distruzione, onde si
continub di andare a vela seguendo
quella rotta per evitare i pericoli che
ci minacciavano; ma a un' ora dopo
mezzogiorno il tempo si rischiarb per
un momento, e si vide 1'isola a circa
un miglio e mezzo di distanza sotto
vento del nostro vascello: il mare era
grossissimo, e ci spingeva non poco
sulla costa,
Non c| restava altro di meglio*
che gettar 1' ancora : ci disponemmo
dunque a dar fondo nel posto il piii
selvaggio che si fosse mai veduto, e
dove eravamo moralmente certi che 1*
ancora non avrebbe potuto tenere, benche fosse un fondo argilloso, attesa la
violenza colla quale le onde del mare
vi si ammontavano*
Tale era la nostra situazione: il
sentimento della spaventosa angoscia I
in cui ci vedevamo immersi, raddop-
piava alia reitessione che ci trovavamo
 Sopra una costa* ove i nostri sfortuna-
|p compatriotti erano st^ft immolati
dalla barbaric d' uomini feroci che 1*
abitavano* Dieci minuti potevano deciders della nostra sorte* ma la Prov-
videnza vegliava sopra di noi; il vento saltb tutto ad un tratto al sud-sud-
est* lo che ci procurb il mezzo di
prender vento a prua, e di allontanar-
ci dalla costa cori le scotte larghe, e
la felice prospettiva di guadagnare il
jBtiare avanti la notte f Io credo c£r|^jl
mente che non vi fosse ai bordo una
jigisona che nori avesse lo spirito afte-
rato e piend di tinlore, pensando che
poteva diventar vittima de* cannibali
di Queenhythe*
  co/f Qu'diaf&tpz
  ft
1A
mJ a^tnli) ttic>
*um>
(L.y/r
ty-ig/C Otk&^fo MMk d^kz <**S«£^^^
 J, //r,js?7f7i~oj'<&  ZrmCg/Zr0 /ZZar*?l0
JTm
¥z£fj& /7Zar'&z4>
^t§l..S^M...^m^mU^-^ /TZg/fra die 77Zar&> /Z'/Zh
?rz<fr-Z£/Z. .
 C A P I T O L O
Nostri progressi^ungo Id costd. | Scoperta della baia di Shoal Water, inaccessible a-vdscewt* P / selvaggi vengono
d trovatff * § Lore delicatezzd nel traf-
Jicare cori noi. I Alcuni dettagli su questi selvaggi. jj Continuazione del viag--
gio. | jBa/a delTInganno.- Differenza
che esiste fra la vera situazione di que°»
sta costa, e le carte dello Spagniiolo
MaureMi P Magnifico aspetto del paese. | i$V passd /a iaza <?/ Quicksand ed
il capo Look Out i = Veduta di tre scogli
rimarcabili * = Si lascid di avanzare a
mezzogiorm,- Piano della rotta checi
p oporighiamo di tenere in seguito.-
Cognizioni che si d^iiistano della costa.
Parti che il capitan Cook nort aveva ri-
conosciute, visitate da noi. 5| Modviper
ritornare al nord ^k Si pro segue la rotta al nord* - Si veggoho di nuovo li
Stretti di Gio* de Fuca. h Ancoraggio
net porto Effingham. 5 Descrizione di
questo Porto* 1 Si vedono alcuni ani-
tnali marini*
Infelicd destine delle persoiie phe
 componevano 1* equipaggio de\¥ Aquita
Imperiale era il solo pensiero, di cui la
nostra gente fosse preoccupata, Siccome si trovavano precisamente sulla stessa costa, ove quest* atto della piu fe-
roce inumanitk venne commesso , il
timore di una morte tanto miserabile
era il sentimento il piu generalmente
sparso fra i marinari : essi non si trat-
tenevano che con queste idee, le quali
avevano una tale influenza su'loro spiri-
ti, che posero il vascello in pericolo
di perdersi, come racconterb qui ap-
presso.
Continuammo ad avanzafci in mare per tutta la sera del primo luglio;
a rnezzanotte persuasi che avevamo suf-
ficientemente guadagnato il largo, si
prese vento in poppa, e si corse di
nuovo verso la terra * A un* ora del
giorno il vento saltb all'ovest sud-ovest, lo che ci fece sperare un tempo
molto favorevole perche si potesse con-
tinuare a riconoscere la costa.
II di 2. a ore sette della mattina
si rivide la terra. Ci rimaneva all'est
a sette leghe di distanza, e ci parve
essere un poco a mezzogiorno ed   all*
 ||t di Queenhythe. Aveva la forma di
una sella, il che la rendeva rimarca-
bi^issima; in conscguenza la parte che
si osservb riceve da noi il nome di
Moniagna della Sella. Secondo il nostro
calcolo giaceva a ^5. gradi e 30. min.
di latitudine nord, ed a 235. gradi e
20. minuti est da Greenwich. Si co-
steggib piii che si fosse possibile; ci
parve bentosto ncn essere altro che la
punta la piii meridionale dell' isola delta Distruzione veduta il giorno avanti.
II vento ripassb di nuovo al sud-sud-
est, e fece svanire tutte le speranze
che avevamo formate di avere un tempo favorevole. Una folta nebbia accom-
pagnata da grossa pioggia ci obbligb
a prender vento a prua, e portarci di
nuovo verso l'alto mare.
II cattivo tempo durb per tutta
quella giornata; il mare ingrossava sopra di noi dalla parte dell'ovest, lo
che pose in gran pericolo la scialuppa , che avevamo sempre rimurchia-
ta a poppa dopo la nostra partenza
da 11' imboccatura del Re Giorgio. Ci era
dunque impossibile l'azzardare di av-
yicinarsi  a  terra senza correre  i piii
 I42'
spaventGSi pericolic D* altronde ci av-
vicitiavamo ad una fase Junare, epoca
in cui avevamo sempre osservato che
que' mari erano fecondi in tempeste,
In. con&eguenza si fece forza di vele
per pervenire ad una buona distanza
dalla terra ; in quel momento era questo per noi un oggetto della maggiore^
importanza .
II di 3. a mezzogiorno $i ebbe un
raggio di sole: la latitudine nord era
di 47. gradi e 4.6. minuti: ilyentopas-
sb al jsud-oycst I ne profittammo per
prender vento a prua,p goyernare sud-
sud-ovest correndo verso la terra. Si
era in quel momento a circa venti leghe di distanza dal capo Flattery.
Durante'la notte il tempo si cal-
mq e rischiarb . II di 4. il vento saltb
al sud est: si prese vento dayanti una
seconda volta, e goyernammo all'est-
nord-est per approssimarci alia terra.
Continuammo cosi la nostra rotta fino
alle ore 5. della sera, nel qual momento si vide la terra. Ella stendeya-
si dal nordv pel nord est. Nella parte
nord era estremamente elevata e co*
perta di neve. Si dette a quella jnon*
 H3
tagna il nome di Monte Olimpo a can*
sa della sua rimarcabile posizione, e
della sua prodigiosa altezza. Secondo
il nostro calcolo giaceva a 42- gradi
e 10. minuti di latitudine nord, ed a
235. gradi di longitudine est da Greenwich. Nella parte nord-sst stendevasi
fino ^d pna punta situata a 47. gradi
e 20. minuti di latitudine nord, secondo noi. Si prosegui a correr verso la
terra nella notte con tin venticello re-
golare di sud est; e il di 5, al levar
del sole la terra ci rimaneva dal nord-
quart-oyest all'est quart-nord. Ci tro-
vavamo allora a 12. leghe dalla costa;
dal che resultava che nel corso della
notte avevamo sofferta una forte corrente, la quale avevaci moltissimo al-
lontanati dalla terra.
Una osservazione fatta a mezzo
giorno dette 47. gradi e un minutodi
latitudine nord, e le alte montagne
che si erano viste il giorno avanti ci
rimanevano alP est-nord-est a sette leghe di distanza. Potevamo essere a
circa quattro leghe dalla costa, che ci
parve stendersi nella direzione d' est-
sud-est  e d'ovest-noidevest. Vi $co-
 144
primmo  bentosto  nella stessa direzione un   vasto ingresso o apertura.
Circa le ore due erasi a due miglia dalla riva che costeggiavamo. Per
tutto si ossarvb una grande foresta*<
ina nessuna traccia d'abitanti. Later-1
fa era bassa e spianata; lo scandaglio
dava da quindici a venti braccia sopra un fondo duro di sabbia. A mi-
sura che governavamo verso la punta
bassa che formava una parte dell' ingresso nella baia o canale, si scemb
d* acqua a gradi fino alle sei braccia *
Si videro allora delli scogli a fior d'
acqua che si stendevano del tutto di
faccia, dimodoche quella parte sem-
brava, inaccessibile a'vascelli. Ci al-
lontanammo sul momento dalla costa,
finche si fosse riguadagnata la profbfSM
ditk di sedici braccia. Si dette a quella punta il nome di Punta bassa, ed
alia baia quello di Shoal Water (6) .
Un capo elevato e tagliente che formava P altro ingresso, fu parimente
nominato Capo Shoal Water. Si stimb
che questo capo fosse situato a'45.gr.
e 47. min. di latitudine nord, e a 235.
gradi e 11. minuti di longitudine est
da Greenwich.
 Vi era una troppa gran distanza
dalla Punta bassa al capo Shoal Water,
perche nella posizione, in cui ci tro-
vavamo, potessimo fare con successo
la minima osservazione. I bassi fondi
sembravano estendersi da una riva all'
altra. Ma quando si fu a metk defi
cammino ci avvicinammo di nuovo nel
disegno di scoprire se poteva trovarst
un canale vicino al capo. Si avanzb
dunque verso Timboccatura della baia,
e diminuimmo d' acqua fino a otto braccia . In quel momento non si resiava
che a tre miglia dalle scogliere: queste parevano stendersi fino al capo Shoal
Water: si credette di nuovo dpversene per
prudenza allontanare I si osservb dal
bompresso che quella baia allargavasi
considerabilmente nell' interno delle
terre, divisa in piii bracci o branche,
tanto al nord che all'est. Terminava
questa baia coll'esser circondata dan*
na terra coltissima e coperta di montagne, che restava a una grande distanza da noi. Si osservb a! nord-ovest un'
imboccatura molto stretta, na troppa
lontana perche si potesse, inclusive col
T. II. K
 f4<5
soccorso de' canocchiali, distinguere s$
fosse una riviera o una bassa terra.
Al veder quella, costa deserta,il
cui aspetto pareva selvaggio, si con-
cluse che non fosse punto abitata; ma
non tardammo a riconoscere che ci e-
ravamo ingannati; poicfie si vide venire verso di noi dalla punta un canot
che portava un uomo, ed tin giovinet-
to: avyicinandosi p.1 vascello ci mo-1
strarono due pelli di lontra marina:
si voltb dunque dall^. loro parte j essi
vennero allora fino alia sppnda,epre-
sero la cima di una gomena; ma non
potemmo giammai faiii risolyere ad
entrare nei vascello. Attaccammp allora ad una corda diverse robe di po-
ca conseguenza, e si gettarono sottQ
al bordo; in quel momento il gioyi-
netto le prese con mplta destrezza* e
le consegnb alTuomp, che era seco lui
nel canot; questo attaecb subito le due
pelli di lontra alia corda, e ci fece
segno colla mano di venirle a prende-
re. Si preserp di fatto, e nella primie-
ra guisa gli si mandb un nuovq regalo.
Questi  selvaggi parvero content!
;w-*o
 gl maggior segno di quell' inaspettato
fesoro. Si rimarcb che, sul primo momento, le robe che ayeyamo gettate ,
attiravano tutta la lorp attenzione; ma
la curiositk di quest'r due selvaggi si
fissb bentosto inter^mente sul vascello;
percorreyano rapidamente con l'occhio
le diverse parti, ed esprimevano co*
loro gesti una sorpresa ed una ammi-
razione tale, che si pote con qualche
fondamento concludere che quella era
la prima volca che si pffriya a' loro
sguardi un simile spettacplo,
Cercammo di farci intendere ad
uno di loro parlando qualche parola
nella lingua de' nativi dell' imboccatura
dH Re Giorgio. Si era rimarcato che
parlayasi questa lingua dall* imboccatura fino alle terre del dominip di 7a-
tootche; ma essi non compresero alcuna cosa, e ci risposero in un linguag-
gip, che per quanto si pote gipdiga-
re , f\on aveva la minima rassomiglian-
za, la minima analogia con alcuna delle lingue, che si erano udite parlare
sulla costa d' America.
Cpnsiderando i loro canot con una
paggiore at||enzione si vide che diffe-
K2
 148
rivano molto nella forma da quelli degli altri selvaggi al nord. Nondimeno
quanto alia figura ed alle vestkixenta ,
que' nativi avevano molta somiglianza
co'selvaggi dell' imboccatura di Nootka;
ma non si vide in essi veruno orna-
xnento da poter far supporre che a-
vesSero avuta qualche oMitmicazione
con degli Europei . Nbnostante , la
premura che nsaronb dal primo memento nel mostrarci delle pelli di lontra , e la condotta che tennero dopo
con noi, proya chkiramente che avevano un' idea del commercio. E'piii
che probabile che qualcheduno de'set-
vaggi sudditi di Tatootche fosse pene-
trato cola, ed avesse loro dato avviso
dell' arrivo degli esteri venuti per fare
il commercio delle pelli. Ma vi e altresi luogo di presumere che questo po-
polo fdrmi una diversa nazione, e as-
solutamente distinta dai napyi deli'
imboccatura d^l Re Gior^M, del Porto
Cox I e de'domini di Tatootche: non p
pure impossibile, che questi paraggi
sieno gli ultimi limit! del loro distret-
to al nord. Con questa persuasione si
ebbe  un doppio  motivo per dubitare
 ,che si riesclsse nella. ricerca di qualche
ricovero, seno, o porto ove il vascello
fossS in sicurezza, mentreche lescialup-
pe sarebbero occupate a riconoscere
quella parte della costa.
Durante il tempo che si era rima-
sti in panria per cornumcare con que'
selvaggi i il vascello aveva insensibil-
iHen'te declinato per traverso fino a*
■bassi fondi, lo che ci obbligb a far
vela . 1 selvaggi diressero allora il canot nella baia. Si sarebbe ben volen-
tieri spedita la scialuppa per iscanda-
gliare vicino a' bassi fondi, affine di
scoprire se fossevi un canale; ma ii
tempo era si poco stabile, ed il cielo
cosi I coperto di nuvole , che essendo
per tali riflessi scoraggiti, si rinunzib
mm una tale idea. Non ci rimaneva
dunque altro che proseguire lungo la
6dsta*> cercando di trovare qualche posto ove il vascello potesse sicuramente
porsi all' ancora. j   f^|
In conseguenza proseguimmo la
nostra rotta, e verso le ore sette della
sera si restava non molto distanti al
capo Shoal Water. In quel momento
si  rivide distintamente  la  baia   ed i
 bassi fondi: avevamo sei braccia d
acqua sopra un fondo di sabbia, e la
terra si sterideva all' est-sud-est dopo
il capo, da cui non si era loritani che
tre leghe. La terra verso il mezzogiorno formava cdmd delle isole; ma si at-
ttibiil questa sirigolaritk alia hebbia,
che principiava a diventar foltissima
intorno a noi: giutita la ildtte ci al-
lontatlammo dalla costa, e mettemmo
alia cappa, aspettando il ritornd della
luce^
La mattina del di 5. il tempo ncri
ci parve niente favorevole per far& delle scoperte: il vento saltb al nord i e
soffib cod furore: il mare era grossissi-
nio; il capo Shoal Water rimaneva est-
qnart-ndrd a sei leghe di distanza : una
nebbia isnperietfabile Copriva la terra da
tutte le parti;si restb dunque in panna
fino alle ore9., che la tiebbia si dissipb
e ci lascib vedere la terra. A misura
che ci avvicinavamp Iq Scandaglio da-
va regolarmente dalle quaranta alle se-
dici braccia d'acqua sopra tin fondo
di Sabbia. A ore dieci e me^zo passa-
te si restava a tre leghe dat'feapo Shoal
Water, e si distingu§va'-|^&ttamestt<fr'
 Per mezzo dei cahocchiali ci riescl di
segnare la linea della costa a mezzo
giorno; ma hori vi scoprimmo alcuna
apertuM che ci facesse Sperare di tro-
varvi qualche jiorto ; uri promoritdrio
elevatd e saglierite ci rimaiieva al sud-
est, alia sola distanza di quattro leghe; Si ibrzb di vele perpassarlo, spe-
rando che fra questo promontono ed
il capd Shoal Water si troVassB final-
merite qualche porto. Scoprimmo allora a) di la del promoritdrio una terra lontaria, e ci lusirigammd che potesse essere il Capo Santo Rocco delli
Spagnuoli, vicind al quale si assicu*
ra che essi abbiano Iscoperto tin buon
portd ■.
Verso le ore undici e mezzo pas-
sate si avanzb ii capo alia distaiiza di
tre miglia: VedeVamo per tutto la costa distiritamente, ma non si osservb
una sola creatura vivente* ne la minima traccia d'abitaziorie. Delle Ondate
orribili e prodigiose andavano con gran
fragorfe a spezzarsi sulla costa; lo scandaglio diminuiva a gradi dalle quaran-
ta alle sedici braccia sopra un fondo
di s&bbia duro. Quando si ebbe circon-
 VVX
ia
\-m^.**cia
■^Whc& 1^0?Q9Mriftsr$&. ptt^s«r^ >«$*#.:
st;ri sguardi.etna baja ,*gome -si .era .sup*
PQ£$9t>?F ^nB^^SttfRfo^^ vbu$$i@gancQ-
raggio .ri^nim%ti  da^qfaesta apparenza
cl fj$g?££ am mp3di .pen etraryi<i p
^1Df1L% sierra , .e|eya|a(-rj che n form a va \
litniti dellar!j?aia:nfra^ 3iunaiigran distanza ;   ed   u|\)$§§^2pi|ii|iaicfdui»nlt^
occupava||it(|§ lq^$zi<iiff&a quQ^^erra
e la-.baia, la cui direzione. rimaneva mol-
t(%f^l^^Sllfo -4& %iMv& ch?}-^san^j^m<lt|
sii;jdiminuiva d^B0*?!^ M   cagione „^e^|
bassi fondi||tjfi#fta#lJe 9.,^i?cf £> ,brae«r>
ciam §ji^l^iif%y^r4 d^J £&£t£R0^i pop^i
pa una j^ogliera a fior d'acqua ,e/*dfeJ|
bpi^§pesso si osservb af^j jH$t}d$y$pi- M
traversable! la baia. mm allontaea^pioi
dn$que da quella costa^p si direg$§Ja
rotta vers^a costa opposta p^3,$§4e- i
re se vi fcsse^ualche canale,,rs^se will
si potesse^r^vare u^ p$ft£p.
Si d$$£e y py§|nontpriqh?Jl names'
di capo, di mancanza, e^&Uft^Wofyi&hrt]
lo di J$$$ f^U^a$#§f^
a ^^^cjg^fji^niWifSft?^^^^* gfadisjCos.
gradi e;)^^t;minut^^iQngitudiAe j&st»ofl|
ii
 Possiamo al presente affermare con o*
gqy^kmrezza che nfcn esisfce alcuna fcf*
vtewssMMP^lP $owe-tl?r SSfenfo Rdfetf$$t
comii^^^^iftdfea^ Suite1 ncfarte SH^'
gnuole; iqurfte^^Mad^eHe^^i^^SSsJeiVa^'
raiiWQ^Mlnii#ftentevJwa£sWzap-YGi^
pdberii^SrafcWi it n^Wimo^hliwmtffttcyi*
oojlnpiub|>i(ft^!$ s<^Corsafi.1J
jirlfaPsi vp^^it>^80iS5'5yicWS% coriifSrfe^
tJpn^^a^^S#rt?|d§he non tn j^t^se'H^-*
s^fee^^l'Strovare #§JDiricbvero  pef'fya-;
sc%Mrf, <$ portammo vB^6r\in capo Ion-
tafif^y t$s§*V*aftfdo d^cfelfee^a^%ril p6-*
sl^flet IVIdue miglia dalla 8§sta.
Del rimanente il paese present^fP
tti®naspeff& ben di verso da quello della
cc&t^Stttentrionafl^Molti pezzi di ter-
Ymt$b§pe$$Rdella piii   magnified,   verdu-
rai^fi^&rono tutta fir:nostraaattenzione:
si vedeva la te#Ml alfarsi quasiP a   gra-
rdfe^Mivello  delle  loritanfe  montagne:
eral^fecondata-cfe nft^banco di sabbia
biamca>bche^cendeNFfi- fino^&S ttare W$F*
mis^a ^che  ci   ay#ftz§rattfb   lungdr??£?Q
costai!?£$t  reStafa^ijS^ntat^fiJffl^^iWk £
d' %f)fe#n§e ^^ifWp^^l'bracilflfbf f¥na° *
1
 solo abitante della fertile contrada della Nuova Albion.
Continuando cosi la nostra rotta
lungo la costa , osserVanddla da tutte
le parti Colla maggiore atten2idtie, si
vide dalla prua una vasta apertura,
che risveglib una seconda volta le no-
stre speranze, e divenne per noi una
iiiiova sorgente di disgrazic; Quarido si
prese il largo il vento soffib con violenza, ed una impetuosa ondata venu-
ta dalla parte deli'ovest rotolb furio-
sdifierite-sulla terra. Circa ie ore sette
ci trovammo di faScia a quella apertura , la cui imboccatura con nostro
gran dispiacere era interamente chiusa
da un banco assiai basso e sabbionoso
quasi al livello del mare, che pareva^
coprirlo co'suoi flutti, e formava die-
tro al medesimo un cotisiderabile lago.
Al di la si scoperse una campagna ,
che prdlungavasi in un' immfcnsa lon-
tananza* ove era finalmente teiririlnata
da delle alte montagne che le serviva-
no di limiti*
Si dette alia baia il nome di baia
di Quicksand, ed al capo che vi si uni-
sce, quello di capo Grenville. Si nowk
 fm
fib capo Look Out il capo che avevamo
veduto estendersi ad una gran distanza verso il mezzogiorno. Questo capo
e elevato e tagiientissimd; egli si per-
de iriSenSibilroerite riel mare; Circa a
due miglia si videro tre grossi scogli
rimafcabili per la singolar somiglianza
che trdvasi nella forma di ciaschedu-
rio di essi. Quello del mezzo ha come
un arco praticato nel centrd* a traver-
so di cui si scoperse perfettairieiite il
tfiare nella sua maggior lontananza :
essi richiamarono tutta * la nostra atten-
zione perche non si era veduto fra if
canale del Re Giorgio e que' paraggi ries-
suno scoglio posto iri una situazidrie si
apparerite ad una tai distariza dalla terra. Potevano'essere lontani 1' un dall'
altro circa uri quarto di miglio. Noi
li nominammd / Tre Fratelli.
Verso le ore otto della sera ti tfq-
vammo a tre leghe dal capo Look Out.
Secprido il nostro calcolo rimane a 45.
gradi e 30. miriuti di latitudine nord,
ed a 225. e 50. di Idrigitudine est da
Greenwich. Si fu ailor&BConvinti che
non^esisteva Veruimla^ilSura fra il capo e la ^aila&4 c£i>i^HfS:i&5c|r3ii.t^^pl 13*» *
 155
Siccoqid non avevariid* avuti che
dei motiyVdi scdra"|ginferitoV :&,$o\ieM
ini(ianimo qui di abDarfaciri^re)uquklun-
qpe "specie di ricferciL k $i rfmi^JcJ1^
avanzare verso' il mezzojp(idftfdt: in lkdtit
spgticej{za tsif6errb il vehtb* aWne'^i dl*'
rig§rci di nuovo tfersd'ri1 ^(MJ-?1'
Nostra/ intenzion6? %H or ^kP^Vfll
per  la  gran  baia  o  imboccaWta*1 fehe*
avevamo passata il giorriti* dopo d£fla
nostra partenza dal Port&'Gox,1*6'dove
un   grail   numero   di   selvaggi0 v6k|B|
a trovarci. E'vero che quella baia  era
stata di gik visitata dal vascelftf'l^M
quila Jmperiale *   e   che  vi   si' fera tithi
vato   un buon ancoraggio;   nondimeno
avevamo idea di far partite la scialuppa da quel posto per andare a riconoscere Y\ stretti e determinare in una maniera ben precisa se i selvaggi, che gli
abitano   fonr>ano   un   popolo   as&oluta-
mente distinto da quelii dell'imboccatura di Nootka.
Si era allora afrivati ad acquista-
re una cognizione assai estesa della costa d9 America dall' imboccatura del Re
Giorgio fino al capo Look Outh, vale a
dire da' 45. gradi e 37. minuti di lati-
1
 tudine $$lpy^ c'
latitudine npj;dl Non solo avevamo ri-
conpsciuie tutce le oarti qi una t'dila,
a cui„il capita n Cook, non pote^Wi-
cinarsi}per cagipne del cattivo* tembd,
ma ci erayarao ancorapositivanierljp Si-
sicu^atijdell' es^st^nza degli. stre(tL$i&?bl
de Fucq. che: ^richieaevanb perjparte nostra, uj^a nuova .^ttqpzibne. Sf sarebbe
vivamente bramato -di poter/contiriua-
re^Ie npspre ricerche verso il mezzo
giorno ^FnSjeno fino al'42. grado di latitudine,^ ove pretendesi che il capita-
no Caxon scoprisse un eccellente an-
cpraggio; ma la stagione era di gik
tanto avanz^ta, che se avessimo fatti
simili progressi al mezzogiorno ci sarebbe stato impossibile di ritornare
zlY imboccatura del Re Giorgio, avan-
ti i venti d' equinozio ; epoca tanto
piii spaventosa per noi su quella costa, in quanto che non conoscevamo
porto veruno, ove si fosse potuto tro-
vare un j asilo contro la violenza di
detti venti. Aggiugnete che ci rimaneva sempre un sentimento ben na-
turale d'inquietudine e di timore sulla
sorte del distaccamento che avevamo
 lasciato a Nootka. Egli poteva av^r {ji*
sogno di qualche soccorso ; prevedey^
mo diverse circostanze, che potevanp
fargli desider^re yiyatnente il nostro
ritprno, al meno prima del mese di set-
tembse . D' altronde se si fosse conti-
nuata la rotta verso il tnezzp giorno ,
saremmo pure stati costretti a rinun-
ziare alle nostre idee, atteso che il cat-,
tivo tempo, che doveva supporsi nel
nostro ritorno, poteya prolungare il
termine fino alia metk d'agosto ; poi-
che era raro che passassero tre giojfM
senza nebbia o pioggia.
J venti d' equinozio soffiano con
una terribile violenza sulla costa d'A-
merica , e si fanno sentire ordinaria-
mente dal io. al 15. di settembre . Si
temeya dunque che ci cacciassero lungi
dalla costa , che ci obbligagsero forse
a governare yersp le isole Sandwici',f«
per con§£guenza a iasciare il distaccamento che avevamo a Nootka , esposto
a tutte le disgrazie come a tutti i pericoli .
Tali furono le ragipni che ci de-
terminarono a ritornare al nord , ed a
(enere Y imboccatura del Re Giorgio aper*
 (a ad ogni awemmento, qurJunque po-
tessero essere i venti e le disposizioni
del tempo . Cib che rendeva ancora
questa misura essenziale, si era la con-
venzione espressa che il gpKsettembre
uno de'vascelli avrebbe abbandonata la
costa d'Anierica per ritornare nella Ch^
na. Ma avapti che questa spedizione
potesse aver luogo , doyeyasi equipag-
giare completamente il nqovo vascello, e lanciarjo in mare: bisognava a-
ver fatte 3. mila bracpia di cordaggi,
travaglio che esigeva un maggior numero di perspne che quello, di cui era
composto 1' equipaggio.
IJ di 7. luglio sul far del sole
si vide il capo Look Out, che restava
all' est-quart sud, a dodici leghe^di distanza . A mezzogiorno la nostra latitudine nord era di 45. gradi 4 I2« mi-
nuti ; e la variazione .del compasso
dette solo i5. gradi e 10. minuti di
longitudine estr
I^a terra non si rivide fino al 10.
luglio: in quel giorno verso le ore dodici si distinse la parte elevata, che
^f^rma la costa orientale degli stretti
^m^-Gio. de Fuca, ed  ai  tramontar de}
 i5o
sole si scoperse il capo il piu orienta-
le della graia^^^faiboecatura che si tro-
va vicino al Porto Cox. Gli si dette il
nome di capo Beale . Stendevasi nord-
quart-est a dieci leghe di distanza.La
variazione del compasso era in quel
momento di 20. gradi e 30. minuti di
long, esc.
La mattina del di 11. ci trovam-
mo all' imboccatura di queli' ingresso.
Ci parve di una vasta estensione , ma
poco profonda ; quasi nel mezzo si di-
stinguevano diverse isole molto elevate
e ben boscate. Si spedi la scialuppa
per iscoprire un ancoraggio , e verso *
Ie ore 11. tornb indicandoci un porto
comodissimo  e  grandissimo^formato
da un certo numero d' isole.  Ci  diri-
#
gemmo allora verso quel porto , e vi^>
si gettb ¥ ancora alia profondita di otto braccia d'acqua sopra un fondo ar-
gilloso, perfettamente al coperto de'
venti e de' furori del mare. Sul momento vennero a noi de' selvaggi in
gran numero ne'loro canot; ci recaro-
no del pesce in abbondanza, come ser-
moni, trote, granchi, ed altri crosta-
cei, ed una  grossa  provvisione di ci-
 polle ed altre semenze. Questi selvaggi venivano da un yillaggio^nSidera-
bile situato sulla crma di un'alta mon-
tagna. .If dett#al porto il nome di
Porto Effinghanii\tt onore del nobile Lord
decorato di questo titolo,
I! dl 12. le vele ed i cordaggi furono sciolti: si sped! a terra un distac-
camerito incaricato di far acqua; ed il
rimanente dell* equipaggio fu impiega-
to alle diverse occupazioni, che esige-
vano i bisogni del vascello.
Questa entrata fu visitata nel 1787.
dal capitano Barclay, cornandante il
vascello ¥ Aquila Imperiale, che le dette il suo nome. Essa ha una considerabile estensione, e contiene diverse i-
sole sparse qua e la del tutto coperte
di bpschi. Sulla terra ferma si distin-
guono de* grandulffllaggi popolatissi-
mi, e che son bagnati da piccoli ru-
scelli, ove si prendono i sermoni in abbondanza . Quando questo pesce e pre-
parato colla necessaria attenzione, serve in tutto 1'inverno di principal nu-
trimento a* selvaggi.
II porto e assai vasto per conte-
nere cento vele: la sua posizione e tai-
T. II. L
 l52   '
mente vantaggiesa che i vascelli po-
trebbero rimanervi al sicuro in tempo
delle piii furiose tempeste; 1* ancorag-
gi e altresi buonissimo, essendo fondo
argilloso; il far acqua evvi egualmente
comedo.
Nel nostro passaggio dal capoioo£
Out al Porto Effingham si vide un gran-
dissimo numero di lontre di mare, che
scherzavano nell'acqua co'loro figli;
ma all* avvicinarsi del vascello sparve-
ro in un momento. Passammopure al-
cune volte vicino ad altre lontre, le
quali dormivano in mezzo al mare ste-
se sul loro dorso* si presero sul primo
per de*pezzi di legno galleggiante, fin-
che svegliate dal rumore del vascello
si tuffarono prestamente nell'onde. Si
videro pure diverse balene della speck
delli spermaceti, un gran numero di
vitelli marini, e molti altri animall
marhii di forma mostruosa.
 >oq  illooejp,!  orb   Batii^jb-nftv 3itf$ft|
sqnre* ni  crtuofo is ividtfamiVtOiddd:
•gmoonu *i s oi89qma3 eeoni/i £riq elteb
>bnol' obnoags /omtasinoud izsmlr* 6- tg
HnsailJUtgd ivT3 JBUpOB lit li loeoflfgw
U382Brr o
 *„v^
 C A P I T O L O   XVI.
Si prende possesso delli Stretti di Giovanni de Fuca a nome del Re della Gran
Brettagna, = Si rkeve la visita da selvaggi . I Posizione vantaggiosa del vascello. = La scialuppa e equipaggiata
ed inviatq in spedizione. = Oggetto di
questa spedizione . » Degli stranieri
vengono a,bordo del -vascello. = j^p*
stre vive inquietudini riguardo alia scia-
luppaf^lla finalmente arriva.^ Moti-
vo del suo precipitato ritorno. - Com-*
batdmento co9 selvaggi delli Stretti di
Giovanni  de  Fuca,   e  sue  conseguen*
ze. = Bravura di questi popoli. = Si-
tuazione critica della scialuppa e del
distaccamento. = Progressi considera-
bili verso li Stretti di Giovanni de
Fuca. = Loro posizione . | Ci vien
proposto di comprare delle teste d9 uomini . = Scoraggimento che produce questa strana offerta fra le persone dell9
equipaggio. = Preparadvi per rimet-
tersi in mare. = Si abbandona il porto di Effingham. j| Alcuni dettagli su
questo oporto e sull9 ingresso. = Progressi del nuovo vascello. £ Nostri
L %
 £$4
suceepfi nel traptdto delle pelli, =? At*
ft0£ip/ii di Maquilla.
m
On sark inutil? d'informare il let*
tore che si, prese possesso delli Sfnetti
di Gio.de Fuca a npipe del Re d'lnghil^
tfrra,rr'con tutte le formalitk adotratq
in simili circpstanz,e da' navigatori chp
pi avevano preceduti,
II   13.  luglio ,   occupando  il  v|||
scello quelle  posizione,  vennerp^fespl^
vaggi in gran numero  a   farci   visita |
Si cpmprarono  in tale occasione delj^
pelli di diversa specie; ma si rimarcb
che non erano punto acpompagqati djk
loro  capi,   nq Wm altra  persona,  Cwgl
sembrasse   avere  qualche   aiitoritk -{Iggfl
loro. Questi selvaggi ci portarono ajjm
cora   una   gran  quantita di   sermpntai
che per jcii delicatezza ed il gusto era,-, I
no molto migliori di quelli de\¥ entrap
ta di Nootkat Si riceve altresi  da'm^
desiipi  del pesce  crostaceo  in  abbondanza,   una buona   jprowisione  dl^qiv
polle salyatiche rinfi'gjqantji  e sau^h^ifc
^ delje fruttarrch§ avevano £plt:e $e'lq^
to boschi;'. jt-uX^-\P^9^H^^B^i $ ^fif ^
 %*ss
1  . Ji &5 .
riatrira ^^^^|Mf#|^K^||Mti^ id
diverse parti della. Costa, ove si era a-
vuta fcdmiinidazione Co'Selvaggi. t m
HS| era ailora nella piii grand^e-
Statftftf^T eccesscrti^i calcfb fipri imped? va cheJ¥&W$e iron' fdsse |>i^ce-
vm$S|' si god^a^Sn^Wsarii^rite cjeli«i
BBlce influeA%Sn8i ^uif^
§rorie i non si V*fei8e^4 hute £oia traccik
di neve suila cima^delle Ipontag&e che
cfifeondavano t3?tb 1'ingresspV riori po-
tfefaiisi dunque? ?'§miitW che de' feliCi
moment||?$urante il ddffcf Scggidl^'A
che volevasi fare in quel postp cosi
tranquilid, e dov#la riostta situa^ic^
x^p^M^itava tariti piicerii
Si prese andfa la favoreVoie ocda^;',
$Bne6he offriva&i per ispedirlfla scla^f.
luppat^'ilbri Solo a ricpnoscere/li Stretti
di Gio. de Fuca,w*m& a\|>rendere ancora
s^f fosse  po§sibil^;,qUa!fcJie   cognizion£
3%' selvaggi delT| uaia dpWw^^rater^
Ifif,co|t^eguenza fua%uiftaggiata ,y&mo/
r^sigeva   la  circosfen^i^Vmontata jla/
f i^nti* dl^tfdsMV^e foifnfta di ( tfrbyyi-
5il?fi^iilr^ujAT Mesil la,'J6dnn^T;iJj'ao-;
tfaqao a M. I\dD|rto Duffin mioWimo/
ufizii[fe, a iftfi 5detti Idefte istruzioni in*
 «
scffito per^la foarifera, colfa "'quale do-
^eva"pqrtam'n^lia iSonacpti1 di qtlfesta
jnccola |spediziopeV II di 13'. 1a WtW
lupga"'parti ,per andare a 1fare;rlp sue
s^qperte. |
X' asisenza faelie pe^one lmpiega^l
y^^guesta qccasiprie, unita m'tj'&eila de-
giL pomirii'jder aist^ccamento che fa-
J&v'il Q servizio ^11' Imboccatura del**jRg(
^wgio,, aveva tal^enfe~ d i m i nuito~ 1 it~<
jySpaggio del vaseeJ^J^ne diverine^aW-
^oiutamente necessarid di mette^JsiB4i
l)2\feche fosse possibile in stato di di*
|pa;^i fatto i selvaggi, che aveyaM§
oer vicin* in quel moiitento, eratio'una
nazione numerosa , intrepida, e poten-
i|p 5 doveva dunque tfemersi che ndi\
fossero tentati d'attaccarci, se avesse-
ro conosciuta la nostra interna debo-
lezza. Fu pertanto eretta una batteria
di tutti i cannoni; tutte le armi £ut(9-
110 preparate , ed io detti ordini positivi
acciocche non si'lasciasse venire a bor-
Bq.yerun selvaggio , sotto qualsivoglia
Poco dopo Ja^parteriza della sciari
J^par si viae arrivare dalla parte del
nord  lin numero  considerabile''di'ca.-
 not: essi giuns^ro^finp\alla sponqa del
vascello y tutti jeranb montatt °'^vqria^t
trenta.uomini rper/ ci'ascKedurid; e ttiol*1
t^^Sp^^^^^S^^^^>^^^^^^ con-
tare le donne ' ecTi ranciulli * Tfa^ue-
sti isolarii che venivano a farei visita,
serine" nconpbbero ^aicuni aflaT fisono-
mia>|che^^ayeTOipo^y^utVar Porto C$$
dye abitavano. G|i?a|m lerarip Selvaggi
della casta opcjdentale^ che si dst&hde
d^iscendendo fino afli stretti, e che forma ^iii a parte de;*y§s||Momini di Wi-
ffiVd$sl&$i pensb che quel principe
av^s?,e dd%q di recente uno splendido
feanchettp ad un'gran numero de'suoi
principali sudd||i$ e vedendo nelle lo-
rt^ JBMi una gran parte degli articoli
che aveva avuti da noi * si concluse
con molta ragione* che avesse aumen-
tata|Ia magnificenza della cerimonia ,
^uyidendo i suoi tesori con quelli i
quali, aveva fatto l'onore di inVilare.
Non ci accadde niente di rimarca-
|faup^fino al 2o..^p tempo continuav^S,
favorirci, -ed era bellissimo ; e regnlvi,
pure iai;migliore intelligent da una p2it
&e e dall ,al|ra,ne' nostri affkri: i selvaggi
veniyano ogni giorno   a  trovarci cBil
 i58
deMe pelli; qualche^Kplta si ricdveva da
lord mn regalo di salva^ggiumej ^k:de--
"licatezza^^db^e^Oicibixraumehtava il
pitfeere -ff ^aiypmdanzandiriiriari^idella
nostra tavrola. Muriel lo stato d'fciazio-
neciri^cui siuera, pensavamo del-cojifctrs
nuo alia  nostra scialuppa-,! ed ii&o§ifri^
spiriti   si  trovavano   divisi  fra la spe-
railza del suece$so ed il timdre di quabn
che disastro. II naturale selvaggio deim
popolo abitante i paraggi che iaiiostrfe
compagni eranovandati a  ricondsoererjcj
ci  allarmava da una parte;  dall'altra
la confidenza che   avevamo   nella loro;
prudenza, nel loro coraggio, e nella loro buona condotta ci  rassicurava. Ma;
mentre  appunto  la  riostra  immagina-s
2ione ii seguiva nel loro viaggio, e che
solo di essi parlavamo e pensavamo con
la piu viva sollecitudine, quelli sfortu-
nati   lottavano contro gli orrori della
morte la piii spavencosa ed orribile, e
si vedevano alia vigilia  di parteciparei
la sorte deplorabile  di que' loro  com*
patriotti,   che   erariso  stati divorati da*;
cannibali di Queenhythe.
Nella sera del dl 20. sr osservb,«
vela della scialuppa; essa tenev&jihlsfcr-1
k^H
 go. I traspdrti di ^glcHd^ V quali 1.$$ ab- 1
bandonammo tutto ad unotratto senza
m&Ita (reflessiorierKi fitrono -jfyenfcost® | WJfol f
bati dal sentimento_ dMnquietiidiii^slWiq
s* impadroni naturaimenfefe di noi pft$ont
saiido alW prontezfcaDqdei suo rteeWOsrr
Nell' mtervallo ^l^elipose in arrivare*!:*
?vascello, ciascuno provb lavpiuperidScija
incertpzza. FinalMebte quando fri -alia
Spfohda si vide, non senza in&sprir4ahA4:>
l& Sodisfkzione,  che  non  vi  riiaricaVa^
uno de* nostri.  Ma  non   tardammo   a;.;
;sapejre che ci bisognavano le maggiori
attenzioni e la piii assidua cura per
soctorrere de* feriti che avevano cru-
detn ente soflfertq iri una vivisslma a-
zione accaduta fra loro ed i selvaggi
delli stretti, e che era la causa del loro precipitato ritorno*
Tutta la nostra attenziciie si ri-
volse dunque a* nostri infelici feriti;
ma per quanto alcuni fossero riialtrat-
tati al maggior segno* ci consolammo
veierido che niiino aveva ricevuto un
colpo mortale. L' ufiziale sdffriva molto per causa di una freccia dentatada
cui era stato colpito "nella testa „e che
1'avrebbe ucciso  tieir istante  se il di
 *2°
M& sa^p^ feltratd
©l^aavirsse ^i^ffiprAitajfJte.  violenza  del
%tj$jp<iiu un marin^rp aPfflflfi il petto tra-
-iktcmfc on3&li$P ppa jfrpc^i|, iitta finella
polpmidi itiH^ipuiJbfea srf$lehe fu ^M^Sh
^.rficndi fMgliitonoiifiisipne »p^:£^$wH
!&;ott&o cp&arto.. &ve$§- ricev uta? una, feri-
^n|icter^sir^il^al -euofgji ma per bupng|
SO^te^iAfej'me erudele non aveva  coIp|i-|
s&i dat^ede :deljavita;  il resto dell* e-
.---^ipafggto era tutto percosso  da' coipj|
dell^iclave nemiche   e  dalla   grandiqf?
di pietre che eragli stata scagliata.ffiH
scialuppa stessa vedevasi forata da m|!Ja
freccie, non poche delle quali rimasero
■nella piceola vela che la coprivaapop?1
pa: questa vela ricevendo le freccie'^H
rompendd la violenza de' _sassi lancijyjS
con le fionde, coritribui in gran parj||
a preservare le genti del nostro 4i$^£fi|
■ camento da.una distruzione thg;^gjjH
brava inevitabile.
I selvaggi ^i portarorio  in 0i^sjg.
circostanza'iOpn unj^oraggio ed n^iflj'
tm^pidezza   che  su^eraspno  i^n terrore ^
che  sogliono  ordinariam^pte  inspir^cpI
teqamni  a ^pll^^l^^^lt^®©^
Terminatai
iiV^2jfiiM» d-if©p^y &$<, nffix
 duraTono noiidStfllt^;-mblta ffctqcaa sa!f»
tot  la  vitav. Wn^i&¥rirrtct$d obravjsstato
l^ftieMarmentlP^e^ftiaw^eeii vittiita$.
da un $31yaggi&^HriP*fe #£?4oro du©:i3ih
■P?^fifif#*vm^
I^Wjggfd^ltWWfiftato§dif'sjicB sorte7d&
■^va€{fflt£a?^di pietra>ftii5^iKaifinai30; -js£
p?fendeva con uW$°§olteli£H:   per  quaJb*
BAK°9enK^bv4fecero tutti due veddre; una
^sxT^z^td un coftfggio eguale;   e se
:1fh°pino che si trovava in mezzo a Jp-
;f8J¥iW avesse rotto   il  colpo scagliato
llab selvaggip con tutta l&^fbrza di cui
^ra^^pacey-il nostro bravo compatriot-
$P%fr§* spedito: il selvaggio rimastocd*
l^^oncertato nella sua idea dette tempo all' avversario di Jevargli 1* arme di
mano con un colpo  di coltella.   Allora malgrado questa perdita,   malgrado
Hjf?erse ferite che ave?a ricev-ute,il sel^
Vaggio si gettb dalla scialuppa a nno-
to, debitore della vita  alia  generositk
^ESP suo vincitore che sdegnb  di   ucci-
derlo vedehdolo nell' acqua.
II marinaro, ferito nella gamha,
t^ritfMtib IPlfetterSftriper tutta p azLotre
•c$iltf^£fccia nella^carne; e €ed£asi:pen-
•safcf^-atl7' estratsi1 dpsP^Il9 arms   aJndsd¥',
&
 Contrifam col suo qoraggio e coll attk
vita de' suoissforzi a^alvare la scia-"!
luppai. r\^gig^
74^ Sebb-ene iiori aMssftrfio giamrriai a-
vuta vc^'unaicombnicaziooe, p re^kziJH
nfeofillcufiikcoii gli abitanti delli Stret-
te333ciceraVamd otuskigatii'che   i   det*
ta£l£;*deite nostra fratdrna condotta co'i
l®rdi uidinirpptessero essere arrivati  in-'"
dlnsfeQE^ul terri&driciove abitavano, ed
amer da$fe loro  deikK^fcantaggiose idee^v
sul ipftro opera re; ma la condotta che
tennero provb che avevano  il   phi   fe-'
rdee  ed   if   piii  sariguinarid  riaturaldH
ed   if   furore   col   quale  attaccarondJH
nostri ibrzb questi a mdstrare Jo stessd'
carattere nella loro resisteriza. Coft\03fi||
qui  render  giustizia   all' umanitk   d^
nostri   compagni .*   malgrado^  dd^lH
che soffrivano; malgrado la spaventd§&*|
sorte a cui certamente  erario  riservudSl
se  fbsserd   stati  vintii^rion   lasciatono'
mai*  raccorrtftndoci i dettaglrdi questo avvenimento/: di dimostrare uri som-
mo e sincef^dispiacremirpeir qriegRwB
felia^TjfdvS^jpbiiOTftoa^ev^ifd   avutav¥*
imfmTdenzaiidi&bTjte loro ste^
sDnaliagJpropria perdita.^*
 fl^
rjj^
MHI
m
Lf attacco Tera^statouprl nei piato;dab
pelvaggi.  Montati  in  due canot| oia- ,
pernio di quaranta  a   cinquanta   uoiqp*
I,  che  senza dubbion era nobles 2celt^
■feloro guerrieH^* >circondatf0no J$ sgft&v
lappa coll' idea .d'impadroninene. Main
li^altri canot, rijnasero nel tempoistea^
so ad una piccola^distanza   pehipoii^i
soccorso  in caso  di  bisogpo/iL^ rival
era   bordeggiata* da  tutte  Ie  parti ^fe
aelvaggi che facevano pioyere sulla scia*
Ip^pa una grandine di pietre e di free-
cie: in uno de'canot vi era mi capo,
che  iucoraggiya colle   sue  parole  gli"
ajltrl a vincere; si ebbe la sorte di col-
pirlo con una palla nella testa nel mo-
vmento stesso in cui lanciaya un  enoi>
BK giavejlptto   al   padrone  della  scia-
||§|fcpa.  Questa   circostanza forzb  i canot a ^retrocedere,  e  privb  i  selvaggi
die avevano di gik attaccata la znfra^
Ipripn sostegno che poteva assicurar lo-
Kf&ife jyittoriaft Di fatfb quando si con-
sidera che la scialuppa  npn  era  com-
pp§t|f?cJh^ di trentai uomini, che si tro^
vavano attajcm^ti con?rfeittipi^ 1 coraggtc*
c^^^tt||:ifurorprT(rf>ndefcnemkthfin ■ ftfi^
inero;;$uperiore, enSehe non cessavano
 ffi3e&ie£90crudejtaeftt^cfrfgoiriodati da
uria? gfegg^'di-dair#P«dhe venifeno scoc^-
ttttiNPi continuo dall& rifetysipub. an^
SWerare-la sorte->$fcc ebberbodi sfu£-
g?rePWlla marts? nel numero di qsmgdij
pryenim^iti, che non mancano mai di
cKffcitare nelli spiriti ^feggii, una idea
di sdtpresa e di ricptibs&enza verso M
Prbvvidenza .
La scialuppa era penetr^pa moltdLfj
avaniSt rimontandd^ nelli Stretti(jil£k
de Tuca, ed era entra%a in jpot ^bkiaaG*
specie di porto; fu affdra che del coos
stre genti, le quali sfodisponevano 1
prender terra per riconoscere ^quslit
Stretti, vennero attaccate da'selvaggfe
come ho narrato. €t comprenderk seim
2a difficoltk che questo accidente impg&
diloro di prpseguire le ricerche.OsseiW
varono perb in quella posizione, chi
li stretti all* est-nord-est sembravano>ae
vere una grande estensione, e puittoej
Sjfp aumentare che diminuire^d
Abbandonando li Stretti* incontma
rono un piccolo  canot  condotto soJa^
mente da due  sdlv^ggi   sudditi diqJ^frfc
canahish, da'quali coifi^alteno del p^g
5*^ ma mancano-llg^pressioni pe0i$
 sprimere la sorpresa* $>$mvc$e da cui
i nostri furono toitfpj^iijbq^fido q$sj
barbari esposetio all&tlorcft$fissa dtoejjc^
ste d' uomhdb<di frs^o^&a^liate e lof|§
ancora di sangu#,b$ ch^o^ersero,^
vendene^a buom pue^zo. Que$^test$$i
ributtanti *^i>edersi, le tenevaqp pe'
iKlpeili conuoin'aria di trionfb-e cj^,
trasporti della piii sfrenata allegrezgatj.
liVequipaggidrdella scialuppa dimostran-
do allora tutto i'orrore ej'indignazio-
ne che cagic&iptvali un cosi orribilespet-
tacolol; que' selvaggi informarono i nostri^i^empre con gesti e tuono che
lifevqavarisodisfazione, che quelle teste
eigno di due nativi del paese di Ta-
tearche, che avevano massacrati, aven-
dsqquel capo dichiarata la guerra a
Wimtiknish. Questo inconero prodpSfg
fra I equipaggio una impressione-^
scoragginiento tale, che non lo lascib
per tutto il resto djpl viaggio.
Sebbene la scialuppa non poteg§§
esogjc&cffuit principale ffggstco della sua
spedizix^e, non ^fifcjf^erb di WOj^^fg^?
|5^po|^iieibflMe iqualche gpgnyyo^e de*-
f^ij «&fcrtodis{&i&o4ei If&gzi'fetpssfo.\ftX£X§
fatte da trenta leghe rimcntando que)?
 p&6-   ..    in
li si$ft$f%d aJipesta distanza dal mare, poteyano a^^pl9^quindicl^(|ghe
''MBffleLTgli-mfa alVanzava
^ un bellb orizzonte che ikeudevasi
^'^^l^rridici Jlghe di f i#^Que-
sta singolar c\rco^0^0S^^c^f$tmsi-
re ri#§e corigedlkre dfvefefe sull'estre-
Ipitk dijirielli strSHI^ma ci f^ftriam-
mo all' opitlfe|^che-vP& esalftil^i^^l
la Memoria dd^iassaggio, cioe ch#ffl
Stretti diGio, die Fuca potlfbbero benis-
simbftion essere ad una gran distanza
dell^ bctia ^Hudson.
Ci vedemmo allora forzati d^TWBJ
bandonare , almeno per quell* epoea ,;
qualunque speranza di procurarci d^llH
notizie pifr^fbddisfacenti sulla vera^lH
stensjpne di quelli stretti, ouna ::r^Kk
gnizipne piii particolare della baia di
Shoal Water. Ci disponemmo dunque
a raggiugnere al piii prei^§ che fb^ii
possibile il nostro distaccamento allf
entrata del Re Giorgio.
II di 2^ JuglSpNci rimettemrdto iri
mare coferi&sso, e verso me^i^ornp
eravam#%ik sortiti dall^||^r&$so. Unf
osservazipne dette 48. gradi e 41. m£
i8# di ^titudine w&td ; -i||PB^i^m- :
 ftis
gham gifpeva no^civest quart nof4V*|£
cinque miglia di distanza^^j
^^urante il soggiorno, ^^ si {jjgip
in gjpl porto , si riogfje la vis|||1&
nn gra^^umero di seiyagg|jdelle iK^
verse tribii,chi^bita4\^no i*|j^n&paesi
situati fra il Porto Cox e $f.^p^ai di
Tatootche: ma ^uno di quelli che..i^fe,
seggono nell* alto degli street ardi^|i
yenif^ fino a noi^Jforse furono tr§^?
tenuti dal timore di dispiacere a Tatootche, la^i isola §i tiova sicuat&al-
pfe^ stesso iriglesso, e contiene, dicesi,
circa c|^|uemila persone.
Si ebbe premura, durante il nostro soggiorno, di procurarci unaquan-
titk considerably di pelli di lontre ma<*
rine bellissime, come pure del pesce
p grande abbondanza. Si fece prov*
visione di seriiione, d'halibut, d'arin-
ghe, di sarde, di coiJ^ di trote, e di
If^p^^i scq^l^. I selvaggi furono^jgfr
gualmente esatti nel recarci de* legu-
mi ^^pe'frutti colti ne' boschi, e so-
prattutto un^. specie <||uya di corinto
saivaig|co,che c^sce si^li alberi molto
alti . y^ff^
L* imboccatura non e tanto estesa
E 1 M
 m . .       H
q^ptp^^elii ^i^hpp^a j^anSn s||$fpy$«f
SflaR^iBlft'i^fSP iSvgsiisYgM&J ^if Pi$§$!
j^^t^re I^YttffB^PB d¥#Da9i3§t§qih^0§l
§pfno$p '$g§$t%i\uP(gr&%&U' t^fi^^V0h
l?cSftW]%Mf8one 4nKlte!4^ Yifji)Dp%
j^^ero^-gfyaf^ ^iiilM^s^ftP5^ feB5%ct
3diftlh jftb§fi?cife %fffe I^WiPSEfl^^^D^H-
C^lf^ftPf ilaPacf i| fat%^fo|)ij^r|?pi||
^l^^i^jile niigl^oi^iiai^le -4^} pprido.
h. ®^%%^M&¥-Znt0 soffib peio^uttq> i|
g$?pio d%U' ovest nord-ovest.B^ff: pro-
§j||ammo per avanzare aLgud ovest fi-
xip alia metk del giorno jig^vlessencte
allora a' 48. gradi e 35. tpinuti di la**
l^pdine nord. In quel momento ay^j
vamo- talmente guadagnato il largo <2$t&
non vedevasi piii la terra, A «^e tre
dopp|jmezzogiorno il; vento passp^ ^
sud-p^|est; si prese vento a iprua §^sU
gpverjgp all' ovest- riprd-ovestfiri^ercar^tgt
di scoprir la terra, ^^^^ot^I^Mm
La matjtgna del 28.nils^?iiCa!tsa4i
to a mezzogiorno e portfl un^^ef®^
nebhioso e ijirijlgi, M*e-QJbjgipedft, co-
Hlf^si^pub A^^ag$$&f@j$i §^imw&(£rop?
giprii^^ij i||s^ppiJaj 1 nebbia.-« el "girtrp.-:
 tMftlfti^3 ndrd^^ppctfjl1 if^^ln^^tfi
presa^la difffetfettza di^B^iflldm^HcftS
itrtempo si^8scMb dFtta^vM tM^t^p.
dSgll#niPi da^^ii^d$7r^ifi clli§8i5ii
d'acqria; Ndi'&ftfnfe Si^eS^ ^e'flft) ^
pi*aa^e dr ^M^-gimmb M£feftere9^@ra§
l^qMttr# ore # pipo si ¥i§cMarb uni
i&cdnda volta 11% si yide la FUiita ddtl9
MSgti&j bhe giaceva °iw%tP^ifei^^{j
a qlfittro leghe di di^stanza^; Non si
£§H eheAa tre leghe dalla terra, ©M^
cfeche qfukndo^sf^|ftrese yerilo' davafflff
}$rtdccavamo quasi dal bordo. >rs
J?Le folte nfebbie,delle quali iftem-
|Ry%iaM^coperto, non furono del tritW
llffeipate che la mattipa del 25., epoca
nellaPlfuaik si ¥ide l* imboccatpra del
i£kn§M del IBe Giorgio, che rimaneva
iit-nord^t alia distanza di sei leghe>
$f)n4i?9tmJ^|P'tife:iEijG$i in breve cosi p-
scurp, che sarebbe stata per nostrapar-
tfc^ri^inescusabild*|mprudenza l^yan?-
MciistfetfSa if terra.
a? ^Lfe^lriattina^l^ 45.  alle ore sette
S'Q^fcbte^ftSi ^dunqft^^fejicenfefflte' nel
, S&^^egM^AnuQi^§p4ibbe il contentP cffl
**©#af$ b B<^§W^ti$btgMri un tranqtiii^
JtafctiftftttfilB perf#tt^>fe4&icSH^§ $#tHi&v
M %
 ti^y^l°9as^ll^%H ^feSlftS^'l^i^
tP?li fiarfwi cc^^l^feratS^tSfftKb^-
??B,81^¥  ^fttlurj^^fiSpeft^ ^©nT?-tIfMfe
Pita°ia st^^&^0|&rteoafe^^V^ften§P.
alls J5(fJ|i^o#^ cMft. hfeftrS^^ft^flzf?1!
iroitrf^iH$£g§i l^fv^w^ftftTfeS^itSl*i&
iii^pte9^i^^a^i^dfeMKil^§ d? p¥18
cWe ITi Qil\ffi?%rmii$M%Bnkm $o4B^*9rii£
ffWF nia ^P&tftfi l&vlfffi i&cdra, cR&
la fama dd°^i%S^I^^&yt^s^l4itiwE^
portarsi a Nootka per sodisfare la loro
curiositk, esaminando una macchina si
nuova per essi.
Maquilla erasi mostrato religioso
osservatore di tutti i punti del trattato, ed il fedele Callicum non aveva
lasciato d' invigilare alia sicurezza ed
alia tranquillitk de' nostri collo zelo
di un uomo di onore e la benevolen-
xa di un vero amico. Non solo gli a-
bitanti del villaggio soggetti alia sua
giurisdizione portavano ogni giorno abbondanti provvisioni di pesce ed altri I
commestibili, ma dettero ancora al nostro distaccamento , d' ordine espresso
di Callicum, tutti i soccorsi che dipen-
dcvano da loro* Mi resta impossible
 ££*!
di esprimere le prove di cordiabta-e
^^^|plabile ja|l£zione , ch^£fp|)iam^
ricevuti da quel {<j<|pq,,» seqffi versaije
delle lagrime sul 1'orribile avvenimenj
t$nche ^^mino^i suoi giftrjii. Nb^io
jnon pejtgpr^fj^ c^e con orrore alia
condotta esecrabile di que'barbari, che
pure §f> gj^Jgfano di^ssere un popCyo u-
luminato e di avere cjg'precetti >§ d^
|ftDleggi di pace per sollievp ^ Hftft?
quillita del genere umano.
>Mnmi
OiSS  OI tOO    l^lBpll    S-2j   nfifft
-nslovDnad .&! a' yr.. =■. .■ 5]
~j> Hi ©bs iig'K ,mim -j
$u$ zIIb m^yspz oig?:---:-:
•dfi ordorg ingc eu jvj -
ittls fc*i eD8t>q a^ino£n^R
-on Is snooas oidrisfc jsnti J
oaeeiqss onibio *Jb « osnsa
-nsqrb edb iaiosada- i mai
siidisecqrai \sbsi iM Hf
  ESTRATTO
DELLA   BELAZTONE   DELL' AMBASCIATA
DI   LORD    MACARTNEY
ALIA   CHINA t
L9 Autore ha avuta occasione in questi
suoi Viaggi di parlare diverse volte
della China , tanto nel corso delle sue
avventure, che nella Memoria del Commercio . Essendo pertanto stata di re-
cente pubblicata la Relazione dell9 Am-
basceria di Lord Macartney alia China , crediamo che riportanda in estrat-
to le diverse nozioni che da sit quel
vasto Regno, se non del tutto nuove9
almeno confer mate con aumento ed il-
lustrazione, ed alcune nostre brevi ri-
marche, non possano che piacere, ag-
giugnendo un grade d9 importanza alia presente Opera. Cib dimostrera nel-
tempo stesso la nostra premura neVt
impegno preso, e nel ben servire gli
eruditi, onorevoli, e d'alto lignaggio
nostri Associad.
IL   TRADUTTORE,
 •loq thp%pj^^^^af^hinmm
•mxi^ lb ssnsuffii* £28332 z1^^^m^^M
i|go egeuboiqn .fa j ^oii|^^p'' $
" 0rdsAiisoH7^tb (S^s^^i^npl^tjfe
fa mlmimm, ,suppQseEO>>giudicando da*
srfrfsofeb®$ghiq#^ jp&?
pai&zbbnfa nctel laiidC himais d&i[$ffi&)' crisere
dioBggerntco miKiojna'3 dnani#iev, ijcna id?
rifimtaiid^^ eshq tra>y^ifsa questo
feperoi^gs^ (dee n^red^reDpftteril deit®
oompbto^ci^^pei^diofe^iere j&ftge&a&i*
«fcafc®f<0q a&sciisQtto deLw^ocij^qttef
&tam aefei^t^a^idtf^ujgsto ftgftoft|tft)r-.
^hocdfAte ISittk imntt£!$e, e vicinissi-
me ilrilnne^jdFrait^ osservdilip de'
gpitppi di due feltre,ucJi^ntrbn sonod&
statfti che d? un vcjfczim. cmiflipoBfeiiri^
Mni ;intervalli son ripieni i^lle CftS£iiK.:
campagna de' mandamni. Si YSite^o^al,
lii^lk,-?e  per  quanto  porta rllocchloi
He> villaggi fitti^imlbnina   c^Sfbgifenoli
ch^tsotnigliano &nfeUfepk^fesctf©b» iV
Si  fecero,  dice Lord Map^fWyii
il primoigi©#6oD, ^t§mifentiqm%tro mi-
f^iaa$uin&rfd^ gi^HteudPiiiiodi ^.ftique-
c^rtls®?T^i/^it^xni^fenind i cc i&Sifc$'bfp&$&^
iwptiitttoifito string Vsxdip $sq ifefteps
f^isnll*|^cora;6oM22mdei)i{hs cfti$b;gi£$*
 no almenoiAfi^i^^gzfttcffityiS^^idi per*
sone, e questa stessa affluenza di giun*
chi, e di curiosi si riprodusse ogTi
j^rl^^MWBw di^^raoeh4afcdSteila
db 9teh^^^ooartte?cg|aft «ntfua?agli& ®l
ploji 4!e*^Pesi ddiftEbrk^
$€£&* com para zione?Cche Wnti desertii
©i ^rtni?,3feengnbFnaddian . afrrtyggfiosB
^py^t^oBgi^ri per* iiiSDtti^nl3re)biiKihi3dfa'
^ifttfejSm^l&Chiakoim solo jugero m^mit
<tto^^ll^cat^^^o3idfecpe^bn^r darrmb
i^bprfrito^f^ci^ya tiiMB&isa popolazaq^
^C0J p^^fenfk Qfym&Mnmi&aikrasm m B$m?
^dieinigrandL ^rdt£fffcfe:*^che sono: >dEto*
IfefnqiOf^i^Q Xensi<»?Ohahnton, Honam
•SAo&t^i p Huquang, Kiat^i, Nankii^
ffiheManQ^Ofbkian ^tQuanton, Quangsi,
Amf&ft ^jfe§heichau , ed il paese di
Ise&<Si$km . Pekino esla capitale. La
<l£hSn&o£ltraversata da un fiume, che
^nehjama il Canale Reale* e per cui
si pati3a^dare vd^J^ia parte all' akfcfc
ihf b^jtep^ro.
~im oiiiFm^.mn-Mrmam^^$^$%m.
-•fiupriag idontribuziHfii?! debbono essetep
c«M£i$ekdiiiH 3e i feup8fiormen te u g^hgxiiwf*'
sff^ieli per  pot&¥  servir^ oa?l   matttef&-
tB£t&qi3o$ glho&kt$i&QB%mi   dellaiuela^
 prj5|^9S^alNs>jh^feiq itria ckttibt)*£> tin
ViifeggiPcjrfh%79toi ekfe&kf i)n<r&&^*riiid
$rmoi#tleo#3 $ivj^i^&t$d^
dinathiJ^^iH^^M^ft°W44^^ HMftft
giofl&^llj&tfeoste^ ebjkijpimportan-
^ascdffipfi^ftia chwnaffiidie«irtt foaqd^rl*
ml «&lto#i®# M|b^7§f*f0qidl ^tfe nfiiilnjofr
HiiSB^flti^TOfeiS i Sft'itpi&Kf vitn mamtete
nnt3oia^p(rfi«j{iB fiPi<l $$Atevpi&l pinhole
pamodtWdi ^l^JPj. Nfeiqdfiliititjcomudfii
chfe sono poftdssipiu <fn&e, rubamentbs
o -fj&ti di m#ipatf^m&ii 11&£cusa <qhb
mandariJuffe^n^rma, ed ilqreo esigastfef
gato sul [momento con otto osadieaq
©otpi di bastone: in caso di^if»lmtp©ng
t&v provato dee farsi laad^stituzione^i
ed ognuno torna a casa sua.
Col mezzo di qu^ta^f p&Kriaqad&ras
rezioil&Ie pronta e gi^irialter&ioJ tri-
bunaii. criiftiriali hl^O^arpochi^aifiaMtag
La pena dbi^niti!© *Wi e quasi; sconrwi
sciuta; de'vecchi di s^iftanta annjbmnfc
aKManQai^eduto^it^ll e©$mpia: dansoritoitat
fcenidil mortQ ^TOsfc^gcuj^arsin sempfae oiki-
appftllp iffltjapp&ij^ fin^rdU' Iu?pferatore,i
e<§ie£ ben §2WS> chobVjetigiUi^^nfofBaxag
dal- spvrano. Sincitay come (jurio . straA
ordinario, avvenimento uiv/atco-dique^
 &ki
iftrcggnere'> dkfr ^rd^ift@^liri^?iwsi^rq
tifanvi«er&,fi(i j^&tei^^r^^ite'oij^fdy^
riwi'«igniip|p^ti^^ai^vjift s%o-firlp^'i)[
aveva «s^tteWol|ip^«fi|^ai(^^uiijparfe
tfefi(iOT^sns(p{@ltcP ^^tfd^^Haliftfeitdicis
ti'i^bpoc^ ,nj$e6bfe¥ier*<B&nP eftjfeaq £iticas$
parlare ail' Imp^iM^v^^H f$$senib im
sua querela iii s$q*ifo:& ,*^^^SaitfibcgshiH
-stizia^ itfqvklitd; #r^a$l$ik>qa stouten
anteri?c^atb^jillripaiK3i, e&fo iQfcfo&osciaf
tbics^eV'ole. I/^Ini^eratbi4^^o< fece dide
ifipisare sul mom&ito*}1^ fattfesi reciar®
Ja3te$(ta irtvipiinfa di ^ri^sciabla^njiir
puesbnza deL querelante , gltela con$eg
gnbiiielidlssegli:^,, Io vi nomino v|de#
i^bai^k suo posto* andate; che questa
testa vi serva di lezione, e v' insegni*
aiuispettare le proprietk. „
h$} Lord Macartney assicura , che la
scharfvitii f copsacrata fino dalla pi&rad
Hiotaoantichitk nell'Oriente, e scono-
SBmtanuiella China \ Questo puntdoiSfe
isnorbeanoh e stato fino md ora scMa*
rifco darrv^ufe^feggiatore^ ll^n e»
pDobabilq^fe'semb^i essere u^a net^sps
sa&ia cbnseguenzay d©He leggi cWGbiiva
&ni0* cfi/uiec0s®arioi>lionc^tante saperii£
ohepuka^sfiecie   di?-schiavitu-'Wmk$i
£Si*P§S
 $& ja&rMli oi^ i%% | fd@$*% uiihi ^RFfip^i^t.
C0^1^to^iD%y*i g§l^)#o^I<l^^^af^ff|
g0hreiso9i^dcfesf^r#J% <?%iS3 4&ya$&&gi&&'
fiq$ftottn0§i$v PSr6^J^iK'<^fe^^g?cPft
pkr^fcal ser^tt^gupa, data somma.
a I ifci»u|^r^^ft4p^9ldf{% SQnsisteva.
suU& frpnflftf&jf i%f?«§n ;n§^j|/p5^cJ i$ jf ag$>
kltr'jftgQP^^ e^M^
retto   picchettate,  fatte \%|Jbrf$$a4%-
ffjvali ^ilpu hanno li^gcamipe^jjjl col-
Kustao ne   cpfevatte |j^portanov RR^^npA%
^feiitellp di ig|g]jcifgr nerQ$^^c|ff 3^3
gfesimertffi^iiche tern^i$$np con i*§^
fiiolta dip#§^iBrpsso: hanno ^pejRj
a^!:la vita una  c|n|j}rai,tf ajjfi ^|i%^
sospesp. da-npft fiarte jf i^jf^aof o|p#^
borsetta  da   tabacco,  e §^11' al|Crfonj|^;
ventaglio* La pianta dej\ tabacco e co-
munissima nella China: tutti fumano,
te"$i si avvezzanp i| ragazzi appena chp|
som* capaciftdiaportar^|3%|| pipfc|£pif5fg;
tfeidpf^ictin f$|]|pejjgp ^jjtpuri^air J#j
a^tag^feiqt M prev§i#P  l^iR^^tmip^f||
soldati^rtanplfl^ispiada d^Jat^n|an-£
d$& mn colli|^pugria^raoM§Ita>^ddi^
 r^is2
dSN$a?Ma$f sfaHe^e^ tirrf#t^SioPif3e
Idrcp cSfftfiP irftIun^^en<^?l^feeriM^J&as&
a^^^feseM^.^Manft^^fii bro^iS^stssm
pn *&rco p^^affe'^o^^al^^ritfeq^ft
■ca¥SS3SbT,B^fi^ §&&P <f64i^ffg^6»^:i?oa^iehs^
ffrfc53fi?fedCT^. AltfoW^H y%^gon4>lodegP
interi ift^ffifeif^^c^la s^S^folaiaiti|
abit^§^rtf?8 VifP'ife %olor?^d arcSi; e
VP^fiesSotfJpWl#§aind1ie hafttt€Pcl# i&Bri*
tfifre?%KF ^3l5}anchS91feAT^topi,e?t«>' pa4
ramani ?dss$i .onpt
?■$& lor^ testa e rasa, a riserva di
-f^i^cASfla part£%ul di dietro>ovb4!
cafjelli fbrmariSPpna treccia? dM**Pade
loro sulle spalle, e che termina dbfag.
tfl^nodo di^^iastro. S&Mcdperti di un
<&ppello di paglia poco fondo , che
tfeffigono legato sotto il mento per ttp^
sftM dS%n fcdi^one.
UsiMligiosi e do rnest ici.
**fEe pagode, o templi, sono moltfe
j$l^fc%fSSii§|e tanld nella pianura, che
Slflf^alto delfermontagne che termina-
no^0*il^#i^ ^i&SP^Itre gP^iditrfiM1^
templi^pubMieify &t&$gftfta ha ^dfesfcfidfe
stfi4|n ^a^!jfe7or>?jr^i^lii?^^n^u^$^l^
dolfc^tf^l<^lMB$§^^r{|^j che de&
#ffli}aptl ^It$£$ivStefl^ci# a^quest^
^iPi^*£^^^
 a^^liiriJiJi^^^^^wtte^li maJttfne le
pubbliche e pri^fdiilitofa^oHjb si^ fin-
feooq^fes^d ^prdsi^raa^d^^i 1 p^ p&ipvoi te
%S$&i<&ontQi. pbriilfarr^ 6>3ip§£tandp"ip
ikaSingiunte idi sopraisWcim^ dfelltiJ te*
*ita p fltfe' con wJio^e* J&m&tM p # m or to,
^t^Et^rndiaiiiv^rsi feol&ri, e portfto da
dodici j uomini iiopea/H^na specieidi id?
#aQ~conotevgsande straco: vi sono dei
miisici ckeusuonano e cantano^delle
arie funebri^Msi parenti e gli^amic^
tfei"de£iinto formano lari corteggid piii
eomeno numeroso, che vk a depositare
il defunto nella ifossa in un cimite&sl
comune; nondimeipo la classe de&$ia&;
chi fa a preferenza^deporre fcsuoi rnbrn
tiffin delle partieolari tombe f&$mate
soprattutto nelle sterili montagney «£:
nei posti^i piii inaccessibili, come pel*
sottrarre quelle amate ceneri alia pEons*
ianazione de' vlventiy ie; garantimdoro^
la dolce apace dell'^ternitk.
foa sera, sistajtotiosle cittk pirfcorw:
ghi ,if rviliaggiv^t' feffltelli > $&3p#gMq
iikltea0©gdA Ibngi p^: imnzzi^tibMiaqni^
s^zterniii«©ltlp^
d^st? finoBai trElQer!cp^tBtf0hniglia, £pro*i
ducono iiEamspeci&Qdi A-fitatura dl$e?3
 l^og&hjijtff^
hann^g d4HcMip§fe»ibt^'iq a ddsilddua
\ (ovQi&fi *&$ 1 tsiidtbifl^dftbaqc he?^#ndoS
bIs^fcn&MOrit(^ <J€^-i-jsfeine^r| #!00U&i$!$|J9
in IjiI^b"l£llii$biftisiniifDsutta. dtafttfir4{i£ii|
u na :-tp9f&f |§ -^'lilodi iciwSfasifema^asll^j^
che ilrrigplare, forjgnqoil piii bello$0str-
T&k Di qussta cart^. din£€j|vononQ0cpf3.
jg^fcBe ifinestre, esssendo &uso delfafejysr
t^TOsStfigaoseiuto nella China.
La^g&acina deoicfciiicSi e in gene-
j^&idi$gbstante e mai propria :. non
hanno delA<mtezza che per la pidpftr4t
%mne del riso, il oquale fanno gonfiare
.sfiUbacqua bollente, dopo ayerlo lava-
m^molte voltey e con cui formanodella pastieceria. Leiscarni ed i pesci ri-?
dottbrxiil^piifcoli pezzi li pongono in
G&z^ivtnole ,dk cui aspetto e condimen-
^)!rfenn»sollevaredio stomaco a'fore-
stieri. Essi .mangiandlrfssisi ^1 suolo,
intdbfiq iadDirtaottaSrola altaacirca un
pfea%^q^#rendoiHXDi pezs^rdi carnpjfilp?
dinpffifeBeifeoasisnna ipuntandi legno <&fecb
airajm^ojCflillai qimdte. seilihrnettonost^
jbocqa\ ^EJ?siarimasetq molto mararfSglaafc
tfe^lh sistasadei nostciscolteiH esiridM.
 ■^Bfere forcliltte.  II pane comune, di;
cui si servono #*chiqesi e , a I dire di
J^|K."\.jKiderson , molto Strang e poco
mangiaBlfe  per -dH^uropeoal. ma cib
%®M sembra accordar^i^^ q-ueftp che
lliliirisce allfeve , di-JMpdo che:-apE:chi-
nesi sono eccellent#^A,ifei^^e«ia^ Co-
munque possa essere, M. Anderson as-
sicura, cflPl^aesti ^p^sfli non s-hwervo-
no ne di lilpto, ne di fbrno: Akioro
pane e una pasta grossolana: la gran-
dezza e^^fe una tirpla divisa in due:
py^tono questi pezzi&lii pasta sopfe
delle gratelle, ch^rayersanomna wS-
daia d* §|%ua bollent^fer^rata <5fea un
copercht§* il vapore dell' acqua , per
pocb|-minuti , e tutta la cettura che
rice¥^quel pane.
Le case d#f>overi spnp, come al*
trove, piccole e sucidp; quelle de* mer<*
canti nelle cittk #lrio fi^rissime, e
le pprcdRtyy, i panllli e qualunque
altra^lftercalBtia vi e disposta con mift*
ta d^te; Sir esterao soaa|foci& dipinte
e verniciate: quel^^i piu-|§e^^fej
sopr^tutto quelle dei mandarini sia
mpinte e indorati^fe^^P^li* granite/;
|^ftip;!ici#^it^# %utta Jp^hina^l
 'ypHfe^HT' -fW?S*imm&m%
idea della piu gran ricchezza e della
piii superba niagnificenz%.Vvl^^|||I^^
II popolo ha dovunq^e4j|ria c<|p-
tenta, felice, niente malsana, v^iente
butterato, dolce, afFabile^^^^tes^a
riser va del pr i mo abbordo. B^/T tutto
dove passava ¥ Ambasciataj, jfe jphin£$i
appena la vedevano, davanp.in^randi
scrosci di risa, offensive ancora Je pi-
sprezzanti, tanto parevano gli Europei
ridicpli e str ani a* loro occhi.
Gli uomini e le donne del popolo hanno appresso a poco lo stesscyi*
bito^rle donne portano una giubba; i
capelli intrecciati sul davanti del la testa, e i®5$naca$i con ,pria specie di po-
mata ;gli riuniscono  tutti  con   molta
arte sulla cima del capo e g^iadorna-
-§kdlaifefiori^tificiali %grcon granlispil-
-$paF$ argento^ capelli^l^v^fetip sono increspati fortemente,   e  tirati  su
quant® possonc^Jfe^ la fronfjg^ Jp
*ite*nne poria|Q i pied^y^|^e com-
ipres^^fe de'cor<3i»i, che cgj|tamej|p
le stroppiano e le rendonp incapaci di
d&tiche^tt^dfeii^^'na ^^r§gno;^tnoe-
senti,da queste crudeli eridicole   im-
pastoiature • .Esse godano per tutto del-
T. IL N
 -00 Jytonci   T£220  ©U£J  UOn     *1ifft ^LLr*
JaB^frg^n KMrta,^e3^erahbHrtf folia
tya i j curic^f per veaere *gff estlri I M.
A^erson-Mna^ ad   aicuria gP prptimr-
l^ftff^ivinK?3^1^ cfi°u£n>i cne. yuoi ^rjfe
jfgjje: par^e&ie ne' rossero mplt^ con£
tentp^' psporidendo^cdn un sornso p&
^x>r4SlS3iie2!Dif'^da apbkssan^^moJe-
j^^pante |li pcenj|I Jfla queste femmi-
*«Lnoci pofevarib esserejche^fdell' M&
ma class^^ppiche si/*sa cheJn£w Cm-
na ,'^alunque^lonna bene ariWi^aV
evita di comparire in. pubblicol e nwi
suoi praticare che i piii jprbssim? pa-
renti. Dal suddetto tratto di gentiijez-
za e di modestia nlevasi perb che fit
buona educazione estendesi nella Ciipk^
TOO al basso pdpolo.
I Chinesi sono in moltissimi luo-
ghi   di   colore jplivastro:   fanno  consi-
stere la loro bellezza  in essere grana?,!
grossi  e larghi; aver la fronte i&4z!o-^
sa,   gli   Mchi piccoli,   il   naso corta*.
ore^ehie ample, e capelli neril amaiK>
Je affl e le scielaze : ja^stampa xm. legno, la  pokere da.ca^iioneV^e la dus-^
sola sono anticmssime ,n^ia fcnina.
'Agricmtura. &
ta pojkuaziane, sia in* quaisiyo-
 ^&
«K
105
l$ft% Rar^e»? ^°R PuSie^f;^r * forte f(S de-
fcale* che1!^ ragi^ne aeu asnloin&a^fc
della, nprodBzipne, annflale   aeili^W-
stanze^nrftfitive.   ftfelfa China,'^Pop
due Jgfrti  del   mime , ,e  ?anro°nflfiS
quanto, 1 occmo, eq 4 canoccnlaf^SP-
jsono armvare, ,non si veae^pn ppfffife
■ai- terxenp incottp. .T)bffe .jriccSe^xaW-
jaaane, r varikte aalla cuitura   der1?!^,
aeKm*jjgiiq,raer grani). .e aefltW$c§8,
son airVise da* immensejpratScie, Vof&f-
*te di moiuoni.e aeTjpiufter ndftirfqfff.
te coste e\le/vicinai}zeHie giardini'^-
'n^vignate^e .alo^rase d' ogpi ^Ha0.°E'
alperp; a   sevp ,  che  somministra   %%.
vgraiuparte- del fume,   vi e  moltipliM-
tissimd; e si pub ^re che e una delle
marayiglie del mondo,
II   miglio   ed   il   risP*:fbrmano   ii
"wincipaLnutrimento del paese:  il riso
*somi<ma... moltd\al   nostro  grano :   egli
"^riesce meglio  ne'luoghi'&midi 5 e  di
*ratto se.ne  vedorip Jde* catnpi coperci
cL acqua".  Questa yiw yierP condotta da'
*chinesLi "per  mezzo  pi* canali, quanSo
iSon .SuUioT,jnonmtijiatu^alft^nte : c&ll
sono per tali lavqri.di^ui?^ a%tivitklfi^
credfbile ; mbnbstantc^si scuopre  che
 ip5
harinb fatti  Ppchi   avanzamenti   nell*
arte   dell' ^ncbltwra^e  gijldmeria ,
xtome lq tutte le altfi?y^irss&^
Vigne , e loaH sannp jfare^iiMw^fl110^
^S'Bife^fU dato^all Ad^sciajia^
itii^ioVp!,1 jpareva'aceto; pm^in la m
%'^podo meno cattivo.  La Joto ordi-
It&ua bevarida  ?  *Vjme^.fteddo   senza
SnHchero. Le foglie  che  sono   servite
a**9ffi$hi , servono4 in segjyto a' poveri,
i/ft6 Ie Eupno seccare per bevern& 1'in-
fusione.  L'arboscello  del  the   fa   una
foglia  che somiglia  a quella del iwfc
to;   il   fiore che principia  a  sbocciarg*
da il the piii grazioso. Si deduce ^f§l
la ciftura di quest'arbu^e^o dee ^essere immensa, poiche oltre il Iprpcon-
sumo ne restaMnto  da ;Jarne  la  piii
grande estrfiiione. In una parola dall'
Jr|ricoItura si pub  dedurre  Ja/P^pji?
zione della Chi|fU II seguito dell'^mg;
basciatore vide in iiii jpaese montqpsai
e selvaggio, un paesano sospeso d^jj-
na r¥be con una Jiine, e che in^qnsfc
la posizione l|j|orava un piccolo r^m;
po,  inatce^nwte j>erj 4$#l¥n^eoiTO^9
r&e^W^jbuesta attivita e  queW^RjRx
^flfif^che r^kdre 1 rwni lertili'e _m*
polo^.vTfi2 xb %oa: n§   **
 r^^Zed^S^i
?\0l
'dotVT       '"jE\    OnfWjfl'
Poliii ca^ed^ affrOg * j
Se la China e per^dceTlfMa u
paese deila iuora)e? delm ©ohtez^e
dell'agricoitura," pop lo erni^tfif960p
Uu&J jo della pqlitica.■ Wmolto wgvan-
tc p piacevdl£ lamahier^MJi^quale
M. Macartney ,m trattatpLC ricevMp.
|?^Am8ascmta .'atadando C| ritorn4nd0
?I&e$l per tutto i piii grandi jonprdj
J^jRP%iftk palslva sotto degli amhi
tPiohitli inalzati espressaujente per tar
l^bccasilme: era salutata dalla nume-
rosa krtiglieria, che senza dubbio^e
SM^i in tutti i punti deH'impero; e
fa stesso facevano le truppe chinesi e
tartard, che bordeggiavano il fiume,
prf(che avevano alia loro testa i m^ife
darini. Cib fu/th apparenza un grao|#
onore per M. Macartney; ma forse in
reattk fu per dargli una qualche iyB§
c$Bfa forza e della pctenaa deJI'impe-
ro chinese, e perche non avesse occa-
sffeire* di divagare 1'occhio in altre cu-
i*8feftai IL* Am basciatore ed il suo se-
$$ffi jenne sempre abbondantemente
Servitq ' m ?utte le 4su^ $£ccrrenze; e
iriMiaraorSi]IJ .tavdfa* JififlL ginm,afl{$!
inafi 8gmlsprta dicarne, di salvaggiu-
Wf?^PSI»»fS
 *?feb yifttfft & Bnfs?^^11^ ^p ^^fldaf
go, acco^Pagn9J1l)^tBictQms| 1&^1a
5l#fl4pf['04^ lBvl^?aIKnl10n^ ^poi^
£?%%% • KW^0^t%^fft0*^i, 4rnbascja£0re
yepira lord. fpermej|safqu^siypgfia.este^-
i^a^Comi|rucazione .* Dopo.'fflcune lrirrar-
tuose udienze che !' Iriiberatbre dette M
M. Macartney a Tekaf nyeila Ta$tar?a^
fu rimandato con tutto irtsuo seguim
a Pekino. In quellan|cittk gl*^iiwesi
eransi fatti preparare un appartamen-
to, decorato de' rior&ttypdella fimi^ia
reale d' Inghijterra, e con altri magriF
fici addobbi. M^ MSpartney qorftavat 81
passarvi qualche tempo e di sfoggi^fS
colla sua corte per dar cosi all'Iriipe^
ratore della China un alta idea aei ne
suo sovranp ; di gia aveva .facte spfe*
g&re a' suoi servitor! le Jivree javprlxe
jtmXbndfa , Jjd^ attendeva oa»4|n jAio^
IS£W?nmm a'tr9t' *& visita del P{4mo raf^
mstr§^ au^do dobo^ pocm/giorni cne
era arrivato a JreKino? n ministfo iffi-
 nese incaricato degJi aifari di qSQsta
^moasciaia^ |gu pStecinp d iro&'cf dell*
fmneratbre, che aovesjse aobl&ii&di&HsF
4ianro pmna la CnmS1?* v°?
^C^nvaene <pra*saper&! cniP|l*9j^l¥-
to ^della cprte di LpnMk ^03fena* co?3-
mgnia inglese era gi xHtin^S?di?Vfn3,
resmenza a Peffno1, w^ffdvi^^P^p^lJ
dente avrebbe invigtlata ip^dmAlP
cip della nazione ; 2. Uno stabmml'H-
to a tCni8sdng, piccoraJilpla a i8.Ar!l-
gne:dziyirigpo ; 3^La lil^tk del commercio in fiitti i porti della ChifiMJ
i.;|jfeTle regole piii certe e meno ar|
pitrarie nelle dogane di Can^8n. Tifi£
ti^OT&ti^ articoli furono proposti in
Y&rie uHferize co' primi ministri, tanto
a ^fiva voce'che in scrittc; e tutti gli
articoli vennero rigettati, alcuni pura-
mente e semplicemente, e gli altri con
delle maiwere ■irisultanti . Lord Macartney aveva gia^artecipato all'Im-
jKsmtore^' regali che doveva presen-
tarti .-."questi furono dlvisi in tre classi,
nnicamerite per^ver tempo di rcst^l
jl^Ia^htna; leque prim$;c!assi ebtffeF-
xp^un jEaTorevpie lncbntm,* venenoo ax?-
Qewatel dkll Amperators ;Dflcionsisft^i'ano
*nr3 Qimnim a foniifeY tib bw
 in panni d* Inghilterra di rari colori:
22. libri di stampe scelte, de'coltelli
e> cesoie fini inglesi^ una macchina
eletrrica^t una macchina pneumatica ,
tie?* baromet»b^ porteifc^sttpojBisjDOichio
ustorio, due >magnifiche lumiere di crista I lo , rfi^uHperaIii4i?<rendevano i calori
del prismayrdj^btfaerriinb, ^due sediebci
nioHa sohencfafevano tatnipioaa^vimenfi
desiderati dalle pirtone assise^ ed-ua
ecceM&nte planetario celestef^ndipera di
venti anni dktEavaglio.
La terzrf classe non Ifaoimesentafta
per causa delia imprawisa partenza.
I regali che recb il ministro idhine-
se furono ben piccoli in cambio de9
ricevuti: il piu che potesse pregiarsi
era una cassa contenente alctt&i riadt*
ti alia chinese degli Iniperaftori a^cenati
del presente. II rainistro gli pres^atfeBdig
un tuono molto alFettuoso; nonostansg
Lord Macartney per quante rimostran-
ze facesse, non pote ottenere un' u-
dienza di congedo; anzi fu proibito a
tutti i missionari europei di avvici-
narsi al palazzo dell' Ambasciacore .
Ma qui e da riflettere che gl' impera-
tori chinesi  riguardano le ambascerie
na
 rj^^^^i
de* praicipi efcceri come 3ri>omaggio,
ed iodoro donbxome un ifcitmto ...sk*
Ambasciata fu malissimo contenta di
<tsle avveiriipento; e $A. Anderson che
ha siafqctaique^tilitdazionQi^tesprime
srell' appressd guisfcrn^fcn In fare parole
ecco la nostramstoriiru Entraramo a
Pekifade come de' mehdicanti ; vi sfcg*
gioraiaf&mo come de' prigionieri, e ne
sortimmo come?idsliiadri *.,/
^ibqlmperatoij della China e unvec-
chio magro, altotspirca sei piedi, urn
che il peso di 86. anni ha ifion poco
curvato: ha una fkonomia aperta, e la
gnardatunaAapoco trista ;loche sembra
l&feersi difficilmente conciliare: parlb
ig&i ambasei&tori ©bn molta gentilezza
e buon senso, e fece ben comprendere
cteiJd^iiosceva le intenzioni dell' In-
ghilterra, ma che era difficile d'in-
gannarlo.
 owtrtmt u Ip  kiiii   vmoro mtr i *vi'(i
*WU>t4.$
 NOT   E
.203
(1) Fra i vari mosbri marini che si trovano
tie*mari dell America, ed in altri ancora,
uno e it Grampus della specie de%cetacei
nominato dagli Olandesi Noord Kapers, e
da* Francefi Souffieiir , e cib perche alzando-
si sulla superficie del mare, scffia forte,
mente manddndo dalle narici de* grandissi-
mi sbruffi dt acqua : il golfo delta Guinea $
eoperto di questi mostri, che vi compari-
scono ne' tempi di calma, e semhrano tan-
ii alberi galleggianti: i minor! sono lunghi
25. piedi, i maggiori 40; la loro agilita e
perb sorprendente : si altano , abbassam,
e volteggiano conuna prestezza ammrabile:
se ne trovano alcuni , che partecipano dell
arfihio, e questi hanno due piciole hrancbe
sotto al pttto, colle quali si attaecano drit*
ti alii scogli , 0 alle alte coste pascen-
dosi delle erhe marine: affermano i viag*
giatori che se ne trovano ancora di quelli
che oltrepassano li 50 piedi ; orditiaria*
fnente nuotano afior d' acqua, e quando sono vecchi vengono sempre segni tat i da due
giovani: se si avvicinano alle coste , pon-
gono h  spavento  in tutte  le altre sorti di
i pesci, dintodoche per piik giorni non se me
veggono comparire. 11 Grampus e unmostro
inutile perche la came e velenosa, e f olio
pernhiosc e pcrfido; questo pesce fa la. goer-
 mm
\r$\qifo$gi#ni&4 cbe poi dfoora ^te^fthja a
vincerla:  lo stesso accade i*d altri tM))ri
\ t.marini.eo* quali com bat te■.
(2) kitnterno delle afcj%$^rf$^tt<tutti%$lffipoti
\llt4<&fird present a pure un Wf1&f%rfnXF%ffcf-
tafalmrfl\^*&£$D*$ PMt&t&cd$ parfifrWjirii
Ostiaks nHlK^s^^^iv^^^^h%<^Hhk^^ i&a-
o$Clf ft? tipotrik jtixi&*f&Wtonente un ided^el
puzzor de" v a pari fetidi e M^Bm\\\Htm¥^die
regnano nelfaMoro case Wtterran& *mfc no-
minano iourtetis, quando si sappia^d&gli
uomini, ie donne $M tfancitHtted i canr*%r
sodisfanno f&* tutto a* loro bisogtot%*l? ybe
non vi e persona che prendasi la cura di
riputire. „ Gli stessi dettagli trovansi^-
spfrftiiztfa Lesseps su Kamstchadali e s&Lap-
ifipjti.
(3) Goal a e questo un altra specie di^mo^$
. ?wariuo :  alcuni   hanna la bocca   allungata,
e che term ina in *n£*$pecie di b$teo; atfr?
hanno la testa a guisa di cane, e sbnHhia-
mati daglIngle si Sea*Do», the can nthH-
no: altri finalmente hannc il capo mostrvo-
s<* armato di una specie di sega d* osso fortissimo . Le loro mascelle sono ddbrifr^i
una natatoria a colori, lo che indi$a C aof&e
nelle strhee colle quali i setoaj^itS^prngt-
vano il volto ; questo pesce i Colorado a^ffihatn-
me argentee e liste rosse: la carne noif^ W-
. spi ace vole , mas si me detlpliii*o\*WfefiT* Selvaggi la trovano ecHNft&^liWftl^&tio
PM
 grassissmi^d&tnoium bum&*qti&titit» m
oth* \%\\s> V* %\i^wii.-3jiftiftSwRV | fcVwsW
(4) Caiiicacn  di coiparimjanff^i^'M
mentexiii^o^r^Vi^gg^o1^^ fh mcisv k\$$
%$?,?s* di giugno 1j.89.d4 un ufiziale  che era a
^Jfkrdo di uno de7 va&elti Spagnuoli cemandati
„%rfa Q0tt{&i%$$p&$t*fj^ Eh^i^f"
%W^^i®&Pcc&erd dekxlegno la Ofcta No$d-
Ovest 4vAmeri<sa che fu tesiimone oculare
^i taihfa&baro fatto *
Callicum, sua moglie, ed un figlio fi fwtaro-
%$P sopra un piccol canot al bordo delta Pi^t
%\c\$G&&^\Va^llo del Commdante delta squa-
,^dr$j#n m regalo di pesce .Siccome*<gli fu
ffleso il pesce con molta durezza e malagra-
zia avanti che potesse qffrirlo al comandan-
%^^h\tPPVb   talmente piccato  da una tai
^aniera^di procedere che abbandonb all istan*
\$$.%i2kpascello gridando peshae ! peshae. va-
|^# dire cattivi cattivi.  V equipaggio ri •
guar do questa esclamazione come una si
*>tg£0nde, offesa, cktvMnne that a nell istante
*^^k^ssero una fucilita a CzWicma, the io
\\folp) net be! mezzo del cuore \ Nell otto che
%^ii^si  **$#& ferito, saltb disapmml bordo
del can it, e c a den docol &rpo nell onde di-*
^^fig/ftpe. La di lui MOglitifu condotta a $er-
«%a tol figlio da alcuni de* suoi amici, che
* ATano*-?&4tio* testimony di quella prribile
^tqtastwfi * Ella dett&in^manie^t rimast
 $9&
v\J'i*$t~ ilv-$Mty*tfef jl?^vW      $P4gnttolo i ^er
$ 4^^K^i^xM\Perm^M°%e v a^ddre a $*r~
.fiangente^ che sotfecitavd una jgraztA'delle
+tf'v/g££i?'. $Ws5e*tac(ijfita j!ra'su°i viftnt una
q^ ant it a #fsaim cokshleraoue Ji petit, ^per
jg'mprare aa.quegltuommi il diritto^ #{\$ar
* jA'sjjfpditura a suo figlio, che avevahp spie*
tat amen te massacrato. // corpo fu behtojto
ritrov'0Q^J^^fonsotaiitle vedova to condusse
& tiga stessa al lt)og$ mlla sepoltura %jicccgn-
j  pagnata   da   tutti  gli abitanti detfluojro7
che esalavano il loro vivo dolore per TagPfK\
Jit a di un capo am^atmiversalmm^e.ed,
alle cui virtu e giusto che si paghi q^tuunm
que  trihutoMd riconoscenza  e d' afj^iwe^m
Dopo   questo fatto gli  abitanti[ at* Nootka
cbbandonarono   if villaggio   e st JZtirarono
piu   a dentro  de* boschi,  form an do n   toro
stabilimento ben lontano, sdegnati al sotnmo
della   crude It a European
(5) '£' Aquila   Imperiale era an vascello Am^i
* piegaSti a fare tl tommer^gefte pelli sulla
Costa*dy America? pel 1787* jv*7 corso di
guest a spediztoue tt capitano tnvsoia joa
* scialoppa wffi Giorgio,
fino a 47. gradi di latitudine notdf^r%ac-
^^w
 fivt*. La sclajdppa st Wse.atT^ antSira di
ffitcia tffiwnjt riviera, non^avetulo ponsta
penetrai& piu ayanfj, a^cagtone alias'si
fonat che ft jrovavanj)> «r jiueil.entratd. II
*Cfcpikano> aelra sctafupha tnpw ^allora. ^*un
piccolo battejld a rtmonhtr. 7* riviera*. \on
M^Jvfillar, J&tatf deW aailila .IrnpeFfele
un Off/o gtovifr* e.quattro martn&r't. j&ssi
front ihuarono a*, hortarjt avdntr nm ad un
\vfllaggip t^ove s6arsaron%.' Ma ivi \Wpunto
vennero^MSsattti *J?d tnvaggi. che // p re$*ert>
e tt massncrarono^cuvorandofrsenza dubfio.
Tale e la supposizione ben fondaia, doichfr
fur.onc{ dopo trovati i loro vestimenti laceri
1 le sanguinosi^,
(01 'Shoal ^Water ,con quesif due parole ingle-
si t Autore ha voluto indicare on luogo po-
co* grgfondo ** fiieno di secche. Si   e I a sei at o
%\unome nel suo originate, poiche il viaggia-
tore ha avuta (intenzione di dare con esso
a quella parte di mare un nome che ram-
htentasse a navigatori la natura de* pericoli
cie vi possono cbrrere . L
f?) L*dne nomi ingfjSsi plsajfpointMfbt e
,.Ueceotion Jr I crefiuto ^aoved tradurre  in
t mancanza ed ioganno , f^fi/^iJfW)/^'
»?M^?*r€S 5J[55r« Jissofutafnente deluso nel-
^flf-if^ stffdnz^4auei   Pumo delfiWvJ*
xMa%f&n*&
KlGFttWL^^
  V&^r^MS
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CATALOGO DE5 SIGG. ASSOCIATE
Che sopraggmnsero dopo lapuhhlicauone del Toms L
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duchessa d' Austria Ghanditchessa di To-
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Cartoni  Illmo. Sig. Carlo -
Casseri Sig. D. Carlo per altra eopta.
Chiarugi Sig. Dottore .
Corsi Sig. Giovacchino Lib. per copie 2.
Dini Sig. Tommaso OIF. nella R. Posts.
Fomarini Rev.   P.  D.  Luigi Mon. e Camarl.   di
Vallombrosa .
Gallizzoli Rev. Sig. Ab. Ottavio per attracopia*
Gentiii Illmo. Sig. Prior© di S. Getsole.
Gozzini Sig. Giuseppe.
Landi Sig. Vincenzio Lib. per copie 3.
Laschi Sig. Giovanni Lib.
Luchi Sig. Giuseppe Lib. per copie 3,
Majoli Sig. Giuseppe Lib.
Masetti Sig. Jacopo .
Molini Sig. Giuseppe Lib. per altre copie 3.
Palloni Sig. Dot.  Gaetano.
Panciatichi Illmo. Sig. March. Niccolo.
Pandolfini nata Federighi Illma.Sig. Contessa Cas-
satidra
Puliti Sig.  Gaspero Off. nella R. Farmscia di S.
A. R.
Del Ricco Rev. P. Lett. Gaetano delle ScuolePie
per altra copia. <
Rosin i Sig. Giovanni per copie 2.
Rossi Sig. Jacopo Antonio.
Sal via ti Illmo. Sig. March. Tomtnaso ,
Santini S. E. il Sig. March. Niccolao Xnviat* stra-
ordinario della Repub. di Lucca .
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Taci Rev, Big. Piovano Fortunate. I
Tartini Sig/ Dott. Jacopo .
Vennini Sig.  D. Domenico <# Cetica in Caientino
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Palini Sig. Giacopo p?r /i/fr* rop/V 5.
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Peruzzi Rev. Sig. Ab."Pietro. ■%.■:■:
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Antonio Lib. per copie io.
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Capretti Sig. Giuseppe.
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Aretirti Re7. Sig, :G urate D. Pietro .        [
Brogi Nob. S?g   March. Conte Cav. Scipione .
Pnnichi Sig. Pietro.
Tommasi 111. Rev. Sig. Can. D. Batista.
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Manini Sig. Lorenzo Lib. per copie 6.
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Alessaodri Rev   Sig. Ab. Girolamo.
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Mancini Sig   D. Giuseppe Maria.
Nascio Sig-. Gio* Giuseppe.
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R? botes u Sig. Lul^i,
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Taddei Sig..- AchiUe .
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Giorgini Iil^o. Sig. Can. Gio. Giorgio.
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 Porry Sig. Onorato per altre copU 3.
Rossi Sig. Francesco e figlio Lib.
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V   E   N   E   Z   I   A
Stcrti Sig. Giacomo Lib. per copie 2.
Si cor r eg go u 9 gli appresso Errori , corsi nel Cata*
log® degli Associate descrittt nel Primo Volume.   *
FIRENZE
f*iachi Sig. Luigi Disegriatore di S. A. R.
Vuga Sig. Gio. Antonio.
MARTI
Baccfeereti Illmo. Sig. Luigi Alfiere del Corpo delle RR. Bande.
NAPOLI
De Silva Nobile S13. March. Canonico D. Giovanni dei Marches! della Banditeila.
    

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