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"Il fatto dell'esistenza" nelle opere di Carlo Cassola Signori, Dolores Anne 1970

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831-UBC_1970_A8 S53.pdf [ 6.33MB ]
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•"IL FATTO DELL1 ESISTENZA" NELLE OPERE DI CARLO CASSOLA by DOLORES A. SIGNORI B. A., University of British Columbia, 1966. A THESIS SUBMITTED IN PARTIAL FULFILLMENT OP THE REQUIREMENTS FOR THE DEGREE OF MASTER OF ARTS in the Department of - Hispanic and Italian Studies We accept this thesis as conforming to the required standard THE UNIVERSITY OF BRITISH COLUMBIA February 1970 I n p r e s e n t i n g t h i s t h e s i s i n p a r t i a l f u l f i l m e n t o f t h e r e q u i r e m e n t s f o r a n a d v a n c e d d e g r e e a t t h e U n i v e r s i t y o f B r i t i s h C o l u m b i a , I a g r e e t h a t t h e L i b r a r y s h a l l m a k e i t f r e e l y a v a i l a b l e f o r r e f e r e n c e a n d s t u d y . I f u r t h e r a g r e e t h a p e r m i s s i o n f o r e x t e n s i v e c o p y i n g o f t h i s t h e s i s f o r s c h o l a r l y p u r p o s e s may be g r a n t e d by t h e H e a d o f my D e p a r t m e n t o r by h i s r e p r e s e n t a t i v e s . I t i s u n d e r s t o o d t h a t c o p y i n g o r p u b l i c a t i o n o f t h i s t h e s i s f o r f i n a n c i a l g a i n s h a l l n o t be a l l o w e d w i t h o u t my w r i t t e n p e r m i s s i o n . D e p a r t m e n t o f P j s n a n l c a n d I t a l i a n S t u d i e s T h e U n i v e r s i t y o f B r i t i s h C o l u m b i a V a n c o u v e r 8, C a n a d a D a t e H/ULM£k- / f & SOMMARIO Partendo da queste parole d i Cassola stesso: Infattl fanaticamente io credevo necessarlo distruggere ogni a l t r a cosa che non fosse i l nudo, semplice, elementare fatto dell'esistenza. ho fatto un'analisi della narrativa cassoliana tentando di dimostrare che l'elemento base nell 1isplrazlone dl questo scrittore e cio che da unlcita. a l i a sua opera e l a sua concezlone della v i t a , l a quale consiste nell'aderire a l l e piu elementarl e autentiche emozioni in modo da serbare intatto i l senso dell'esistenza. La mia lndagine lncomincia con un breve schizzo bio-grafico sull'autore che mette in r i l i e v o g l i interessi e g l i entusiasmi di Cassola da ragazzo e da giovane uomo, i suoi primlssiml tentativi come scrittore, le sue pre-ferenze per l a solitudine goduta a l i a periferia della c i t t a , l'importanza della v i t a tutta sensoria che g l i ha prowlsto della materia su cui fantasticare. In segulto seguo cronologicamente l a composlzione delle sue opere, tracciando lo sviluppo della poetlca cassoliana nel corso degli anni quaranta, cinquanta e sessanta. Impor-tante e l a prima raccolta dl brevl schizzi La V l s l t a che c i offre delle prove tematlcamente diverse: racconti nel quali Cassola cerca di 'fissare' i l f l u i r e del tempo ("La v i s l t a " ) ; racconti nei qua l i tenta d i formulare per se stesso un concetto personale d e l l a v i t a ("Storia e geografia"); e ancora d e g l i a l t r i nei q u a i l indugia i n un'indaglne p s l c o l o g l c a d el personagglo ("I poveri"). Non meno s i g n i f l c a t i v i sono i racconti lurighl e romanzi b r e v l d e l l a seconda r a c c o l t a II Tagllo d el Bosco, ove servendosl d i un genere narratlvo piu complesso Cassola s i mostra piu engage'' n e l l a sua indagine s u l l a problematica d e l l ' e s i s t e n z a : da un la t o l a poslzione d e l l ' l n t e l l e t t u a l e a l tempo d e l l a Reslstenza i t a l i a n a , le s o r t l d e l l a classe operaia n e g l i annl d e l l a Liberazione e dell'Immediato dopoguerra, e d a l l ' a l t r o l'atmosfera paclfi c a n t e d e l l a v i t a d i campagna. La d i v e r s l t a tematica d i questa seconda r a c c o l t a s u s c i t a domande sull»importanza d e l l a s t o r i a n e l l a n a r r a t l v a cassollana: f i n o a che punto Cassola e lnfluenzato d a l l a s t o r i a , e'in p a r t i c o l a r e d a g l i eventi d e l l ' u l t i m a guerra? Che cosa ha s l g n i f l c a t o per l u i l a Reslstenza partiglana? Secondo me sono 1 romanzi s u c c e s s l v i , cioe q u e l l i p u b b l i c a t i n e g l i annl sessanta, che contengono l a r i s p o s t a a queste domande e l a cbiave a l i a n a r r a t l v a d l Cassola, perche quelle composizioni r l f l e t t o n o un graduale, diclamo, *spogliamento' d e l momento s t o r l c o e una riaffermazione d e l l a tematica del suoi prlmi r a c c o n t i : r i d u r r e l a v i t a a l i a sua pura e s s e n z i a l l t a per cogliere quanto piu pos-s l b i l e l'aspetto i n t a n g i b i l e d e l l ' e s i s t e n z a , cioe quel senso d e l l ' e s i s t e n z a che f l u i s c e i n tutte le cose. iv Da qui l a propensione di Cassola ad Indagare l a v i t a della gente piu umile e semplice che, lontana dalle grandi distrazloni della v i t a , rlspecchia maggiormente nel suo "vlvere quotidiano" quel sense- dell'esistenza, quel f l u i r e del tempo. Ed e proprio questo i l punto focale della mia t e s i : mettere In r i l l e v o i l 'culto' quasi della v i t a semplice che Cassola ha creato nella sua prima narratlva e che egll ha ritrovato e riaffermato nella narrativa degll anni sessanta. INDICE DEL CONTENUTO Pagine Introduzione a Carlo Cassola . » 1 Capltolo I La poetlca glovanile cassoliana: l'lndagine sui cuori semplici di La V l s l t a 8 Capltolo II Nuove prove s t i l l s t i c h e e tematiche nei rac-conti lunghi e romanzi brevi di II Tagllo (3.61 3 0 S C O • e « « » e o o o o o o * o » o e 4*0 Capltolo III Le esperienze della guerra e dell'immediato dopoguerra ri f l e s s e in Fausto e Anna e La Ragazza di 3ube 64 Capltolo IV Da Un Cuore arldo a l i a narratlva piu recente: i l ritorno a i temi della poetica giovanile 81 Cone lus lone 106 Blbllografla > . « . < . . o o » 117 ACKNOWLEDGE MENT S I wish to express my gratitude and appreciation to Dott. G. De Stefanis for her dedication and generous assistance as my supervisor and for her forbearance as my mentor during the writing of this thesis. I thank Dott. M. C. Zanolli for introducing me to the works of Carlo Cassola. INTRODUZIONE La mia v i t a e stata molto comune, senza awenlmentl eccezionali, eppure lo sento i l blsogno di parlarne nei l i b r l che scrivo. Cos! s i esprime Cassola in una breve nota auto-blografica s c r i t t a ad introduzione di un suo lib r o . Presentare uno scrittore rlesce sempre d i f f i c i l e , quando s i voglia rispondere a domande come: Ci sono degli awenlmentl personali nella sua infanzia o giovinezza che hanno influenzato i l suo modo di conceplre l a vita? Che cosa ha determinato l a sua scelta di fare lo scrittore? E quali sono i punti salient! della sua carrlera? Ma tanto piu sembra esserlo avendo a che fare con lo schivo e sfuggente Cassola. Tuttavla e g l i stesso c i da l a chiave a l problema. Come egl i ha detto, appunto, i l segreto della sua personality dl uomo e scrittore sta tutto nelle sue opere. In e f f e t t i egli vive piu nel mondo dell'immaginazlone che nella realta. Ce lo con-ferma con queste sue parole: II poeta rlmane sempre un po' fanciullo. Se ml guardo indietro, ml awedo di non essere molto dlverso da quando ero bambino. Come all o r a le gioie, i dolori ml derivano piu dali'immaginazlone che dalla realta. Qui sta anche 1» orlgine della sua a t t i v i t a d l scrittore : L1immaginazlone e 11 solo mezzo attraverso cui posso comunicare con g l i a l t r l . Per questo scrivo, per fare provare agli a l t r i 2 almenb un po 1 dell'emozlone che ml da l a v i t a . Nato a Roma nei 1917 i n una fa m i g l i a 'benestante•, come l a descrlve l u i stesso, Carlo Cassola s i e spostato a Grosseto a l i o scoppio d e l l a seconda guerra mondiale. E g l i e sempre stato considerato toscano perche t u t t l i suoi racconti e romanzi sono ambientati n e l l a Toscana. In v e r i t a pero e toscana solo l a madre, i l padre essendo d i f a m i g l i a s e t t e n t r i o n a l e . Alquanto piu giovane d e l l a s o r e l l a e del due f r a t e l l i , f u t r a t t a t o e protetto come f i g l i o unico e visse una f a n c l u l l e z z a pluttosto s o l i t a r l a , passando le giornate t r a l a casa e 1 1 giardinetto con-tlguo. Fu i n queste ore d i sol l t u d i n e che Cassola scopri 1 1 fascino del l i b r i d i zoologia prima ancora d i sapere leggere; i q u a i l , piu t a r d i , Insierne a q u e l l i d i s t o r i a e d i geografia, g l i aprlranno un nuovo mondo, ma piu che a l t r o l o forniranno d i materia su cul f a n t a s t i c a r e . E gradualmente . . . ognl l e t t u r a acquistava una t o n a l i t a p a r t i c o l a r e , legandosi a l l e clrcostanze In cu i l'avevo f a t t a , a una muslca appunto, o a una stagione, a un colore, a un odore. Oltre a questa v i t a d i impressions and associations n u t r l t a d a l l e l e t t u r e i n casa.c'erano le vacanze passate n e l l a campagna toscana, ove le lunghe passegglate d i notte n e l l a macchia lnsieme a l padre l o portavano i n contatto con un mondo d l suonl e c o l o r l f i n o ad a l l o r a a l u i sconosciuto. Passata 1 ' i n f a n z i a ^ e g l i s i se n t l insoddisfatto d e l l a v i t a i s o l a t a che conduceva. E a q u a t t o r d i c i anni s i r i f i u g i o 3 nella compagnla degli amlci. . o . giocavamo a pallone, facevamo gite In b i c i c l e t t a , andavamo a l cinematografo, alle partite, a ballare: . . . Presa l a llcenza llceale, egli fu costretto a decidersi per g l i studi superlorl; ma che cosa l'attirava? In verlta niente. L'autunno del 1935 lo trovo a Volterra, ed e qui che g l i e venuta I 1idea di scrivere. Per avere piu tempo libero s i e i s c r i t t o a Legge a Roma, e ha cercato di acquistare una conoscenza letteraria leggendo a caso una quantlta dl romanzi. Comunque non fu che moltl anni piu tardl che Cassola pote formulare e chlarire V a se stesso lo scopo della sua a t t l v i t a di scrittore. . . . l'impulso che mi spingeva era lo stesso di quando ero bambino: fermare sulla carta I'esistenza delle cose che mi erano care. Nel 1942 uscirono due raccontl brevi "La v i s i t a " e "Alia periferia" che piu tardi, nel 1962, insleme ad a l t r i raccontl dl piu recente composizione furono pubbllcatl in un unlco volume intitolato La V i s i t a . Trlstemente consclo dello sconvolglmento p o l l t i c o -soclale di quegli anni, quando 1*Italia fu occupata dai nazisti nel 194-3, s i sposto a Grosseto ed entro a far parte del Comitato dl Liberazione Nazionale. L'esperienza partiglana dl quel mesl veniva tracciata piu tardi in un racconto "Baba" del 1946 e in un romanzo Fausto e Anna, scritto nel 194-9 ma pubblicato solo nel 1952, e pol sei anni dopo in un'edizione riveduta. Le pubbllcazioni successive, dal 1959 In poi, danno testimonianza del suo 4 impegno d i s c r i t t o r e . Dopo l a p u b b l i c a z i o n e d e l r a c c o n t i l u n g h i , d e l 1 9 5 9 , i n una r a c c o l t a i n t l t o l a t a II T a g l i o  d e l Bosco , sempre presso l ' e d i t o r e G i u l i o E i n a u d i , sono a p p a r s i La Ragazza d i Bube n e i i 9 6 0 , per c u i C a s s o l a ha r i c e v u t o 11 Premio S t r e g a , Un Cuore a r l d o ( 1 9 6 1 ) , II C a c c l a -t o r e ( 1 9 6 4 ) , Tempi memorabl l l ( 1 9 6 6 ) , S t o r i a d i Ada ( I 9 6 7 ) , F e r r o v l a l o c a l e (1968) e Una R e l a z l o n e ( I 9 6 9 ) . Fu n e l l ' a p r l l e d e l 1969 a Grosseto che ho f a t t o l a conoscenza d i C a r l o C a s s o l a n e l l o s t u d i o d e l suo b e l l ' a p -partamento nuovo che , c o n s i d e r a t o i l gusto c o l quale e a m m o b i l l a t o , r i s p e c c h l a i l f a s c l n o q u i e t o d i un uomo maturo e s o b r i o . Ma c h i e r a questo s c r i t t o r e che q u a s i due mesl pr ima i n r i s p o s t a ad una mla l e t t e r a aveva s c r l t t o : . . . Se ha c a p i t o La V l s l t a , ha c a p i t o anche i l r e s t o . Tut to q u e l l o che ho s c r i t t o e s t a t o i n un modo o n e l l ' a l t r o c o n d i z i o n a t o d a l l a p o e t i c a che ml fece s c r i v e r e i p r i m i r a c c o n t i n i . (20 f e b b r a i o 1969) C o r d i a l e , s e r i o , ma n e l l o s t e s s o tempo d l s i n v o l t o , C a s s o l a ha p a r l a t o abbastanza a lungo d e l l a sua p o e t i c a . Ed e p r o p r l o n e i t r a c c l a r n e l o s v i l u p p o che C a s s o l a s i e d l -mostra to l ' a u t o r e ' a u t e n t i c o ' d i La V l s l t a e d e l l a n a r r a -t l v a s u c c e s s l v a . Lo s c r i t t o r e che ha m i r a t o f i n d a l p r i n c l p i o d e l l a sua c a r r i e r a ad "espr lmere 11 s e n t l -mento e s i s t e n z i a l e " (come l o ha d e f i n i t o l u i ) che f l u i s c e i n t u t t e l e c o s e . Fu i n La V l s l t a che s c e l s e per l a pr ima v o l t a d i " o g g e t t i v a r e questo s e n t l m e n t o , 1 1 e p a r -lando d e l l a f l g u r a d i una stampa ha a f f e r m a t o i l suo 5 c r e d o f o n d a m e n t a l e ' . o . un a w e n i m e n t o non doveva d i s s i p a r e l a p a r t i c o l a r e l u c e e s i s t e n z i a l e i n t o r n o a q u e s t a f i g u r a . Ml sembra s i g n i f i c a t i v o r l c o r d a r e a q u e s t o punto che l o s t u d i o dove 11 n o s t r o p a s s a l a sua v i t a d i s c r i t t o r e r i c e v e " l a l u c e d e l p o m e r i g g i o . " Pare d i s e n t l r e che q u e l l a c a l d a l u c e , q u e l c h l a r o r e , q u e l l ' i n t e n s i t a i n ~ c o m p a r a b l l e a i u t a n o l o s c r i t t o r e a s p o g l i a r e a v v e n i m e n t i , f r a m m e n t l d i r e a l t a d i o g n i s i g n i f i c a t o p a r t i c o l a r e p e r p o r t a r l o ad uno s t a d i o d i d l s t a c c o a m b l e n t a l e ove i f a t t i s i e q u i v o c a n o , ove non s i d i s t i n g u o n o ' f a t t l g r o s s l ' d a ' f a t t i p i c c o l i 1 , ove e g l i puo c o g l l e r e i l senso d e l -l ' e s i s t e n z a . P a r l a n d o d e l l a c o m p o s i z i o n e d i Un Cuore a r l d o , C a s s o l a ha m o s t r a t o a b b a s t a n z a c h i a r a m e n t e 11 suo 'metodo' d i s c r i t t o r e . Notando che e 11 romanzo a l q u a l e e a f -f e z i o n a t o d i p i u , C a s s o l a ha s p i e g a t o : "quando c o m i n c l a i , non avevo i n mente n u l l a " , s o l o "1'immaglne i n i z i a l e d e l l a r a g a z z a . " E g l i e r a s t a t o " g u i d a t o d a l i ' i m m a g l n a z i o n e . " Ed ecco come e g l i c o n s i d e r a un "romanzo f a b b r l c a t o " , c i o e uno con una " v i c e n d a e s e m p l i f i c a t i v a " : "un romanzo che s o f f o c a 1'immaglnazione." " T u t t o " deve e s s e r e l a s c i a t o " a l c a s o " , p e r c h e secondo l u i " t u t t o a r r i v a a t t r a v e r s o 1'abbandono*" E benche e g l i s c r l v a m o l t o r a p i d a m e n t e , e sempre una " s c r i t t u r a f r a s e p e r f r a s e " , un r l e l a b o r a r e , un l a v o r o " s u l l a p a r o l a " . S i g n i f i c a t i v o q u e s t ' u l t i m o elemento perche r i v e l a 6 Cassola s c r i t t o r e - a r t i s t a . Che Cassola s l a ancora l ' a r -t i s t a attento che s i e dimostrato i n La V i s i t a , non s i puo negarlo; oggi pero ha perso ogni lnclinazlone a l i o s t i l e ' r i c e r c a t o ' d i a l l o r a . Lavora s i ' s u l l a parola', comunque c o l l ! i n t e n t o d l rendere t a n g l b i l e a l l e t t o r e i l senso d e l l ' e s i s t e n z a che percorre tutte l e cose a t t r a -verso uno s t i l e espositivo che riduce a l minimo i l valore p a r t i c o l a r e d i ciascun f a t t o o frammento d i r e a l t a per rispecchiarne solo i l s i g n i f i c a t o d e f l n i t i v o . Se leggendo La V i s i t a posslamo acquistare un'idea d e l l a posizione d i Cassola n e i confront! d e l l a r e a l t a e d e l l a v i t a semplice, a l l o r a abblamo davanti a noi anche l'atteggiamento d e l l o s c r i t t o r e Cassola. II l e t t o r e Cassola che da ragazzo distruggeva ogni pregiudizio, ogni preferenza n e l l ' a c -costare un l i b r o (atteggiamento che e g l i ausplcherebbe i n t u t t i i l e t t o r l ) , e diventato l o s c r i t t o r e d'oggi, quello che e g l i stesso descrive: un r i c e t t a c o l o " d l fronte a l i a r e a l t a " , i c u i v a r i frammentl, nonostante l'ordine i l l o g i c o i n c u i l a memorla l i r l t i e n e , g l i hanno comunicato 11 senso d e l l ' e s i s t e n z a . Ed e questo atto d l spogliare l a r e a l t a d i tu t t o quello che puo1 d i s s i p a r e o nascondere i n un qualunque modo i l f i l o d e l l ' e s i s t e n z a che Cassola t r a c c l a n ei raccontl e romanzi. Ognuno del suol personaggl compie questo processo per se stesso, per riconoscere flnalmente, e posslamo aggiungere f e l l c e -mente, questo f i l o d e l l ' e s i s t e n z a , per quanto l n a f f e r r a -b i l e , n e l l a propria a t t i v i t a quotidlana. Nota all'lntroduzlone a Carlo Cassola L*introduzione a Carlo Cassola e basata In parte su l l a presentazione a cura dello scrittore di "II taglio del bosco" in un'edizione per l a scuola media pubblicata nel 1965 e in parte su un'intervista personale fatta nell'aprile del 1969• CAPITOLO I II fondamento della bellezza di un quadro, di una stampa, di una fotografia e lo stesso: l'immobilita del personaggio. Immobilita. apparent© plena di moto sostanziale. Perche i l personaggio immobile ha tutte le p o s s i b i l i t a di movimento intatte, cioe tutte le p o s s i b i l i t a di v i t a intatte. La sua Immobilita a l -lude a l movimento, l a sua mancanza di v i t a a l i a v i t a , I'assenza del tempo a l f l u i r e del tempo.^ Cosl comincia "II film dell'impossiblle". Benche risalga a l '4-2, qualche anno dopo l a composizione del primissimi raccontl, non solo riassume l a poetica giovanlle di Cassola, ma prima di tutto getta qualche luce sulla predisposizione narrativa del giovane scrittore. Riassume i motivi del priml raccontl e nello stesso tempo c i offre un*introduzione a l suoi intent! e a l suo impegno d i narratore. Ed e proprio per quest'ultima ragione che l a breve composizione merita l a posizione introduttiva nel volume La V i s i t a . Gia da una lettura rapida della citazione, c i colpisce una singolare contrapposlzione di due termini contrastanti: i l moto e l'immobilita, aventi t u t t i e due come punto di riferimento un unico elemento costante: i l personaggio, attraverso cui ^si esprimono. L'immobilita sta a l i a base del moto poten-ziale, e della v i t a stessa. L'lmmobilita-moto: questa contrapposlzione di parole apparentemente in contraddlzione non e casuale. Al contrario, l a relazione che esiste tra i due termini r i v e l a l a tecnlca e l'lntento narrativo d l 9 Cassola: l ,animazione d i una stampa, di un quadro e, ana-logamente, 11 far vivere i personaggi che da certe situa-zionl e s l s t e n z i a l i vengono f i s s a t i in una data immobillta. A prima v i s t a C e l a propensione a conslderare questa tec-nlca come stabile e costante, perche pensiamo ad un movl-mento lineare in una sola direzione: 1»immobillta che pre-lude a l moto. Ma questo e soltanto un punto di partenza per i l nostro, un prlmo aspetto della sua tecnica. Guardando i primi racconti piu da vicino, c i rendiamo conto di una relazione Inversa tra i due termini, cioe che i diversi moti d e l l a v i t a possono diventare immagini istantanee, punti dell 9Immobillta. Per chiarire meglio s i pensi a un quadro che ha in se tutte le po s s l b i l i t a di movimento; at-traverso l'agire della fantasia questi moti potenziali s i trasformano in moti v i t a l i , aspetti della v i t a . Ma nello stesso momento di trasformazione, ogni moto, adesso azione vi t a l e , puo essere fissato di per se in un quadro, un'im-mobilizzazione d i un momento della v i t a . E possibile i n -somma tracelare uno svolgimento da un momento immobile a diversi momenti d i azione, ciascuno del quali finalmente tornera a rappresentare un piu piccolo aspetto dell'im-mobilita originaria. Ed e questo svolgimento che sta a l centro almeno del racconti giovanili d i Cassola. In questa tecnica e g l i incorpora l a sua poetica: l a rappresentazione della v i t a e del moto nella narrazione. Esaminlamo i racconti brevi che risalgono a g l i anni subito prima della guerra, 1 9 3 7 - 4 0 , i n t l t o l a t i "La v l s l t a " 10 (parte prima). Dopo averli l e t t l t u t t l , posslamo sta b l l l r e c e r t i temi, certe tendenze della narrativa cassoliana: 11 suo cauto contatto col l a realta, l a sua lnclinazlone per l a pura descrlzione esterlore ed i l suo primo tentatlvo del bozzetto, dlciamo, pslcologico. Forse vale l a pena dl par-lare prima dl tutto del racconto "La v i s i t a " , che da i l t i t o l o a l i a raccolta e che e generaimente considerato fra 1 migliorl di Cassola. In questo racconto abbiamo davantl a noi lo svolgimento parallelo di una realta e di un'irrealta, ove 1'ultima entra nello svolgimento della prima. La realta e" rappresentata da una v i s i t a fatta dal cognato a l i a pro-tagonista Rosa Boni. Analogamente l ' i r r e a l t a s i accentra intorno ad una v i s i t a , quella fatta dal colonnello Delfo a l signor Murchlson, una v i s i t a awenuta nel passato e im-mortalizzata in un arazzo. Prima di vedere come s i i n -trecciano nel racconto dobblamo notare che lo Scrivano c i parla del racconto "La v i s i t a " come "sottollneato piu volte dal c r i t i c l per quella singolare continuita tra l a realta dell'arazzo e l a i r r e a l t a della v i t a che s i svolge intorno ad esso. . . ."2 In e f f e t t i i l racconto s i apre con l ' i r -realta. dell'arazzo che attraverso p i c c o l i dettagli descrit-t i v l sembra vivente, quasi reale. II colonnello Delfo viaggiava verso Collie, lungo 11 Flume del Cigni. II paese era rlcco di fiumi, laghi, ponti, e lo animavano comitive dl cacclatorl in calzoni rossi e giubbe azzurre: seguivano 1 servi portando fagiani dorati, l e p r i e cinghlali, e i cani s i muovevano nei gruppi. . . .-j Si vede i l tentatlvo dl un lnquadramento geografico: un paese 'prlmltivo', forse tropicale ( i n f a t t l dopo poco c i 11 rendiamo conto che e 1*Australia); i l tema rappresentato e i l ritorno dopo l a caccia. Comunque, questa e una sola scena fra le molte che seguono. Passando dalla prima a l i a seconda, a l i a terza e cosl via s i svolge i l tema dell'arazzo, l a v ls l ta di un amlco all'abltazione del slgnor Murchlson. Solo poco a poco le figure del colonnello e dell'ospite s i rivelano come due personaggi che fanno parte della rap-presentazione sull'arazzo. E pol attraverso una conversa-zione, I'atteggiamento dell'uno verso l ' a l t r o viene stabilito. Ma solamente molto avanti nella lettura c i rendiamo conto che non tutto quello che viene descritto s i svolge sull 'araz-zo, L'arazzo mostra una sola scena: i l colonnello e i l slgnore che guardano verso i l fiurae. II frantumarsi della scena in piccole scene (momenti in se statici) awiene at-traverso 1'azione della fantasia, l a quale da una sola scena del passato, irreale e immobile, trae l a mutevolezza della realta. Ed e a questo punto dell'animazione del-l ' i r r e a l t a che si passa a l i a realta vivente del presente. L'arazzo viene inquadrato nei presente, 1'irreale nei reale. La seconda parte del racconto s i divide in tre momentl della vita quotldlana di Rosa Boni: Rosa e i proprl pensleri, Rosa ed i l cognato e flnalraente Rosa ed 11 ripensamento. I pensleri di Rosa non si concentrano intorno ad un solo mo-mento della sua esistenza. Quello che ha fatto, quello che fara, quello che sente e rlconosce familiare intorno a se fa egualmente parte della sua vita quotldlana. Neppure l 'arrlvo del cognato segna un'interruzione nella monotonia della sua vi ta: 12 . . . I n v e c e R o s a n o n a v e v a f a t t o a l t r o I n t u t t o 1 1 g i o r n o c h e r i p e n s a r e a l p a s s a t o , c o n u n o s t u p o r e c h e t a n t e c o s e f o s s e r o a w e n u t e n e l l a s u a v i t a e c h e , i n d e f i n i t i v a , n o n n e f o s s e a w e n u t a n e s s u n a . ^ E p r o p r i o d u r a n t e l a v i s i t a d e l c o g n a t o c h e l a v i s i t a s u l -l ' a r a z z o e r i c o r d a t a d a u n o s g u a r d o , d a u n r i c o r d o . A l l o r a l e d u e v i s i t e s i u n i s c o n o . L a p r i m a t r o v a i l s u o n u c l e o n e l l a s c e n a i m m o b i l e d e l l ' a r a z z o , l a q u a l e p r e n d e v i t a l i t a d a l l a f a n t a s i a d i A n n a . P o i s e g u e i l t e r z o m o m e n t o : R o s a r l p e n s a , r i c o r d a p i c c o l e s c e n e , p i c c o l i i s t a n t i i m m o b i l l d e l l a s u a v i t a p a s s a t a . Q u e s t a s u a d i s p o s i z l o n e v e r s o i l r i p e n s a m e n t o , v e r s o l a r l c o s t r u z i o n e d i m o m e n t l l o n t a n i c a u s a l a p a r t e c i p a z l o n e d i e s s i a l i a r e a l t a d e l p r e s e n t e . M o m e n t l s t a t i c ! ( p a s s a t i ) d l v e n t a n o a n l m a t l p e r v i a d e l r i -p e n s a m e n t o . o . • M e n t r e l e g g e v a s e n t i v a l a d o n n a c h e , s e m p r e d i e t r o a l l e p e n t o l e , c a n t a v a : ' G i r a r i g i r a b i o n d i n a l ' a m o r e l a v i t a g o d e r e t i f a . . . ' R i f l e t t e c h e q u e l v a l z e r l n o d o v e v a e s s e r e p i e n o d i r i c o r d i , p e r l e i . D i f a t t i . R o s a l ' a v e v a b a l l a t o q u a n d o e r a g i o v a n e . R i a s c o l t a n d o l o d a l l a p r o p r i a v o c e , i t e m p i a n d a t i l e t o r n a v a n o a l i a m e m o r i a i n u n u n i c o r i c o r d o . f u s o , i n d i s t l n t o : e c o n t i n u a v a a c a n t a r e t r a s c i n a t a d a u n a d o l c e , v o l u t t u o s a t r i s t e z z a . ^ I n q u e s t o r a c c o n t o s i t r o v a n o d i v e r s i s p u n t i , d i v e r s i g e r m i d e l l a p o e t i c a g i o v a n i l e c a s s o l i a n a . A b b i a m o n o t a t o come u n a r a z z o , u n o s g u a r d o , u n a v i s i t a , i l s o l o v e r s o d i u n a c a n z o n e p o s s a n o f a r s o r g e r e r i c o r d i d i g i o i a e d i t r i s t e z z a . Tem a p a r a l l e l o a q u e s t o , c h e s i i n t r o d u c e g i a i n " L a v i s i t a " , e i l f l u i r e d e l t e m p o , e l e m e n t o i m p o r t a n t e n e l l a t e m a t i c a d i C a s s o l a . A b b i a m o p a r l a t o d e l p a s s a t o r i s p e t t o a l l ' l r r e a l t a e d e l p r e s e n t e r i s p e t t o a l i a r e a l t a , a b b i a m o n o t a t o c h e n o n e s l s t e u n a n e t t a d l s t l n z i o n e n e f r a 11 passato e 11 presente, ne tra l a realta e I ' lrrealta; i due momenti s i lntrecclano l'uno n e l l ' a l t r o , spesso in forma di un ricordo o dl uno sguardo. L'arazzo descritto nella prima parte del racconto entra nella seconda come fpnte di un ricordo. Altrove una canzonetta suscita l a rlevocazione di un ballo a cui Rosa aveva partecipato da ragazza. Questo continuo intrecciarsi, inserirsi del passato nel presente (in questo caso nella vita quotidiana di Rosa) si intensl-fica e infine arriva ad un tale punto di fusione (quasi oonfusione) che l a vita presente di Rosa ha come base i l ricordo, diventa un lungo ripensamento del passato, una vita passata vlssuta nel presente. Gli anni sono passati e contlnueranno a passare; Rosa continuera a misurare i l tempo sulla via del ricordo. Quello che aluta a mantenere l'aspetto della continuita della vita, del fluire del tempo a l di fuori della concezione cronologica e l a particolare tecnica s t i l i s t i c a di Cassola che lascia i personaggi persi in una certa vaghezza, sfumati, lmprecisi. Rosa Boni e una paesana, quasi senza indivldualita. Potrebbe essere una qualunque donna di campagna, la cui vita non e distinta da nessun grande awenimento o momento. Vita anonima, e-sistenza quotidiana nella quale ogni glorno e uguale a l l ' a l -tro. Veniamo ora al racconto breve "II cacciatore", dove s i lncontra un'altra tendenza della prima narrativa cassoliana, l a sua inclinazione al racconto puro. Intendendo con 'puro' 'regolato da una misura classica. 1 II racconto Ik si divide in due parti, piu precisamente in tre: l a storla di Nelly; Alfredo e l a campagna; Alfredo e l'amblente umano. Fin dalla prima lettura si e portatl a l i a conclu-sione che s i tratta semplicemente di una descrizione og-gettiva della vita prlvata di due umlli creature. Nelly abitava con l a mamma a mezza strada fra Cecina e Bolgheri. Le due donne lavoravano tutto i l glorno. Nelly aveva cura delle pentole di gerani che ornavano le finestre, e s i occupava del p o l l i . . . . . Nei moment! l i b e r i , leggeva o stava a l i a finestra. Oltre i contadini 1 passant! erano r a r i . . . . Continue a vivere con l a mamma anche dopo l a nascita del bambino: . ... II pomeriggio le due donne lavoravano ancora dietro l a finestra che dava sulla strada. I passanti erano rari . . . tutto era pace e serenita. . . . Cadeva l a sera, dovevano pensare a preparar cena.^ Ecco l a v i t a di Nelly, regolare, senza mai cambiamentl, senza novlta, senza lntruslone da parte di nessuno. C«e qui i l gusto del raccontare puro; e i l bozzetto della vita. quotidiana di Nelly. Notlamo la narrazlone senza parteci-pazione da parte dell'autore; dal prlncipio al ia fine i l tono rimane ad uno stesso l i v e l l o dl neutralita. Manca anche l a partecipazione conscia di Nelly a l i a propria tra-gedia; essa non e i l personaggio di un dramma, come non lo sono neanche i contadini, i l capoccia, l a mamma, Alfredo. Sono esserl umani, inconsclamente partecipi della loro v i -cenda. Cassola non 1 ! crea dalla propria immaginazlone mettendoli In movimento sulla scena; preferisce guardare intorno a se e notare quello che vede, semplicemente re- ^  gistrare, con una tale indifferenza che viene da dubitare dell 'efficacia di questa tecnica narratlva. Comunque, anche in questo raccontare neutrale, in questa registrazlone 15 di fatt l qualunque, insignificanti, Cassola incorpora g l i elementi che distlnguono le persone come persone dolorosa-mente vive. Non intendiamo pero persone 'grandi', cloe •eroi ' . Al contrarlo, e un mondo dl persone 'piccole', i n -signif icanti, dai noml comuni: e ad esse che guarda Cassola, e sono i loro drammi che registra. Nel bozzetto amorfo della storla di Nelly Cassola i n -troduce i l momento vitale, i l momento del dolore, cio che da al personaggio una sua vita intima: e . . A volte passava Alfredo, 11 cacciatore. . . . Poi Nelly rimase inclnta. . . . Alfredo l'aveva abbandonata, ed e l l a soffriva non per l'onore perduto, ma perche lo amava. Le lacrime le ap-pannarono l a vista del granturco e caddero. E l l a s i sentl insieme le guance bagnate e i l cuore grande grande, come quand'era bimba.^ In queste righe Cassola abbozza i l nucleo del dolore di Nelly: passa in poche parole dal momento della sua lntimita con Alfredo all 'ultima volta che lo vide. Ci aspetteremmo che a questo punto l'autore s i lasciasse andare a un tono sentimentale, a un certo complacimento, preso dall'emozione della storia. Invece egli mantiene l a stessa neutralita di linguagglo, l a stessa oggettlvita di fronte al suo sog-getto. Proprio colla frase, "Pol Nelly rimase lncinta" ter-mlna i l paragrafo. Cassolaarriva al punto estremo di e-straneita, di indifferenza, proprio qui dove sarebbe cos\ facile cadere nel sentimentalismo. Da questa frase cos\ ricca di spunti emotivi, Cassola 'scivola' al prossimo av-venimento: "Una sera, per svagarsi, sail* al podere di sopra". Un awenimento, un momento nella storla di Nelly 16 e terminate Cassola passa a l prossimo senza commento, senza intrusione, senza lnterrompere i l ritmo unlforme del narrare. Ed e in questa stessa maniera che descrive 1'ultimo incon-tro di Nelly con Alfredo. Dare sfogo all'emozione di Nelly sarebbe estraneo a l suo s t i l e narrative La sofferenza del-l a ragazza s i r i v e l a dalle lacrime sllenziose; Cassola s i contenta d i notare perche l a ragazza soffre cosl profonda-mente: Nelly amava Alfredo. Abbiamo detto che Cassola r i -mane estraneo a i personaggi che descrive, cioe non parte-cipa dlrettamente a l dramma, non prende le parti degll sven-tu r a t i , non s i perde nei sentlmentalismo. Questo fatto comunque non impedisce in l u i l a comprenslone del caratterl delle persone, non esclude l ' a b l l l t a d i penetrare i loro cuori, di raggiungere l a base del loro sentimenti per capire e poi per mettere in evidenza i l perche del loro s o f f r i r e . Lasciamo 11 dramma di Nelly e parliamo brevemente della 'misura c l a s s i c a 1 nello s t i l e della storia. Possiamo do-mandarci in che cosa consista questa 'misura classica'? E posslbile d e f i n i r l a , f i s s a r l a in termini concreti? In verita dovTemmo ammettere di no. Possiamo soltanto sug-gerire d i che cosa s i tratta e contentarci di sottolinearne c e r t i momentl. . . • I contadlni attendevano a l i a sfogliatura del granturco davantl all'useio di casa, sotto l a vecchia pergola: uomini e donne erano rlentratl dal campi nell'ultima dolce ora del giorno. . . . (Nelly) sedette n e i gruppo e comincio a sfogllare. Le sue dita scorrevano sulle Usee pannocchle; era fresco e s i strinse nelle vesti godendo del mite lavoro. Alzando g l i occhi vide Alfredo. . . . Le lacrime le appannarono l a vista del granturco e caddero. 1 7 E l l a s i sent!* insieme le guance bagnate e 11 cuore grande grande, come quand'era bimba.g Qui abbiamo due scene statiche: 1 contadini a l lavoro, e Nelly col suo dolore; due scene prive di movimento, i n -s o m n i a due s t i l l s , descritte con una tale misura, con una tale limpidezza e semplicita che non possiamo fare a meno di paragonarle a un quadro. Semplicita e naturalezza sono dunque a l i a base di tutte e due le scene, le quail hanno l a caratteristica di una posa plastica: lmmagini istantanee flssate in parole. I contadini e Nelly, i punti f o c a l l del quadro, vengono immobilizzati, resi t a n g i b i l i . E poi l a scena s i dissolve nella qulete d'intorno: " . . . tutto e r a pace e serenita". Qui anche l a storia di Nelly s i con-clude: come fosse uno del tantl casi della vi t a , che passa senza lasclare traceia, perdendosi nei f l u i r e lmperturbablle del tempo, attutendosl nei mondo delle cose passate. Pol vedlamo l'alba e incontriamo Alfredo nella campagna. Dalle parole introduttive gla possiamo awic i n a r c i a l carattere di Alfredo, non in modo diretto, ma intuitivamente, notando qualche preferenza dell'uomo. Alfredo andava nella campagna sommersa, pensando a l i a caccia; ma nell'lntimo era punto dall'lmmane sfinimento dell'alba. Al prlmo casale e'era luce nella s t a l l a , e un'ombra attraversava l ' a i a con un bigonclo, facendolo tintinnare. A oriente le co l -line scuotevano gia l a stanchezza. Alfredo seguiva sempre 11 f i l o del suol pensleri, e sbigottf vedendo sbiancato i l cielo, . . . Alfredo lasclo l a strada e prese un viottolo attraverso i campi, voltando le spalle a l l e flamme dell'orlzzonte. Andava verso l a macchia di Bolgherl, verso i l mare. . . . Una s t r i -scia di mare s i color!': s i allargo: . . . E poi anche Alfredo s i sentf preso, e voltandosi vide . l'occhio del sole affacciato tra due monti.q 18 La sospesa solitudine dell'alba, l a caccla, 1 campi deserti, i l sole disteso sui mare, tutto da. 1'irapressione che Alfredo non soltanto come cacciatore ma anche come uomo diventi elemento, parte della natura. Notiamo che Cassola dice, "E poi anche Alfredo s i sentf preso, . . . Appare cos\ chiuso di natura, isolato quasi da quello che accade Intorno a l u i ; un uomo tutto perso in se stesso, e in cio che e i l suo piacere, come l a caccia. Questa prima impressione del carattere di Alfredo e confermata dagli incontri seguentl con i l barrocciaio, i l contadino e i l vecchio Mannoni. Cl rendlamo subito conto che non c»e in l u i un vero tentatlvo di comunicare con g l i a l t r i ; osserviamo che l'unlco modo per l u i e i l silenzio. "Le parole s i perdevano n e l l ' a r i a quieta del pomeriggio, " dice Cassola. I tre Incontri segnano tre momentl nel giomo di Alfredo; e g l i ne sta sempre a l centre Ma quello che importa e i l legame e l a comunicazione tra Alfredo e l a natura. ' Gli incontri umani restano Invece esteriori, superficial!. Parlando con i l vecchio Mannoni, i l protagonista s i contenta dl un unico commento, "Fatevi corraggio, . . Non c i sara sempre l a guerra.", espresso in modo distaccato, senza essere vera-mente convinto di quello che ha detto. In ogni incontro abbiamo 1'impressione che Alfredo sia presente fisicamente, ma che quando parla, guardi d a l i ' a l t r a parte. Le ultime parole del racconto riassumono i l momento finale di ogni incontro. Si separarono e Alfredo continuo i l suo cam-mino nella nuda luce del crepuscolo, per l a muta 1 9 campagna dove rlsaltava 11 bianco spento della via.^Q Un'altra tendenza di Cassola gla apparente in questi primi racconti e l'interesse per 11 bozzetto 'psicologico'. Dlciamo 'psicologico' con una certa esitazione, perche non possiamo dire che Cassola narri coll'intenzione d i tracciare lo sviluppo d i una personalita. II suo contatto c o l l ' e l e -mento psicologico s i limita a l suo interesse profondo per l a persona umana. Cassola descrive i momentl monotonl della v i t a del suoi personaggi, registra le loro reazioni, 1 loro attegglamenti in certe situazioni, ma non giudica, non fa nessun commento, l i presenta come 11 trova nei mondo intor-no a se. Ed e dal suo scegliere e raggruppare g l i eventi che derivano g l i abbozzi delle diverse personalita. Uno del mlgliori racconti che rivelano questa tecnica s i riduce semplicemente ad una v i s i t a fatta da una paesana di Cecina ad una cognata a Roma. Sono i 'comment1* s i -lenziosi di Rosa e le sue risposte a l i a cognata che c l offrono l a chiave per l a comprensione di l e i . Passando davanti ad un portiere seduto su una sedia, Rosa non puo far a meno di pensare tra se, "Che ciccionel" Ci domandiamo perche l e i abbia pensato cosl, e c l viene in mente che Rosa viene dalla campagna, che e abituata a lavorare duramente, a muoversi di continue che di rado fa una v i s i t a in c i t t a , insomma cogllamo l a persona "Rosa", e l'ambiente in cui vive. La conversazione con Virginia, l a cognata, e l a viclna com-plete questa prima impresslone su Rosa. La vicina comincia: 20 - Di Cecina, non e vero? Dalla parte della Spezia, mi pare. - Un po 1 piu giu, - rlspose Rosa. La vlcina spiego di averla conosciuta proprio in quel punto, una quantita di anni prima. - C e r a anche suo mari£o, -disse. - Come sta ora? - E morto, - rispose Rosa. - Senti, - disse l a vicina. - Che disgrazla! Poco dopo arrivo i l marito della vicina in b i c i -cletta. Ci fu una nuova presentazione. L'uomo stette un po' l i tentando di far dello spirito; ma, tlrate le somme, Rosa lo trovo sciplto. - Bisogna che vada, - d i s s e . ^ Cio che c i colpisce sono le quasi monosillabiche risposte di Rosa. Risponde alle domande, ma non s i dimostra l n -teressata nel prolungare l a conversazione. Rosa rlmane chiusa e lncerta di fronte a l i a curiosita della vicina. Questo raccontlno e un bozzetto di Rosa fatto in un momento preciso della sua v i t a , durante una v i s i t a . Non posslamo certamente dire che qui abblamo un r i t r a t t o dettagliato del suo carattere. Abblamo soltanto qualche spunto che c i aiuta a formarci una idea di l e i . Nondimeno, quest! spunti rivelano, da parte del narratore, un interesse partlcolare, consapevole per le persone sempllci non soflsticate, cloe per un tipo dl persona umana, non per l a pslcologla di un indivlduo in partlcolare. Quando passlamo dai priml s c r l t t i del periodo 1937-40 a qu e l l i che seguirono subito dopo, notiamo un cambiamento essenziale nell'atteggiamento dello scrittore. Mentre nei priml Cassola volge l a sua attenzione alle persone intorno a l u i , nei raccontl che risalgono a l 1940-41, concentra 11 suo Interesse su se stesso quando era fanciullo, ragazzo e giovane uomo. Cosl, mentre l a prima parte della raccolta "La visita" s i basava su un raccontare oggettivo, l a seconda parte "Alia periferia" mostra per lo meno una ten-denza soggettiva. E I'autore che narra, e I'autore stesso che parteclpa agll event! del vari raccontl, A questo punto posslamo forse azzardare una spiegazione: corapiuto un eser-clzio s t i l i s t i c o , i cui r i s u l t a t i s i avvicinano a l i a cosid-detta 'prosa d'arte', Cassola s i sentf spinto a cercare le origini della sua vocazione di scrittore e rlcostruire per se stesso e per i lettorl le sue prime prove nello scrivere. E questo ad un certo punto diventa i l tema del raccontl stessi. Comunque, questa lpotesi non rlsponde in modo con-eluslvo al perche dell'improvviso salto nella posizione s t i l l s t l c a del nostro autore. Perche dopo aver scritto tante (in se stesse compiute) 'prose d'arte', ( e con 'com-piute' intendiamo una cura minuta in ogni dettaglio del rac-conto, una scelta consapevole di sti le per dare precisamente l 'effetto desiderato) Cassola ha d'improvviso deciso di camblare metodo, tono, stile e soggetto? E i l periodo del-l a composizione di "Alia periferia" soltanto un momento di riposo mentale o un conscio ciraentarsl nel racconto auto-biografico? E possiblle congetturare a lungo su queste do-mande senza raggiungere una rlsposta soddisfacente; nondi-meno, non posslamo negare l'importanza dl questi s c r i t t i sia per l a tematlca che per lo s t i l e . Nel primo racconto, "Alia periferia", Cassola c i pre-senta se stesso come glovane scrittore. II nucleo del rac-conto poggla su un fattore pslcologlco dell*autore; l a sua 22 preferenza per l a periferia della c i t ta. II racconto s i apre con una gita in tram a l i a periferia di Roma e s i chlude col pensiero del ritorno a casa. La periferia g l i offre la posslbilita di guardare la c i t ta dalle sue porte, di r l -cordare i l u o g h i a l u i piu c a r i , e rivlvere momentl della sua fanciullezza e incontrl della gioventu rievocati a caso. Potremmo essere piu precis! e dire che le rif lessloni di Cassola sono fatte a caso senza ordlne, senza tema. E pro-prio questo vanegglare della mente, questo collegare 1 r i -cordi, questo saltare da un avvenimento giovanile ad un altro che g l i e permesso dal suo "stare al ia periferia". Alia periferia Cassola coglle l'occasione per rompere ogni legame col tempo, perche vuole dire per l u i essere fuorl della vita presente; e questo essere "ai margin!" del mondo g l i permette di ricordare i l passato, di pensare al presente e di meditare sul futuro senza esser coinvolto in un mo-mento particolare. Ma questo rinchiudersi in se stesso non e uno sfugglre al ia realta, al problem! che l a vita g l i pre-sentas e desiderlo di contemplazione, di riflessione. II ritorno a l i a citta e anticipato, anche se lo scrittore e restio a rituffarsi nei pieno della vita. o » . Quasi non trovo la forza di prendere l a strada che vi fa ritorno: megllo sarebbe restare per sempre alle sue porte1 / Amo l a periferia piu della c i t ta . Amo tutte le cose che stanno ai margin!. • • » 1 2 Ed e come se Cassola rimanesse al ia periferia della c i t ta cioe della vita presente per scrivere 1 suol racconti; come se l a , a l ia periferia, egli trovasse lo spunto necessario 23 a rlcostruire i l proprio impegno di scrittore, l a propria poetica. Come egli dice in "II mlo quartiere": . . . Torno col pensiero a quel tempo appunto per rltrovare clo che e stato, ed e tuttora (e sempre s a r a ) . ^ Con queste parole Cassola torna ai suoi priml ricordi , alle case grige, alle strade grlge, monotone e t r l s t l , ai murl grigi del suo quartiere. Qui Cassola ricorda se stesso fan-ciullo di tre o quattro anni che notava i l clelo, i l prato, la f o l i a , l a luce. II suo primo contatto col mondo, la prima volta che fu conscio del "fatto dell'esistenza". II caos che avrebbe poi incontrato nella vita mancava ancora ed era sostituito da una f e l i c i t a di fanciullo, istintiva, sensorla, una f e l i c i t a totale. C e r a l u i a l centro del mondo, d'improwiso assorblto da quello che capitava a l -1'intorno; l'esistenza era ancora per l u i qualcosa di sem-plice. Non dimentichiamo che l'esistenza a questo stadlo s i basa su cose estranee e general!: i l prato, la fol ia, l a luce, i l cielo. Pure percezloni senza implicazioni del sentimento. La f e l i c i t a sembra corrlspondere a l l ' l n -genuita. Parallela a questa festivita della vita e l a sua se-guente scoperta del l i b r l "per grandi". Esamlnando un testo egli prova una sensazlone f is lca. Non e l'azione, non e l ' intrigo che attira la sua attenzione, bensf l'odore della pagina, che g l i comunlca l a finezza e 1 'intelligenza del l ibro. Solamente piu tardi leggendolo egli diventera personalmente assorblto dagli awenimenti raccontati, e 2h a l l o r a s p e r i m e n t e r a . l a d i s p e r a z i o n e , l a c o m p a s s i o n e , l a d e -l u s i o n e . Q u e s t a e s p e r l e n z a c o i l i b r i , s e g u i t a d a u n a s i m i l e a v u t a c o n u n f i l m , s e g n a u n o s t a d l o p i u a v a n z a t o d i c o n o -s c e n z a d e l l ' e s i s t e n z a . A d e s s o i s u o i s e n t i m e n t i s i s o n o s v e g l i a t i : n o n p i u u n a s e m p l i c e f e l i c e c o r r l s p o n d e n z a c o l mondo e s t e r n o , ma u n a e s p e r l e n z a n e l l a q u a l e u n a s e r i e d i r e a z i o n i p i u m a t u r e e v a r i a t e s o n o r l c h i e s t e d a p a r t e d e l r a g a z z o . L ' e s l s t e n z a , o e s p e r l e n z a d e l l a v i t a , d i v e n t a s e m p r e p i u c o m p l i c a t a . L ' a t t e g g i a m e n t o d e l r a g a z z o e si a n c o r a i s t l n t i v o , ma a v o l t e I n t u l t i v o , a v o l t e c r i t i c o . E g i u s t a m e n t e A s o r R o s a n o t a : o . . l a v i t a , i n q u a n t o i n s i e m e d i a c c a d i m e n t i , d l f a t t i , r a p p r e s e h t a u n d e p a u p e r a m e n t o p r o g r e s s i v o d i u n n u c l e o o r l g l n a r l o , p u r i s s i m o , d e l l ' e s i s t e n z a s t e s s a , c h e s i p u o c o g l i e r e i n m o m e n t ! e c c e z i o n a l i e c h e s o l t a n t o l ' i n f a n z i a p o s s i e d e n e l l a s u a i n -t e r e z z a . ^ A p o c o a p o c o , s i a p r e l a s u a " v i t a a l i a p e r i f e r i a " , i l mondo d e 1 1 ' i m m a g i n a z l o n e . E d e n e l t e r z o r a c c o n t o , " D i a r i o d i c a m p a g n a " , c h e C a s s o l a p r o s e g u e q u e s t o t e m a . L a s u a i m m a g i n a z l o n e l o i n d u c e a f o r m u l a r e g l i a b b o z z i d i t r e r o m a n z i . I n t e r e s s a n t e e l a d l v e r s l t a d e l t e m a : i l p r i m o a v r e b b e d o v u t o e s s e r e u n r o m a n z o d ' a v v e n t u r a , i l s e c o n d o u n r o m a n z o d ' a m b i e n t e m e -d i o e v a l e ( d u n q u e r o m a n z o s t o r i c o ) , e d i l t e r z o u n r o m a n z o ' p s i c o l o g i c o ' ( l ' a n a l i s i p s i c o l o g i c a d i u n a r a b o , d i nome L a r s e n ) . Q u e s t i t r e t e n t a t i v i i n c o m p i u t l , d i c u i C a s s o l a c i p a r l a , l n d i c a n o q u a n t o f o r t e m e n t e e g l i s e n t l s s e l ' l m -p e g n o d i s c r i t t o r e , 1 1 f a t t o d e l l o s c r i v e r e . P r i m a d i t u t t o n o t i a m o c h e g i a d a r a g a z z o d u n q u e e g l i a v e v a d e l l e 25 i d e e b e n c h i a r e s u q u e l l o a c u i m i r a v a : s c r i v e r e r o m a n z i ; c h e a v e v a u n a p r e d i s p o s i z i o n e p e r u n g e n e r e n a r r a t i v o a b -b a s t a n z a c o m p l e s s o e d i m p e g n a t i v o ; e i n f i n e c h e g l a e r a c o n s c i o d e l p r o b l e m i c h e s o n o c o i n v o l t i n e l l o s c r i v e r e u n r o m a n z o : u n o s f o n d o s t o r i c o , u n l n t r e c c i o n a r r a t i v o , l o s v i l u p p o d e l p e r s o n a g g i . , G l a e s i s t e v a i n l u i l a t e n d e n z a a d o r d i n a r e , a d i n q u a d r a r e f a n t a s t i c a m e n t e i s u o i e n t u -s l a s m i e l e s u e e s p e r i e n z e , i p r o d o t t i d e l l ' i m m a g l n a z i o n e , e d a d e s p r i m e r l i i n u n e s e r c i z l o l e t t e r a r i o . N o n i m p o r t a c h e 1 ' r o m a n z i ' s i a n o r i m a s t l I n c o m p i u t i ; q u e l l o c h e c o n t a e l ' a v e r c h i a r i t o l e s u e e s i g e n z e d i s c r i t t o r e . D a u n ' e s p l o r a z i o n e s o l l t a r l a d e l mondo l m m a g i n a t i v o , ( d i u n mondo a l i a p e r i f e r i a d e l l a r e a l t a ) C a s s o l a p a s s a a r i c o r d a r e i m o m e n t l i n c u l e g l i c o n d i v l s e c o n a l c u n i a m i c i l a s c o p e r t a d i q u e s t o " s u o m o n d o " . II r a c c o n t o " G l i a m i c i " r a p p r e s e n t a c o s i i r i c o r d i d e l p r i m l c o n t a t t i u m a n i . N e l -l ' a m i c i z i a c o n G i a c o m o , C a s s o l a s i d i m o s t r a l a p e r s o n a l i t a d o m i n a n t e , l a p i u l o q u a c e , d o t a t o d i f o r z a d i c a r a t t e r e e d i g u s t o p e r l a d i s c u s s i o n e . R i s p e t t o a l c a r a t t e r e d i G i a c o m o , e g l i a v e v a m a g g i o r d i s p o s i z i o n e c r i t l c a , a m a v a d i s c u t e r e d i r e l i g i o n e e d i l e t t e r a t u r a , e c o n f e s s a v a u n a p a s s i o n e p e r i l C a r d u c c i . A m m l r a v a c o m u n q u e i l c a r a t t e r e m i t e d e l l ' a m i c o . . . . E g l i p e n s a v a a l u n g o p r i m a d i p r o n u n c i a r s i e i o , c o n l a m e n t e v u o t a , p o t e v o s e g u i r e i l l a v o r i o m e n t a l e d i l u i c h e t r a s p a r i v a a t t r a v e r s o 1 ' e s p r e s s i o n e d e l l a f a c c i a n e i g l o c o d e l l e r u g h e e d e l l e s o p r a c c i g l i a . ^ L ' i n t e r e s s e l e t t e r a r i o , c h e h a u n p o s t o s e c o n d a r i o 26 nell'amicizia con Glacomo, diventa i l centro della relazione con Manlio: una relazione nutrita "di letture fatte in co-mune". II soggetto favorlto era Joyce, e Intorno a l u i i due ragazzi creavano l a loro Dublino. Essi avevano a d l -sposizione l'elemento per le loro creazioni fantastiche: l a loro viva immaginazlone. Comunque, non fu che durante l'amicizia con Ernesto che i l terreno dell'immaginazlone fu pienamente esplorato. Questo mondo creato dai due glo-vanl era s\ " a l i a periferia della realta'!, ma per loro d i ~ ventava l a realta stessa; era un mondo nel quale scom-parivano tutte le umiliazioni, le sofferenze associate coll a realta vera. Non rappresentava tuttavia ne uno scappare dal mondo esterno ne un respingerne i va l o r i , perche, tutto sommato, quello che rigettavano era soltanto una parte della realta (tutto cio che suggerlva l f i n f e l i c l t a ) ; mentre r i -tenevano tutto quello che poteva contribuire a creare i l loro mondo ideale. Quanto piu avevano da temere dal mondo di fuori, tanto piu s i aggrappavano a l loro mondo. Quello che i due ragazzi cercavano era l a sicurezza che non potevano trovare nel mondo di fuori e un modo per poter comunicare tra loro. . . . Blsognerebbe che g l i uomini vivessero rag-gruppati come io ed Ernesto, io e Manlio ecc. Che non fossero raal costretti a useire dalla cerchia entro cui s i sentono s i c u r i . Se cos\ potesse essere, g l i uomini non sarebbero i n f e l i c i , non invidierebbero hessuno, non odierebbero 11 prossimo loro...,. 16 Cassola sottolinea con queste parole 11 bisogno di comunl-cazione, e di sicurezza. Lui, Giacomo, Manlio ed Ernesto hanno trovato questa sicurezza e un modo di comunicare 2 7 nell'esercizio dell 1immaglnazione. I I racconto "Storia e geografia" pare una curiosa mescolanza di interessi s t o r i c i e geografici, di preferenze letterarie, di teml della propria poetica e di ric o r d i per-sonali. L'importanza del racconto comunque sta nei modo cassoliano di awiclnarsi a l i a v i t a e alio scrivere. Egli comincia c o l l a premessa che " i l fatto dell'esistenza e un 1 7 dato comune a t u t t l g l i uomini" e aggiunge un secondo dato, 11 fatto della "coesistenza del sessl", a l primo "inerente". Dobbiamo tentare di capire che cosa Cassola voglia dire. A mio parere Cassola non propone una teoria sulle relazloni tra uomini e donne. Egli sembra concepire una coesistenza del sessi, cioe, un'eslstenza side by side, nella quale sia l'uomo che l a donna sono consci di essere un'entitk in se stessi, un essere col proprio senso di esistere; un essere autonomo che forma e nutre quasi ego-isticamente una propria v i t a interiore. I I concetto della coesistenza del sessi sembra cosl essere per I I nostro l a definizione dell'amore. o o . Esistenza, coesistenza del sessi e a t t i v i t a di scrittore sono lapidarlamente compresi nella celebre epigrafe di Stendhal: "visse amo scrisse": dove "amo" ha forse un significato sentimentale e passionale che io volevo escludere, limitando i l senso dell'amore a l semplice fatto della coesistenza del sessi. Vediamo in segulto in alcunl racconti della raccolta I I  Tagllo del Bosco, per esemplo in "Le amiche" e "Rosa Gagliardi", come i l dato " l a coesistenza del sessl" d i -venti i l perno del racconto. I I matrimonio di Anna,nei 28 prlmo del suddetti racconti, confermera questa teoria in quanto che i l matrimonio e concepito da Anna come un fatto della vita, che non puo rompere i l proprio senso d e l l ' e -sistenza. "II fatto di esistere", "la sola cosa" per Cassola * "valevole'^ coinvolge un terzo dato, " i l fatto di scrivere"." L 'att ivita di scrittore g l i da la possibilita di proporre e sviluppare una poetica, colla quale egli vuol comunlcarci un senso dell'esistenza. A questo scopo egli ritiene "necessario distruggere ognl altra cosa che non sla i l 20 nudo, sempllce, elementare fatto dell'esistenza." Per chiarire le sue teorie su "11 fatto di scrivere" egli r i -corda una discussione avuta con alcuni amici sui t i t o l i del l l b r i . Cassola sembra vedere i l lettore 'aperto' a tutto quello che succede nelle prime pagine di un qualunque romanzo. Poi, poco a poco, e questo accade in numerosi romanzi, i l lettore s i rende conto che i personaggi sono coinvolti in qualche intrecclo, ad esemplo un'azione c r i -minale, o sono determinati da una premessa qualslasl gia concepita dallo scrittore. Nei primo caso, tramite lo svolgimento dell ' intrecclo, i l lettore viene a sapere come i l racconto si risolvera; nei secondo s i accorge che i l racconto ha un obbiettivo: 1'illustrazione di una tesi , sia morale, sia psicologlca, assunta dall'autore. Per Cassola pero, " i l libro doveva consistere solo del nesso eslstenza-coesistenza del sessi. Nessun contenuto psicologico o 21 morale era tollerato." Egli riduce cosi l a sua narratlva 29 all'osservazlone e a l i a registrazione di tutto quello che g l i succede intorno, cioe di tutti quegli avvenimenti de-terminati soltanto dalle "accldentallta del tempo e dello spazio." 2 2 Questi happenings, anche quelli insignifleanti, sono quelli che costitulsbono l'esistenza e c i permettono di cogllerne 1 1 senso. Vale a dire che per Cassola l a vita non puo essere spiegata se non dal semplice fatto che e'e, esiste. Quanto a l i a vita come insleme di av-venimenti, di sentimentl, di emozloni non e che un im-poverimento di quel momento originario, che ha ancora in se tutte le possibillta intatte, quando nulla s i e an-cora determinato, nulla s i e ancora sprecato. Quel ml-racolo di interezza di vita che possiede solo l ' infanzla. Cassola viene cosi ad affermare che prima ancora della vita - fatta di passioni, di pensleri, di azioni - e ' e 1 1 fatto esistenziale, i l quale poi viene limitato dalla vita stessa. II problema dell'uomo. diventa a questo punto quello di conservare i l piu possibile i l senso essenziale e nudo dell'esistenza contro tutte le distrazioni i n u t l l i con cul lo ricopre l a vita. E i l problema dello scrittore sara quello di riflettere nei suo racconto questa poten-z l a l i t a intatta dell'esistenza, senza interferenze da parte dell'autore, senza lnterpretazioni, senza condl-zionamenti psicologici e morall, senza limitazioni. Ecco perche Cassola vuole che tutte le pagine del llbro slano "prime pagine" con "tutte le possibility intatte". 2 - 3 II llbro per eccellenza di cui c i parla Cassola deve percio liberarsi da ogni limitazione che impedisca un libero svolgi-mento tematico. In questo racconto in questlone, "Storia e geografia", per esempllflcare la sua poetica, Cassola c i offre lo schizzo di un educatore. Si veda comeegli s i accosta a questa figura. Comincia con una semplice descrlzione: Ho davanti agli occhi l'immaglne di un edu-catore. Siamo verso i l 1840, in un paese anglo-sassone non megllo precisato. L'educatore e alto, porta le fedine, ha un volto naturalmente severe. E inesorablle coi ragazzi e l i punisce a suon dl nerbate. Poi aggiunge: Vogliamo sviluppare un'azione qualsiasi i n -torno a questa figura? 2^ Cassola parte dunque da semplici fatt i basilari d e l l ' e -sistenza di una data persona, e che/ insieme ad alcuni t r a t t i dell'aspetto e del comportamento fanno di questa figura un tipo umano. A questo punto incomlncia l ' a t t i v i t a dello scrittore: lo "sviluppare un'azione qualsiasi", e questo verra fatto tramite l 'esercizio della sua fantasia e determinera i l successo del l ibro. Da notare: "un'azione qualsiasi"; e infatti non ha nessuna importanza quale azione sara, perche sara una tra le mille analoghe che possono capitare a quel dato essere umano. L'essenzlale e poter cogliere e fissare 11 fatto di quell'esistenza. In alcuni raccontl della terza parte di La Visita, "La moglie del mercante", c l accorgiamo dl un nuovo i n -teresse che afferra i l nostro autore: la guerra, un tema che sara di maggior Importanza nella composizione degli 31 s c r i t t i degli anni seguenti. Esaminiamo ad esemplo un racconto che dipinge una tragedla minore della guerra, "II caporale Muller". II tema e semplice: un caporale tedesco prende rifuglo nella casa di un vecchio contadino ed esprime i l desiderio di allearsi coi partigiani. Quello che Cassola mette in ri l ievo e i l rapporto umano tra 1 due: da parte del caporale i l del ir io, quasi l a paura di esser scoperto, l a fiducia nel contadino, i l rinnegamento del compatrioti, l 'affetto per l a sua famiglia; e da parte del contadino l a curlosita, l ' o s p i t a l i t a semplice, l a pos-sibilita. di aiutare i partigiani, i l credere alle parole del caporale. Se i l primo a entrare fosse stato i l con-tadino, forse le cose sarebbero andate diversamente. Disgraziatamente fu Baffo. II tedesco vide i l berretto con l a visiera, 11 fazzoletto rosso, lo Sten a tracolla. Sparo: lo vide afflosciarsi e stramazzare. Allora corse a l i a finestrella, l a spalanco, scavalco 11 davanzale, salto di sotto. Sui tavolo era rimasto i l portafoglio, con le fotografle sparpagliate Intorno. • • ' 2 5 L'aspetto tragico che sentiamo noi al ia fine del racconto non e sentito da Cassola; per l u i l a sfortuna di Baffo e un semplice episodio della guerra, un fatto della vita. Oltre al pochi raccontl dl questa terza parte della raccolta che hanno un vago sfondo storico, ce ne sono degli a l t r i che posslamo deflnire 'piccole storie individuall ' , e che riflettono la tecnica spesso adoperata e preferita da Cassola, the snapshot. Servendosene, Cassola puo volgersi da una figura a l l ' a l t r a , talvolta flssandola in un solo momento della sua vita, talvolta registrando 32 soltanto un suo gesto. Prendlamo ad esempio i l bozzetto di "Romolo", scritto nell'ultimo anno della guerra. In-contriamo Romolo in una sala da ballo; ol accorgiamo che Romolo e presente perche diversa gente g l i rivolge l a parola, ma l a sua rlsposta non e che un sorriso. Guardiamo Romolo al ballo, al cinema, nella strada; lo vediamo, ma non lo conosclamo mai, come non lo conoscono 1 suoi amid. E uno dl tanti che vediamo per l a strada. o 0 . E vestito da tutti 1 gior.nl.,' con un pastrano scucito alle ascelle e un fagotto sotto i l braceio. Si ferma a guardare i cartelloni del cinema. Poi s i allontana per la via affollata.g^ Romolo non e un tipo afferrabile, identificabile. Si chiama Romolo, almeno tutti lo chlamano cosi, ma s i chlama Romolo per caso; i l suo nome non porta con se alcun signi-ficato. Tanto per fare un contrasto con the snapshot technique, esaminiamo un racconto, anche esso dalla terza parte della raccolta La Visita, che rlsale agli anni dell•immedlato dopoguerras "I poveri". Cassola c i presenta una visitatrice di poveri. La seguiamo durante le sue visite e nei moment! della sua vita prlvata, meravlgliandocl di fronte a l d i -stacco che eslste tra l a sua attivlta professionale e i propri pensieri intimi. La donna e incaricata di interessarsi al problemi del poveri: le malattie, l a disoccupazione, lo squallore dell'amblente in cui vivono. II sollievo che l e i da. loro conslste nel tenere compagnia al malati, nell'ascoltare i loro sfoghi e nell'lnfondere loro speranza "nell'aluto del Signqre". Di tanto in tahto i l sentimento 33 della donna s i r l v e l a : La signorina s i era t i r a t a leggermente indletro. La mettevano a disagio, quasi le incutevano paura quegll occhi s p i r l t a t i , quella faccla pustolosa, quel fcono di voce aspro. . . . . . . l a madre lo stava lavando, i l bimbo piagnu-colava. 'Potrebbe almeno chiudere ,1a porta*, penso l a signorina. Quello che piu l a i r r i t a v a nei poveri era l a mancanza di pudore.gr, Scegliendo d i descrivere 1 commenti silen z i o s i della signorina B Cassola vuole dare una dimensione soggettiva a quest'essere uraano. Nei suo distacco di fronte a i poveri cogliamo 1 *aspetto individuale di questa v i s i t a t r l c e . Nei penultimo paragrafo del racconto Cassola collega l a routine della v i t a del personagglo con i l pensiero intimo di esso. Mentre le sue labbra mormoravano i Pater, g l i Ave, i Gloria e i Requiem, e poi l a preghiera speciale composta dal Papa per le Terziarie, l a sua mente era occupata altrove. Dal vicolo venivano vocl e rlsate. Per l'appunto sotto c'era una bettola. Ancora voci, ancora risate, poi una sonora bestemmla. 'Sono proprio bestie', penso l a signorina. . . , 2g In questo racconto, pur rlmanendo fedele ad un suo vecchio tema - l a registrazlone della v i t a quotldlana, del momentl piu semplicl, piu g r i g i , piu monotoni che formano i l ritmo regolare d e l l a v i t a - Cassola ha saputo sostituire l a pura cronaca oggettiva di avvenimenti quotidiani con una piu precisa osservazione del personagglo, tentando anche di f a r s i un'idea del suoi pensleri. Oltre a i racconti di spunto storlco e a g l i a l t r i , che abbiamo definito 'piccole storle private 1, e'e un altro filone in questa parte della raccolta La V l s l t a . Ci sono i racconti a carattere autobiografico; forse i piu important! 3* appunto perche c i rivelano l'autore. In "Gita domenicale" e "Scoperta di Joyce", s i accentuano le preferenze di • Cassola per quell'intrecclo grigio, per quella vita sem-plice, che egli dipingera ripetutamente nei racconti lunghi e nei romanzi che seguono. Abbiamo trovato in "La moglie del mercante" parecchi bozzetti s c r i t t i nella prima persona, alcuni cioe in cui gia Cassola e presente non solo come osservatore ma a volte come partecipante. Comunque notiamo subito che "Gita domenicale" e "Scoperta di Joyce" s i d i -stinguono in quanto che Cassola non e semplicemente uno del personaggi, ma i l centro del racconto, per i l fatto che in esso abbiamo l a chiave della poetica cassoliana, di cui cogliamo l'estensione e nello stesso tempo i l limite. In "Gita domenicale" Cassola c i parla di un paese che ras-somiglla a un qualunque paese di campagna. Ma cos'e che attrae l a sua attenzione? II mlo sguardo s i ferma su una donna ancora giovane, con un fazzoletto nero in testa, le ciabatte ai piedi, che sta filando la lana seduta sullo scalino della porta. . . . La sua vita, lo s i vede bene, e circoscritta entro le faccende di casa, l a cura del bambini, 11 marito che deve essere soddisfatto nei suoi elementari blsogni di asslstenza e di amore. Eppure non so staccare g l i occhi da l e i , quasi c i fosse un segreto nella sua vita che dovrei penetrare. Nulla I piu stupefacente di un'esistenza comune, di un cuore semplice.. Leggendo attentamente questo brano c i rendiamo conto che s i divide in quattro parti: nella prima abbiamo davanti a noi l a donna, proprlo come Cassola stesso l a vede; i l secondo momento si concentra Intorno alle rif lessioni dell'autore sulla donna, cioe le sue supposlzloni intorno 35 agli awenlmentl quotidiani della vita di l e i . Fino a questo punto dunque l a donna e stata 1'interesse principale; I'autore, benche presente, e restato sullo sfondo. Poi e Cassola stesso che viene in primo piano, quando si sofferma a meravlgliarsi del proprio stupore dl fronte a l i a donna. Ed e qui, proprio in questo "eppure non so staccare g l i occhi da l e i , . . ." che l a sua poetica incomincia a dellnearsi: egli indovina un mistero, un segreto nella semplicita della vita dl quella donna e cerca non veramente di penetrarlo, cloe di togliere via l'aspetto mlsterioso che circonda quella vita semplice, bens£ di fissarlo nel racconto stesso, dando a l suo narrare le stesse qualita di semplicita scarna ed essenzlale. II suo intento dlventa cosl quello di rap-presentare g l i aspettl comunl e banali dell'esistenza in un t a l modo che i lettori stessi ne possano percepire i l fascino ed 1 1 mistero, e se anche non sapranno spiegarselo, s i rendano almeno conto dell'esistenza di questo mistero. Nel quarto momento Cassola cerca di ragglungere una spiega-zione e di capire 11 proprio stupore; e facendo cosi, c i offre l a base della propria poetica: e dalla sensazione di meraviglia sentita di fronte ad un'eslstenza comune che nascono 1 raccontl lunghi ed i romanzl. II brano citato da "Glta domenicale" e un esemplo del metodo spon-taneo che Cassola segue per awicinarsi spiritualmente e stilisticamente al puro semplice "fatto dell'esistenza". Ed e proprio questa contrapposlzione di termini che vogliamo: "metodo spontaneo". Infatti metodicamente lo 36 scrittore passa dalla contemplazione obbiettiva della realta all e supposlzioni su di essa e poi a l i a meraviglia e a l i o stupore. E di questo stupore eg l i s i contenta. Ma questo "metodo" e quasi inconsapevolmente seguito, non e un modo preorganizzato, bensi spontaneo. Semplicita d i procedimento psicologico da parte dell'autore di fronte a l i a realta della v i t a che viene ad armonizzare c o l l a sem-p l i c i t a della v i t a stessa. Cassola s'interessa a l i a nudita delle cose come le trova, ed e di quelle che eg l i scrive. S'interessa a l i a v i t a spoglia come l a vede davanti a se stesso. Affermare che eg l i tende a semplificare l'esistenza e come affermare che egl i da scrittore aglsce sulle cose, e cioe suggerlre una distorsione (non semplicemente un camblamento) di quello che eg l i vede. La verlta e invece che l'anormale, 1*irregolare, l'eccezlonale non trovano posto in l u i . Se in "Gita domenicale" troviamo l'interesse di Cassola come narratore, in "Scoperta di Joyce" troviamo l a l o t t a d i Cassola nei trovare un*ispirazione, una prova che g l i dia l'asslcurazione del successo. Questo e ri f l e s s o nei giovane Fausto, una flgura se non propriamente autoblo-grafica almeno ldentificablle con l'autore. Legglamo della sua passione per l a lettura di romanzi stranierl, per 1 vagabondaggi a l i a periferia della c i t t a . A poco a poco egli s i rende conto delle cose che lo attraggono. Qui a l i a periferia esiste l a poss i b i l i t y di trovare motivi di ispirazione: " i grand! v i a l i a s f a l t a t l " , "le zone incolte", 37 "gli o r t i " , "le osterle". In questa periferia "disordlnata ed eterogenea" c i sono cose degne di nota. Comunque, g l i mancava l'assicurazlone che quel motivi avessero un incanto che egli potesse afferrare colle parole; e questa assicura-zlone l a trova in "Gente di Dublino" di Joyce. . . . (Fausto) aveva 1'lmpresslone di non essere piu solo, perche c'era gia stato qualcuno che aveva provato i suoi stessi sentlmenti ed era stato anzi capace di esprimerli.^o Questi ultimi due racconti di "La moglie del mercante", benche chiudano la raccolta del bozzetti e del racconti brevl, sono proprlo quelli che meglio c i presentano Cassola. In essi veniamo a conoscenza del temi del quali tratteranno i successivi racconti e romanzi e, non meno importante, veniamo a sapere che Cassola, leggendo Joyce, guadagno confidenza in se stesso e flducia nella propria capacita di narratore, convlnto dell'incanto, dell'immediatezza e della durabllita del suoi temi. 38 Note sui Prlmo Capitolo 1 Carlo Cassola, La V i s i t a , (Torino: Elnaudl, 1962), p.?. 2 Riccardo Scrlvano, "Cassola e i l romanzo," II Ponte, fasc. 8-9, anno xvi ( i960), 1248-1249. 3 C. Cassola, La Vi s i t a , p.13. 4 Ibid., p.17. 5 Ibid., pp.16-17. 6 Ibid., pp.40-41. 7 Ibido 8 Ibid. 9 Ibid., p.42. 10 Ibid., p.44. 11 Ibid., p.58. 12 Ibid., p.77. 13 Ibid., p.78. 14 Alberto Asor Rosa, S c r l t t o r l e popolo, Vol.11: La c r i s l del popullsmo"! Cassola-Pasollnl, (Roma: Samona e Savelli, 1966), 17. 15 C. Cassola, La Vi s i t a , p.94. 16 Ibid., p.97. 17 Ibid., 98. 18 Ibid., pp.98-99. 19 Ibid., p.99. 20 Ibid., p.100. 21 Ibid., p.101. 22 Ibid., pp.100-101. 23 Ibid., p.101. 24 Ibid., p.103. 25 Ibid., p.193. 26 Ibid., p.131. 27 Ibid., pp.178-180. 28 Ibid., p.185. 29 Ibid., p.199. 30 Ibid., p.205. CAPITOLO I I Nei diversi schizzi della raccolta La V i s i t a che abblamo prima esaminato, abblamo visto come Cassola sia andato a l i a rlcerca dl una poetica; e g l i ha cercato attra-verso uno s t i l e bozzettlstico di trovare un f i l o narrativo che l'avrebbe aiutato a scrivere un racconto lungo di maggior complesslta s i a tematica che s t i l i s t l c a . Dopo aver tentato l a descrizione pura, l a narrazlone lineare e 11 racconto autobiografico, Cassola vede ora l a necesslta di scegliere uno sfondo storico per dare piu c r e d i b i l i t a , piu meanlngfulness al suol personaggi provinciali. Si decise per un momento storico del quale egli stesso aveva esperlenza, scelse cioe g l i anni della guerra e quelll im-medlatemente successlvi. A quest1 anni di sconvolglmento politico-sociale risalgono i nove raccontl di I I Tagilo  del Bosco, del quail sel hanno come sfondo qualche aspetto della guerra: "Baba", " I vecchi compagni", "Gli e s i l i a t i " , "La casa di via Valadier", "Un matrimonio del dopoguerra", " I I soldato"; g l i a l t r l tre invece, "Rosa Gagliardi", "Le amiche", " I I taglio del bosco" testimoniano un'ampli-ficazione del tema piu caro a Cassola, l'indagine del cuori sempllci. "Baba", scritto nel 1 9 4 6 , tratta i l problema del giovane intellettuale nell 1immediato dopoguerra. La 4 1 questlone d e l l a s c e l t a , andare t r a i p a r t l g l a n i o lm-boscarsi, e chiaramente l a stessa che dovette affrontare Cassola. La s t o r i a s i svolge i n un pic c o l o paese dove s i r i f u g i a una f a m i g l i a . II protagonista, che narra l a s t o r i a i n prima persona, e un m i l l t a r e sbandato che sente l'impegno ad agire, a fare qualcosa, e pleno d i entusiasmo s i a w i c l n a a l p a r t i t o comunista, che nei paese e ritenuto i l centro d e l l ' a t t l v i t a r i v o l u z i o n a r i a . In Baba, 11 co-munista con c u i e g l i prende contatto, trova un uomo con-tento d i dipendere d a g l i o r d l n i d e l p a r t i t o . Di tanto i n tanto Baba spiega g l i scopi del p a r t i t o . . . . P i n i t o i l fascismo, non e f i n i t a l a bor-ghesia. La l o t t a continuera. Se tutto andrk bene, instaureremo l a d i t t a t u r a del p r o l e t a r i a t e . Ma anche l a d i t t a t u r a del p r o l e t a r i a t e rappresenta solo una tappa. La marcia non avra termlne che con l a redenzlone dell'umanltst. ^  Di fronte a Baba, che s i occupa piu d e l l a formazione del p a r t i t o che d e l l ' a t t l v i t a clandestina, i l professore, pro-tagonista d e l racconto, mostra d i avere ben a l t r i i n t e r e s s i . Poco a poco s i rende conto d i che cosa trattano le r l u n l o n i d i quel gruppo p o l i t i c o : r i c o r d i d e g l i anni passatl a l confino e r i e v o c a z i o n i del d i s c o r s i f a t t i da vecchl r i -v o l u z i o n a r i , insomnia una forma d i richiamo sentlmentale a i tempi perduti. A s s o c i a r s i strettamente con i comunisti rlchiederebbe un capovolgimento d i a t t l t u d i n l e d i convinzloni b a s l l a r i d i cui i l nostro personagglo e i n e f f e t t i lncapace. A l -l ' i n i z i o basta a l giovane un cambiamento d i apparenza; a questo scopo indossa un trench "antiquato, tutto r i s v o l t e , ganci e campanelle. 1 , 2 per far credere a t u t t l che e g l i sia coinvolto "in vicende perlcolose." Egl i foggia un'iml-tazione non solo dell'apparenza adatta ad un rlvoluzionario ma anche del comportamento: o . . Quando m'immaginavo di essere un bol-scevico, o comunque un rivoluzionario, e di partecipare a una riunlone, sceglievo per me i l posto d'angolo e mi sentlvo dotato di un potere straordlnario, fatto di immobillta e di silenzio...^ Da notare quel "quando m'immaginavo". L'uomo cassollano, e qulndl l'autore stesso, pur coinvolti in un cosiddetto "partito d'azione", in e f f e t t i veleggiano nei mondo del-1»immaglnazione. Sembrano recltare una parte quando ten-tano di aglre. Entrambe sembrano incapacl di immergersi nella concretezza della realta, nei vivo dell'azione. Non fanno che riportare tutto nei campo dell'immaglnazione e della contemplazione. Cassola sceglie per se " i l posto d'angolo" da cui coglie l'essenza della v i t a in uno stato di "immobillta e di sllenzlo." Pur compiacendosl della sua figura di rivoluzionario, i l protagonista scopre ben presto che le proprie opinion!, preferenze, convinzioni religiose e politiche non vengono condivlse dai suoi amici comunisti. Egli rimane l ' i n -tellettuale fra g l i operai, capace solo di organizzare l ' a t t i v i t a rivoluzionaria, di fare propaganda per l a causa del partito. II suo resta un valore potenziale. Gl i manca l a convinzione intellettuale, g l i manca quella spiegazione s c i e n t i f i c a della v i t a e della morte condivlsa dai materialist!. Ad. un certo punto nei racconto 11 4 3 narratore lncontra Piero, operalo comunista, che sta guardando un funerale c i v i l e . - . . . I preti t i dicono: Piega l a schiena che avral l a ricompensa in paradise I pretl sono sempre s t a t i g l i a l l e a t i della borghesia. - Questo lo so anch'io, ma tu non devi vedere nel prete che accompagna un morto l'alleato della borghesia. Nel prete che accompagna un morto devi vedere l a speranza . . . - La nostra speranza e i l comunismo . . . Quando porteranno via me, voglio una bandlera rossa sopra l a bara, perche quella e l a mia fede: e basta. - Tu non cap^scl quello che voglio dire. II comunismo e certo una grande cosa, che puo rendere migliore l a v i t a , ma oltre l a v i t a e'e anche l a morte: poco importa che venga prima o dopo, dal momento che viene per t u t t i : e i l comunismo non pud f a r c i nulla con l a morte. o o o ^ Piero mi guardo torvo. —Quest! dlscorsi sono troppo d i f f l c i l l per me, disse a l i a fine. — Tu sei un professore, e io non sono che un povero operaio.^ Le ultime parole di Piero segnano 11 punto cruciale nel discorso: "Tu sei un professore, e io non sono che un povero operaio." II protagonlsta non puo fare a meno di renders 1 conto della divergenza nella loro formazlone educativa, della mancanza di un piano dl intesa fra di loro, necessario a qualunque scamblo dl Idee. L'altra p o s s i b i l i t a offertagll sarebbe di andar a combattere coi partigiani, di buttarsi a capofitto in una vita di manifestazlonl puramente flsiche; e per qualche ora bere, man&iare e fumare sembra i l vlvere adatto a l u i . . . . Mangiammo, bevammo e fumammo. 'Questo e vlvere! —pensavo. — S i mangia, s i beve, s i fuma, e stanotte partenzal'^ Ma l a mancanza di un concetto materialistico della v i t a e 44 della convlnzlone necessaria per correre 1 1 rischlo co-lnvolto n e l l ' a t t i v l t a partigiana lo spinge a rinunciare a qualunque partecipazlone. E g l i non sara" mai un buon comunista, non sara mai un uomo d'azione. SignifIcativo e i l fatto che perfino quando e insieme ai suol amici p o l i t i c i i l protagonista e facilmente distratto " d a l l ' i n -comparabile spettacolo della campagna autunnale." D La v i t a contemplativa predomina sempre nel personaggio. Ma ormai non l i ascoltavo piu. II sole batteva sui v e t r i . Mi accostai a l i a finestra. Oltre l a strada l a campagna digradava lenta-mente. All'improvviso l ' a r i a s i oscuro, ma lontano squarcl di campagna erano illuminati. Sembravano giorni d i festa, ore di f e l i c i t a . r , Che Cassola sia rlcorso a l i a propria esperlenza, s ia per quanto riguarda un confronto col partito comunista, sia per quanto riguarda i l contatto coi partigiani, viene appena accennato. Ma e chiaro che questa situazione e* essenzialmente autobiografica. Cassola ha qui presentato l a c r i s i dell'intellettuale che non trova i l metro d'intesa con l'uomo d'azione. La realta col suo greve peso trascina in un vortice che sfugge alle sue teorizzazioni. L'uomo di pensiero resta sbigottito dl fronte all'improvviso capovolgimento del vecchl valori e s i ri t r a e . La soluzione raggiunta dal protagonista non fu ins o l i t a tra g l i i n -t e l l e t t u a l i di quell'epoca. Pavese, come sappiamo, fu tra q u e l l i . Ed era inevitabile che anche per Cassola 1'esperlenza di pollticante e combattente s i concludesse, su un piano teorico, in un falllmento, cosl come s i dimostrera temporanea e a l u i aliena l a sua a t t i v i t a 45 dl scrittore ejngage. Significativo e i l fatto che nei tre raccontl che seguono l a composizione di "Baba"; "Rosa Gagliardi" (1946), "Le amiche" (1947),e "II taglio del bosco" (1948-49), Cassola non ha proseguito le sue rlcerche umane ed ambientali in un quadro storico; e ritornato lnvece agl i ambient! pro-v i n c i a l l de! primlssimi raccontl e a l personaggl che r i -creano l a situazione esistenziale a l u i cara — " L a signora Rosa Boni a Roma»»di La V i s i t a . Questa volta pero non s i llmita a scrivere schizzi d i poche paglne, ma s i assume un complto piu complesso, dlremmo che l a sua indagine e a tre dimension!. Scelta una figura particolare, l a segue nella sua routine quotidiana, mettendone in r i l i e v o non soltanto i movimenti f i s i c i piu insi g n i f i c a n t i , come aveva fatto n e l l a sua prima narrativa, ma anche l ' a t t i v i t a men-tale, i pensieri e i commenti, le esclamazionl e le speranze. Quello d i Cassola non e piu un interesse passlvo; cio che lo spinge ora e una curiosita temperata da una lnnegabile comprensione e una compasslone non facilmente nascosta per le grige figure umane dell'ambiente di provincia. In "Rosa Gagliardi" s i ha una protagonlsta che vive sola nel suo paese e che s i contenta della v i t a regolare interrotta soltanto dalle v i s i t e di qualche parente. Lei non s i accorge della solltudlne, perche i rlcordi le tengono compagnia. Poco a poco c i accorgiamo che questa sua rassegnazlone e in realta una gioia intima trovata in un modo d i vlvere semplice e misurato. Felice e sicura di 4-6 d i se, Rosa pre f e r l s c e l a v i t a i s o l a t a riandando d i tanto g i n tanto " c o l penslero a l passato." "Le amlche" c l presenta invece una adolescente d i c i a n -novenne Anna ( l a prima d i molte donne cassoliane d e l l o stesso nome), nata i n campagna. Persino 1 noml p r o p r i , elemento r i p e t l t i v o i n Cassola, sembrano v o l e r raggruppare le sue protagoniste a seconda d e l tipo femminile che rap-presentano. Come Rosa e l a donna n e l l a fase conclusiva d e l l a sua eslstenza, che g l a ha chiuso le porte a l i a v i t a a t t i v a e s i e ri n c h i u s a n e l l a v i t a contemplatlva, cosl Anna e l a donna giovane, ancora presa dai v o r t i c e d e g l i eventl, ma che t u t t a v i a r i e s c e a non l a s c l a r s i intaccare da e s s l . In "Le amiche", vedlamo dunque l a v i t a d e l l a protagonlsta accentrarsi attorno a l l , a m l c l z i a con una bimba d i d o d i c l annl e a l l e glornate passate insieme a l e i . G i l avvenimenti, l e p a r t i t e a carte, i d i s c o r s i su cose l n s i g n i f i c a n t i , l e dispute l n e v i t a b i l i non determlnano i l punto focale d e l racconto. Cio che a t t i r a l a nostra a t -tenzlone e 11 carattere d i Anna 'aperto* a l i a v i t a e 11 suo modo d i concepire l a sua parte n e i mondo. G l i anni passano, s i sposera, ma l e i sara sempre ragazza; l a v i t a prende 11 suo corso ma l'atteggiamento d i Anna verso l e cose, che consiste soprattutto i n un godimento sensorio e i n d i v i d u a l i s t i c o d i tutto, non cambiera mai. . Era una mattinata magniflca. Qua e l a i l verde cominclava a s c r e z l a r s i d i g i a l l o e d i bruno. ,Piu i n a l t o l e pendici de l monte erano coperte da una boscaglia scura, che avrebbe r e s l s t i t o all'autunno. L ' a r l a era profumata e perfino le e s a l a z i o n l 47 del letame avevano un e f f e t t o eccltante. Anna i n l z l o l a v i a d e l r i t o r n o cantando.^ Neppure i l ruolo d i sposa e d i raadre sembra l a s c i a r e t r a c c i a n e l l ' e s i s t e n z a d i questa donna. E un puro f a t t o che appartiene a l i a v i t a f i s i c a d e l l ' i n d i v l d u o , r i c h i e s t o d a l l a "coesistenza del s e s s l " . L'amore come elemento modl-fica n t e d e l l a p e r s o n a l i t a d e l l ' i n d i v l d u o , come elemento i n -tegrante d i un essere con l ' a l t r o non esi s t e i n Cassola. L'attegglamento dominante n e l l a t l p i c a f i g u r a femminile cassoliana e d i d i f f i d e n z a verso l a r e a l t a c i r c o s t a n t e , verso l'amore. Essa cerca d i e s t r a n l a r s i d a l l e vicende d e l l a v i t a per r l n c h l u d e r s i i n un suo mondo piu lntimo e profondo, dove non e'e posto per a l t r i . Solo c o s i potra raggiungere una cert a f e l i c i t a attraverso un'intensa v i t a i n t e r i o r e . "II t a g l i o d el bosco", 11 racconto dai quale l a rac-c o l t a prende i l t i t o l o , r i s a l e a g l l anni 1948-49 e, se-condo 1 c r l t i c i , rappresenta 1'opera piu r i u s c i t a f l n o ad a l l o r a . In questo racconto lungo Cassola ha raggiunto un piano d i maturlta s t i l i s t i c a d el quale l a c r i t i c a non s i era prima accorta. Esso racchiude i n una s i n t e s i per-fettamente e q u i l i b r a t a i temi p r i n c i p a l i d e l l a n a r r a t l v a d i Cassola e l e d o t i m l g l l o r i d e l suo s t i l e . V o r rei perclo d e d i c a r g l i una p a r t i c o l a r e attenzione. E 1'opera i n c u i raeno s i sente l'intenzione d i dimostrare una t e s i ideologlca, cosl evldente nei racconti che abbiamo appena esaminato e In a l t r i racconti e romanzi. (Ad esempio: Un Cuore arldo) La s t o r i a e anche l i b e r a da una voluta 48 impostaz lone s t o r i c a , che r i s u l t a sempre un p o ' a r t i f i c i o s a i n C a s s o l a . Come 11 tema d e l l 1 i s o l a m e n t o e d e l l 1 i n d i f f e r e n z a e t enuto n e i l i m l t i r i c h l e s t l d a l dramma, c o s l l a s t r u t t u r a s t e s s a d e l r a c c o n t o e t e n u t a n e i l i r a i t i d l u n ' e f f i c a c e e s -s e n z i a l i t s u L a s t o r l a non s i f ramment izza i n e p l s o d i s e -c o n d a r l , ma ha uno svo lg imento s e r r a t o e ccmpatto , i n s o l i t o i n C a s s o l a che ama 1 p a r t i c o l a r i p i u che l ' i n s i e m e . Questo e f f e t t o e r a g g l u n t o con un c o n t r o l l o t e c n i c o e una m l s u r a c l a s s l c a . P e r s l n o i l s o f f e r m a r s i , s o l i t o i n C a s s o l a , s u l l a d e -s c r i z i o n e d e l l a v i t a d i un p i c c o l o paese d i campagna assume i n questo r a c c o n t o un p a r t i c o l a r e v a l o r e p s l c o l o g i c o per i l r i f l e s s o che ha s u i p r o t a g o n i s t a : l e domenlche vuote e o z i o s e d i G u g l i e l m o , l e ore passate a l l ' o s t e r l a o s u i m u r i c c i o l o d e l l a p i a z z a d e l paese , l e ore d i d i s a g i o con l a f a m i g l i a , l a l u n g a s t r a d a v e r s o i l bosco , i l l a v o r o d e l t a g l l o , sono l e tappe amare d e l suo d o l o r e per l a morte d e l l a m o g l i e : d a l l a s o r p r e s a p l e n a d l sgomento, a l peso sempre c rescente d e l l a s o l i t u d i n e , f i n o a l i a d l -speraz ione f i n a l e , A l l ' i n i z i o c ' e i l t e n t a t l v o da p a r t e d i Gugl ie lmo d i s o f f o c a r e n e g l l a t t l e l e m e n t a r i d e l l a v i t a q u o t i d i a n a 11 p r o p r i o tumul to i n t e r i o r e . Ed ecco i l r a c c o n t o che s i svolge l e n t o , v o l t o a notare o g n i p i u p i c c o l a az lone e o g n i r e a z i o n e i n t e r i o r e . E g l i a t t i c o n s u e t i che scandiscono l a v i t a d i o g n i g i o r n o a l l e v i a n o l a f a t i c a d i v i v e r e , a i u t a n o a t i r a r e a v a n t i , senza permettere 49 a l i a mente d i pensare e d l perdersi nei riconoscimento d i un'lntima mancanza d i volonta d i viver e . Ma questo dura poco per Guglielmo: troppi sono i momentl d i rlposo i n c u i i l dolore l o r l a s s a l e e troppe sono l e cose intorno a l u i che g l i ricordano l a serenita d e l passato. Guglielmo cerchera r l f u g i o n e l l ' i n t e n s o lavoro d e l t a g l i o d e l bosco e n e l l a solitudine d e l l a natura. . . . Era una b e l l i s s i m a mattinata. . . . II fulgore d e l sole, g l i odori d e l l a campagna, i l confuso rumore che era n e l l ' a r i a , tutto contribuiva a metterlo i n un piacevole stato d'animo. l'essenziale e che possa rimettermi a lavorare. . . . II lavoro ml s e r v i r a d i di s t r a z i o n e , ml a i u t e r a a t i r a r m i su. . . A i p e n s l e r i pero e g l i non sfugge, e q u e l l i p i u penosi r i -corrono d i notte: l a f e l i c i t a d e l l a v i t a coniugale, l a malattia lmprowisa d e l l a moglie, 1'incapacity d i inten-dere l a sua volonta prima d i morire, l ' i n a b l l i t a d e l me-dico d i dare una spiegazione ragionevole d e l l a malattia. Ogni tanto moment! f e l i c i d e g l i anni passati g l i vengono i n mente e suscitano un momentaneo s o r r i s o , che viene subito d i s t r u t t o d a l l a crudele percezione d e l contrasto con g l i anni che verranno. S i sente perslno t r a d i t o d a g l i anni f e l i c i ; come se q u e l l i avessero c o s t i t u t o i l preannunclo d i una sfortuna. L'arrlvo d e l l a primavera e l a prospettiva d e l r i t o r n o a casa non evocano i n l u i l a g i o i a d i un tempo. II suo gesto d l uomo s i riduce ad uno "sguardo perduto n e i vuoto." Dei g i o r n i d i febbre g l i portano qualche s o l l i e v o . Steso s u l l e t t o , l i b e r a t o da ogni r e s p o n s a b i l i t a d i se stesso e dei compagni, 50 t a l v o l t a d e l i r a n t e , t a l v o l t a q u i e t o , G u g l i e l m o s i t r o v a i n uno s t a t o che r a s s o m l g l i a m o l t o a l i a morte; g l i sembra a l l o r a d i c a p i r e I ' i n c a p a c i t a . d e l l a m o g l i e a f a r s i i n t e n -d e r e n e l momento d e l l ' a g o n l a , e p i u che mai d e s i d e r a l a morte. Questo d e s i d e r i o d l annientamento r i e c c h e g g i a 11 tema d e l l a r i c e r c a d e l l ' i n s e n s l b i l i t a e d e l l ' i n d i f f e r e n z a , f r e q u e n t e i n C a s s o l a . E s s o v i e n e s p e s s o s i m b o l i z z a t o n e l -I'lmmagine d e l sonno, che p r o p r i o i n q u e s t o r a c c o n t o r a g -glunge u n a d e l l e p i u p o e t i c h e e s p r e s s i o n i : . . o M e g l i o cosl, s t a r d i s t e s i n e l l ' o r a b r a , l a s c l a n d o che g l i o c c h i s e g u i s s e r o i l vago c h i a r o r e d e l l a flamma s e m l s p e n t a e che i pen-s i e r l a n d a s s e r o s e n z a o r d i n e dove i l c a s o 11 p o r t a v a . E s p e r a r e che 11 sonno v e n i s s e p r e s t o . P r e c i p i t a r e n e l b u i o d e l sonno e r a quanto d i m e g l i o g l i r e s t a v a . Quando G u g l i e l m o s e n t i v a i l sonno v e n i r e , e r a c o n t e n t o , p e r c h e p e r q u a l c h e o r a s a r e b b e s t a t o l i b e r a t o da o g n i p e n s i e r o , e perch<3 un a l t r o g l o r n o e r a p a s s a t o . A uno a uno i g i o r n i p assavano, e 1 mesi e g l i a n n i r e s t a v a n o d i e t r o l e s p a l l e . Aveva gia. t r e n t o t t ' a n n i ; non e r a l o n t a n o i l t r a g u a r d o d e l q u a r a n t a , p a s s a t o i l q u a l e sarebbe s t a t o un uomo maturo, q u a s i una p e r s o n a a n z i a n a . Anche 11 g l o r n o d e l l a d i s g r a z i a s i a l l o n t a n a v a , s i a pure l e n t a m e n t e . G u g l i e l m o non s p e r a v a che 11 tempo avrebbe c o l m a t o 11 v u o t o che s i e r a a p e r t o n e l l a v i t a , e t u t t a v i a e r a una b e l l a c o s a che i l tempo p a s s a s s e . G l i a n n i s a r e b b e r o s c i v o l a t i v i a uno dopo l 1 a l t r o , l e sue f i g l l o l e s i s a r e b b e r o s p o s a t e , e l u i s i sarebbe t r o v a t o v e c c h i o s e n z a a c c o r g e r s e n e . ^ L a v e c c h i a i a , come abblamo g i a v i s t o , e i l momento d e l -l ' a t a r a s s i a , quando p i u non s i e c o i n v o l t i n e l l e e m o z i o n i d e l l a v i t a , ma s i v i v e s o l o i n una p a c l f i c a t a e s p e s s o d o l c e r i e v o c a z i o n e d e l p a s s a t o . Lo s f o n d o d e l dramma d i G u g l i e l m o non v i e n e d i m e n t i c a t o d a l l ' a u t o r e o r l t e n u t o d i I n t e r e s s e s e c o n d a r i o , ed e p r o p r i o i n q u e s t a c u r a s i m u l t a n e a d e l prlmo p i a n o e d e l l o s f o n d o 51 che sta l a bellezza s t H i s t l e a di questo racconto. In quell'ambiente naturale silenzloso e assorto s i intrec-ciano e s i sciolgono le f l l a delle vlte s o l i t a r i e degli a l t r i quattro boscaioll che lavorano con Guglielmo. E lo studio psicologico dello scrittore s i allarga dagli s t a t i d'animo e dagli umorl lndivlduali a quelli c o l l e t t i v i . Nella profondita segreta d l quel boschl sembra di essere completamente a l di fuori del tempo: ogni contatto con i l mondo esterno e spezzato; l a piccola comunita vive sola di fronte a se stessa e a l i a natura. Ma i l distacco dal mondo non riesce a cancellare i sentimenti. Anzi i n quel-l'lsolamento nessuna distrazione esterna viene a confonde.rli. Quella condizlone di solitudine sembra mettere quegli uomini d l fronte all'oscuro senso dell'esistenza. Ed ecco l'immensa tristezza che 1 1 coglie all'improvviso durante una giornata d i pioggia o a l i a conclusione d i una sera pas-sata a chiacchierare davanti a l focolare o a giocare a carte. Guglielmo s i accorgera ben presto che anche l a sua speranza di soffocare 11 dolore attraverso l'isolamento e i l lavoro e soltanto un'illusione. E importante anche sottolineare in questo racconto c e r t l temi ricorrentl nella narrativa di Cassola e slgni-f i c a t i v i del suo atteggiamento dl fronte a l i a v i t a . Come ho gia detto, qui perd non hanno l ' a r t i f i c i o s a evidenza di una t e s i , ma sono perfettamente fusi nella rappresentazione del personaggio. Abblamo ad esempio l'evasione dalla realta attraverso l a fantasia, personlficata da Francesco, i l 52 vivace cantastorle, l'unico che riesca a dare qualche mo-mento di sollievo a i suoi compagnl portandoli nei regno delle fiabe. E i l tema dell'indifferenza, come tentatlvo di porre uno schermo a l dolore, e rappresentato da Fiore, l a cui i n s e n s i b i l i t a e solo una maschera che s i e imposto per non sof f r i r e piu. E Guglielmo a un certo punto lo invidla: > . . o «Dio mio, diventero peggio di Fiore', pensava. Dopo tutto, non sarebbe stato un male. Fiore almeno non sentiva nulla. Nemmeno l a morte del f i g l i o l o aveva sentlto. Era molto meglio essere come Fiore; • • »i2 L'incontro col carbonaio segna un passo importante per Guglielmo nella sua ricerca dl una ragione di vivere. Vedovo anche l u i , ormai sulla cinquantina, e g l i descrive a Guglielmo l a sua esistenza s o l i t a r i a , nella quale non ha altro da fare che occuparsi degli aspetti piu elementari della v i t a d l ogni giorno, necessari per soprawivere e sopportare le lunghe ore di solitudine nei boschi durante l a laboriosa cottura del legname, senza avere neppure 11 conforto del pensare a i suoi carl che lo attendono a casa. . . „ Lavori solo Intorno a l i a carbonaia, e pensl a l i a casa, a l i a moglle, a i f i g l i o l i . . . Vol l o sapete, noi scendiamo dalla montagna dopo l a raccolta delle castagne e torniamo a l princlpio dell'estate. E in t u t t i questi mesi, e d i f f i c i l e che trovi da scambiare dieci parole. Dlcono che slamo o r s i : ma e i l mestiere che c i fa diventare cosi. Eppure prima non ml lamentavo perch6, vedete? i l ricordo della mia casa e del miei castagni mi teneva compagnia. O^a, invece, cerco di non pensarei...^ Non e'e nessuno che mi aspetta lassu. Questa e tutta l a differenza tra l a mia v i t a di prima e quella dl ora. Cerco di 53 non pensarcl, —aggiunse dopo un momento, — eppure non penso ad altro. A che cosa dovrel pensare?^ Qui Cassola ragglunge i l punto di piu nero pessimlsmo, perche ha distrutto in questa figura una delle sue piu preziose difese di fronte a l dolore della v i t a : i l conforto del penslero, della medltaziohe, l a dolcezza del ricordo. Ma questo incontro rappresentera un break-through per Guglielmo. Nei confronto tra l a propria miseria e i l destino dl sconfinata solltudine di quel vecchio, eg l i s i accorgera che e'e sempre a l mondo chi soffre d l piu di noi e almeno per un attimo cessera di sentire dolore per se stesso e provera pieta per un altro. Comunque i l carbonalo non ha i l ruolo di un deus ex  machlna, non aprira un barlume di luce divlna nella sua mente. La soluzione proposta da Cassola non e ne cosi. a r t i f i c i o s a ne cosi ottimistica. Quando Guglielmo toma a casa passando di notte davanti a l cimiterio dove e sepolta l a moglie, sente l a vecchia disperazione r i a s s a l i r l o : Non g l i era mai accaduto dl sentirsi cosi d i -sperato, nemmeno nei giorni della disgrazia. Per qualche momento farnetico addirittura: pensava di stendersi i f in terra e l a s c i a r s i morlre. - Rosa, - mormoro. - Rosa, - disse ad alta voce. - Rosa, aiutami tu. Rosa, raandami un po* di ras-segnazloneJ ^ Nei suo cuore rimane l a stessa angoscia, lo stesso senso di fallimento e dl vuoto: l a rassegnazione, l a pace del-l'anima, egli non puo domandarle a l e i , ne a nessun*altro; le deve trovare da solo nei proprio cuore. Tuttavia l'esperienza del dolore di un altro g l i ha portato se non 54 un senso d i responsabilita. verso l a propria faraiglia, a l -meno l a consapevolezza di volere bene a qualcuno e l a ca-pacita d i porre l a propria tragedla nella prospettlva giusta. Da notare lo s t i l e sobrio, misurato, essenziale di questo racconto che ha fatto qualificare Cassola uno scrittore classico. Leggiamo l a bellissima fine dove abblamo una perfetta fusione di pensiero e di sentimento, espressa con un linguaggio dimesso ma altamente Intense Le emozioni piu che nelle parole trovano espressione nei gesti mlsuratl ma pienl di intensita emotiva. Pensava che Rosa avrebbe dovuto aiutarlo. Non era posslbile continuare cosi. Lassu dal cielo doveva dargli l a forza dl vivere. E guardd in alto. Ma era tutto bulb, non e'era una S t e l l a . ^ "I vecchi compagni", del 1952, riprende 11 tema della guerra. Come "Baba" svolgeva su un piano teorico 11 pro-blema della partecipazione dell'intellettuale, questo lungo racconto, scrltto sei anni piu tardi, c i presenta un problema simile f r a g l i operai. E se l a lotta d e l l ' i n -tellettuale f a l l i v a per l a sua incapacita dl trovare un piano di intesa con i comunlstl operai e di convincersl d e l l 1 e f f i c a c i a della loro a t t i v i t a , questa volta essa viene depersonalized; abblamo l'operaio contro i l suo piu grande nemico: l a societa. I priml brevi capitoli sono come schizzl, c i presentano i personaggi, mentre negll ultimi s i vedono le loro vlte, finora un po' astratte, intrecciarsl nella realta dell'azione. Vale l a pena di dare uno sguardo ad almeno uno di 55 quest! schizzl per avere un'ldea dello svolgimento tema-tico e s t i l l s t i c o . Nelle prime pagine sappiamo della dlsperazione di Arnaldo: picchiato e flnalmente scacciato dallo zio, prende rifuglo da Plero, un suo vecchio compagno. Orfano, di nascita i l l e g i t t l m a e affetto da un complesso di i n f e r l o r i t a per via d i un naso mostruoso, e g l i non trova un'espressione abbastanza violenta per sfogare 11 proprio rancore contro l a societa.ostlie. Tanti annl di poverta e di maltrattamento non hanno fatto che aumentare l a sua amarezza. Gonvlnto d e l l 1 i n g i u s t i z i a sociale, e g l i s i trova spinto a l suicidio, che compie quasi per far dispetto a l i a societa. La sua morte a l i a periferia della c i t t a awerra, ironicamente, sotto g l i occhi di una povera donna zoppa. La storia di Arnaldo c l mette in grado di fare qualche osservazione sulla narratlva cassoliana e sul tipo di realta da l u i descritta. Nella sua prima narratlva abbiamo visto come i l nostro proponesse una realta nuda, spogliata da t u t t i i segni di una v i t a concreta. Questo "processo 1 fi di scarnificazione e di denudamento" , come lo definlsce Asor Rosa/ portava a l i a rappresentazione di una realta fatta dl particolari distaccati, che i l lettore a fatica riesce a sentire in modo tangibile o riesce a ricomporre in ordine armonioso. Cassola s i fermava a uno stadio di evanescenza nella costruzione della realta, fatta di vaghe linee, di brevi accenni ambientali e biografici sul personaggi. In cer t i racconti di II Tapcllo del Bosco lo scrittore sembra 56 invece andare i n cerca d i una qualita. dlnamica per i n v e s t i r e i suoi p r o t a g o n i s t l d i una c e r t a veroslmiglianza, e questa l a trova inquadrandoli i n uno s p e c i f i c o sfondo s t o r i c o , g l i anni d e l l a Resistenza e d e l l a Liberazione. In "I vecchi compagni" s i nota g i a 11 tentatlvo d i tramutare l'aspetto verosimile nell'aspetto r e a l e . E g l i non s i l i m i t a piu a r e g i s t r a r e solo c e r t i p a r t i c o l a r i d e l l a r e a l t a , ma anche g l i a s p e t t i piu disgustosi e s q u a l l l d l (ricordiamo 11 ten-t a t l v o d i Arnaldo d i prendere Delia, l a moglie d e l suo amico) vengono r i t r a t t i per sottollneare l a disperazlone d i un d i s g r a z i a t o , e 11 suo atteggiamento negativo verso l ' e s i s t e n z a . Cassola, l a s c i a n d o s i colnvolgere n e l l o studio d l un concreto momento s t o r i c o , r i c c o d l problemi s o c i a l ! e p o l l t i c i , ha modo d l studiare d l v e r s l l a t l d e l l ' e s i s t e n z a e i n p a r t i c o l a r e i modi d i aglre del protagonist! i n specifiche s i t u a z i o n i : i l comportamento d e l l • i n t e l l e t t u a l e nel confront! d e l l ' a t t i v l t a . p o l i t i c a , l a sua i n e v i t a b l l e r i n u n c l a a l l ' a z i o n e e i l cadere i n uno stato d i rassegnazione e d i passlva accettazione dell 1andamento d e l l e cose, non a l i e n a da dolore e disperazlone; l'amarezza e l'odio d e l l a classe operala mentre s i dlbatte contro l e proprie precarie condizioni s o c i a l l . E con 1 raccontl " G l i e s i l i a t i " e "La casa d i v i a Valadier" abblamo appunto i l tema del per-s e g u l t a t i p o l i t i c ! , dell'uomo i n e s i l l o , e 11 tema d e l l a s o l l d a r i e t a umana, quando g l i uomini s i uniscono i n una l o t t a comune. 57 In questi raccontl l a scena viene spostata dalla campagna a l i a cltt£. In "Gil e s i l i a t i " alcuni paesani di Massa s i trovano a Roma, sfuggiti a l l e persecuzloni p o l i -ticise. Essi usano incontrarsi l a domenica pomerigglo in un caffeuccio fuori Porta Metronia. Nonostante l a sof-ferenza comune subita nel passato, ognuno resta chiuso in se stesso. L i tengono lnsleme soltanto 1 r i c o r d l , ormai del resto noiosl. Le abitudini romane, l a parlata ro-manesca 11 estraniano perfino dalle loro famiglie, gia assorblte dall'ambiente in cui vlvono, e fanno aumentare l a loro amarezza e l a disperazlone. Mentre prima erano lnteressati a l i a p o l l t i c a ed ec c i t a t i dal sogno socialista, adesso non provano che o s t i l i t a verso i l fascismo e di s i n -teresse per l'intero andamento pol i t i c o . . . . Maggiorelll . . ., era arrivato a un punto che nemmeno leggeva piu i l giornale. Parlare del passato g l i piaceva sempre; ma di quello che presentemente succedeva in I t a l i a e nel mondo, non s' lnteressava p i u . ^ A Massa l a compatezza del gruppo era dovuta ad un comune credo politico che aveva suscitato dentro di loro un benessere soprattutto morale. Adesso durante l ' e s i l l o nella Gro^stadt, l'evocazione sentimentale del passato non genera l a forza necessaria per mantenere l a loro solidarieta: l'uno ha troncato ogni contatto politico, 1*altro agisce da informatore, un terzo, benche non colnvolto in nessuna azione clandestina, non perde dl vista 11 suo ideale, l a v i t t o r i a del sociallsmo. Quest'ultimo, Maggiorelll, r i -trova entusiasmo e volonta. dl aglre accettando di nascondere 58 nella sua bottega un pacco di materlale owlamente di natura antifascista. Coll'arresto d l Magnini e c o l l a morte improvvlsa dl Blsorl l'antica solidarieta pero rinasce. I personaggi di Cassola vengono cosi ad esprimere i l pensiero dell'autore stesso: l a convinzione d e l l ' i n u t i l i t a degll sforzi uraani, l'accettazione d e l l 1 i n e l u t t a b i l i t a del dolore. Poveri, a f f l i t t i , i n f e l i c i e destinati a r i -manere t a l i , questi operai e contadini s i dibattono inu-tilmente sotto i l peso di un destlno awerso. In e f f e t t i 11 popolo cassoliano, operai, contadini e partigiani, e un agglomerato di individui l s o l a t i piu che una formazione sociale. Essi non sono mossl dalla forza delle idee ma da quelle degll i s t i n t ! , delle passloni e del sentimenti. La lo t t a p o l i t i c a e in fondo per essi un fatto naturale non molto diverso da quello che costitulsce l a loro v i t a quo-tldlana. Comunlsmo, fascismo, soclallsmo danno solo un nuovo nome a l i a loro eterna lotta per l a v i t a . E 11 fatto e che Cassola stesso e ben lontano dell'essere coinvolto non solo in dissertazlonl ideologiche ma neppure in questioni p o l i t i c o - s o c i a l i . Quello che a l u i interessa sono 1 sentimenti del suoi personaggi e i l fatto umano-fi l o s o f i c o della loro sltuazione esistenziale. Ed ecco Infatti che in questi racconti egli raggiunge un l i v e l l o poetico quando supera 11 problema sociale e i l momento storico-politico per rappresentare un destlno indlviduale, che segue una legge universale dell'esistenza (Come sara 59 anche nei suo romanzo La Ragazza dl Bube). Tutte le volte cioe in cul lo scrittore riesce a dimenticare che quel tale popolano e un comunista, un sociallsta, un fascista, un paritgiano, per considerarlo sempllcemente uomo. Con "Un matrimonio del dopoguerra" abbiamo i l prlmo tentatlvo cassoliano dl scrivere un breve romanzo (si tratta di un centlnalo di pagine). Cassola descrive le sorti di un ex partigiano, Pepo, preclsando i suoi rapporti s o c i a l ! e umani, le condizioni impoverite, le umiliazloni, 11 senso di fallimento e di oppressione, l a miseria e l ' l n -f e l i c l t a d i un disoccupato negli anni dell 1occupazione americana. Che Cassola abbla voluto esprimere l a frustra-zione ed 1 dolori sublti nei dopoguerra scegliendo un caso partlcolore, non lo neghiamo. II caso di Pepo, comunque, nonostante i dettagli intorno a l i a sua vi t a in famiglia, ha quella certa astrattezza'che abbiamo gla trovato nei racconti precedenti. Sentiamo l a c r i t i c a dello Squarottl: . . . 1 paesaggi sono g l i stessi, l a psicologia di gruppo non § mutata, nessuna nuova interpretazione e" avanzata a spostare i vecchl termini del pro-blema. . . . Proprio l a schematizzazione del per-sonaggi costituisce i l limite lnferiore del ro-manzo . . . ; i l caso prlvato di Pepo . . . finisce per apparire troppo generico, pur nella minuta cronaca del sentimenti, degli a t t i , del rapporti, perche racchiuso entro l'intenzione di definire in l u i una situazione t i p l c a del dopoguerra italiano, un paradlgma destinato a valere come documento definitorio di una condlzlone umana in quel particolare momento storico.. Q lo Questo commento c i pone davanti a l problema che Cassola dovette affrontare: " i l rischio . . . della chiusura in una formula sociale, storlca, anche di t i p i umani e di 60 paesaggio . * ."19 Nell'anno della composizione di "II soldato" (circa i l 195?) Cassola aveva gia compiuto le esperlenze l i r l c o -descrlttive di "II taglio del bosco" e quelle storico-poli-tiche di "Baba" e "I vecchi compagni". Gli rimaneva qulndi da collegare 11 "dentro", "l 1interna motivazione psicolo-gica" e 11 "fuori", l a "registrazione obiettiva d l a t t i e 20 accadimenti". II risultato fu l a storia di un giovane settentrionale costretto a fare i l servizlo militare nella "terra di pipe". La cittadina, in nessun modo preclsata, non offre nulla a i m i l i t a r i a l l ' i n f u o r i dl un caffe "Garibaldi", una casa dl tolleranza e lunghe passegglate per i l Corso. II perno del racconto, l 1incontro tra 11 soldato Ghersi e Rita, s i introduce subito nelle prime paglne e conferisce a l i a narrativa un'omogeneita non del tutto comune a l precedenti raccontl cassoliani. Due fat-t o r i coinvolti nella problematlca dell'esistenza, i l destino ed 1 rapportl amorosi, vengono t r a t t a t i come parti integranti di una vlcenda umana. Benche Cassola non per-metta un llbero svolgimento tematico seguendo le vieende di ognuno -Ghersi adesso capo della famiglia per via della morte del padre, e Rita reputata una sgualdrlna tra i m i l i t a r i - non g l i manca l a capaclta dl tracelare da una parte l a frustrazione e l a disperazlone del giovane, dal-l ' a l t r a l'autocontrollo quasi anormale e lo spirito di conservazione egoistico della ragazza. Per via di quel predetermlnlsm cassollano l a loro relazione amorosa non 61 puo migliorare. . . . — I o avrei voluto star con^te . . . sempre. Io avrei voluto sposarti. Perche non sei una ragazza che s i puo sposare? Perche? Dlmmelo—* Le aveva preso 11 braccio e gllelo strlngeva: —Perche non sei una ragazza perbene?2^ Benche l a rassegnazione e l'accettazlone del destlno, at-tegglamento tipico del protagonistl dl Cassola, riesca qualche volta incredibile e persino irrltante, e g l i ha saputo dare una compattezza indlscutibile a questa piccola vicenda. Che Cassola abbia saputo dipingere un personagglo complesso come Rita, capricciosa, mlsterlosa e sfuggente, che eg l i abbia tentato d i cogliere l'insieme e non i l particolare, viene trascurato da qualche c r i t i c o che pre-ferisce sottolineare le debolezze di Cassola narratore. Intendiamo quello che c i dice i l B a r i l l i . . . . Cassola sia per insenslbilita e inesperienza nella direzione d e l l ' i n t e r i o r i t a , sia per una d i f -fidenza ancora una volta muovente da un guardingo attaccamento a l senso comune che g l i lmpedisce dl affrontare esperlenze estremlstiche, situazioni emotive poste c^ltre una capacita 'standard' di reazione, non e riuscito ad asslcurare l a necessarla corrispondenza tra 11 "dentro" e i l "fuori", le due componenti g l i sono rlmaste tra le mani in succes-sione additiva, in giustapposizione e non in rap-porto organico.gg Anche i l Barberi Squarottl solleva del dubbi s u l l ' e f f i -cacia del racconto. • .. . la: storia sentimentale, col suo grovlglio di contraddizioni, non riesce a prendere forma e persuasivlta nei linguagglo privo di sfuraature, neutro, in cui § espressa. II volto del protagonist! non esce ma! dai generico, dali'astratto: . . .g^ Concludiamo questo capltolo col giudlzio dello Squarotti perche i l dubbio qui espresso c i offre lo spunto per 62 esaminare 1 romanzi cassoliani nei quail lo scrittore, ser-vendosi di un genere narrativo piu' complesso, dovra seguire i suoi protagonisti nelle loro diverse esperienze di vita. Di fronte a Cassola c'e un problema: come dare piu 'volto' al protagonisti e mantenere nello stesso tempo un l i v e l l o narrativo lmpersonale. Note sul Secondo Capltolo 63 1 Carlo Cassola, II Tagllo del Bosco, (Torino: Einaudi, 1959), P.37. 2 Ibid., p . l l . 3 Ibid., p.10. 4 Ibid., p. 26. 5 Ibid., P.38. 6 Ibid., p.12. 7 Ibid., p.25. 8 Ibid., p.73. 9 Ibid., p.83. 10 Ibid., p.117. 11 Ibid., p.149. 12 Ibid., P.151. 13 Ibid., p.173-14 Ibid., p.176. 15 Ibid. 16 Alberto Asor Rosa, Sorlttorl e popolo. Vol.11: La c r l s l del popullsmo. Cassola-Pasollnl, (Roma: Samona e Savelli, 1966), 13. 17 C. Cassola, I l Tagllo del Bosoo, p.275. 18 Giorgio Barberi Squarotti, Poesla e narratlva del se-condo novecento, (Milano: Mursia, 1961), p.247. 19 Ibid., p.248. 20 Renato B a r i l l i , "Regolarl e irregolari nella narratlva itallana," II Mullno, I, anno v i i i (1959), 222. 21 C. Cassola, II Tagllo del Bosco, p.536. 22 Renato B a r i l l i , op. c i t . . p.223. 23 G. Barberi Squarotti, "Cassola o i fondamenti del romanzo futuro," II Palatlno, II, v i i (1958), 76. CAPITOLO I I I Siamo a r r l v a t i ad un punto n e l l a n o s t r a lndagine s u l l e opere c a s s o l i a n e che posslamo chlamare 'climax' e n e l l o stesso tempo punto d i t r a n s i z i o n e . Nel romanzo Fausto e Anna, p u b b l i c a t o per l a prima v o l t a n e l 1952 e p o l con pochi cambiamenti per l o meno s t r u t t u r a l i n e l 1958, e i n La Ra-. gazza d l 3ube d e l i960, Cassola c i p a r l a d l un p a r t l c o l a r e momento s t o r i c o . Nel primo, Fausto e Anna, Cassola e r i -corso a l i a p r o p r i a p a r t e c i p a z i o n e a l i a R e s l s t e n z a , e s p r i -mendo l a c r i s i d e l p r o p r i o animo i n questo periodo; n e l secondo lnvece s i l i b e r a da ogni t e n t a t l v o a u t o b l o g r a f i c o , scegliendo d i raccontare una vicenda umana inquadrata n e g l i anni d e l l ' immediato dopoguerra. A w i c i n a n d o c i a l due romanzi notiamo prima d i t u t t o una d i f f e r e n z a s t r u t -t u r a l e n e l l a l o r o composizione. Mentre Fausto e Anna s i d i v i d e i n due p a r t i ben d i s t i n t e , l a r e l a z i o n e d i Fausto e Anna durante 1 'esperlenza p a r t i g l a n a d i Fausto e p o i 1 ' i n c o n t r o con Anna sposata, 11 romanzo La Ragazza d l Bube r i v e l a una s t r u t t u r a p i u armoniosa: l ' a t t o d l vendetta, compiuto da Bube, l ' e s i l i o , l a condanna a q u a t t o r d l c i anni d i i n c a r c e r a z i o n e , l ' e s p e r l e n z a d i Mara a s e r v i z i o presso una f a m i g l i a d i Poggibonsi, l e sue v i s i t e a Bube i n p r i g i o n e sono d a t i d i un'unica s t o r i a , q u e l l a d i Mara e Bube. E che l a c r i t l c a abbla apprezzato l ' u n l t a 65 strutturale e 11 valore poetico del secondo romanzo viene attestato dal fatto che Cassola rlcevette i l Premlo Strega nello stesso anno della pubbllcazione. La prima parte di Fausto e Anna svolge 1»incontro del due protagonisti a Volterra e traccia g l i a l t l e bassl della loro relazione. Anna Mannoni c l fa ricordare l'Anna di "Le amiche": tutte e due sentono una gloia di vlvere nel contatto c o l l a natura. Anche Anna Mannoni preferisce star sola godendo "lo splendore della mattina", "con l a testa vuota e le membra lntorpidite". A sedici anni l a sua v i t a di 'attesa' (attesa dell'amore) le sembra dura e sconcertante. Comunque l'atteggiamento di Anna verso l'awenire e fondamentalmente fiducioso. E l l a civettava con se stessa, perche dal fondo dell'anima una voce le dicesse . . . che l e i era fresca e graziosa e che piu di un giovanotto avrebbe perso l a testa per l e i ; . . .g Incontriamo Fausto a Volterra, dove passa le vacanze, avendo appena compiutl g l i studi a Roma. Anche l u i cerca di sfugglre a l i a nola, godendo l a compagnia dl alcuni a-spiranti a r t i s t i . I discorsi del compagni sull'arte e sulla p o l i t l c a non suscitano che un interesse superficiale in l u i . Incapace di decidersi per g l i studi superiori di Legge o di Medicina egli s i preoccupa di fare l a figura del giovane intellettuale, fingendo disprezzo per 1 co-stuml e g l i attegglamenti borghesi, e per nascondere 11 proprio stato di lnquietudine e dl indecisione s i mostra c r i t i c o degli adolescent1 che viene a conoscere. II primo breve incontro di Anna e Fausto per l a strada 66 non lascla traccia nella mente del giovane. La breve con-versazlone f r a 1 due l a sera seguente a teatro e invece signiflcativa, in quanto che vengono gia st a b i l i t e le posizioni del susseguenti incontri. — A me non place 1 'opera, -disse Fausto. — E a le i ? f — Uhm, -rispose Anna. — L'operetta di piu. Qui a Volterra bisogna contentarsi, -aggiunse dopo un po'. — Lei sta a Roma, vero? — Purtroppo, -rispose Fausto. — Perche purtroppo? A me piacerebbe vivere in una grande c i t t a . — Non bestemmi, -disse Fausto. Anna lo guardo interrogativamente. Fausto, im-barazzato, abbasso lo sguardo.^ Fausto non manca di pronunciarsl in modo negatlvo su tutto, e Anna rimane perplessa. Le passeggiate fatte insleme in seguito dl rado suscitano l a f e l i c i t a e l a t r a n q u i l l i t a sperata dai due giovani. L^ttegglamento sprezzante d i l u i verso un amore 'borghese' sconcerta l a ragazza e urta l a sua fiducia' nell'andamento regolare della v i t a . La loro relazione deteriora c o l l a partenza dl Fausto per Roma, e, disperata a causa della gelosia infondata di Fausto, Anna rompe con l u i . Certo lo amava. Ma era un amore che non le aveva dato altro che dolori. . . . Anna era una ragazza coragglosa, capace di far forza a l proprl sentimenti quando s i fosse convinta che era necessario.^ Spostatasi l a famiglia Mannoni a Grosseto, Anna accetta l a dichiarazione di Mlro, giovane lmpiegato del Consorzlo Agrario. La rassicurazlone dl un amore corrisposto, che invano aveva chiesto a Fausto, Anna l'ottiene da Miro. La s t a b i l l t a e l a v l t a l l t a della loro relazione sono in 67 accordo con 11 concetto ottimistico che Anna ha della v i t a . Rassegnata a l suo destino di moglie e madre Anna s i sente tranquilla e f e l i c e . Rifiutare l a parte che 11 destino le aveva riservato avrebbe voluto dire sfugglre a l i a legge di natura. La rassegnazione di Anna rassomiglla molto a quella d i Anna in "Le amiche". Comunque, mentre l a v i t a coniugale viene accettata dalla seconda come un punto nel-l'andamento normale delle cose, che non arrivera pero mai a rompere l a sua corrlspondenza quasi spirituale c o l l a natura, e non potra interferlre con l a sua vera v i t a in-tima, i l matrimonio per Anna Mannoni sara lo stadio finale della sua v i t a : d'ora in poi l e i sara solo moglie e madre. II c r i t i c o Cogo caratterizza Anna Mannoni in questo modo? ... . L a conoscenza di Fausto affonda in l e i una intlma comprenslone che poteva costituire l a base per un grande amore. Tuttavia saggia-mente e l l a s i distacca e accetta un affetto piu discreto ma del tutto Sicuro. Anche se l ' e s i -stenza non ha inverato t u t t i 1 sogni, anche se i l volgere della giovlnezza immallnconlsce, Anna sceglie l a fiducia nell'ordlne delle cose.^ La disperazlone che prende Fausto mentre e a Roma s i nutre di una gelosia per Anna che non ha alcun fondamento. A Volterra era soddisfatto dalla presenza di Anna e dalla conoscenza della ,sincerita del sentimento di l e i , adesso, a Roma, Fausto s i sente desideroso del suo corpo. La sua abitudine di frequentare l a casa dl tolleranza non g l i porta sollievo, intensifica anzi i l suo desiderio di possedere Anna. F a l l i t i i suoi tentativi nello scrlvere, egli r i f l e t t e sull'origine delle sue aspirazioni i n t e l -l e t t u a l l . Essendo stato da ragazzo maltrattato dai 6 8 compagni dl scuola, eg l i cerca adesso di vendlcarsl scegliendo di f a r s i valere nei campo letterario. Passo in r i v i s t a g l i a l t r i l e t t e r a t l che conosceva. Rievocando i loro v o l t i occhialuti, i loro corpi sgrazlati* l a loro timldezza e goffaggine, giunse in un lampo a l i a conclusione: l'arte, l a cultura erano i l rifugio degli scarti, di coloro che nella v i t a avevano ricevuto solo urailiazioni.£ Questi period! di 'raglonamento lucido 1, come sembrano a Fausto, in realta rinforzano 1 1 suo complesso d 1 i n -f e r i o r i t y e mettono in evidenza i l suo atteggiamento verso i l destino e verso l a vi t a . Contrariamente a l i a ottimistica accettazione della v i t a da parte di Anna, i l suo modo di concepire l a v i t a s i dimostra pessimistico. Per l u i una sorte infelice e prestabillta. Tutto immerso nei suo pes-simismo, Fausto s i abbandona all ' o z i o . Ed e questo pes-simlsmo quasi masochistico che lo spinge a r i f i u t a r e di credere a i sentimenti sinceri di Anna. A l i a fine della prima parte del romanzo troviamo Fausto frustrato e disperato, una vittima di se stesso, incapace dl caplre 1 1 proprio anlmo. Secondo 1 1osservazione di Cogo, Fausto a questo punto diventa una figura maschile tipicamente cassoliana. Le figure maschili sono spesso in evidente contrappunto a l i a f a c l l i t a nativa delle donne nei cogliere g l i umili valor! della v i t a , nei comporsi con l a fede un senso familiare del mondo, nell'accettare l a realta. Gli uomini soffrono di non saper esprimere i l loro animo.r, II racconto "Baba" che gla conosciamo dalla raccolta II Tagllo del Bosco apre l a seconda parte del romanzo. Ci sono alcune varlazioni nelle l o c a l l t a geografiche e, 69 a differenza del protagonista nella prima versione, Fausto s i lega a l partigiani; per i l resto Cassola non ha cambiato l a linea narrativa del racconto. Tracelando 1»esperlenza di Fausto (qui piu che altrove Fausto e una figura auto-blograflea) Cassola rlcorda 11 proprio tentatlvo di andare a fondo coi problem! del periodo della Resistenza italiana. L'atto di associarsi a l partigiani non parte da una pro-fonda convlnzione p o l i t l c a s u l l ' e f f i c a c i a morale d e l l ' a t t i -v i t a clandestina, bens£ da uno stato dl turbamento e dl indecisione. Dapprima Fausto e colplto dalle condizioni squalllde in cui essi vivono. Poco a poco pero, sia l'ec-citazlone provata nell'impresa b e l l i c a che i period! dl i -nat t i v l t a e di noia diventano un modo di vivere accettabile anche per l u i . E Fausto trova in questa v i t a completamente f i s i c a un rlfugio dal proprio sconvolgimento spirituale. . . . Dieci, venti volte Fausto s i porto i l cuc-chiaio a l i a bocca, e improwlsamente senti che non sarebbe andato via quella sera, ne domanl, ne tra qualche glorno, ne mai; che sarebbe rimasto con quegli uomini fino a l i a fine, che non s i poteva vivere diversamente da cosi, che l a v i t a consisteva solo In quelle semplici operazioni, mangiare nella gavetta, bere a l fiasco, fumare e dormire in terra.g Di tanto in tanto pero Fausto prova sentlmentl ambiva-l e n t l . Talvolta s i sente capace dl correre qualsiasi peri-colo, per provare poi disgusto e orrore a l i a notizia del-l'assassinio di un tedesco. Talvolta s i vanta della sua parte di partigiano, per trovarsi poi a compiangere l a solitudine di un contadino, i l cui f i g l i o era stato ucciso dal m i l l t i , o l a sorte della giovane moglie dl un encefalitico. 70 I travagli e le traversie delle donne e degli uomini che egli incontra g l i toccano i l cuore e suscitano nella sua anima nuovi tormenti e dubbi sulla propria a t t l v l t a di partiglano. Anche i l comportamento del suoi compagni, l a incontrollabile smanla dl uccidere dl Giovanni, l'atteggia-mento autoritario del capo Claudio, lo sconcertano. Come conclliare in se stesso l a giustizia tipo partiglano, occhio per occhio, dente per dente, con 11 proprio senso di onesta e di imparzialita? In che modo l'ha influenzato I 1esperlenza partigiana? Invano Fausto tenta di trovare l a risposta. o . o 'Ml sono laureate E scoppiata l a guerra. Sono diventato comunista.1 Ma quest'ultima asser-zione manifestamente non corrispondeva a verita, e Fausto s i affrettd a correggerla: 'Ho creduto per un momento di essere comunista, ma poi mi sono accorto che non lo ero.• Cos'era, allora? 'Sono un partiglano. Non sono nulla, assolutamente. Sono un \iomo. Vivo, amo. Ma che cos'e l a vita? Che cos'e l'amore? Ho ventisette anni 1, rlpete; ma con quella frase non rlusclva piu a far presa s u l l a compllcata vicenda di eventi e di sentiment! che fluivano in l u i e intorno a l u i . ^ Lo stato d i indeclslone nel quale Fausto s i trovava prima di legarsi a i partigiani viene in un certo modo sormontato, e i l suo senso di estraneita in mezzo a loro piu che mai confermato. Fausto sa di non essere un partiglano e di non essere un comunista. Quando l a squadra dl Fausto viene spostata prowisorla mente a San Ginesio, Fausto s i trova ospitato per qualche giorno d a l l a famiglia di Anna. II fasclno inesprlmlblle che egli provava nel passato per Anna torna a far rinascere in l u i una vaga speranza. Piu che altro pero e 11 contatto 7 1 umano e l a f e l i c i t a di stare tra esseri umani che susclta in Fausto un sentimento di benessere f i s i c o e spirituale. Sconcertata dalla presenza di Fausto, Anna viene a rlcono-scere l a profondlta del suo amore per l u i , ma nello stesso tempo questo l a aiuta a rlconfermare a se stessa che oramai l a sua parte nella v i t a e quella di moglie e d l raadre. Finito 11 soggiorno a San Ginesio, Fausto accetta dl non vederla piu, rendendosi conto che in questo piccolo paese e terminata una certa fase della sua v i t a . La soluzione del romanzo c l sembra naturale, come osserva glustamente i l c r i t i c o Tondo: . . . La soluzione, che puo sembrare banale e scontata, e lnvece l a naturale concluslone della storia. II clrcolo s i salda, l a v i t a ritorna a scorrere nei blnari consueti anche dopo i piu tremendi rivolgimenti.^ Q In Fausto e Anna abbiamo due atteggiamenti es i s t e n z i a l i . Da una parte quello negative) d e l l 1 intellettuale che cerca di discutere sulla v i t a , d i trovare una"spiegazlone ai diversi f a t t i che ne segnano 11 corso e invano cerca d i aggrapparsi a degli ideali per cui lottare, e dare un senso a l i a propria esistenza. Opposto a questo e'e l' a t -teggiamento positivo della donna, creatura i s t i n t i v a , che s i adegua naturalmente a l corso della v i t a e che trova una sua soluzione perche accetta l a v i t a senza discuterla. Dobbiamo sottolineare pero che in questo romanzo Cassola cerca anche un signiflcato per l u i accettabile di un particolare momento storico, l a Reslstenza, servendosl della propria esperienza partigiana. Tramlte l a figura 72 di Fausto, e g l i ha compluto un'indagine su uno speciflco periodo della propria v i t a , tracclando g l i e f f e t t l dell'at-t l v i t a partigiana su se stesso. E percio i l giudizlo di Asor Rosa sull'uso cassoliano della storia non puo che sorprendercl un po 1: . . . Egli accetta i n f a t t i di considerare come un problema di rlsolvere l'esistenza stessa della storia: l'idea che sia necessarlo ed interessante fare 1 conti con essa, anche soltanto per arrivare a l i a conclusione che l a storia non e* ne necessaria ne interessante. Tutto cid e semplicemente r i -pugnante con l'ideologla cassoliana, per l a quale 1 *lnslgnificanza della storia non s i dlscute, ma s i accetta come un dato incontrovertlbile.^ Viene all o r a da domandarsl: "Se per Cassola l'elemento storico non ha alcuna v a l i d i t a in quanto tale, perche' s i servira ancora una volta dl uno specifico sfondo storico, g l i anni dell'Immedlato dopoguerra, in La Ragazza dl Bube?" Secondo me Cassola ha fatto si* i conti con l a storia in Fausto e Anna, ma non per stab i l l r e 1'insignificanza di essa, bensf per trovare quale fosse l a misura di 'storia' adatta a dare v a l i d i t a alle vite degll esserl umani da l u i descritte. E vorrei sottollneare l'importanza della par-tecipazlone dl Cassola a l i a Reslstenza: 1 mesi passatl nella macchia insieme al partiglani l'hanno portato in contatto con diversi s t r a t i s o c i a l ! e con varie fazioni politlche, ma soprattutto g l i hanno dato l'occasione di conoscere a fondo i giorni grigi del suoi protagonisti. Nei I960 apparve un altro romanzo di Cassola La Ragazza dl Bube. Indagati g l i annl della Reslstenza itallana in Fausto e Anna, Casssola sceglie ora di 73 raccontare una storia prlvata che risale agli anni del-l'lmraediato dopoguerra. In questo periodo di sconvolgi-mento politico-sociale chi aveva sofferto del soprusi da parte del f a s c i s t i s i sentiva libero di vendicarsi. Un tale atto di vendetta compiuto dal protagonista Bube serve dl sfondo a l romanzo. Cassola lo introduce indlrettamente in una conversazione tra Bube e Mara, l a protagonista. Bube racconta come a San Donato g l i sia accaduto di uc-cidere 11 giovane f i g l i o del maresclallo per vendicare l a morte di un amico. Consigliato di nascondersi, Bube s i reca In un capanno dl campagna. II delitto viene trattato sempre dal punto di visto del giovane protagonista, e Cassola non manca di registrare ogni riflessione d l Bube su dl esso. Dapprima Bube e convlnto dl avere agito in nome della giustizia, ma poi, costretto a rlmanere tre anni in e s i l i o in Francia, egli s i sente mortlflcato, deluso, quasi tradito e soffre anche per l a disperazlone di star lontano dalla fldanzata Mara. Invano i l futuro suocero e g l i a l t r i compagni di lotta tentano di illu d e r l o e di i l l u d e r s i nell'awento di una prossima riscossa sociale che portera a compimento i l processo rivoluzionario i n i -ziato con l a Resistenza e portera gi u s t i z i a a chi ha finora sublto i soprusi degli a l t r i . Condannato a quat-tordici anni di lncarcerazione, Bube s i sente pieno di rancore verso i compagni che l'hanno malconsigliato: l u i ha soddisfatto i loro rancorl. II finale stadio del suo ripensamento lo porta a l i a concluslone che eg l i e stato 7 4 una vlttlma delle clrcostanze. Come guida aveva avuto solo g l i i s t i n t i . e percid aveva sempre aglto impulsiva-mente. Con i l tema del delitto s'intreccia l a storia umana dl Mara e Bube: i primi i n c o n t r i . i giorni passati insleme nei capanno, g l i abbraccl dapprima timidl e poi espansivi, e i l turbamento e l a f e l i c i t a susseguenti. Quest'esperienza amorosa, l a prima per t u t t i e due, lega Mara e Bube, perd in segulto prende un significato lndividuale per ognuno. Per Bube in e s l l l o l'amore dl Kara rappresenta l a speranza di un awenire f e l i c e , l'unica che possleda. Per Mara 1'esperienza con Bube e un fe l i c e ricordo del passato. II presente e soltanto 11 presente interessa a l e i . Ma a causa di questo legame col passato sente che 11 presente e l a vi t a le sfuggono. Non puo abbandonarsi ad una re-lazione amorosa con un giovane, Stefano, conoscluto dopo aver lasclato i l suo paese per andare a' lavorare in c i t t a . . . . 'Ma dunque sono destinata a passare l a mia glovinezza cosi, senza l'amore?' Un mese prima, aveva compiuto diciassette anni; e le pareva che i l meglio della v i t a fosse gia passato.^2 All'awenire non pensa. Quello che conta per l e i e i l momento. E nella compagnia di Stefano . . . l e i aveva soltanto desiderlo d i f a r s l abbrac c i are.^ ^  Mara e una creatura tutta istinto, ma sara proprio questo lstinto naturale che l a spingera a seguire l a strada giusta e le dara quella straordlnarla reslstenza morale necessaria per percorrerla. 75 Quando viene awlsata che Bube e stato rimpatriato e imprlgionato a Firenze in attesa del processo, Mara istintivamente sente qual'e l a parte che c i s i aspetta da l e i , qual'e i l ruolo che l a v i t a le ha assegnato. Rendendosi conto che Bube ha bisogno del suo affetto, l e i accetta 11 suo destino. o . . io...sono l a ragazza di Bube — . Ecco, era cosl: l e i era l a ragazza dl Bube; non poteva abbandonarlo; . . . ^  Restera. cos\ accanto a Bube a infondergll coraggio e speranza, in paziente attesa d i unirsi a l u i dopo 1 lunghi anni di prigione. Osserva giustamente Asor Rosa: II dolore, in breve, e legge universale, e soltanto chi lo esperlmenta fino in fondo pud sperare di superare i l proprio egoismo e l a propria indifferenza. II s a c r i f i c i o nasce percio dal convinclmento che a l proprio destino non s i sfugge e che accettarlo rap-presenta l'unico modo di reagirvi conveniente-mente.^ Cassola riafferma ancora l a sua f l l o s o f i a del "quoti-diano". Mara supera l a propria sofferenza e l'esaspera-zione del tempo che l a separa da una v i t a normale lasclandosi andare agli a t t i abituall e inslgnificanti della v i t a di t u t t i 1 giorni, l a quale continua i l suo corso a dispetto di ogni dolore. Aggrappandosl ad essa Mara lascera che l a v i t a riempia i l vuoto che e l l a sente dentro di se e ri u s c i r a a tirare avanti. La lasciamo cosl a l i a fine del romanzo In uno del mille momenti uguall che stanno scandendo l a sua monotona v i t a : sulla corriera che corre nella valle e porta Mara in una delle i n f i n i t e 76 v i s i t e a Bube in prlgione. Come sempre in Cassola i l personagglo trae una sorgente d l forza dalla contemplazione della natura: . . . Ce r a un mare di nebbla, lagglu: da cui emergevano come isole le sommita delle c o l l i -nette. Ma i l sole, attraversando coi suoi raggl obliqui l a nebbia, accendeva di l u c c i c h i i i l fondovalle. . Mara non distoglieva un momento g l i occhi dallo spettacolo della vallata che s i andava svegliando nei fulgore nebbioso della mattlna.^£ Non possiamo fare a meno di sottollneare che Cassola, benche racconti un awenimento preso da uno speclfico periodo storico, in un certo modo trascende I'elemento storico per scrivere una storia umana. La v a l i d i t a delle psicologie del protagonist! e raggiunta da Cassola tramite una registrazione minuta delle reactions and interactions di Mara e Bube. Cassola ha superato l ' l d l l l i o di Fausto e Anna per trattare l a realta della relazione di Mara e Bube. Ed e questo aspetto reale che porta l a loro storia fuori da un inquadramento storico troppo rigido e afferma l a sua v a l i d i t a universale. E interessante notare come l a c r i t i c a marxista, rappresentata tra g l i a l t r i da Piero Dallamano, vorrebbe vedere nei romanzo "una tesi e un'ideologia ben precise". Ecco i l giudizlo di Dallamano incluso in un artlcolo di Tarizzo: . . . '...per quale ragione, per quale intima sollecltazione tornerebbe Cassola a trattare in un romanzo 1 temi del dopoguerra e i problemi nati dalla Reslstenza, gia affrontati in a l t r i suoi l i b r l , a tanta distanza di annl dagli eventi, se non lo sospingesse l'ansia di superare l a cronaca e di giungere flnalmente a una verlta 77 piu profonda?• questa v e r i t a piu profonda sarebbe poi un'affermazlone d i s p i r i t o r e-azionario: da parte d e l personaggio (e quindl, secondo Dallamano, d a l l o s c r i t t o r e stesso) • i l passato d i sangue viene radioaimente negato o a t t r i b u i t o a l l e colpe d e g l i a l t r i . ' . . . Per Dallamano i l rancore d i Eube verso coloro che l o avrebbero spinto ad agire f u o r i d e l l a legge sarebbe insomma i l punto focale nel quale s ' i d e n t i f i c a l a rin u n c i a o i l r i -f i u t o d i Cassola nei confrontl d e l l a R e s l s t e n z a . ^ Ci sembra sbagllato supporre che con La Ragazza d l Bube Cassola volesse negare l ' i n t e r a Reslstenza l t a l i a n a . II f a t t o h che i n questo romanzo i l momento s t o r i c o non esiste i n quanto t a l e , ma come parte integrante d i una s i n t e s i t r a un periodo s t o r i c o e una s t o r l a umana. Ed e questa s i n t e s i che l a c r i t i c a ha riconoscluto premiando i l romanzo c o l Premio Strega del I960. II dramma umano d i Mara e Bube, come abblamo v i s t o , s i inquadra i n un determinato ambiente s o c i a l e , 1 1 quale sta vivendo i l suo momento d i l o t t a e d l protesta r i v o l u z i o n a r l a . E n e l l e figure d i Bube e del padre d i Mara e rappresentata con i n t e n s i t a poetica - attraverso le loro sempllci parole, i l o ro g e s t l nudi e i lunghi s i l e n z i - q u e l l a sorda, dlsperata r i b e l l i o n e che s i a g i t a dentro d i lo r o , quel senso d i lnsofferente attesa per i l compimento s u i piano sociale d i qu e l l a rivoluzione da loro l n l z i a t a combattendo sui monti. Ma Cassola non e interessato a s o l u z l o n i p o l i t i c o - s o c i a l l per questa c r i s l . La sua s e n s i b i l l t a d i s c r i t t o r e e v o l t a a l problemi d e l l ' e s i s t e n z a d e l l ' i n -dividuo. Ed e g l i mostra l a sua piu vera ispirazione quando supera i l problema sociale e 1 1 momento s t o r i c o -78 politico per rappresentare un destlno lndividuale, che segue l a legge universale dell'esistenza. Come sempre chi tocca l a piu profonda vena poetica dell'autore e un personagglo femminile: in questo caso l a ragazza di Bube. II destlno di Mara, i l suo adeguarsl a l "fatto d e l l ' e s i -stenza" e i l vero tema del romanzo. E come osserva Asor Rosa . . . Mara e un tipico personagglo cassoliano, che nasce fuori della storia ed entra nella  storia solo come vlttlma, mal come protagonlsta^p Cio* che l a lega a Bube e a l i a sua gente non e l a lotta sociale, ma un comune, universale destlno di dolore. Concludendo sul tema della Reslstenza, come viene af-frontato da Cassola in questo romanzo, esso e sentito solo come sltuazione eccezionale che sconvolge temporaneamente l a v i t a del suoi personaggi e che e* ben presto soffocato nei grigiore della v i t a quotldlana, l a quale riprendera i l suo corso fatto di avvenimenti banali e uniform!. Cassola r i f l e t t e nei suoi personaggi i l proprio concetto dell'esistenza, le cui miserie non hanno una spiegazlone solamente sociale. Bube, i l padre di Mara e 1 loro com-pagni - dl sorte piu che di partito - hanno affrontato l a l otta p o l i t i c a come un fatto della loro esistenza e ben presto abbandonano l a speranza in un futuro migllore. Essi vivranno in una nostalgica rievocazione del passato. La lotta partlgiana restera per loro i l ricordo dl un momento di esaltazlone e di forza, che quando e vlssuto mostra invece, come tutto, molte liraitazloni e molte 79 brutture. C o l l a pubblicazione d i questo romanzo Cassola ha suscitato l 1 i n t e r e s s e del grande pubbllco. Cosl sarebbe p l a u s i b l l e supporre che Cassola abbla pensato d i aver trovato i l vero corso d e l l a sua na r r a t i v a . Noteremo invece che n e l l a produzione successiva e g l i affermera l a sua predlsposizione per l a n a r r a t i v a l i b e r a da ambienta-zione s t o r i c a e d a l l e conseguenti r e s t r i z l o n l . 80 Note s u l Terzo Capltolo 1 Carlo Cassola, Fausto e Anna, (Torino: Elnaudl, 1958), p.14". 2 Ibid., p.22. 3 Ibid., p.30. 4 Ibid., p.90. •5 Bernardino Cogo, "Carlo Cassola. Introduzlone a l i a v i t a sempllce," Letture, XX (1965), 534. 6 C. Cassola, Fausto e Anna, p.92. 7 3. Cogo, op. c i t . , p.525. 8 C. Cassola, Fausto e Anna, p.l85» 9 Ibid., p.224. 10 Michele Tondo, "Carlo Cassola," Letteratura, VII, xxxvil-x x x v i i i (1959), 137. 11 Alberto Asor Rosa, S c r i t t o r l e popolo. Vol.11: La c r l s l del populisms Cassola-Pasollnl. (Roma: Samon& e Save111, 1966), 28. 12 Carlo Cassola, La Ragazza d i Bube, (Torino: Einaudi, I960), p.187. 13 Ibid., p.203. 14 Ibid., p.225. 15 A. Asor Rosa, op. c i t . , p.44. 16 C. Cassola, La Ragazza d l Bube, p.266. 17 Domenlco Tarlzzo, "L'universo morale d i Carlo Cassola," Letteratura, VII ( I 9 6 0 ) , 272. 18 A, Asor Rosa, op. c i t . , p.42. CAPITOLO IV Se La Ragazza dl Bube rappresenta l'apice della nar-rativa cassoliana per quanto riguarda l'equilibrio ragglunto tra sfondo storico e storla umana, Un Cuore arldo segna 11 prlmo punto del ritorno di Cassola a l i a poetica giovanlle. Dal 1961, l'anno della pubbllcazione di Un Cuore arldo, in poi, s i nota una riaffermazione graduale del temi fonda-mentali cassolianl, tra i quail sono da notare l a fedelta al luoghl f a m l l i a r i , l a scelta della solitudlne, l 1impor-tanza della v i t a quotidiana. Questi temi gia incontrati nei brevl schizzi di La Vi s i t a , vengono approfondlti ed amplificati negli anni sessanta e formano i l f i l o che collega Un Cuore arldo, II Cacclatore, Tempi memorablll, Storla dl Ada, e Ferrovia locale. In Un Cuore arldo e nella narrativa seguente Cassola s i libera da un'ambientazione storica precisa e concentra l a sua attenzione sui protagonisti. II sopraddetto romanzo svolge una specie dl educazione 'spirltuale' dl Anna, l a protagonista, che lnsieme a l i a sorella Bice vive da una zia a Marina di Pisa. Di glorno i l lavoro di sarte co-stringe le due ragazze a rimanere in casa, e l a sera porta loro poco svago: le recite a l teatrino della parrocchla, le passeggiate lnsieme alle amiche, e d'estate qualche 82 ballo alio chalet. Con questi dettagll Cassola crea 11 •rltmo quotldiano 1 della v i t a delle due sorelle, nella quale Mario, un giovane soldato del Nord, viene improv-visamente ad lntrodurre un elemento nuovo: egli diventa I'oggetto degll a f f e t t l di Bice e Anna. Benche Mario s i fidanzi con l a sorella maggiore, e g l i sente i l fascino dl Anna e poco a poco s'lnnamora dl l e i . All'insaputa della sorella, Mario e Anna vivono l a loro breve storia d'amore, finche, a l i a fine della ferma, i l ragazzo se ne tornera a l suo paese abbandonando le due donne. Ma prima che e g l i parta, Anna, c o s i anslosa dl v i t a , vuole vivere questa esperienza flno in fondo, quasi volesse strapparne qualcosa di autentico e di vero da rlcordare, e s i da completamente a Mario. Cos! Anna ha conosciuto 11 vero amore, qualcosa di inafferrabile e sfuggente che lascia piu vuoti e i n f e l i c i 'di prima. Confusa e dlsperata, cercando di ridare ordlne e serenita a l i a sua v i t a , Anna s i aggrappera alle cose intorno, a l i a natura, a g l i epi-sodl della v i t a d l t u t t i 1 giornl, elementl costanti, immutabili che ridanno a l i a ragazza un senso dl sicurezza. Si volto a guardare indletro. Intorno a l e i l a superficie dell'^acqua s i alzava e s i abbassava appena; ma poco piu avanti 1'ondulazione s i ac-centuava, sulle creste delle onde f i o r l v a un f l l o di spuma, . . . E poi c'era l a splaggia: a f f o l l a t a come negli annl scorsl, forse anche di piu. Anna chluse g l i occhi; torno a r i a p r i r l i . 'Si, e tutto come prima, -penso; - io sono l a stessa di prima . . . » Era definitlvamente guarita; era di nuovo libera e in attesa fiduclosa di cio che le rlserbava 11 futuro.^ L'esperienza dell'amore l'ha soltanto temporaneamente 83 cambiata. II rumore amico del mare era lo stesso; l a splaggla a f f o l l a t a era l a stessa dell'anno prima. E Anna era ancora giovane, flduciosamente aperta a cio* che le serbava l a v i t a . Ma l a seconda esperlenza che le offrira. i l destino nella figura di Marcello sara ancora piu deludente della prima. Una relazione puramente f i s l e a , nella quale Anna sembra buttarsi come spinta da un caparbio lmpulso a vivere fino in fondo quello che i l destino ha messo sulla sua strada. Essa sembra voler giungere affannosamente a l punto in cui poter tirare le somme sull a propria esistenza. Dopo aver troncato l a relazione con Marcello, Anna s i porra queste domande sui suo passato e sull 1awenire: Dove era l a f e l l c i t a che deve accompagnare l'amore? Quando s i era sentita felice? Che cosa le aveva portato l'amore? In e f f e t t l non le aveva portato nulla. In verita 1'aveva lasciata vuota e aveva cancellato 11 ricordo del s o l i moment! f e l i c i che avesse avuto, quelli passati nel-l 1 a t t e s a dell'amore. La conoscenza dell'amore 1'aveva resa impudica ed lnsensibile a l i a normale v i t a del suo ambiente. Anna s i rende conto di non potersl aspettare piu nulla dali'awenire per quanto riguarda l a v i t a esterna. Si accorge anche che lo sconvolgimento nella sua v i t a e venuto tramite le esperlenze con Mario e con Marcello. E solamente quando riu s c l r a a staccarsi da queste esperlenze puramente esterne e a superarle, Anna rltrovera l'equlllbrlo nella propria esistenza. 8 4 Cassola ritorna cosi a l i a sua filosofla della vita annunclata fin dai primissimi racconti: 1 *isolamento, l a contemplazione della natura e del luoghi famillarl, 1 momentl piu b e l l i della vita rivlssuti nei ricordo, ecco dove s i annida l a serenita dell'esistenza. Le cose esteriori non fanno che sconvolgere e turbare, non sono che distrazionl che allontanano dai vero senso della vita che sta nella nostra intimita. o . . Niente, niente avrebbe potuto sconvolgere la sua vita . . o perche l a vita, l'essenza vera della vita, e i f a t t i , quel fatt i dl cui s i parla tanto, e in cui sembra che consista la vita di una persona, erano in realta senza importanza, senza signiflcato.2 Anna ovviamente allude all'esperienza dell'amore come a qualcosa di insignlficante nella vita. Cio che conta di piu e un piano di intesa con i luoghi Intorno, con g l i av-venimenti di ogni giorno, con tutte quelle cose che in se stesse non sono importanti, pero tramite le quail s i puo mantenere un contatto colla vita vera. Le cose della natura e le cose comuni non cambiano, non portano novita e percio non possono tradlre. 0 . . II solel II solel s i levava ogni mattina, ogni mattina riscaldava le anlme, col suo calore, con l a sua luce. Ogni mattina tornava a svelare l a lnflnlta bellezza del mondo, quella bellezza che l'anima puo contenere, ma che la vita quotldlana non pud accogllere. La vita quotldlana s i com-poneva di tante cose, piccole e grandl, rlfare 1 l e t t i e mangiare, fidanzarsi e sposare; ma la vita vera era come la luce e i l calore del sole, qualcosa di segreto e di inafferrabile.^ Ecco perche a l i a fine del romanzo, ormal saggia e maturata attraverso le esperienze della vi ta, Anna r i f iuta l a 85 proposta di Mario di raggiungerlo in America. La sua 'educazlone spirltuale 1 s i e compiuta. Essa salva l a propria indipendenza spirltuale e l a propria liberta. Puo sembrare forse un atteggiamento egoistico e rinun-ciatario. Ma questa rinuncia e per Anna profondamente morale. Le impedira di scendere a l compromesso a cul s i abbassera invece l a sorella Bice, l a quale giungera a l matrimonio spinta da ca l c o l i u t i l i t a r i s t l c i . Anna caplsce che lasciare i l proprlo paese signi-ficherebbe lasciare le uniche cose che non tradiscono mai: 1 luoghi familiari che rlflettono l a parte piu prezlosa della sua anima, i ricor d i di tutto cio che ha vissuto, delle esperienze che 1*hanno plasmata e che ora arrlcchiscono l a sua s p i r i t u a l i t a . I luoghi noti non mutano, non deludoho e questa intima sicurezza le da serenita e tr a n q u l l l l t a . Anna non teme l a solitudine perche l e i vede in essa i l modo migliore d l seguire quel f i l o d i vi t a vera che fluisce in tutte le cose intorno a se stessa e 11 modo migliore per poter percepire i l semplice fatto della propria Intima esistenza. Anna Cavorzio e una tl p i c a figura femminile cassoliana: forte, serena, saggia. it ormal owlo che Cassola personifica nella donna le doti piu nobill e l a saggezza dl vivere. E dunque essenzlal-mente attraverso lo studio del suoi personaggi femminili che lo scrittore va a l i a ricerca di una risposta sul "fatto dell'esistenza". 86 Per l a donna, sembra dire Cassola, l a v i t a s i Iden-t i f l e a con l'amore, quindi 1'attesa dell'amore e 1'attesa della v i t a stessa. Ma l a realizzazione dell'amore e sempre delusione. Allora in che cosa consiste l a vita? Nell'accettare 11 ruolo datoci dal destino come vediamo in Anna dl Fausto e Anna? 0 nel s a c r i f i c i o di se stessl per qualcuno come fa Mara, l a "ragazza dl Bube"? 0 nel rinchludersi nell'intimita della propria v i t a puramente spirituale e contemplative, come Anna di Un Cuore arldo? II tema dell'attaccamento alle cose piu che al l e persone viene rlaffermato nel romanzo del 1964 II Caccla-tore. Cassola racconta l a storla del protagonista Alfredo e l a sua relazione con una ragazza, Nelly. Come l a casa e i l paese fanno da sfondo a l i a storla d l Anna, cosi l a macchia e l a bottega della famiglia Falciani fanno da sfondo a quella di Alfredo. ' Comunque, mentre Anna par-tecipa a l i a v i t a intorno a se, Alfredo invece rimane chluso in se stesso. Non esiste in II Cacciatore the interaction del protagonisti: i n f a t t i s i nota un certo 'mutlsmo' che circonda Alfredo e Nelly. Ci accorgiamo della presenza di Alfredo per l a prima volta quando Cassola nota, 4 Risuonarono due fucilate . . . Due fucilate che rompono i l silenzio nell'orto dove Nelly sta cogliendo l'lnsalata. Ed e poi l a susseguente descri-zione di Alfredo seduto nella bottega che mette in ri s a l t o l a sua persona. . . . Era seduto in disparte, col cane accucciato a i pledi; e dal tascone rlgonfio s i spandeva 8 ? I'odore della selvaggina.^ La caccia, le lunghe ore passate lnsieme a l cane o da solo ne l l a macchia e nella valle rappresentano per Alfredo 11 suo modo di comunicare, di apr i r s i a l i a v i t a . La sera, dopo un glorno di caccia, s i trova a percorrere s o l i t a r i o le strade del paese o seduto nella bottega: 11 movimento della v i t a sembra restare intorno a l u i senza toccarlo. Non di f f e r e n t l dalla caccia a l i a selvaggina sono 1 suol incontri con le ragazze: le relazioni con esse rimangono sempre su un piano puramente f l s l c o e accadono di sfuggita. Alfredo imputa ad una malattia di cuore l a propria impos-s i b i l i t a di i n s e r i r s i in una v i t a sociale normale e di prendere moglie; in e f f e t t i l a ragione sta in una ihtima lncapaclta di uscire dal proprio egocentrlco mondo e nella paura dl crearsi del legaml e di esternare 1 propri senti-ment! . Alfredo e pago di sentirsi circondato da un am-biente noto, da cose a l u i f a m i l l a r i ; questo g l i basta per sentirsi a proprio agio. . . .No, l u i non aveva blsogno di nulla. La sua v i t a era plena, non c i sarebbe stato posto per nessun'altra cosa, oltre quelle che aveva.£ In un certo modo Nelly cerca di capire Alfredo, e cosi facendo, rappresenta una minaccla per 11 cacciatore; 11 rlconoscere e l'accettare 1 sentiment! di Nelly lo forzerebbe a manifestare un affetto sincero del quale non e capace, e l'intlmlta del suo mondo ne sarebbe i n -taccata. Meglio una relazione d l sfuggita con una ragazza leggera come Silvana, dove i sentiment! non c'entrano. 88 Fecero In fretta, come le altre volte. Dopo, l u i non c l penso nemmeno a ricomlnciare col dlscorsi: l a salutd, e via. 'L'avra capita che e stata l 1ultima volta. E senno l a capira non vedendomi plu.^ In e f f e t t l le p o s s l b i l i t a di trovare una ragazza non g l i mancanb; ma in ogni caso Alfredo vuole avere l a posizione di controllo, cioe, deve esser slcuro che l a ragazza lo accettera, perche un r i f i u t o umilierebbe l a sua v i r i l i t a . Accorgendoci dunque del carattere di Alfredo e della sua preferenza per l a solltudlne e per delle relazioni umane superficial!, non c i sorprende 11 suo atteggiamento verso Nelly. Per Alfredo l a notte quando Nelly resta sola in casa rappresenta un'occasione da non lasciare sfuggire. E sicuro di non essere respinto, e 11 fatto che Nelly r i -mane incinta non lo tocca. E opportuno notare a questo punto che l a storia di Alfredo e Nelly era gla stata raccontata da Cassola in uno del brevi racconti della raccolta La V l s l t a . L1atteggiamento psicologico del due protagonist! gla s i delineava in quel rapido schizzo. In e f f e t t l Cassola non e tanto lnteressato ad appro-fondire lo studio del caratteri quanto ad indagare nei dettagll di che cosa e fatta l a v i t a dl queste sempllci figure; come esse riescano a riempire l a loro esistenza che sembra fatta dl nulla. Ed e quello che fa ampliando la novella in romanzo. Tra le due stesure della stessa storia non e'e una sostanziale dlfferenza, solo del f a t t i in piu, del resto molto uniformi, che tracciano i l clclo della v i t a di due esseri umani e dimostrano che essa non 8 9 e che una inonotona estensione del normall eventl dl ogni glorno. Alfredo sembra essere l a proiezlone in vestl maschlli di Anna di Un Cuore arido. Alfredo, come Anna, restera attaccato a l l e cose piu che a l l e persone, in un sereno appagamento tratto da un vivo ed lntimo contatto con l a natura e 1 luoghi f a m i l l a r i , vivendo l a sua v i t a che non sopporta cambiamenti. Per Anna Cavorzio pero questa sara una posizione dl arrivo, che essa s i guadagna a prezzo di sofferenza, dopo essersi buttata a capofitto nelle esperlenze della v i t a . E cio l a salva da quell'impres-sione di egoismo che non posslamo fare a meno di sentire nel modo di vivere di Alfredo. Anna ha amato, Anna ha dato se stessa per fare felice qualcuno e non avendo tratto da questo che dolore e deluslone ha 11 d i r i t t o di cercare una ragione dl v i t a solo in -se stessa. Cassola comunque non vuole gludicare, vuole solo osservare. E quello che conta e cogliere 11 segreto della v i t a di Alfredo, che sta nel non chiedere nulla dalla v i t a e dal prossimo, anche se d'altro canto comporta 11 non dare nulla da parte sua. La storla di Alfredo e Nelly esempllflca quella "coesistenza del sessi" dl cui s i e parlato. Ognuno e solo con se stesso e per adattarsi a l i a v i t a deve trovare le proprie risorse In se stesso, secondo l a propria personalita. E anche l a plccola e indifesa Nelly, dopo essere stata scottata, ripieghera. in un'umile accettazione di quello che l a v i t a le offre. 90 DifferentI sono le raglonl per cul Fausto Errera, 11 qulndicenne protagonlsta dl Tempi memorablll/ s i attacca a i luoghi f a m l l i a r l . In questo caso essi sono 1 luoghi d e l l 1 l n f a n z i a e 11attaccamento ad essi esprime un canto eleglaco per i "tempi memorabili". Venuto a passare 1*estate a Marina di Pisa con l a mamma, Fausto passa 1 giornl a l i a spiaggia, talvolta da solo talvolta in compagnla di ragazzl di Cecina o dl Marina. Ma quell'estate Fausto s i accorge che l a sua vi t a non puo andar avanti Indefinltamente c o s i , che un giorno 11 suo modo famlliare sublra un cambiamento. Gla da qualche anno ormai vanno solamente l u i e l a mamma a l mare. I f r a t e l l l magglorl non fanno piu parte del circolo famlliare. Ben-che ancora attaccato a l i a sua v i t a di ragazzo, Fausto s i accorge sempre piu delle Interactions tra 1 ragazzl e le ragazze della spiaggia. Un nuovo mondo dl awareness s i apre dl fronte a l u i . Fausto nota i loro corpl, i l loro modo dl vestlre ed i l loro modo di esprlmersl. E di tanto in tanto s i trova a fantasticare su una relazione con una giovane villeggiante, Gabriella. o . . Sarebbe stato bello essere con Gabriella in una notte simile . . . Si, poterla stringere, sentlre contro dl se 11 corpo dl l e i , tenero, dellcato . . . e accarezzarle 1 c a p e l l i , e baciarla, anche.g Ma psicologicamente Gabriella e lontana da Fausto, so-fi s t i c a t a , indlfferente. Chi veramente affasclna 11 ragazzo e Anna, una ragazza del popolo. Lei non era come le altre. Le ragazze di solito sono sclocche e le 91 stupidaggini delle quail parlano non vanno d'accordo c o l l a natura serla dl Fausto. Anna, d 1altro lato, . . . aveva una voce profonda, rauca,addirlttura: . . . Era dlversa in tutto, in quello che dlceva, nel modo come lo diceva. C e r a una naturalezza in l e i che le altre non avevano.^ Ed e l a serieta" di l e i che a t t i r a l'attenzione di Fausto e che fa sorgere in l u i una f e l i c l t a lnesprimibile. II suo sentimento comunque non ha blsogno di essere c o r r i -sposto; lo appaga di per se. Ed ecco perche i luoghi vengono ad acquistare importanza nell'animo del ragazzo. La plneta, i l mare, l a rena, le case e le fontanelle di Marina, tutto contribuisce a rlcordargli Anna e ad a l i -mentare in l u i quell 1intensa emozlone che g l i riempie lo spi r i t o . Cosl poco a poco Fausto crea un 'culto del luoghi'. Anche quando l a staglone e f l n l t a egli non dimentichera Anna; ogni aspetto dell'estate a Marina portera l a traccia della ragazza dalla voce rauca. I luoghi dl Marina r i n -forzano 11 suo sentimento e lo spronano a cercare l a s o l i -tudine per goderlo da solo. E come i l cacciatore s i lega a l i a macchia e a l i a caccia, c o s i Fausto trova nelle pas-seggiate so l l t a r i e a l i a splaggia o nel paese un centro di intensa v i t a interiore. Le cose fa m i l l a r i , quelle di ogni glorno, assumono per Fausto un nuovo significato in quanto che l u i vede in esse Anna e l a sua v i t a quotidiana. E come dice glustamente i l Cogo, . . . l a sensazione improwisa dell'amore e sentita come trasfigurazione di se stesso e del mondo: restera un sentimento domlnato e armo-nioso, in se stesso sufficiente, senza necessita della corrispondenza in l e i . 1 n 92 L'amore che Fausto prova per Anna viene sentito come qualcosa che g l i ha arrlcchlto l a v i t a interiore e che 10 ha portato a contatto con i l mondo del sentiment1. I luoghi per Fausto come per Anna Cavorzlo dl Un Cuore arldo preservano un ricordo fe l i c e del sentimento dell'amore: come se l'amore restando un sentimento interiore venisse f i l t r a t o da ogni impurita" e poco a poco assorbito dal luoghi In cui per l a prima volta l'amore veniva provato. Nel 1967 Cassola c i presenta le storie di due pro-tagoniste femminili, quella di Ada in 'Storla di Ada' e quella di F i o r e l l a in 'La Maestra 1, raccolte lnsieme sotto 11 t i t o l o Storla di Ada. Ada sembra essere l a stessa figuretta delicatamente dellneata nella cugina di Anna In Un Cuore arldo. Significativo e questo ritorno nel mondo poetlco di Cassola degli stessi nomi, degli stessi v o l t l , delle stesse figure. E un ambiente umano limita-tisslmo a cui I'autore s i e affezionato e che continua a presentare in varie sfaccettature quasi mosso da una trepida ansia d i svelarne tutto 11 fasclno e 11 mistero. Nel suo appassionato tentatlvo di scoprire i l segreto di queste anime semplicl, che sembrano assorblre senza scosse, senza r i b e l l i o n l non solo l a monotonia di una vi t a terrlbilmente sclalba e misera, ma anche i piu grossi dolori dell'esistenza e le piu ardue d l f f i c o l t a , Cassola sembra andare a l i a ricerca dl 'casi' sempre piu pletosi e di situazloni esistenzlali sempre piu d i f f i c i l i . Ed eccolo indagare l a v i t a di una giovane ragazza d i campagna 93 a cui capita l a dlsgrazla dl perdere una mano cadendo sull a cinghla di una trebbiatrice. Ada accettera l a sua sorte, e a poco a poco s i abltuera ad alutare come prima i l padre nella s t a l l a e in casa, affezionandosi a l i a sua v i t a di ogni giorno: . . . era abituata a prendere cio che l a y l t a le dava e a pro l b i r s i di deslderare di p i u . ^ Colla morte lmprowisa del padre l a famiglia s i separa. Ada viene assunta in prova a l l ' U f f i c i o Postale di Marina e abita presso una zla. Le ore a l i a Posta durante l a settimana e le passeggiate c o l l a zla l a domenlca formano l a sua v i t a : non saprebbe neppure concepirne una differente e s i sente fortunata. II destlno tuttavia l a chiama ad esperienze e a ruol i che mai s i sarebbe aspettata nelle sue condizioni. Dopo un'lnfellce relazione amorosa, Ada fa l a conoscenza di un giovane serio e dopo poco s i sposa con l u i . Sara comunque una breve parentesi nella sua v i t a . Ma appunto perche giunta inattesa e insperata, Ada sara pronta a rinunciarvi di nuovo con serenita e coraggio quando i l destino l a lascera una seconda volta a contare sulle sue sole forze. II marlto, disoccupato a causa della guerra e scoragglato, s 1lndebolisce dl salute ed e costretto a rlcoverarsi In un sanatorio nei Veneto. Mentre con l a loro bambina lo accompagna a l i a stazlone, Ada sente che non lo rlvedra piu, ma 11 fatto non l a preoccupa. Abituata f i n dai tempo della sua giovanile disgrazia a non contare sul futuro, a non aspettarsi nulla dalla vi t a , Ada trova 11 segreto di vivere nei buttarsi ad occhi chlusi 9k nel presente. Per l e i non esiste ne l a dolcezza del ricordo ne l a speranza del futuro. Solo 1 problem! imme-dl a t i le importano; in questo momento rappresentati dal prowedere a l i a sicurezza della sua bambina. Malgrado le molte disgrazie subite, Ada non ha perso l a flducia nella generosita e nella bonta della gente. La fine della storla l a coglie mentre scende dali'autobus che l'ha r i -portata a casa; Era un giovane, un ragazzo quasi. Sorridendo, I'aiuto a scendere. Ada gliene fu rlconosciente: erano t u t t i cosl g e n t i l i , cosi buoni con l e i . . . And£ a casa.^g Ormai affezlonata a l i a sua vi t a quotidiana e a l suo ambiente, Ada riesce ad accettare l a solltudine che l a sorte le ha destlnato. Ada non s i distingue dagli a l t r i personaggl cassollahi per quanto riguarda 11 suo atteggiamento fonda-mentale verso l a vita. Anche l e i e attaccata a l i a sua esistenza e alle cose conosclute che l a circondano; anche l e i prova affetto per l a sua routine quotidiana anche se non le promette nulla' di straordlnario, ed arriva a l punto di i d e n t i f i c a r s i quasi col quotidiano. Benche per diverse circostanze, Piorella, protagonista della storla 'La Maestra', s i trova in un momento della sua v i t a in cui, come Ada, non puo che cercare di dimen-ticare i l passato senza avere d'altro canto molte possi-b i l i t a di sperare in un futuro migllore. Essa s i deve buttare a capofitto a risolvere le molte d i f f i c o l t a materlali della sua vit a presente. . o . Ma Fiorella trovava lnsulso pensare a l 95 future-, come trovava lnsulso croglolarsl nei r i c o r d i , Le gloie immaginate nei futuro non scaldavano i l cuore piu del ricordo delle gioie passate. Solo 1 1 presente contava.^ Costretta a smettere g l i studl per via della guerra e sposatasi giovane, F l o r e l l a s i trova incanalata In una strada segnata, da cui non ha piu scampo. Inutile e" ormai sognare, essa s i trova ad avere perso ogni ll b e r t a d'azione e dl decisione. Nemmeno l e i era l i b e r a . x Aveva i l suo cammino tracciato... non poteva piu prendere un'altra strada. Far l a maestra in una scuola di campagna, allevare i f i g l l : ecco quanto l'aspettava nei futuro. l i + La scarsita del elbo in c i t t a e i maltrattamenti del marito spingono l a giovane donna a cercare un posto di maestra In campagna dove " c i s i arrangia megllo per i l mangiare." La storia Incomincia quando Fi o r e l l a , che e di nuovo l n -clnta, arrlva con i l suo primo bambino in una sperduta fa t t o r l a tlrannegglata da un nobilotto dl campagna. Le fatlche del viagglo lungo e penoso l'hanno estenuata. F i o r e l l a e dlsperata, ma e sorretta da una eccezionale tenacia e forza dl volonta. Questo non le impedlsce pero di piangere quella sera, quando s i trova a dormire ac-canto a l suo bambino in un giacigllo, sistemata in un'unica stanza che sara d'allora in poi tutta l a sua abitazione. E per tutto i l primo anno della sua nuova v i t a dovra subire enormi dlsagi. A differenza delle altre figure femmlnill di Cassola, Fiore l l a ha una certa cultura: e maestra, le place leggere i l i b r l ed ha una particolare passione per l a geografia. 96 Forse per questo ha un temperamento piu fantasioso ed un interesse lnsolito per i paesi sconosciuti. Da ragazza aveva avuto sempre un gran desiderio di viaggiare e dl vedere posti nuovi. Ora s i ritrova invece rinchlusa nei piu sperduto e so l l t a r i o posto del mondo, in mezzo a boscaioli e contadini. Tutta l a sua v i t a e c l r c o s c r l t t a tra l a misera casa, l a scuola, le passeggiate s o l l t a r l e nei boschi. Ma non appena Fi o r e l l a ha superato 1 piu penosi dlsagi della sua esistenza, sembra rlnascere ad una nuova v i t a . Dopo l a nasclta del secondo bambino essa ritrova l a giovinezza del corpo e dello s p i r l t o . Ora abita in una casa piu decente e s i e familiarizzata con l'am-biente che l a clrconda. Ama le chiacchierate con 1 boscaioli, le passeggiate e accetta i l cortegglamento di un medico condotto. Fi o r e l l a s i e 'educata' a l i a v i t a . Con l'attac-camento al l e piccole cose che l a clrcondano ha rltrovato l a sicurezza di se. Ora i posti ignoti le ispirano quasi un senso di paura. Esploro con lo sguardo l a desolazione della valle, r i s a l i ' i l pogglo in ombra fino a l i a clma dentellata. Quel paese, Micciano, le dava un senso di tristezza. Forse perche non c'era mai stata; e non sapeva cosa c i fosse a l di 1^«^^ F i o r e l l a ha abbandonato 1 suoi sognl di ragazza, ma ha anche superato le tristezze del suo recente passato ed ha imparato a godere le gioie del presente. . . . Di notte l a campagna aveva qualcosa di solenne. Come se col favore delle tenebre riacquistasse quella maesta che g l i uomini non sono piu disposti a riconoscerle. Un semplice cespuglio sull'argine pareva un gruppo d'alberi; una casa subito sopra l a 97 strada torreggiava come un castello. Anche 1 paesl, rompendo 11 buio con le cascate dl lumlcinl tremolantl, affermavano 11 loro d l r l t t o a eslstere, a sopravvlvere. 'In fondo, che abblamo di meno qui? - pensava Fiorel l a . - Che c l raanca? Le stupidaggini; ma le cose essenziali, sono le stesse dap-pertutto'. II caso 1'aveva sbattuta in quel luoghi; ma perche avrebbe dovuto lamentarsene? 'SI puo essere f e l i c i anche qui; piu qui che in una grande c i t t a . . . ' ^ Seguira Aldo, i l medico che le offre affetto e protezione, e andra. a vivere con l u i a San Vincenzo, sui mare. Dopo aver accettato l a sofferenza che l a v i t a le ha dato, ora coglie anche l a sua parte di gioia. Al futuro evita dl pensare. In attesa che fosse pronto anche 11 suo treno, F i o r e l l a passegglo su e giu per 11 marclaplede. Come sarebbe stata l a sua v i t a a San Vincenzo? Aldo le scriveva che era una condotta molto migliore di Pomarance; d'estate poi, coi v i l l e g g i a n t i , avrebbe raddoppiato i guadagnl. Inoltre era su l l a ferrovla, e questo sarebbe stato un vantaggio, s i l e i avesse voluto riprender g l i studi. Ma Piorella non s i spingeva tanto lontano col pensiero. Pensava all'estate; le sorrideva I'idea che avrebbe fatto i bagni.^,., Come Ada e come Anna, Piorella s i e attaccata a l i a v i t a come 1'ha trbvata. Ne le disgrazie ne le esperienze l n -f e l l c i hanno potuto distruggere i l suo atteggiamento fon-damentalmente ottlmistico verso 1'esistenza.• Accettare tutto quello che l a vi t a le puo portare e 11 suo credo; in questo modo essa s i trova in accordo con l a v i t a e percio in armonia con se stessa. Con Ferrovla locale arriviamo a l i a piu recente pro-duzlone cassoliana. II romanzo e del 1 9 6 8 , e mostra un 1interessante posizione che vorremmo definire riassuntiva 9 8 di tutta l a narratlva di Cassola. Su un unico palco-scenico s i raccoglie tutto i l mondo poetlco del nostro scrittore che viene abbracciato in una rapida panoramica. I personaggi sono t u t t i protagonisti della storia alio stesso modo perche in e f f e t t l non e'e storia, t u t t i sono c o l t i con lo stesso r i s a l t o mentre vivono l a loro vita; s i potrebbe anche dire che non c l sono protagonisti af-fatto, perche t u t t i s i annullano e s i confondono nel-l'uniformita della loro esistenza. II f i l o che lega queste tranches de vie e i l giovane ferroviere Dino. Egli e" i l leitmotiv della storia. Mentre passa con 11 suo treno tra le case del vari paesi percorsi dalla 'ferrovia locale', i l suo occhio coglie dl sfuggita momentl nella v i t a dl uomini e donne, che s i ripetono sempre uguali un giorno dopo 1 'altro: le donne occupate helle faccende dl casa, i mariti a l lavoro nell'orto, le ragazze affacciate oziosamente a l i a flnestra. Queste figure diventano care a Dino, e vedendole dai finestrino e g l i puo misurare i l corso del vlagglo. . . . Un uomo vangava; era In maniche di camlcia e col berretto. Una donna usclva da una porta; a fati c a alzo g l i occhi sul treno. . . . Sarebbe tornato a guardare fuorl dopo Lorenzana, nella speranza dl veder l a f i g l i a del casellante, e poi a Orclano. L i era sicuro che l a moglie del capostazione sarebbe stata a l i a flnestra. Cio che Dino vede e limitato nei tempo: essendo i l treno in moto continuo, 1'occhio puo cogliere solo scene pas-seggere. Cassola prende queste figure, aggiunge pochi dettagli e con l a sua fantasia immagina l a loro v i t a dl 99 ogni giorno. Egli indovina l a nola delle glovani ragazze di paese che non sanno che fare nel tempo libero; le pre-occupazloni di una madre, Della, e 11 suo spirlto di sa-c r i f i c i o ; i l disaccordo tra due glovani sposi, Adriana e Luigi; 11 problema dell'eta nel matrimonlo dl Diego e Dlna. Cassola entra nelle loro vite, nei loro pensieri piu intiml per mettere in r i s a l t o 1 problemi piu comuni della coesistenza: le d i f f i c o l t a per alcuni di trovare un piano d'intesa, per a l t r i di esprimere 1 sentimenti che stanno loro a cuore. Egli nota un marlto orgoglioso della moglie, una moglie ambiziosa per 11 marlto; insomma tutte quelle sfumature dl sentimento che sono a l i a base della psicologia del rapporti umani. Questo va sottollneato come elemento nuovo in Cassola. Per l a prima volta egli s i astlene dal raccontare ' f a t t l ' per penetrare nella mente del personaggio. Anche 1 pochl event1 della v i t a quotidiana di questl indivldui sono r l v i s s u t l attraverso i l rlpensamento che essi ne fanno. Oserei dire che siamo nello s t i l e del monologo interiore. Cose, f a t t i , awenl-mentl s i accavallano a l di fuori di un ordine cronologico. Passato e presente s i fondono seguendo 11 corso 'in-coerente 1 del penslero del personaggio. I dettagli piu insignificanti balzano in prlmo piano a seconda dell 1im-portanza che acqulstano agli occhi dl chi 11 guarda. Potremmo dire che sono g l i occhi della mente quelli che osservano. Blsogna pero sottolineare che questa interio-rizzazione della realta e solo apparente, perche in 100 e f f e t t l chi f i s s a con ostlnazione g l i occhi sui piu minutl particolarl della realta intorno e sempre lo scrittore e non 11 personaggio. E l n f a t t l Cassola che vuole trarre da questo suo esame una risposta, mentre i suoi protagonisti non s i pongono mai del perche sulle cose della vi t a , L'attegglamento dell'autore e ancora quello che avevamo notato in La V i s i t a ; ricordlamocl In particolare 11 racconto della terza parte della raccolta, lntitolato "Gita domenicale": II mio sguardo s i ferma su una donna ancora giovane, con un fazzoletto nero in testa, le clabatte a i piedi, che sta fllando l a lana seduta sullo scallno della porta. Due bambini f r a i due e 1 quattro anni glocano sui selciato. . . . La sua v i t a , lo s i vede bene, e ci r c o s c r i t t a entro le faccende di casa, l a cura del bambini, 11 marlto che deve essere sbddisfatto nei suoi ele-mentari blsogni di asslstenza e di amore. Eppure non so staccare g l i occhi da l e i , quasi c i fosse un segre t o ^ e l l a sua v i t a che dovrei penetrare. Nulla e piu stupefacente di un'esistenza comune, di un cuore semplice...^ II panorama di vita quotidiana che Cassola c l da in Ferrovla locale sembra fatto dl una serie di questi brevi Incontri. Dino c i sembra Cassola; Cassola nota l''esterno' di tanta gente, e poi cerca di immaginare come sia l a lord esistenza. Egli da un nome comune a questi indivldui e poi ricostruisce 1 loro glorni con 1 guai e 1 placeri che un'esistenza comune puo portare. La regolarlta, the commonness della loro esistenza viene tr a s c r l t t a nel romanzo: non c'e un climax, un punto focale; c'e solo un segulto dl c a p i t o l i , ognuno del quail aggiunge qualche aspetto della loro v i t a . Se i l 101 termlne soap opera non avesse un signifIcato secondario poco f e l i c e , ce ne serviremmo: in ogni capltolo asslstiamo ad una scena di v i t a famlliare, in se non significativa, ma che c i presenta un altro lato dell'esistenza di questa famiglia. Le storle umane contlnuano ad intrecclarsl dai principio a l i a fine del romanzo. Poi all'improwiso Cassola interrompe l a narrazione (non l a rompe perche quelle vite contlnueranno senza alcun cambiamento) descri-vendo l'arrivo dl Dino a casa "dopo trentasel ore dl ser-vi z l o e una notte passata in bianco". 2 0 Da Un Cuore arldo in poi e soprattutto in quest'ul-timo romanzo Ferrovla locale Cassola ha mostrato una pre-ferenza per l a tematlca della sua poetica giovanlle. In-f a t t i 1 cuori semplici di cui c i parla per l a prima volta nella raccolta La V l s l t a s i sono impressi nella mente di Cassola a t a l punto che e g l i ha fatto dl loro l a parte essenziale della sua poetica, e registrando un particolare dopo 1'altro della loro esistenza eg l i ha mirato a cogliere l'essenza della loro v i t a . Porse non s i puo dire sempllcemente che Cassola sia ritornato a l i a sua poetica giovanlle, ma che ha percorso una lunga strada fatta a parabola, 1 cul estremi tendono a congiungersi. Dopo essere partito dai brevi schlzzi glovanill in cui rispecchlava con assoluto distacco una realta astratta, rarefatta, egli e glunto ad immergersl in una realta piu corposa nei romanzi della maturita, quando s i e lasciato coinvolgere dai problem! p o l i t i c o -102 s o c i a l i . Ma gla in La Ragazza dl Bube mostra di aver acquistato un equilibrio esatto tra storia umana e am-bientazione storica, o megllo r i v e l a che l'lmportanza del f a t t i s t o r l c i e limitata per l u i a l l 1 i n f l u e n z a che essi hanno sulla v i t a degll individui comunl. In seguito 1 0 sfondo storico verra trasceso in favore del semplice fatto umano della v i t a di ogni giorno. L'ambientazione storico-geograflea sara sempre piu vaga e generlea. In e f f e t t l , quanto a i luoghi, Cassola non s i perlta neppure di usclre dai l l m i t l della Toscana. Egli ha scelto di inquadrare le sue storle nella campagna toscana perche e l a reglone che conosce megllo. Non per questo s i puo" dire che i ' l l m i t l ' della narratlva cassoliana siano dati da del confini geografici, cioe dai fatto che p a r i ! solo della gente di Toscana. I 'limit!', se possiamo chiamarli t a l l , stanno nella scelta di parlare della v i t a quotldlana di "cuori sempllci", cioe di un certo l i v e l l o sociale. Limiti che sormontano ogni limltazione geografica e storica. Cassola ha cercato di indovinare 1 1 segreto dell'esistenza che sentiva essere celato in questi cuori semplicl. Percio era necessario cogliere l'essenza della loro v i t a , reglstrandone t u t t i g l i aspetti, tutte le esperienze sia t r i s t i che f e l i c i . SignifIcativo e i l fatto che l a f i l o s o f i a di v i t a che Cassola sembra trarre a l i a fine delle sue osservazioni poggia sugll stessi elementi gisi preannunclati nei primi racconti: 1'isolamento, l a contemplazione, i l ritorno a l passato, 103 l a semplicita della v i t a fuori dalle distrazionl che allontanano dal puro "fatto dell'esistenza", l'accetta-zione umile del proprio destino. Ma mentre nei romanzi intermedi ogni situazione esistenziale proponeva una soluzione, nell'ultimo, Ferrovla locale, Cassola ha smesso di filosofeggiare. Cosl come nel prlmi raccontl s i manteneva su un piano di distaccata osservazione perche ancora non poteva pronunciarsi, ora non ha piu bisogno di abbandonarsl a r l f l e s s i o n i perche l a risposta 1'ha trovata e lascia che essa balzi fuori con l a sua stessa evldenza. I I segreto della v i t a sta in questi semplici a t t l , accettati e compiutl senza r i f l e t t e r c i sopra; l a v i t a presa per quello che e; l a v i t a come risposta a se stessa; l a v i t a ridotta a l i a sua essen-z i a l i t a , senza a r t i f i c i o s e incrostazioni. Cos 1 l a parabola della narrativa cassoliana s i conclude r i -piegando su se stessa. Tanto nel prlmi raccontl quanto nell'ultimo non c'e* una raison d'etre a l i a quale 1 per-sonaggi s i aggrappino, ma piuttosto una certa contentezza con se stessi e con i l loro ambiente. Non chledono nulla all'esistenza. Ognuno trae soddisfazione dalla v i t a di ogni giorno. E i l fatto che ognuno ragglunge un rapporto personale colie cose conferma 11 concetto cassoliano della coesistenza del sessl. Ma perche Cassola ha aggiunto 'del sessl'? Ha mirato forse a distinguere l a parte della donna da quella dell'uomo nella sua narrativa? Una tale ipotesi sarebbe d i f f i c i l e 10k da sostenere. E perd chiaro che Cassola s'interessa ad un certo tlpo dl protagonista sia maschile che femminile, cioe ad un cuore semplice che ha saputo creare per se stesso una corrispondenza con la sua vita comune, e che ha saputo trovare nei lavoro quotldiano e nei placeri semplici l'essenza della propria esistenza. E percio 11 punto focale del concetto cassoliano c i sembra 'co-esistenza' : ognuno per se stesso con i propri problem! a seconda della propria natura - maschile o femminile. II fatto che un protagonista s i chiami Ada, Alfredo o Fiorella non importa troppo a Cassola: sono tutti cuori semplici e hanno tutti sublto certe esperienze senza perdere mai la loro felice intesa colla vita. 105 Note sui Quarto Capitolo 1 Carlo Cassola, Un Cuore arldo, (Torino: Einaudi, 1961) . p.155. 2 Ibid., p.280. .3 Ibid., p.308. 4 Carlo,Cassola, II Cacclatore, (Torino: Einaudi, 1964), p.11. 5 Ibid., p.16. 6 Ibid., p.66. 7 Ibid., pp.64-65. 8 Carlo Cassola, Tempi memorablli, (Torino: Einaudi, 1966) , p.oTT 9 Ibid., p p . 7 0 - 7 1 . 10 Bernardino Cogo, "Tempi memorablli di Carlo Cassola," Letture, XXI (1966), 593. 11 Carlo Cassola, Storla dl Ada, (Torino: Einaudi, 1967) , P - 2 7 . 12 Ibid., p.67. 13 Ibid., p.100. 14 Ibid., p.138. 15 Ibid., p.148. 16 Ibid., pp.146-147. 17 Ibid., pp.173-174. 18 Carlo Cassola, Ferrovla locale, (Torino: Einaudi, 1968) , p.o\ 19 Carlo Cassola, La Vi s i t a , (Torino: Einaudi, 1962) , p.199. 20 C. Cassola, Ferrovla locale, p.207. .CONCLUSIONE Al i a fine dell'esame delle opere cassoliane vorrei poter tlrare le somme su Cassola e l a sua narratlva, ma mi trovo un po1 lmbarazzata dai fatto che flno ad oggi i tentativi di capire Cassola sono quasi t u t t i in un modo o in un altro a b o r t i t i . Forse non e d i f f i c i l e im-maginarne i l perche. I c r i t i c l , sempre ben consci del loro dovere professionale verso i l mondo di noi l e t t o r i poco s o f l s t i c a t l , s i sono a w i c i n a t i con 1 loro 'stru-mentl c r i t i c l 1 a l i a narratlva di Cassola, e l'hanno 'apprezzata' da un particolare punto di vista, vuol tematlco o s t i l l s t i c o , e a l i a fine ciascuno ha fatto del ca l c o l i i n t r l c a t l per determinarne i l valore d e f i n i t i v e Non possiamo trattenerci dali•immaginare 11 c r i t i c o da-vanti ad una serie di pigeon-holes mentre tenta di classlficare l a narratlva cassollana. Cassola, pero, non s i lascia cosi facilmente apporre un 1etichetta. Che cosa hanno dunque fatto i c r l t i c i di lui? Che cos'e nelle opere cassoliane che essi hanno apprezzato di piu, e che cos'e che hanno apprezzato di meno? Avendo presente le diverse correntl letterarie europee, alcunl c r i t i c l l t a l i a n i hanno tentato dl l n -quadrare Cassola e l a sua narratlva in un certo momento culturale storico. Colla pubbllcazione di Fausto e Anna 10? nel 1952 e poi di nuovo nel 1958, e speclalmente nel i960 coll'uscita dl La Ragazza dl Bube, Cassola e stato ap-prezzato come scrittore engage, cioe, che ha cercato di mettere a fuoco l a posizione degli i t a l l a n l durante g l i anni della Reslstenza. Insomma lo hanno ritenuto uno scrittore coinvolto nei complessl problem! sorti nel-l'immediato dopoguerra e hanno vlsto l a sua narrativa come amblentata in un certo momento storico. Per t u t t i g l i anni cinquanta e sessanta i c r i t i c i hanno cercato di afferrare e capire l a sua narrativa, analizzandola per l a sua autenticita storica e tematica; cioe, di valutarla per vedere in quale grado essa rispecchi i l tempo e l'am-blente d e s c r i t t i . Un'altra tendenza della c r i t i c a e di considerare Cassola una specie dl local colourlst, sottolineando 11 fatto che i suoi s c r i t t i sono sempre lnquadratl in una speciflea regione d e l l 1 I t a l i a , l a Toscana. Non a caso t u t t i considerano Cassola scrittore toscano. Ricordiamo a questo proposlto le e f f l c a c i f r a s l introduttive di Cogo nel suo articolo "Introduzlone a l i a v i t a semplice": Campi apertl e prati arramplcati sui dossi, u l l v e t i che rlsuonano delle voci del c o g l i t o r i , paesi arroccatl su colllne pelate, piazzuole che ospitano nere figurine di donne; colpl di accetta di boscaioli che dilatano 1 s i l e n z l , marine brulle, cacciatorl s o l i t a r i che s'inerplcano per valloni, compongono l a geografia di Cassola. Al paesagglo toscano che s'allarga da Volterra a Ceclna, da Grosseto a Pomarance, lo scrittore e legato . . . come Joyce a Dubllno.^ Ci sono anche c r i t i c i , tra 1 quail lo Squarotti, che cercano dl apprezzare Cassola. puntando lnvece l'accento 108 s u l l o s t i l e e credono d i afferrarne l'essenza servendosi d l termini come 'nudo', 'scarno', 'spogllato', 'neutrale", ' s t e r i l e ' . Mentre alcuni c r i t i c l vedono Cassola a r r i v a t o ad un c u l de sac n e l l o sviluppo d e l l a sua nar r a t l v a , a l t r i l o vedono con favore rlprendere l a tematica del racconti g i o v a n i l i . Angela Giannltrapani s o t t o l l n e a i n Un Cuore  a r i do o . . l a r i s c o p e r t a d e l l a v a l i d i t a . . . d e l puro bene d i e s i s t e r e , quel bene che 1 l i e v i personaggi d e l l e l i e v i pagine d i "La v i s i t a " y e " A l i a p e r i f e r i a " avevano, d ai canto l o r o , g l a conquistato.g Ce" chi invece, come l o Squarotti, nota •— a part i r e d a l l a stesura d i Fausto e Anna — una nuova dlmensione s t i l l s t i c a n e i modo d i narrare del nostro, che prelude ad una l e t t e r a t u r a nuova, che apre le porte verso 11 futuro: . . . 11 linguag^io neutro, bianco, senza determinazioni ne sconvolgimento e s p r e s s i o n i s t l c l , c o s t i t u l s c e . . . i l dOcumento d i un modo nuovo d l dare dlmensione l e t t e r a r l a a l i a r e a l t ^ ; ed e un modo aperto verso i l futuro, autentica e va l i d i s s i m a i p o t e s i d i una c u l t u r a e d l una l e t t e r a t u r a nuove.^ Considerando l e divergenze d e l l a c r i t l c a su Cassola, sarebbe presuntuoso dire che quanto piu s o f i s t i c a t a e l a c r i t i c a tanto meno capaci sono I c r i t i c l d i capire l a na r r a t l v a cassoliana n e l l a sua interezza? Si e p o r t a t i a l i a concluslone che; nonostante i d i v e r s i t e n t a t i v i d i tr a c c l a r e l o sviluppo d e l l a poetica cassoliana, Cassola n e l l a sua completezza non e" stato capito. E possiamo affermare a questo punto che s u l l ' i n c a p a c l t a del mondo c r i t i c o - l e t t e r a r l o d i capire l o s c r i t t o r e e d'accordo 109 Cassola stessoI Cerchiamo di dare qualche spiegazione plausibile di questo. Nei ca p i t o l i precedentl ho segulto una specifica llnea n e l l 1 awlcinare le opere cassoliane, quella crono-loglca. E facendo cos\ ho cercato non tanto di analizzare l'atteggiamento cassollano verso lo scrivere nei vari momenti della sua carriera di scrittore, quanto dl mostrare che lo scrivere per Cassola, dalle prime prove del '3? fino a quelle piu recenti, e stato una specie di cumu-lative experience. Essa parte dal priml s c r i t t l r accoltl in La V i s i t a , che non infrequentemente vengono paragonatl a l bozzettlsmo ottocentesco per 11 buon gusto della loro composizione s t i l l s t l c a (Lo Squarotti ha parlato di "un duplice piano di intenzionl s t i l i s t i c h e " in tutta l'opera di Cassola: "da un lato un amblto narrativo chiuso entro un bozzettlsmo semplice e chiaro di tradizione toscana, dall'altro una forte problematlca morale e p o l l t i c a . . .") Ci colplsce i n f a t t i 11 suo s t i l e tutto tondo, p r e c i s e i l suo cercare le mot .juste, insomma uno s t i l e un po' rlcercato nel quale Cassola e andato a l i a ricerca del-l'espresslone perfetta. Dopo questa prima esperlenza s i passa con spontanea continuita a l raccontl lunghl e ro-manzi brevi raccolti in II Tagllo del Bosco nel quail Cassola ha sperimentato una tematica variata — l a propria esperlenza partigiana, l a v i t a semplice della campagna toscana, 1 prbblemi dell'lmmediato dopoguerra — che richiedeva uno s t i l e f l e s s i b i l e . Egli viene quindl a l 1 1 0 rc-iiianzi Fausto e Anna t La Ragazza dl Bube e Un Cuore arldo nei quail ha voluto fissare delle storle indivlduall i n -trecciando l a storia privata con l'ambiente storico e geograflco, per scegliere finalmente nella narratlva successiva di ridurre a l minlmo, ed in alcuni casi sop-primere completamente, 1'elemento storico, concentrando l a sua attenzione su l l a corrispondenza personale che ognuno del suoi personaggi stabilisce con 11 proprio ambiente e con se stesso. Questa ultima scelta /che non a caso r i -f l e t t e l a preferenza di Cassola per l a sua tematlca gio-vanlle e che sembra segnare un arresto nello sviluppo della sua poetica, i r r i t a 1 c r i t i c ! in generale, e spinge alcuni a svalutare i romanzi successlvi a La Ragazza dl Bube, trovando l a sua tematlca non semplicemente ripetuta ad nauseam ma addirlttura stagnante e s t e r i l e . E owio che nei giudlcare l a poetica cassoliana essa viene paragonata ad a l t r i modelli della scena letterarla europea del nostri giorni e in particolare itallana. In un momento di sperimentalismo letterario i c r i t l c i cercano invano una corrente a l i a quale possa appartenere Cassola. Oggi 1 tentativl nello scrivere non sono f a t t i escluslva-mente dai "letterat1 ". Al contrario, e un campo aperto a t u t t i quelli che credono di contrlbuire a deflnire l a realta (e anche l'irrealta) intorno a loro. E un momento storico nei quale 11 recente passato, g l i annl della guerra, viene affannosamente esplorato. (Penslamo a l i a letteratura tedesca in generale, che mette l'uomo dl fronte I l l a g l i orrori a cui s i e gluntl nella guerra, e tenta di risolvere l a questione della colpevolezza). Ed e un'eta che richiede all'uomo un interesse attlvo a i probleml economico-sociali, un'eta che eslge a social awareness  and a social p o l i t i c a l Involvement. Considerato 11 carattere eterogeneo della tematica letteraria d'oggl, 1 c r i t i c i s i domandano dove inquadrare Cassola. Ed e comprensiblle l a loro delusione quando 11 nostro e sgusciato loro di mano proprio mentre sembrava cosi f a c i l e inqua-drarlo t r a g l i s c r i t t o r l engages: interesse per le cla s s l povere, per 1 problem! s o c i a l l , per l a funzlone che ha avuto l a Reslstenza, ecc. ecc. Ed ecco a rltorsione 11 rancore della c r i t i c a di si n i s t r a e le accuse varie. Asor Rosa stesso l'ha rinnegato come scrittore "populista". Giungendo cosi a l i a conclusione che Cassola non appar-tiene a l complesso mondo letterario moderno, lo hanno relegato a i marglni di esso, convincendosi sempre di piu di avere a che fare con un caso un po1 blzzarro: l ' i s o -lazlonista chiuso nella sua "torre d'avorio". Si e portatl a chiedercl quanto glusta sia questa condanna. Ci sono s\ del f a t t l che avallano questo giudlzlo: che Cassola vive da moltl anni a Grosseto; che non s i occupa troppo ne d l correnti letterarle ne di quelle p o l l t i c o -s o c l a l i ; che non s i lascla disingannare dalla c r i t i c a negativa su dl l u i ; e, piu significativo ancora, che Cassola non permette che i l mondo esterno determini In alcun modo l a scelta della sua tematica. Trovando le 112 p r e f e r e n z e d i C a s s o l a un p o ' s c o n c e r t a n t l e l a v a r i e t a d e l l e sue prove l e t t e r a r l e a t t r a v e r s o g l i a n n i i n -, s p l e g a b i l e , i c r i t i c l d i o g g i s i t rovano i n una p o s i z i o n e poco comoda; s i sentono c o s t r e t t i ad a f f r o n t a r e , a n z i ad a c c e t t a r e l a s c e l t a d i C a s s o l a , ed a t r a t t a r e l e sue opere come u n ' e n t i t a a se senza p o t e r l e s o t t o p o r r e ad u n ' i n d a g i n e c r i t i c a ' p r e f a b b r i c a t a ' secondo i c r i t e r i e g u s t l d e l mondo l e t t e r a r i o contemporaneo. D a l l a d i s c u s s i o n e s u l l " e f f i c a c i a d e l l a t e m a t l c a c a s s o l i a n a nasce l a ques t ione d e l l a d u r a b i l i t a d e l s u o i t e m i . A che cosa m i r a C a s s o l a veramente? F l n o a che punto puo c o n t i n u a r e con l a p o e t i c a d e l l a v i t a sempl ice? Credo che s i a 11 romanzo F e r r o v l a l o c a l e , che se non p r o p r l o r i s p o n d e a l l e n o s t r e domande, c i o f f r e almeno l a c h i a v e per c a p i r e megl lo g l i i n t e n t ! d i C a s s o l a . C l siamo g l a s o f f e r m a t i a p a r l a r e d e l romanzo, ma, non meno s i g n i -f i c a t i v e d e l l a t e m a t l c a e d e l procedlmento s t i l l s t i c o , e I ' i n t e n t o che ha s p l n t o 11 n o s t r o a s c r i v e r l o . In t u t t a l a sua a t t i v i t a d i s c r i t t o r e C a s s o l a non ha f a t t o che f l s s a r e n e l l a sua n a r r a t l v a momentl d i v i t a q u o t l d l a n a , e n e l l e prove p i u l u n g h e , i r o m a n z i , ha t r a c c i a t o lunghe s t o r i e p r i v a t e scandendo i l r i t m o d e g l i e v e n t ! q u o t i d i a n i . SI e occupato d i una v a r i e t a d i p e r s o n a g g i , poco a poco a f f e z i o n a n d o s i ad un c e r t o t i p o d l p r o t a g o n i s t a . E q u i dobbiamo i n s i s t e r e che non e ne un p r o t a g o n i s t a masch i le ne uno femmini le a l quale C a s s o l a e maggiormente i n c l i n e , bensf 11 p r o t a g o n i s t a d i una v i t a sempl ice c h e , i n un 113 modo o i n un a l t r o , r i e s c a a c o g l i e r e 11 senso d e l l ' e s i s t e n z a che f l u i s c e i n t u t t e l e c o s e , f i g u r e umane che, p e r quanto s i a n o a s s o r b l t e d a l l ' a m b i e n t e i n c u i v l v o n o e l a v o r a n o , s e n t o n o d l t a n t o i n t a n t o una g i o i a t u t t a p e r -s o n a l e e i n t i m a n e l l o r o modo d i v i v e r e . Non c'e d u b b i o q u i n d i che i n t u t t a l a s u a n a r r a t i v a C a s s o l a ha c e r c a t o d i d i p i n g e r e l ' i n d i v i d u o che v i a v i a n e l c o r s o d e l l e p r o p r i e e s p e r i e n z e a r r i v a a p r o v a r e s e r e n i t a n e l l ' a d e g u a r s l a l i a b a n a l i t a e a l i a monotonia d e l l a p r o p r i a v i t a . 0 m e g l i o n e l r a s s e g n a r s i a l i a v i t a s e m p l i c e i l p r o t a g o n i s t a t r o v a i n f i n e q u e l l a s o d d i s f a z i o n e che f i n o ad a l l o r a a v e va i n v a n o c e r c a t o a l t r o v e . Questo e non a l t r o v a r i c e r c a t o i n C a s s o l a , o p e r e s s e r e p i u p r e c l s l , pur c o n s l d e r a n d o ed apprezz a n d o i v a r i e l e m e n t l s t i l l s t l c i o t e m a t i c l che s i possono t r o v a r e n e l l e sue o p e r e , q u e s t o e 1 ' a t t e g g i a m e n t o s p l r i t u a l e che s t a a l i a base d i t u t t a 1'opera c a s s o l i a n a e che da senso e u n i t a a l t u t t o . V o g l l a m o anche n o i a p p o r g l l u n ' " e t i c h e t t a " e d e f i n i r l o s c r i t t o r e " f i l o s o f i c o " ? Questo mi sembra i n f a t t i 11 v e r o movente d i t u t t a l a s u a a t t i v i t a d l s c r i t t o r e : 11 r a g g l u h g e r e l a c o s c i e n z a d e l -l ' u n l c a c o s a , come e g l i s t e s s o ha d e t t o , p e r l u i v a l e v o l e , 11 f a t t o d i e s i s t e r e . Non possiamo f a r e a meno d i domandarci p e r q u a n t i a n n i p o s s a C a s s o l a a n c o r a s c r i v e r e su q u e s t i p e r s o n a g g i s e m p l i c i d e l l a t e r r a d i Toscana. I I panorama r i a s s u n t i v o d e l suo mondo p o e t i c o ce l o ha gia. d a t o i n F e r r o v l a l o c a l e . I I romanzo Una R e l a z i o n e appena p u b b l i c a t o c i p o r t e r a 114 qualche novita? Rlnchluso nei suo ambiente famlliare a Grosseto / e* Cassola capace d i maturare nuovi modi d l espressione, un metodo diverse per comunicare l ' i n -t a n g i b i l i t a , 1 ' i n a f f e r r a b i l i t a d i una esistenza semplice? A mlo parere non e s i s t e raglone per cu i dobbiamo aspet-t a r c i l a variazione d i uno s t i l e che e gia spogliato d i tutto quello che puo" rompere i l senso d e l l ' e s i s t e n z a che lo s c r i t t o r e c i vuole comunicare, e neanche un mutamento tematlco, perche e g l i ha g i a riconosciuto l a capacita dell'umile gente d i paese d i provare una corrispondenza, benche vaga /con questo senso d e l l ' e s i s t e n z a . Cassola ha fa t t o l a sua s c e l t a , lasclando a i c r i t i c l 11 d i r i t t o d i discutere quanto vogliono s u l l a capacita c r e a t i v a d e l -l ' a r t i s t a . Quando e creativo 1'artista? N e l l a s o l l t u d i n e d i un ambiente f a m l l i a r e , o i n mezzo a l i a confusione d e l l e c o r r e n t i l e t t e r a r l e , e d e l l e l o t t e s o c i a l i e c u l t u r a l ! ? Scegllendo d l r i t l r a r s i per quanto p o s s i b i l e dai mondo esterno, Cassola ha trovato 11 modo migliore per aff e r r a r e 1'aspetto durevole e immutablle d e l l ' e s i s t e n z a comune. Mi pare che non c i s i a nessuno che abbia apprezzato l a s e n s i b i l i t a d i Cassola narratore megllo del c r i t i c o Riccardo Scrlvano. . . . Cassola sente, perfino n e l l e sue cose meno r i u s c l t e , l a necessita d l raccontare puramente e sempllcemente c i o che l a sua fa n t a s i a ha i n t u i t o : a l l o r a l e parole g l i vengono spoglle sotto l a penna, perche l a sua poetica e informata proprio a questa necessity d l secchezza, perche i l suo s t i l e nasce dall'urgenza d e l l e cose da d i r e . . . . La sua forza d i narratore s t a i n questo: che non e'e" un'economia narrativa, una tecnica espressiva che venga razionalmente indagata e resa a r t i f l c i a l m e n t e 115 necessar ia . I suoi raccont i hanno l a necess l ta d e l l e cose fantas t i che ; ed e per questo, che laddove e g l i £ poeta, l a sua pagina v i e n f u o r i n l t i d a e a s c l u t t a da c r o n l s t a a n t i c o , che non s i l a s c l a sfuggire mal l e r a g i o n i profonde per c u i g l i uomini aglscono, proprlo quando narra quel le a z i o n i che contengono i n se i l segreto d e g l l uomini . La materia d i Cassola narratore & una d e t t a g l i a t a r e a l t y i n t e r i o r e , non precosclente , non preumana, ma interamente capace d i esprlmere se s t e s s a . £ 116 Note sul l a Coneluslone 1 Bernardino Cogo, "Carlo Cassola. Introduzione a l i a v i t a semplice," Letture, XX ( 1 9 6 5 ) . 5 0 7 . 2 Angela Giannltrapani, "La poetica di Carlo Cassola," Nuova Antologia, vol. 489, ( 1 9 6 3 ) , 104. 3 Giorgio Barberi Squarotti, "Cassola o i fondamenti del romanzo futuro," Palatlno, II, v i i ( 1 9 5 8 ) , 80-81. 4 Go Barberi Squarotti, Poesla e narrativa del secondo novecento, (Milano: Mursia, 1961), p.241. 5 Riccardo Scrivano, "Cassola e i l romanzo," II Ponte, fasc. 8 - 9 , anno xvl ( i 9 6 0 ) , 1 2 6 0 . BIBLIOGRAPIA I. OPERE DI CASSOLA ESAMINATE IN QUESTA TESI Cassola, C a r l o . La V l s l t a . T o r i n o , E i n a u d i , 1962. • . I I T a g l l o d e l Bosco. 7 a ed., Torin o , E i n a u d i , 1959. Fausto e Anna, nuova e d i z i o n e , Torino, E i n a u d i , l a Ragazza d l Bube. 1 5 a ed., Torin o , E i n a u d i , I960. " liFn Cuore a r l d o . 6 a ed. , T o r i n o , E i n a u d i , I96T. I I C a c c i a t o r e . 3 a ed., To r i n o , E i n a u d i , 1964. Tempi memorablli. T o r i n o , E i n a u d i , 1966. S t o r l a d l Ada. 2 a ed., To r i n o , E i n a u d i , I 9 6 7 . F e r r o v l a l o c a l e . T o r i n o , E i n a u d i , 1968. raI v e l e n l c r i t i c i , " R a g ionl n a r r a t i v e , I , v, I 9 6 0 , 19-30. I I . OPERE E ARTICOLI CRITICI CONSULTATI A c e r b i , M. T., Sandra Pare. "Cassola e Bassani. L'intimlsmo p s i c o l o g i s t i c o , " Aevum, XL, 1966, 177-188. Amoruso, V l t o . "Per una s t o r l a d l Cassola," Nuova  c o r r e n t e , X V I I I , a p r i l e - g i u g n o i 9 6 0 , 124-128. Asor Rosa, A l b e r t o . S c r i t t o r l e popolo. Vol.11; La  c r l s l d e l popullsmo. C a s s o l a - P a s o l l n l . 2a ed., Roma, Samona e S a v e l l i , 1966. B a r b e r i S q u a r o t t i , G i o r g i o . "Cassola o 1 fondamenti d e l romanzo f u t u r o , " P a l a t l n o , I I , v i i , 1958, 74-81. 118 Barberi Squarotti, Giorgio. "Dopo che e sorta l'alba," II Verrl. IV, i , i960, 28-58. . 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